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Vecchio 17-03-2010, 17:56   #1 (permalink)
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Inchiesta Rai, nelle telefonate compare Letta

Tutte le carte di Trani. Berlusconi: pm e sinistra condizionano il vot. E il dg Masi spiega
"Dopo la D'Addario c'era spazio per mille interventi... Se stasera Santoro la fa fuori dal vaso..."
Inchiesta Rai, nelle telefonate compare Letta
"Gianni, il premier vuole che fermiamo Santoro"


Il Cavaliere si sfoga per le sue traversie familiari: "Sai quanto ha chiesto mia moglie?
Tre milioni e 600 mila euro al mese. Fanno 45 milioni all'anno, cioè 90 miliardi"dal nostro inviato FRANCESCO VIVIANO




Gianni Letta


ROMA - Nelle telefonate agli atti dell'inchiesta di Trani spunta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Intanto Berlusconi attacca: magistrati e sinistra condizionano il voto. E il ministro Alfano rincara la dose: il Csm viola la Costituzione. Dal canto suo la Procura di Trani nega agli ispettori inviati dal ministro il fascicolo dell'inchiesta. Il premier era infuriato al punto da insultare pesantemente Giancarlo Innocenzi, il suo "fedelissimo" all'Autorità garante delle comunicazioni, il quale insieme a Mauro Masi, direttore generale della Rai, veniva sollecitato a fare chiudere Annozero. Letta, stando a quanto risulta dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla procura di Trani, era informato della strategia che doveva portare a "imbavagliare" le trasmissioni "sgradite" e a impedire, tra l'altro, nuovi interventi del direttore di Repubblica Ezio Mauro e del fondatore Eugenio Scalfari, che avevano criticato il premier in alcune trasmissioni. Letta sarebbe intervenuto dopo che Innocenzi e Masi non erano riusciti a farlo.

C'è anche questo nelle quaranta pagine della richiesta rivolta dal pm al gip di Trani per ottenere dalla Camere l'autorizzazione a utilizzare le conversazioni del premier perché ritenute "penalmente rilevanti". Nell'atto, che riporta tutte le mosse di Berlusconi e dei suoi uomini per bloccare le trasmissioni tv, c'è un presidente del Consiglio che appare in più circostanze molto agitato. E che, tra l'altro, parla di vicende familiari, sfogandosi con Innocenzi a proposito di quanto gli costerà - circa 90 miliardi di vecchie lire l'anno - il mantenimento alla sua ex moglie Veronica Lario.


"GIANNI SCUSA, SONO GIANCARLO..."
È il 3 dicembre 2009. Innocenzi, che ha già ricevuto decine di telefonate di Berlusconi che lo accusa di non avere fatto nulla per bloccare Santoro, chiama Letta.

Innocenzi:
"Gianni, scusa sono Giancarlo".
Letta: "Si, eccomi".
Innocenzi: "Allora io ti risparmio, quando con calma ti racconto tutto... Insomma, per essere più veloce tutte le documentazioni, quali carte ho dato agli uni e agli altri, sanno tutto quelli della Vigilanza, sa tutto... Masi, sa tutto l'Autorità, ho fatto fare da un gruppo di due amici magistrati tutta l'analisi, anche perché siano gli strumenti per quella storia di questa sera di Mills. Secondo le valutazioni di questi due amici magistrati, lui stasera non potrebbe parlare di Mills essendoci il processo in corso". Letta risponde con una parola incomprensibile.

Innocenzi: "Ho dato queste carte a Mauro (presumibilmente Masi-ndr). Mauro vuole la pezza forte, ci vorrebbe che sostanzialmente Calabrò (presidente dell'Agcom-ndr) gli dicesse (a Santoro-ndr): "Tu non puoi fare la trasmissione questa sera parlando di Mills". Io non so più a che aggrapparmi, tutto quello che potevo fare l'ho fatto. Adesso Mauro mi chiama e mi dice: "Se Calabrò dice 'guarda che tu la trasmissione su Mills non puoi farla', io vado con questa e non gliela faccio fare... tu (Gianni Letta ndr) sei l'ultima spiaggia...".

