La lingua batte...


Lista nera dell'OCSE più lontana
A Berna sollievo e prudenza per le notizie da Bruxelles
20 mar 2009
BERNA/BRUXELLES - La Svizzera, l'Austria e il Lussemburgo non devono apparentemente più temere di figurare sulla lista nera dell'OCSE in qualità di paradisi fiscali. L'adeguamento degli standard dell'organizzazione in materia di aiuto fiscale reciproco è determinante, ha dichiarato il presidente del Consiglio dell'UE, Mirek Topolanek.
Il primo ministro ceco, il cui Paese è ora alla presidenza dell'UE, si è espresso in maniera chiara ieri, durante un incontro europeo a Bruxelles. "Paesi come il Lussemburgo o l'Austria hanno accettato le norme dell'OCSE; i Paesi che le hanno accettate non figureranno sulla lista nera".
Le notizie da Bruxelles sono state accolte con sollievo ma anche con prudenza a Berna. Secondo le dichiarazioni raccolte dalla televisione tedesca, il consigliere nazionale Hans Kaufmann (UDC/ZH) crede che la Svizzera debba ancora aspettarsi minacce dell'UE.
Urs Schwaller, capogruppo PDC, ritiene che si tratta di una buona notizia. La Svizzera, ora, deve chiedere precisazioni all'OCSE, che si è comportata in maniera inaccettabile nei confronti di un suo membro fondatore.
La consigliera nazionale Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) auspica che le discussioni a venire siano più distese. Fulvio Pelli, presidente PLR, definisce "giusta" la decisione dell'UE.
Gli aspetti concernenti la lista nera saranno regolati in occasione del G20, il 2 aprile a Londra.