Lo so, non avete voglia di andare in home e cliccare...ecco il testo
Il comparto delle obbligazioni convertibili è sempre dimenticato dagli investitori istituzionali, per via degli scarsi volumi su molte emissioni, ed anche dai piccoli investitori per via della scarsissima pubblicità fatta ad emissioni, invece, che presentano interessantissime caratteristiche.
Questa settimana segnalo un investimento di lungo periodo che presenta ottime opportunità di guadagno, ma anche alcuni aspetti di rischio da non sottovalutare.
Obbligazione Alitalia 22/7/07 convertibile 2.9%
Scadenza: 22 luglio 2007
Codice ISIN: IT0003331888
Valore nominale: 0.37
Lotto minimo (le convertibili lo hanno ancora): 37 (corrispondente 100 obbligazioni da 0.37 nominali).
Rapporto di conversione: 1 obbligazione per 1 azione, sempre possibile fino al 7 luglio 2007, salvo i "soliti" periodi (es: dalla convocazione del CdA per il bilancio fino alla data di stacco del dividendo o, in mancanza, alla delibera assembleare sul bilancio).
Il premio di conversione è circa del 25%, vale a dire che, comprandola al prezzo di venerdì scorso (89.35 il riferimento), la conversione sarà conveniente se, da qui al 7/7/07, il prezzo di mercato dell'azione dovesse salire del 25% o più. In tal caso, si otterrebbe un extra-rendimento rispetto al rendimento della componente obbligazionaria.
Il bond offre un rendimento effettivo netto annuo di circa il 4.90%: rende bene, circa un punto e mezzo oltre il corrispondente BTP, rende benissimo se si tiene conto che si tratta di un’obbligazione convertibile, rende ottimamente se si tiene conto del premio di conversione niente affatto elevato e da raggiungere in un qualsiasi momento da adesso sino alla scadenza.
Ci sono, però, alcune considerazioni.
- Alitalia è una società in dissesto, ed è in piedi solo per l'intervento dello Stato.
- Alitalia non è ancora capace di ridurre in maniera significativa i costi, soprattutto i costi legati ai
dipendenti.
- Alitalia è una società il cui fallimento non si può definire impossibile, o quasi: la presenza dello Stato può rappresentare una sorta di garanzia impropria, ma non ci si può basare solo su tale aspetto, e se si desidera investire in maniera tranquilla si farà bene ad evitare il bond.
- Il recente aumento di capitale, tramite il quale è stata emessa la convertibile, ha visto una forte quota di inoptato (azioni ed obbligazioni convertibili non sottoscritte dal mercato), quota che è stata sottoscritta dalle banche componenti il consorzio di garanzia. Tali titoli sono destinati, prima o poi, a finire sul mercato, qualcosa forse ci è già finito, ed in ciò si può vedere una delle cause del forte calo delle quotazioni.
Ricordo che le obbligazioni quotano a “corso secco” in percentuale rispetto al nominale (pertanto 89.35 vuol dire 89.35% del nominale di 0.37), prezzo a cui si deve aggiungere il rateo di cedola maturato (al momento, circa 0.66).