Letta pronuncia altri commenti incomprensibili. Poi aggiunge: "Proverò a cercarlo, grazie , ciao ciao".
Subito dopo Innocenzi chiama Masi. Lo informa di avere parlato con Letta: "Io ho detto a Gianni, anche adesso, avverti tu Calabrò, di mettere più spessore possibile su questa cosa... comunque adesso è informato anche Gianni, così abbiamo chiuso il cerchio, così nessuno può dire che non sapeva un *****". Masi gli chiede se ha parlato direttamente con Letta e Innocenzi lo conferma. Il dg Rai gli dice anche che ha parlato con Santoro che gli ha assicurato che farà una "trasmissione equilibrata".

Poi Masi gli ricorda che "dopo la D'Addario c'era spazio e modo per potere intervenire mille volte, non lo abbiamo fatto, non è stato fatto, e ci troviamo adesso questa roba qui, l'unica cosa che può servire veramente e che se lui (Santoro-ndr) fa la pipì fuori dal vaso stasera...".

Il pm di Trani descrive altre manovre, "con coinvolgimenti ai massimi livelli da parte del commissario Agcom che, ormai esasperato, par arrivare al presidente Calabrò (che sembra resistere alle pressioni esterne) si affida alla mediazione del sottosegretario Gianni Letta, il quale dal canto proprio promette ad Innocenzi di attivarsi e cercare il presidente Calabrò".

"ABBIAMO CACCIATO ANCHE RUFFINI"
Anche alla domenica Masi e Innocenzi non hanno pace. Berlusconi li investe con insulti perché non riescono a fermare Santoro. Innocenzi informa Masi che "loro faranno il processo Mills" e gli racconta che, quando Berlusconi lo ha saputo, gli ha gridato "che ***** state a fare tutti quanti!". "E poi - aggiunge - mi ha fatto un culo che non finiva più". I due si disperano per accontentare Berlusconi, ma non ci riescono. Si raccontano di essere riusciti a eliminare Paolo Ruffini, direttore di Rai Tre.

LO SFOGO DI MASI

"Come traspare da questa intercettazione - scrive il pm di Trani - Innocenzi reduce dalla telefonata del presidente Berlusconi che lo affligge, chiama Masi e si sfoga. Masi si mette prontamente al servizio del commissario Agcom e promette di "mettere su una strategia operativa" che serva a risolvere il "problema Santoro che è un problema tutto particolare". Quindi aggiunge che la Rai sta "aggiustando". Gli viene chiesto come. La risposta è: "Sai, la stiamo aggiustando, stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma, voglio dire siamo riusciti a fare...". Per il pm è "un evidente riferimento al fatto di assecondare i desiderata del presidente Berlusconi".

"CALABRO' POTREBBE ESSERE INTERCETTATO"
È IL 9 dicembre 2009. Alle 8,35 del mattino Berlusconi chiama Innocenzi e lo rimprovera d "non avere fatto niente".

Berlusconi: "Pronto?".
Innocenzi: "Sì, ciao presidente".

Il premier gli scarica addosso una serie di epiteti. Innocenzi annaspa, dice che hanno "fatto qualcosa", di non aver potuto fermare la trasmissione sul caso Mills e di essere "andato da Calabrò incazzato come una biscia, cioè da questo momento in poi ero come un tupamaro con le bombe addosso e in qualsiasi momento facevo un casino..".

SPATUZZA E IL PREMIER SOTTO ACCUSA
Berlusconi attacca ancora Innocenzi: "Allora ti dico, giovedì sera c'era ancora il processo Spatuzza e fanno il processo a me come appartenente alla mafia... allora se voi non riuscite veramente a fare questa roba qua... non lo so io...".

Innocenzi balbetta. Dice a Berlusconi che si è attivato per preparare un ricorso "come informativa". "Allora tutti e quattro, Savarese, Mannoni io e Napoli, a parte Magri, siamo d'accordo, salvo che domani non mi brucino, per fare casino all'interno del consiglio".

Innocenzi: "Anche Napoli (pure lui componente dell'Agcom-ndr) è d'accordo perché lui aveva vissuto la vicenda di Clemente (Mastella-ndr) quindi...".
Berlusconi: "Napoli da dove arriva, da Mastella?".

Innocenzi conferma e Berlusconi risponde: " Mastella adesso è totalmente con me... e con Napoli avete la maggioranza senza Magri".

