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Vecchio 08-12-2011, 11:32   #1 (permalink)
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Ma se Fiat non vende auto, perchè si dovrebbero vendere le azioni Volkswagen ??!

Mi piacerebbe introdurre la discussione di un fatto accaduto questa mattina, che apparentemente non c'entra nulla con i trading system. Invece, secondo il mio modesto parere, e' uno degli aspetti piu' problematici dei trading system professionali, ossia i trading system delle grandi banche d'investimento internazionali che non lavorano mai in un'ottica di singolo titolo, come prevalentemente facciamo noi, ma in un'ottica sempre settoriale.

La notizia di oggi e' un rivale francese concorrente di Diasorin, Biomerieux, che ha annunciato difficolta' di mercato e percio' la nostra azione nostrana, sotto la spinta dei trading system internazionali settoriali, e' scesa del 4%.

Ma da che mondo e' mondo, se un rivale e' in difficolta' l'altro concorrente non dovrebbe giorire ? Quando, ad esempio, sempre per la crisi economica, ha chiuso il bar di fronte a casa mia, il barista dell'angolo accanto ha esultato, perche' si sarebbe accaparrato gran parte dei clienti. Allo stesso modo non si vede perche' la notizia del crollo di vendite della Fiat in Europa dovrebbe riflettersi pesantemente sulla Volkswagen, come in effetti accade invece sempre, sotto la spinta delle vendite dei grandi hedge fund e fondi internazionali che pensano che quando Atena pianga Sparta non debba ridere.

C'e' qualcosa di insano e di patologicamente malato nei modelli di trading istituzionali ? Se si, come si puo' pensare di sfruttarlo in ottica di trading system ?
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Vecchio 08-12-2011, 11:33   #2 (permalink)
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Vecchio 08-12-2011, 11:41   #3 (permalink)
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C'e' qualcosa di insano e di patologicamente malato nei modelli di trading istituzionali ? Se si, come si puo' pensare di sfruttarlo in ottica di trading system ?
Prima della discussione, anticipo da subito la mia proposta in ambito "trading system".

Immagino che le obiezioni di molti di voi potranno essere ricondotte alle seguenti tesi :
" Mica vuoi andare a metterti a giocare contro gli istituzionali ?"
" Bisogna seguire il trend, non andarci controcorrente"
"Se Fiat perde quote di mercato, non ha importanza che Volkswagen le guadagni, ma ha importanza che il mercato creda che non si venderanno piu' Polo e Golf a causa della crisi della Fiat"

Ebbene, allora la proposta di un semplice trading system per assecondare queste obiezioni potrebbe essere il seguente:

1) si prepara una media dei target price di tutti gli investitori professionali, che come sappiamo debbono essere comunicati sui siti di Borsa italiana, o di tutte le altre borse in caso di titoli europei:

Esempio target di prezzo
Websim 8
Chevreux 7
Intermonte 5
etc.

Si comparano le medie dei target con i prezzi reali e si agisce sulla base della seguente regola:

A) se i prezzi di mercato sono lontani dai target degli analisti allora compra
B) se i prezzi di mercato sono vicini ai target degli analisti o li superano allora vendi

Che ne dite ?
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Vecchio 08-12-2011, 11:56   #4 (permalink)
Nulla e' come appare.
 
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Mi piacerebbe introdurre la discussione di un fatto accaduto questa mattina, che apparentemente non c'entra nulla con i trading system. Invece, secondo il mio modesto parere, e' uno degli aspetti piu' problematici dei trading system professionali, ossia i trading system delle grandi banche d'investimento internazionali che non lavorano mai in un'ottica di singolo titolo, come prevalentemente facciamo noi, ma in un'ottica sempre settoriale.

La notizia di oggi e' un rivale francese concorrente di Diasorin, Biomerieux, che ha annunciato difficolta' di mercato e percio' la nostra azione nostrana, sotto la spinta dei trading system internazionali settoriali, e' scesa del 4%.

