06-09-2010, 14:27
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L’affarone di tremontil’affarone di tremonti
L’AFFARONE DI TREMONTI
Un palazzo di Milano ceduto da Zunino sull’orlo del fallimento
di Vittorio Malagutti
Il palazzo, quattro piani in tutto nella centralissima via Clerici, a poche decine di metri dalla Scala e dal Duomo di Milano, era in vendita ormai da anni.
Luigi Zunino, il furbone del mattone assediato dai debiti, cercava disperatamente un compratore, qualcuno pronto a mettere sul piatto una decina di milioni in cambio di quella casa d’epoca nel cuore della City milanese. Alla fine l’acquirente è arrivato. Ha tirato sul prezzo e si è aggiudicato l’immobile alla pur sempre rispettabile cifra di 7,4 milioni di euro.
Un cliente particolare
FIN QUI niente di strano. Quello concluso nel giugno dell’anno scorso nello studio del notaio Ciro De Vincenzo sarebbe rimasto un affare come tanti, roba da commercialisti e addetti ai lavori, se non fosse che il fortunato compratore è un ministro della Repubblica. Già, perché l’azionista di maggioranza dell’Immobiliare Crocefisso, fresca proprietaria del palazzo di via Clerici, si chiama Giulio Tremonti. Pare difficile che il tributarista, professore universitario nonché mente economica del governo Berlusconi, scelga di trasferirsi armi e bagagli in quelle stanze. Ma il palazzo che fu di Zunino potrebbe rivelarsi un ottimo investimento. Di quelli destinati a rivalutarsi negli anni e a fruttare parecchio in termini di affitti. Cinque anni fa, nel 2005, la casa era stata promessa in vendita a Danilo Coppola, un altro immobiliarista a quei tempi in grande ascesa. Ma il prezzo, allora, era stato fissato a 10 milioni di euro. Niente da fare. L’operazione non andò in porto. Coppola di lì a poco è finito in prigione. Poi è arrivatoTremonti, che ha spuntato uno sconto del 25 per cento da un venditore con l’acqua alla gola. Insomma, un gran business per il ministro, che ha dimostrato uno straordinario fiuto per gli affari. Per non parlare della scelta di tempo. Davvero eccezionale. Addirittura sospetta, maligna per qualche operatore immobiliare a Milano e dintorni. Perché a luglio del 2009, giusto un mese dopo la cessione a Tremonti della casa di via Clerici, la procura di Milano è partita all’attacco di Zunino chiedendo il fallimento della Risanamento, la sua holding quotata in Borsa. E il crack di quest’ultima avrebbe travolto tutta la galassia societaria del palazzinaro exrampante,famosotral’altro per il progetto(rimasto in gran parte sulla carta) del nuovo quartiere milanese di Santa Giulia.
Quindi, con il senno di poi, si può dire che l’affare di via Clerici ha rischiato seriamente di andare in fumo. Con Tremonti costretto a fare marcia indietro e l’immobiliarista in crisi alle prese con i cocci del suo impero fondato sui debiti.
continua
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tommaso2
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