Proseguo col "pistolotto introduttivo": la seconda ragione di tipo logico-deduttivo del LHE è la tendenza, presente nella stragrande maggioranza degli asset finanziari, a concentrare il massimo-minimo della giornata in due momenti ben precisi:
l'Open ed il Close.
La cosa è risaputa e non meriterebbe grande importanza, non fosse che serve a ricordare a tutti, per esempio, che se cerco tendenze rimarcabili in altri orari es tra le 15:30 e le 16:30.... beh delle due l'una:
- o trovo una spiegazione plausibile (es la diffusione di dati macro);
- oppure sto facendo data mining, nel senso più deteriore.
Affidando alla forza bruta della statistica la ricerca di relazioni che non si sa spiegare, e che dunque potrebbero risultare "robustissime" ad un test di significatività.... e non di meno essere frutto del caso (il solito esempio dell'effetto superbowl sulla performance di Wall Stret).
Niente di male a fare data mining (io ne ho fatto in quantità industriale), solo bisogna esserne consci, e non pensare di avere qualche arma segreta in più.... che io nella mia cameretta ho messo a punto, mentre a Goldman....ancira se la sognano

Questa relazione tra tempi della seduta di trading e massimi/minimi è illustrata in questo paper dell'anno di grazia 1996, ma per chi non avesse voglia di leggere tutto, il succo è nella figura che posto qui sotto.
Gli autori hanno esaminato 3 anni di dati sul FTSE100 future, ed hanno evidenziato che in più del 50% dei casi (circa 1/3 in
Open e circa 1/5 in
Close) i masimi ed i minimi della giornata si formano nella prima e nell'ultima barra della scansione temporale.
PS secondo gli autori, solo la "frequenza" dell'
Open è significativamente diversa da una distribuzione random, mentre quella del
Close è compatibile con una ipotesi di RW, ma questo è un dettaglio "da econometrici"

su cui al momento possiamo soprassedere.