Innocenzi tranquillizza il premier: "Diciamo che ho Mannoni (altro componente dell'Agcom-ndr), Savarese che era amico di Fini, però ... è più amico di Maurizio Gasparri".

"ATTENTO A PARLARE AL TELEFONO"
A questo punto Berlusconi invita Innocenzi a parlare con Calabrò e lo avverte: "Però stai attento a parlare al telefono col Presidente ... perché voci, che non so se siano vere o meno, dicono che ha il telefono sotto controllo...".

Innocenzi risponde a Berlusconi di essere preoccupato perché probabilmente è lui ad avere il telefono sotto controllo: "Ma a me ieri sera è successa una cosa molto strana, tra l'altro oggi mi è arrivato un numero inesistente, io non ho risposto (...). Uno dei nostri tecnici mi dice che è un modo per potere mettere sotto controllo il telefono e oggi faccio fare altre ulteriori... però non me ne frega niente..".

Innocenzi continua ad informare Berlusconi sull'attività che sta organizzando per bloccare Santoro.
Il premier gli dice che va bene. "Ma mi raccomando perché adesso entriamo in una zona di guerra veramente brutta". "Sì - aggiunge questo non è mica servizio pubblico... è l'unico servizio pubblico al mondo che fa queste cose".
Innocenzi: "Non è più possibile che questo qui (Santoro-ndr) faccia quel ***** che gli pare veramente".

BERLUSCONI, VERONICA E LA CIR
Innocenzi: "Il problema vero è che devi stare bene tu, *****...".
Berlusconi: "Mi stanno attaccando da tutte le parti sul piano patrimoniale, sai quanto ha chiesto mia moglie di mantenimento al mese? Tre milioni e seicentomila euro al mese che fanno 45 milioni l'anno che fanno novanta miliardi di lire l'anno e siccome c'ha il giudice che è amico dell'avvocato... hanno depositato ed è andato automaticamente a un certo giudice, c'è il rischio che succeda che me li danno".

Poi Berlusconi parla della causa civile con Carlo De Benedetti per la vicenda Cir: "E' una cosa pazzesca, ho il fisco che mi chiede 900 milioni, coso... De Benedetti che me li chiede, ma ha già avuto una sentenza a favore, 750 milioni... Pensa te , mia moglie che mi chiede 90 miliardi di vecchie lire all'anno, sono messo bene no? E poi le sentenze penali con dei giudici che sono dei killer invece che essere dei giudici".


© Riproduzione riservata (17 marzo 2010)
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Vecchio 17-03-2010, 18:00   #2 (permalink)
mostromarino
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non ne bastano 2 di thread ?
 
Vecchio 17-03-2010, 18:05   #3 (permalink)
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non ne bastano 2 di thread ?
Non ho visto l'altro sorry..
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Vecchio 17-03-2010, 18:13   #4 (permalink)
mostromarino
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Non ho visto l'altro sorry..
ma se ci hai anche scritto

neanche quello di prosperini ?
 
Vecchio 17-03-2010, 18:21   #5 (permalink)
@lr
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ahhh c'è anche l'integerrimo letta :.... bene bene....
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Vecchio 17-03-2010, 18:26   #6 (permalink)
mostromarino
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IL COMMENTO
INTERCETTAZIONI E COMMEDIA DELL’ASSURDO
PIERO OSTELLINO



Pare una commedia dell’assurdo.

E invece è l’Italia delle intercettazioni telefoniche, della loro «illegale» e inquietante divul­gazione tramite i giornali e della magistratura che – invece di limitarsi ad applicare la legge – va a caccia di ipotesi di reato e se ne fa un’ar­ma per «rivoltare il Paese come un calzino», se­condo la cruda espressione di un magistrato di Mani pulite, e cercare di trasformare gli italia­ni in brave persone (che è, se mai, compito dei preti). Faccio una premessa per gli eventuali cretini – la madre dei quali, come è noto, è sem­pre incinta – che mi accusassero di difendere Silvio Berlusconi e il suo scalcagnato governo.

Sono – come anche gli eventuali cretini dovreb­bero sapere, un vecchio liberale, che non vota né a destra né a sinistra tanto è disilluso dal modo di fare politica in Italia – e questo è un articolo di cronaca corredato da qualche com­mento in sintonia con i principi di uno Stato di democrazia liberale quale dovrebbe essere l’Ita­lia; che, invece, fa fatica a esserlo.



