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Vecchio 05-02-2012, 18:00   #1 (permalink)
great gatsby
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padri e figli

Pansa



I genitori hanno ingannato i loro figli: più del prof Monti picchiate sindacati e papà
Il bestiario.

La famiglia ha ingannato i figli col mito della laurea e lo stesso hanno fatto le università, politici e parti sociali


Saprei bene con chi prendermela, e chi picchiare, se fossi un ragazzo italiano sui venticinque anni. Uno di quelli davvero sfigati. Senza un lavoro vero. Con l’unica prospettiva di fare il precario a vita.
E di mutare in peggio questa condizione diventando un disoccupato stabile. Privo di un alloggio decente.

Con pochi soldi in tasca.
Costretto a sperare sempre nell’aiuto economico dei miei famigliari. Per primi me la prenderei proprio con loro: il papà, la mamma, forse anche i nonni.

Sono cresciuti in una società dove trionfava il mito del figlio laureato. Volevano il figlio dottore, nella convinzione che un pezzo di carta sarebbe bastato a renderlo benestante per la vita. Ero uno studente svogliato, ma a tutti i costi hanno voluto mandarmi all’università.

Mi hanno lasciato andare avanti, anche se vedevano che tardavo a dare gli esami e i miei voti erano sempre mediocri.
Si consolavano dicendo che prima o poi avrei messo la testa a posto. E dopo la laurea, anche se ben poco brillante, un lavoro comunque l’avrei trovato. Sono dei disgraziati, questi miei genitori.
Dei truffatori che hanno ingannato il loro amato figliolo. Quando si sono resi conto che non mi piaceva studiare, che odiavo i libri e gli esami, avrebbero dovuto prendermi per il collo e dire: adesso basta con l’università, devi imparare un mestiere che ti aiuti a campare.

Sarei stato d’accordo anch’io. C’era un lavoro che avrei fatto volentieri: il falegname che costruisce porte, finestre, mobili e li ripara quando si guastano. Quando l’ho detto in famiglia, è successo il finimondo. La mamma ha strillato: il falegname? Impossibile, è un mestiere da poveracci, sempre in mezzo al legno, alla polvere, con il rischio di tagliarsi una mano.

Il papà ha aggiunto: nessuna ragazza per bene vorrai mai mettersi con un falegname, non potrai farti una famiglia.
Gli ho replicato che esistevano altri mestieri che avrei provato a fare con piacere: il fabbro, l’idraulico, l’elettricista. Quelli che conoscevamo avevano sempre molto lavoro, guadagnavano bene, lo si vedeva dai conti che ci presentavano.

Chiamare un antennista perché migliorasse la ricezione del nostro televisore era come convocare un chirurgo: lunghe liste d’attesa e parcelle salate. Non c’è stato verso di convincerli.
I miei cari genitori mi rispondevano: prima prendi la laurea, poi vedremo. Comunque, un posto in banca o in un ufficio pubblico lo troverai. Dopo aver pestato per bene papà e mamma, dovrei picchiare i capi di molte università. Hanno lasciato ingrossare corsi che servivano soltanto a mantenere delle cattedre e dei professori
. Non hanno bloccato gli studenti che correvano ad iscriversi, avvertendoli: guardate che qui fabbrichiamo soltanto disoccupati. Laurearsi in storia, lettere e filosofia, psicologia, scienze della comunicazione, sociologia, per fare soltanto qualche esempio, non vi aiuterà mai a trovare un lavoro.
È stato così che migliaia di ragazze e di ragazzi si sono iscritti a un corso qualsiasi, di solito quello che li attraeva di più. E non sono mai stati messi di fronte alla realtà brutale che oggi li schiaccia: non hanno imparato nessun mestiere vero, sono usciti dall’università nudi e crudi come ci erano entrati, con la condanna a non avere niente in tasca che li aiuti a vivere in modo decente.
Altri soggetti da pestare di brutto sono i partiti e i sindacati.

Quando vedo i loro capi gridare alla televisione che è stato rubato il futuro ai giovani, mi verrebbe voglia di aspettarli sotto casa. Quasi nessuno dei bonzi politici e sindacali si è mai occupato sul serio di noi. Vogliono soltanto il nostro voto, ma in cambio non ci danno nulla.