Ma da che mondo e' mondo, se un rivale e' in difficolta' l'altro concorrente non dovrebbe giorire ? Quando, ad esempio, sempre per la crisi economica, ha chiuso il bar di fronte a casa mia, il barista dell'angolo accanto ha esultato, perche' si sarebbe accaparrato gran parte dei clienti. Allo stesso modo non si vede perche' la notizia del crollo di vendite della Fiat in Europa dovrebbe riflettersi pesantemente sulla Volkswagen, come in effetti accade invece sempre, sotto la spinta delle vendite dei grandi hedge fund e fondi internazionali che pensano che quando Atena pianga Sparta non debba ridere.

C'e' qualcosa di insano e di patologicamente malato nei modelli di trading istituzionali ? Se si, come si puo' pensare di sfruttarlo in ottica di trading system ?

Buondì Patfà piacere leggerla anche su IO...infatti i mercati non sono razionali, soprattutto nella contestualità dei fatti e coloro che riescono a guadagnare direttamente con il loro io, senza usare un metodo disciplinato che implichi anche la conoscenza a priori della finanza comportamentale, probabilmente hanno delle turbe mentali

...un'esempio pratico semplificato, è rappresentato dall'eccessiva disparità attuale, dello spread italiano rispetto a quello francese, visto che anche la Francia pur avendo noti problemi analoghi ai nostri è pure guidata da un leader di scarso valore ed è notorio che il managment di un'azienda come quello di 1 stato...è tutto.

Ultima modifica di Pitagora : 08-12-2011 alle ore 12:00.
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Vecchio 08-12-2011, 13:11   #5 (permalink)
Pek
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PAT,a volte faccio fatica a seguirti

Parti da quesiti interessanti:
-quando la difficoltà di una azienda e indicatrice di difficoltà settoriale?
-gli istituzionali sovrastimano il legame azienda-settore?

e proponi operativamente di sfruttare eventuali eccessi:

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C'e' qualcosa di insano e di patologicamente malato nei modelli di trading istituzionali ? Se si, come si puo' pensare di sfruttarlo in ottica di trading system ?
Poi rigiri tutto su presunte obiezioni e ti ritrovi a traino dei target price
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A) se i prezzi di mercato sono lontani dai target degli analisti allora compra
B) se i prezzi di mercato sono vicini ai target degli analisti o li superano allora vendi

Che ne dite ?
In sintesi:

-verifichiamo se A è sempre vero
-generalmente si crede A vero quindi A è (assunto) vero *

Sembra più un test psico-logico


*sempre che target price rifletta l'esposizione reale dell'istituzionale

Ultima modifica di Pek : 08-12-2011 alle ore 13:25.
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Vecchio 08-12-2011, 13:36   #6 (permalink)
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PAT,a volte faccio fatica a seguirti

Parti da quesiti interessanti:
-quando la difficoltà di una azienda e indicatrice di difficoltà settoriale?
-gli istituzionali sovrastimano il legame azienda-settore?

e proponi operativamente di sfruttare eventuali eccessi:
Ok, alla riproposizione in questi termini della questione.

Citazione:
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Poi rigiri tutto su presunte obiezioni e ti ritrovi a traino dei target price


In sintesi:

-verifichiamo se A è sempre vero
-generalmente si crede A vero quindi A è (assunto) vero *

Sembra più un test psico-logico


*sempre che target price rifletta l'esposizione reale dell'istituzionale

Il "rigirare" la questione fa parte di un corretto procedimento logico deduttivo, per la precisione e' un ragionamento per assurdo.

Per verificare se le due condizioni sopra indicate sono vere ("A") si possono formulare due ipotesi e poi verificarle se si debba rigettarle o meno.

Le due ipotesi di lavoro sono:
1) provo a testare se la difficolta' di una singola azienda si riflettano sull'intero settore, in quanto le sue quote di mercato non vengono assorbite dai concorrenti. In tal caso seguo le indicazioni dei trading system istituzionali che sono settoriali

2) provo a testare se la difficolta' di una singola azienda NON si riflettano sull'intero settore, in quanto le sue quote di mercato vengono assorbite dai concorrenti. In tal caso NON seguo le indicazioni dei trading system istituzionali che sono settoriali, ma compro il concorrente.