Il 17 dicembre del 2009, Giancarlo Innocenzi è davanti ai Pubblici ministeri di Trani per testi­moniare in un affare di tassi usurai applicati a carte di credito.

Ma i magistrati – lui è membro dell’Autority per le comunicazioni – gli chiedono anche se ha mai subito pressioni per bloccare cer­te trasmissioni televisive. Innocenzi lo esclude.

Ma i magistrati avevano già ascoltato tredici sue conversazioni telefoniche con Berlusconi che lo sollecitava a far intervenire l’Autority per bloc­care la trasmissione «Anno zero», di Michele San­toro e quella di Giovanni Floris, «Ballarò».

Nel­le mani della magistratura c’erano anche cinque chiacchierate sempre di Berlusconi, questa volta col direttore del TG1, Augusto Minzolini.

Prima domanda:
perché i magistrati chiedonoal testimone di un'inchiesta che nulla ha a che farci se ha subito pressioni come membro dell'Autority per le comunicazio­ni?
Risposta: probabilmente, perché nel­le intercettazioni sulle Carte di credito so­no finite anche le conversazioni sulla te­levisione.

Seconda domanda: poiché in quelle intercettazioni il presidente del Consiglio ci è finito per caso, perché, al­lora, viene chiamato in causa e si apre un altro filone di inchiesta?

Risposta: per­ché, con quelle pressioni, avrebbe com­messo dei reati.


Terza domanda: se Berlusconi ha fatto le sue telefonate da Roma (Palazzo Gra­zioli, dove abita; Palazzo Chigi, sede del governo) e Innocenzi le ha ricevute o a casa sua o alla sede dell'Autority, en­trambe a Roma, il giudice «naturale» dovrebbe essere a Roma; perché è, inve­ce a Trani?

Risposta: la Legge prescrive che «giudice naturale» in presenza di un reato è il magistrato che ha sede dove si è commesso il reato stesso.

Nel caso di Minzolini per inquisire lo stesso diretto­re del TG1 - e Berlusconi - il magistra­to ha impugnato una telefonata che Minzolini aveva fatto da Trani dopo aver deposto come testimone sulla vicenda delle carte di credito.

Come si vede, in Italia, un procuratore, diciamo, di Lec­ce - sulla base di una interpretazione «estensiva» dell'obbligatorietà dell'azio­ne penale - può svegliarsi il mattino e decidere di aprire un'indagine su una ipotesi di reato commesso a Bolzano in­dipendentemente da quanto dice la stes­sa Costituzione sul giudice naturale.


Quarta domanda: a che titolo lo stesso presidente del Consiglio e il direttore del TG1 - ora accusato, a sua volta, di un altro reato - erano intercettati dato che su nessuno dei due pendeva alcuna ipo­tesi di reato (fumus criminis)?

E, allora, proviamo a scrivere la trama di questa commedia dell'assurdo.

Atto pri­mo.

La Commissione di vigilanza della Rai cancella i talk show di Santoro e di Floris, che il presidente del Consiglio con­sidera, non a torto, ostili al suo governo, e, per par condicio, anche quello di Ve­spa, che invece è neutrale, per tutto il tem­po della campagna elettorale.

La magi­stratura fa sapere - via intercettazioni te­lefoniche divulgate dal quotidiano vici­no alle Procure, «Il Fatto quotidiano» - che il presidente del Consiglio ha eserci­tato pressioni su un membro dell'Autori­ty per le comunicazioni allo scopo di in­durlo a fare quello che poi ha fatto la Commissione di vigilanza.


In buona so­stanza, Berlusconi ha fatto ciò che, in tut­to il mondo,


fanno gli uomini politici e facevano, in Italia, quelli della Prima Re­pubblica:

ha cercato di condizionare l'in­formazione a proprio favore.

Io ne ho fat­to esperienza personale.

Uno di loro mi annunciò che avrebbe chiesto all'editore la mia testa di direttore del Corriere.

Non c'erano le intercettazioni o, se c'erano, «quella» non fu divulgata:
riguardava la sorte di un direttore liberale.


Così, quel­lo stesso uomo politico può ora negare, proprio a me (!), di averlo fatto…


Atto secondo. Il presidente della Rai, Pao­lo Garimberti, si batte, nel Consiglio di Amministrazione della Rai, affinché San­toro, Floris, Vespa e altri possano fare quello che hanno fatto finora anche - ci mancherebbe - in campagna elettorale.