Non avvertono neppure i diciottenni di oggi che è meglio rifiutare l’università e scegliere qualche buon istituto tecnico che li addestri a un mestiere. Stanno tutto il giorno a rompersi le corna sull’articolo 18 sì o no. E non sprecano un po’ di fiato a spiegarci una verità che ho imparato anch’io, a mie spese.


La verità è la seguente.

Il problema numero uno non consiste nel trovare un posto di lavoro qualsiasi, ma nel conoscere bene un mestiere. Che può essere molto diverso: dal falegname che avrei voluto diventare, al tecnico che sa tenere i conti di un’azienda. Se possiedi al meglio una professione, puoi anche perdere il posto di lavoro. Ma prima o poi lo troverai da un’altra parte. I posti di lavoro non si creano per magia, soprattutto in quest’epoca di crisi. Però se hai conquistato un mestiere e sai farlo davvero bene, nessuno te lo porterà mai via. Avete mai incontrato un idraulico o un elettrotecnico disoccupati? Io mai. E un esperto di coltivazioni agricole, uno che sa tutto di uliveti e di vigneti, l’avete mai visto a mani vuote? Io no.

Purtroppo, i partiti e i sindacati sono vecchie cattedrali zeppe di celebranti superati: cardinali, vescovi, parroci rimasti fermi a un tempo che non esiste più.
Dovrebbero spiegare ai loro iscritti e ai loro elettori che anche l’Italia, come il resto del mondo, è coinvolta in una gigantesca rivoluzione culturale. Che cambierà il senso di parole antiche: lavoro, posto fisso o mobile, pensione, titolo di studio, attitudine a svolgere una professione piuttosto che un’altra. Da quel poco che capisco alla mia giovane età, e senza sapere che cosa mi aspetta, credo che cambierà anche la scala di valori oggi dominante nella società. Un bravo falegname verrà stimato quanto un bravo avvocato, e forse sarà pure pagato di più. Un infermiere esperto avrà più mercato di un medico generico.


Mio padre e mia madre sbagliano nel dire che nessuna ragazza vorrà sposare uno che costruisce porte o ripara mobili. Quando la ragazza si renderà conto che il moroso guadagna quanto tre impiegati all’anagrafe municipale, farà di tutto per portarlo all’altare o dinanzi al sindaco. Ho immaginato che potrebbe parlare così un giovane tra i venti e venticinque anni. Ma dal momento che sono ben più vecchio, ho due spiccioli di esperienza da offrire ai ragazzi di oggi. Il primo riguarda la conquista dell’eccellenza in una professione. Quasi tutti credono che ai buoni posti di lavoro, e ai buoni stipendi, di solito si arrivi per vie traverse: amicizie importanti, padrinaggi politici, raccomandazioni di vario genere. Ma non è affatto così.

L’eccellenza si conquista sin da ragazzi, con lo studio, la voglia di darsi da fare, la fatica continua, giorno per giorno. Emergere in qualsiasi professione comporta molti sacrifici anche nella vita privata. Se ti sposi o convivi in giovane età, augurati che la tua compagna sia tanto intelligente e generosa da accettare di vederti più al lavoro che in casa.
E non ti mandi a quel paese nel sentirti dire: «Scusami, ma ho da fare!». L’altra esperienza rimanda alla polemica sulla battuta del premier Mario Monti, a proposito della noia del posto fisso. Il presidente del Consiglio è stato sommerso da una valanga di rimproveri. Ma non ha detto una cosa priva di senso.


Nel corso di una vita bisogna sempre essere disposti a cambiare posto di lavoro, non il mestiere che si è scelto di fare. Mio padre Ernesto, operaio del telegrafo, sosteneva : «È meglio, ogni tanto, cambiare padrone». In molti decenni di giornalismo, sono passato da un editore all’altro. A tutt’oggi ne ho collezionati ben nove. Credo di essere titolare di un record. E mi è rimasto impresso quanto mi disse il primo direttore che lasciai. Era Giulio De Benedetti, che guidava la “Stampa”, un signore anziano che la sapeva lunga. Era il marzo 1964 e non avevo ancora 29 anni. Sul momento, De Benedetti si infuriò perché avevo accettato l’offerta di un quotidiano più piccolo, il “Giorno” di Italo Pietra. Quando l’incavolatura gli passò, mi disse: «Ma sì, fa bene andarsene. Non faccia come i suoi colleghi che sono sempre rimasti qui e adesso nessuno li vuole più!».

