tutti che vogliono i tre bond
certo che il giornale LASTAMPA è strano perchè ieri ha pubblicato che
Utile netto consolidato normalizzato 2008 a 3,9 miliardi di euro
mentre oggi dice che è inferiore perchè considera solo l'utile netto senza le componenti staordinarie ed ammnta a soli 2,6 miliardi con un calo del 64% rispetto al 2007
da
http://www.lastampa.it/redazione/cms...2100girata.asp
Le svalutazioni pesano su Intesa

MILANO
Niente dividendo - se non quello previsto da statuto per gli azionisti di risparmio, 2,6 centesimi -, focus sul rafforzamento patrimoniale e conti pesanti:
gli utili 2008 fissano un calo del 64,8% per Intesa Sanpaolo, a quota 2,6 miliardi di euro (3,9 miliardi se si considerano i profitti netti senza le componenti non ricorrenti, a -10,6%), dopo un ultimo trimestre finito con una perdita di 1,2 miliardi di euro. Cedola mista - 0,62 euro, di cui 0,15 euro in contanti e 0,47 euro (ai prezzi di giovedì) con l’attribuzione di un’azione ogni 25 possedute - invece per le Generali, che chiudono il 2008 con profitti netti a 861 milioni (-70%). Nel giorno in cui Intesa avvia le procedure per accedere a 4 miliardi di Tremonti Bond (che il gruppo «intende rimborsare entro il 30 giugno 2013»), le Generali, attraverso la controllata Alleanza, firmano il divorzio da Intesa nel business bancario-assicurativo. La Borsa alla fine premierà entrambi i titoli. Generali a +1,02%, mentre la banca chiude a +1,7% ma in corso di seduta arriva a perdere il 6,9%.
Colpa di risultati (i proventi operativi netti sono scesi del 5,7% a 18,2 miliardi) inferiori rispetto alle attese degli analisti e condizionati dalle maxi-svalutazioni che il gruppo ha eseguito nell’ultimo trimestre. Si tratta di ulteriori 3,1 miliardi che includono importanti impairment di partecipazioni strategiche (165 su Telco, la holding di controllo di Telecom, 78 su Rcs, 60 milioni su Allfunds Bank) e non, rettifiche di valore, tra cui 999 milioni riguardanti crediti. «Abbiamo messo fieno in cascina perché non sappiamo quanto durerà l’inverno», commenta l’ad Corrado Passera. Guardando al 2009, l’ad segnala che «sarà l’anno più difficile», non si spinge nel fornire previsioni dettagliate, se non che ci sarà «un utile solito», con la conseguente aspettativa di «un ritorno al dividendo». Considerando che, come segnala la banca, «le rettifiche nette di valore su crediti si prospettano superiori a quelle del 2008» ed essendo improbabili nuovi pesanti impairment, il gruppo prevede un utile netto distribuibile, ma «inferiore a quello del 2008».
Prima però andrà pagata la cedola dei Tremonti-Bond, strumento che il gruppo utilizzerà per un valore di 4 miliardi «come forma di assicurazione per due o tre anni», dice Passera. Perché, rivendica il banchiere, «i nostri coefficienti patrimoniali sono tra i più solidi in Europa»: senza dividendo, al 31 dicembre 2008 il «Core Tier One» (il principale indice) dal 5,9 di un anno prima sale al 6,3%. Con l’utilizzo dello strumento ibrido il coefficiente andrà al 7,4%. La crisi colpisce anche Trieste (che registra una produzione in crescita nel vita e nel danni, ma un risultato operativo complessivo scesa del 18%, a 3,9 miliardi), dove sull’utile di Generali pesano svalutazioni per 5 miliardi di euro. Finisce quindi che anche qui Telco ha un impatto sugli utili per 200 milioni, mentre la partecipazione del 30% in Commerzbank grava per altri 30.
L’attenzione dei management, dimostrata dal pagamento di una cedola mista, è quella di premiare gli azionisti preservando nel contempo la solidità del gruppo: «Anche nel mezzo della tempesta dei mercati - sottolinea l’ad Giovanni Perissinotto - la struttura del capitale di Generali rimane molto forte». Lo dimostrano gli indici di solvibilità: il Solvency II è al 177%, «uno dei migliori del settore». Quanto al futuro, Perissinotto è certo: «Il 2009 continuerà ad essere impegnativo», con un approccio strategico che però «ci pone in una posizione forte non solo per affrontare questi tempi difficili ma anche per portare vantaggi a beneficio di tutti gli stakeholders».