Ma ne esce sconfitto.
La palla ritorna al­la Commissione di vigilanza, che si è già pronunciata ed è immaginabile che si (ri)pronunci .

In un Paese «normale», le telefonate del presidente del Consiglio, le prese di posizione del Consiglio della Rai e della Commissione di vigilanza sareb­bero la manifestazione della fisiologica dialettica politica fra maggioranza e op­posizione e fra istituzioni e uomini indi­pendenti. Forse, i primi due atti non ci sarebbero neppure stati e le trasmissioni in questione e cassate si sarebbero svolte regolarmente.

Invece, in l'Italia è anda­ta in scena la commedia dell'assurdo.


Allora, vale, forse, la pena di dire anche chi sono gli attori.

La Commissione di vi­gilanza è una promanazione del Parla­mento e ne riflette gli equilibri, in questo momento favorevoli al centrodestra.


Do­vrebbe vegliare sulle libertà di ascolto dei cittadini italiani e, invece, li tratta come minorenni che non sanno discernere il grano dalla gramigna nelle trasmissioni televisive.

Il presidente del Consiglio si comporta, da Cavalier Silvio Berlusconi, come se disponesse davvero di una pres­sione;

invece, fa tredici (tredici!) telefona­te a un membro dell'Autority per le

co­municazioni il cui presidente lo ha no­minato lui (!), col solo risultato di farsi accusare di conflitto di interessi,

e sper­nacchiare.


Paolo Garimberti è presiden­te della Rai, ancorché votato anche dal­l'opposizione, perché decisivo è stato il voto della maggioranza; che ora, proba­bilmente, lo considera un traditore.



Infine, la Procura di Trani prefigura, per il presidente del Consiglio, nientepopodi­meno che un paio di reati da Codice pe­nale per un comportamento che - pur sempre censurabile sotto il profilo politi­co - non è perseguibile penalmente.

Le «cattive abitudini» della politica riguar­dano, in tutto il mondo, gli elettori, che possono giudicarle non votando più o non votando affatto il politico che se ne sia macchiato;

sono oggetto di sentenze di Tribunale solo in uno Stato etico, do­ve il peccato è reato. Ci risentiamo in oc­casione delle prossime commedie dell'as­surdo. Che, in Italia, sono sempre in car­tellone.
Piero Ostellino


corriere del ticino, oggi
 
Vecchio 17-03-2010, 18:35   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da mostromarino Visualizza messaggio
ma se ci hai anche scritto

neanche quello di prosperini ?
Quello di prosperini..leggi bene..e' uscita ieri la notizia.
Ed e' delinquenza pura..e' accusato di riciclaggio d'armi..
Nei 3d precedenti era solo per aver rubato 240 mila euro..solo si fa per dire..ma adesso questa accusa e' enorme..
Ed e' uno del pdl amico..su si accettano considerazioni su questo personaggio..molto amico di Formigoni.
chiaro il concetto???
Franco 52 non è connesso  
Vecchio 17-03-2010, 18:37   #8 (permalink)
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Originalmente inviato da @lr Visualizza messaggio
ahhh c'è anche l'integerrimo letta :.... bene bene....
Quello c'e' sempre dentro..come per l'affaire Bertolaso no?
E' il vice berlusca questo
Franco 52 non è connesso  
Vecchio 17-03-2010, 18:54   #9 (permalink)
@lr
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Originalmente inviato da Franco 52 Visualizza messaggio
Quello c'e' sempre dentro..come per l'affaire Bertolaso no?
E' il vice berlusca questo
è riuscito a costruirsi un'immagine diciamo così "pulita" o forse è meglio dire meno lurida, per il semplice fatto che non si fa vedere in giro con papi dell'utri mangano &C.
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Vecchio 17-03-2010, 19:07   #10 (permalink)
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Originalmente inviato da @lr Visualizza messaggio
è riuscito a costruirsi un'immagine diciamo così "pulita" o forse è meglio dire meno lurida, per il semplice fatto che non si fa vedere in giro con papi dell'utri mangano &C.
Ma dietro le quinte le decisioni del berlusca la prende lui.
Quindi e' colpevole quanto il berlusca...
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