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Vecchio 23-09-2010, 14:57   #1 (permalink)
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la LEGA ha voluto la testa di Profumo!

lo dice Geronzi
Unicredit, Geronzi: “Nessun asse con Berlusconi. Il problema sono le Fondazioni e il peso della Lega”



ma se facesse i conti credo che si potrebbero mettere le fondazioni leghiste a tacere

5%+2,5%=7,5% i libici
5% mediobanca
5% fondo AbuDabi
------------------------ 17,50%

direi che la percentuale supera le le fondazioni


se poi ci mettiamo le piccole proprietà tedesche
è fatta
la Lega Nord lo prende nel qulo

teniamo presente che la Lega vuole a tutti i costi che le banche obbediscano ai suoi desideri


ma ricordimanoci che sempre la LEGA ha fatto fallire 2 banche
ve lo ricordate FIORANI con la pop di Lodi?
tontolina non è connesso   Rispondi citando
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Vecchio 23-09-2010, 15:01   #2 (permalink)
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..... mmmmm.... secondo me ha ragione Giannini nell' articolo su Repubblica...
ilechegal non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 23-09-2010, 15:04   #3 (permalink)
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ricordiamo che se Profumo non avesse presentato le dimissioni
sarebbe stato sfiduciato
quindi
ha accettato optorto collo le dimissioni per incassare 2 milioni di euro in più che poi ha elatgito in beneficienza


Unicredit,Geronzireoccupa logica Fondazioni,Profumo primo caso

giovedì 23 settembre 2010 09:36

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ROMA (Reuters) - La crisi al vertice di Unicredit culminata con le dimissioni dell'AD Alessandro Profumo non ha a che fare con la presunta scalata dei soci libici, ma è frutto di un "malinteso senso del radicamento con il territorio" che esprimono in questa fase le Fondazioni bancarie. Lo ha detto Cesare Geronzi presidente di Generali in un colloquio con il quotidiano la Repubblica.
Quindi dietro il caso Profumo c'è il comportamento delle Fondazioni azioniste "che stanno riproducendo antiche formule del passato....e in nome di questo malinteso senso del radicamento con il territorio le Fondazioni rischiano di disgregare il sistema, mentre c'è bisogno di cementarlo", dice Geronzi, aggiungendo, "questo mi preoccupa molto".
Il banchiere oggi al vertice di Generali avverte: "Unicredit è il primo esempio. Ce ne potrebbero essere altri. Non Banca Intesa, per fortuna, dove Bazoli ha gestito al meglio la fase critica".
MAI PENSATO A PROGETTO FUSIONE MEDIOBANCA-GENERALI
Geronzi nega quindi, diversamente da come ricostruito ieri dal quotidiano La Repubblica, che ci sia un disegno orchestrato da governo e dallo stesso Geronzi per arrivare a una fusione Mediobanca con Generali.
Un progetto che Geronzi smentisce con decisione parlando di "fantascienza" e dicendo "non ci penso, non ci ho mai pensato", e non c'è né il rischio di una scalata dei soci libici, oggi con oltre il 7,5% di Unicredit, né tantomeno di una germanizzazione della banca di Piazza Cordusio, evocata ieri dal leader della Lega Umberto Bossi.
Su questo il giudizio di Geronzi è duro: "Non diciamo sciocchezze. Far serpeggiare adesso il rischio della scalata dei tedeschi con il solito slogan del 'no pasaran', dopo aver gridato al pericolo dei libici, mi pare davvero un modo stravagante e propagandistico di leggere gli eventi".
Infine critica aspramente, pur ricordando di non essere azionista Unicredit, la modalità con cui Profumo è stato dimissionato.
"Il caso Profumo non è degno di una banchetta di provincia...Il consiglio di amministrazione dell'altro ieri, con gente che entra e che esce e foglietti che volano da un tavolo all'altro, è uno spettacolo avvilente", taglia corto Geronzi.


"In Francia e in Germania una cosa del genere non sarebbe mai accaduta", aggiunge.
Sul sito Reuters.com altre notizie Reuters in italiano
Le top news anche su Reuters Italia (reuters_italia) on Twitter
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Vecchio 23-09-2010, 15:06   #4 (permalink)
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azionariato di unicredit

Commissione Nazionale per le Societ e la Borsa - Azionariato delle Societ quotate


http://89.97.177.200/main/documenti/..._TOrdDich.html
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Vecchio 23-09-2010, 15:07   #5 (permalink)
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quando arpe è stato defenestrato... ki l'ha voluto... e qui è uguale...
__________________
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Vecchio 23-09-2010, 15:11   #6 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da inthemoney Visualizza messaggio
quando arpe è stato defenestrato... ki l'ha voluto... e qui è uguale...
esatto!

il "Cardinale" e' ed ha amici mooolto potenti.... purtroppo per noi..

... smentiva anche le voci che lo volevano prima agli Gnomi e poi al Leone....
ilechegal non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 23-09-2010, 15:53   #7 (permalink)
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Successore di Profumo, si delinea l’identikit

Il nome del successore di Profumo alla guida di Unicredit arriverà probabilmente il 30 settembre, durante il CDA.