di Giampaolo Pansa

04/02/2012
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Vecchio 06-02-2012, 10:21   #2 (permalink)
Ocean Soul
 
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Data registrazione: Jul 2009
Località: RE
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non ho letto tutto, cmq conosco 2 falegnami ...

hanno 9 dita in 2 ...
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Oshark non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 06-02-2012, 10:30   #3 (permalink)
Sen
ευαiσθητος
 
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Messaggi: 1,134
Discorso falegname a parte il concetto di fondo è condivisibile. Le agenzie interinali cercano muratori, piastrellisi, verniciatori, elettricisti, ragionieri etc.. gente che sa fare un mestiere.
Sen non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 06-02-2012, 11:09   #4 (permalink)
@lr
kafkianamente rimosso
 
L'avatar di @lr
 
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 11,779
col senno di poi non ha torto, mi domando se pansa abbia figli e nipoti e cosa facciano.

comunque mi sembra il solito voltagabbana
__________________
pronti con manette e monetine.
@lr non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 06-02-2012, 12:44   #5 (permalink)
apota
 
L'avatar di ConteRosso
 
Data registrazione: May 2008
Località: mondo virtuale
Messaggi: 7,178
condivisibile nella sostanza, al solito Panza (sic!) è controcorrente
debole sulla questione che un posto di lavoro
si trova solo per merito e non per raccomandazione
ho l'esempio di due persone vicino a me che pur avendo indubbi meriti
hanno avuto una bella spinta...
basterebbe fare l'esempio dei figli di notai, farmacisti ,avvocati etc..
__________________
Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
ConteRosso non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 06-02-2012, 14:36   #6 (permalink)
Ocean Soul
 
L'avatar di Oshark
 
Data registrazione: Jul 2009
Località: RE
Messaggi: 1,094
Citazione:
Originalmente inviato da Sen Visualizza messaggio
Discorso falegname a parte il concetto di fondo è condivisibile. Le agenzie interinali cercano muratori, piastrellisi, verniciatori, elettricisti, ragionieri etc.. gente che sa fare un mestiere.
ragionieri ... ?

Citazione:
Originalmente inviato da @lr Visualizza messaggio
col senno di poi non ha torto, mi domando se pansa abbia figli e nipoti e cosa facciano.

comunque mi sembra il solito voltagabbana
appunto, e il figlio di Monti che << dopo la laurea alla Bocconi e due master alla Columbia University, ha lavorato in Goldman Sachs come papà Mario, e si è specializzato in Citigroup e Morgan Stanley >> era stato assunto alla Parmalat ...

poi quando sono arrivati i Francesi l'hanno licenziato ...
__________________
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Oshark non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 06-02-2012, 14:47   #7 (permalink)
S U P E R S F I G A T O
 
L'avatar di Gassato
 
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concordo
Gassato non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 06-02-2012, 22:22   #8 (permalink)
collegio dei patafisici
 
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Data registrazione: Nov 2002
Località: liguria
Messaggi: 15,241
__________________
The real secret of stock market success still remains (and probably will remain) locked up in the bosoms of a few who are too busy to write, and too rich to feel the need of writing

Henry Howard Harper: The Psychology of Speculation

http://opinionidalmondo.investireoggi.it/
https://twitter.com/#!/gipa691
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Vecchio 06-02-2012, 22:34   #9 (permalink)
great gatsby
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ma i tuoi figli


lo sanno ?
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Vecchio 07-02-2012, 09:11   #10 (permalink)
f4f
翠鸟科
 
L'avatar di f4f
 
Data registrazione: Oct 2003
Località: taglialegna da CiubeBBa;at Tokyo as Zenigata;capt Orr;lednàcèk;Orazio;and miles to go before I sleep
Messaggi: 34,050
Citazione:
Originalmente inviato da gipa69 Visualizza messaggio

+1

noto che in nessuno è esplicitamente menzionato l'uso di taggiasca
quindi, ad evidenza, c'è persino un sistema socio-ecologico superiore ai tre qui menzionati
dixit
__________________
per aspera ad astra,
ma che fatica però
f4f non è connesso   Rispondi citando
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