Essendo per natura un contarian, io seguo generalmente 2, per cui oggi ho acquistato Diasorin. Se invece le difficolta' riguardano le aziende che riportano fatti nuovi negativi, io sono un convinto trend follower, per cui oggi avrei venduto l'azienda francese se l'avessi detenuta in portafoglio.

Testare il metodo 2 non e' semplice.
Testare il metodo 1 e' piu' semplice, attraverso il metodo di lavoro che avevo suggerito, cioe' una media dei target price previsti ed un'operativita' basati sugli scostamenti di prezzo. In questo secondo caso puo' essere utile l'analisi di cointegrazione, cioe' osservare se il percorso dei target price che riflettono le mutate prospettive settoriali oltre a quelle individuali e' in qualche misura stazionario rispetto ai prezzi

Spero di aver chiarito un po' una questione che oggettivamente non e' per nulla semplice.

Ciao
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Vecchio 08-12-2011, 13:41   #7 (permalink)
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Buondì Patfà piacere leggerla anche su IO...infatti i mercati non sono razionali, soprattutto nella contestualità dei fatti e coloro che riescono a guadagnare direttamente con il loro io, senza usare un metodo disciplinato che implichi anche la conoscenza a priori della finanza comportamentale, probabilmente hanno delle turbe mentali
Piu' che riguardare la questione se i mercati siano razionali o meno, io penso che sia adeguata alle necessita' di un portafoglio istituzionale una metodologia semplice come "vendere un intero settore non appena un'azienda riporta risultati negativi". In realta' poi credo, anzi ne sono assolutamente sicuro, che in un gioco a somma zero se vi e' uno che perde (la Fiat) vi e' sicuramente qualcuno o piu' che guadagnano ( la Volkswagen ?)

Ciao
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Vecchio 08-12-2011, 14:05   #8 (permalink)
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Ok, alla riproposizione in questi termini della questione.




Il "rigirare" la questione fa parte di un corretto procedimento logico deduttivo, per la precisione e' un ragionamento per assurdo.

Per verificare se le due condizioni sopra indicate sono vere ("A") si possono formulare due ipotesi e poi verificarle se si debba rigettarle o meno.

Le due ipotesi di lavoro sono:
1) provo a testare se la difficolta' di una singola azienda si riflettano sull'intero settore, in quanto le sue quote di mercato non vengono assorbite dai concorrenti. In tal caso seguo le indicazioni dei trading system istituzionali che sono settoriali

2) provo a testare se la difficolta' di una singola azienda NON si riflettano sull'intero settore, in quanto le sue quote di mercato vengono assorbite dai concorrenti. In tal caso NON seguo le indicazioni dei trading system istituzionali che sono settoriali, ma compro il concorrente.


Ciao
beh,esisteranno settori in cui può prevalere spesso l'ipotesi 1) e altri in cui si rileva spessio l'ipotesi 2),oltre i casi specifici

Il problema del test 1) è che assume i target price come indicativi della posizione reale degli istituzionali
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Vecchio 08-12-2011, 14:33   #9 (permalink)
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beh,esisteranno settori in cui può prevalere spesso l'ipotesi 1) e altri in cui si rileva spessio l'ipotesi 2),oltre i casi specifici

In ogni caso ritenere che un calo delle vendite di un concorrente debba riflettersi in un calo del prezzo di borsa pari all'80% del calo avuto nel prezzo di borsa del concorrente (perdita del 4,3% di fornte ad una perdita del 5%) mi sembra un'ipotesi audace, forse eccessiva.

Ma questa questione specifica non riguarda i trading system.
L'altra questione che hai posto sulla veridicita' dei target price invece pare di si.
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Vecchio 08-12-2011, 14:44   #10 (permalink)
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Il problema del test 1) è che assume i target price come indicativi della posizione reale degli istituzionali
Intendo tutti i target price intesi come prezzo media o mediana, non 1 caso isolato che potrebbe nascondere dei conflitti di interesse.

Intendo prendere tutti i target price e fare una media, eventualmente una media ponderata (i target price di Equita UBS Morgan Stanley, Chevreux etc. valgono come peso 1, quelli di Websim e di altre Sim che che sono di solito sbagliati 0,5, etc.)

Cerco un esempio e se lo trovo lo posto.
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