23 settembre 2010 ore 14:21
Nel pomeriggio di oggi dovrebbe prendere il via il confronto, all’interno dei vertici di UniCredit, sull possibile identikit del futuro successore di Alessandro Profumo alla carica di amministratore delegato.
Difficile che oggi si parli di nomi, troppo presto. I nomi probabilmente verranno fuori nel Cosiglio di Amministrazione del 30 settembre, a Varsavia, in Polonia.
Sarebbe infatti “irresponsabile”, hanno sottolineano in Unicredit – privilegiare l’aspetto temporale rispetto alla qualita’ della scelta del candidato.
Dunque il successore ci sarà in tempi brevi, ma senza fretta. Ricordiamo che dopo le dimissioni di Alessandro Profumo dalla guida di Unicredit, il CDA aveva dato mandato proprio al Presidente Dietr Rampl di cercare un successore.
La Lega Nord si schiera compatta contro l’ipotesi che l’istituto finisca in mani tedesche: ”Le fondazioni non stiano con le mani in mano e organizzino una difesa”, esortava Umberto Bossi.
Categoria: Unicredit
Argomenti: Alessandro Profumo,Dieter Rampl,Umberto Bossi
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Vecchio 27-09-2010, 12:54   #8 (permalink)
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da http://www.dagospia.com/rubrica-2/me...colo-18889.htm
CARO GERONZI, TI SCRIVO
Quando ha letto Gerovital Geronzi definire la fusione Capitalia-Unicredit "un'operazione straordinaria non solo per me e per Profumo, ma per il Paese", il professor Alessandro Penati non ci ha visto più. E oggi scaraventa su Repubblica una lettera aperta al Sor Cesare (p. 1-26). "Le chiedo scusa a nome dei cittadini di questo Paese che che ancora non hanno capito quanto Lei ha fatto per loro. Li perdoni presidente, in tema di finanza sono duri di comprendonio, zoticoni che si fanno rifilare bond Parmalat e Cirio (tanto per citare nomi a Lei familiari), e bisogna avere pazienza.
Paolo Biasi

Poi Penati passa alla famosa "operazione straordinaria" e fa notare che agli azionisti di Unicredit sono stati fatti sborsare 17,6 miliardi per "la sua Capitalia, che oggi si potrebbe comprare con appena 4 miliardi"; "il tutto con un tempismo perfetto, alla vigilia della più grande crisi bancaria degli ultimi cent'anni" e "con la soddisfazione di trovarsi pieni di prestiti in sofferenza".


Andrea Orcel

Infine, la modesta preghiera: "A Lei, Presidente che opportunamente si definisce "banchiere di sistema", e a tutti gli altri che per il bene del Paese salvano Alitalia, aiutano Risanamento, Pirelli RE e Ligresti (...), tutelano la stabilità di Mediobanca e del Corriere, garantiscono l'italianità di Telecom, chiederei di rinunciare alla vostra proverbiale generosità e per una volta di anteporre agli interessi del Paese quelli gretti e meschini di quei poveri zoticoni che investono i loro risparmi nelle società che fondete, risanate e sostenete".

ETTORE GOTTI TEDESCHI STILE SOPRANOS
DISECONOMY
"Gaffe in tv di Rachida Dati, confonde inflazione con fellatio" (Repubblica, p. 17). Voleva offrire dei dati positivi.




Piazza Affari risponde con un monumento d'arte moderna

da http://www.dagospia.com/rubrica-4/bu...colo-18890.htm
il dito di Cattelan
10. IMBARAZZI DI BORSA PER IL DITO DI CATTELAN...
Ma. Pi. per "Il Sole 24 Ore" -
Imbarazzo a Piazza Affari e porte chiuse alla stampa per l'opera L.O.V.E. di Maurizio Cattelan inaugurata ieri a Milano sotto la pioggia. Il dito medio alto 11 metri svetta nella piazza ricordando nel travertino e nel marmo di Carrara le opere classiche, ma non nel gesto, inequivocabilmente contemporaneo. Qualcuno sulle scale della Borsa ha commentato: «Per fortuna qui ci resta solo dieci giorni..» e qualcun'altro: «Noi non ci nascondiamo dietro un dito» e ancora: «Noi qui parliamo di indici non di medi!».
L'assessore alla Cultura di Milano Finazzer Flory si è ben guardato da invitare i vertici della Borsa, che comunque al Comune avevano espresso informalmente scarso entusiasmo sull'esposizione. Ma la curiosità a ben guardare è la posizione della mano con il dito medio alzato: il "gestaccio" sembra indirizzato verso la città, perché il palmo è rivolto verso la Borsa. Una provocazione contro i poveri cristi che ci hanno rimesso i risparmi con la crisi dei subprime e dei derivati? Cattelan ha risposto: «È un gesto d'amore».
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Vecchio 27-09-2010, 13:01   #9 (permalink)
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tontolina lassa perdere il piu santo di quelli li stanno in parte al diavolo
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Vecchio 01-10-2010, 17:39   #10 (permalink)
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che strana opinione....
che spavente (forse) il Capretta padre del Trota



IN UNICREDIT VINCE GHIZZONI, LA GERMANIZZAZIONE DELLA BANCA E' ALL'INIZIO!!!


FORTE ODORE, QUASI PUZZA, DI SCALATA DA PARTE DEI TEDESCHI IN UNICREDIT ...E SE VA TUTTO BENE...A 3.00 I LIBICI VENDONO, E QUALCHE FONDAZIONE POTREBBE DECIDERE DI FARE CASSA (VISTO CHE SONO RIMASTE AL VERDE E LA POLITICA LOCALE E' DISPERATA) . IL GOVERNICCHIO ITALIANO ACCETTERA' LA GERMANIZZAZIONE IN CAMBIO DI QUALCHE SCONTO SULLE MULTE ALL'ITALIA DA PARTE DEI TEDESCHI CAPI D'EUROPA...E IL PAESE ITALIA CONTINUA A IMPOVERIRSI!!
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