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Vecchio 30-05-2005, 18:51   #1 (permalink)
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I "Patti chiari" e i rischi delle obbligazioni

Beppe Scienza segnala l'ennesimo caso in cui le banche ne combinano di tutti i colori e cercano di far passare tutto sotto silenzio.

Fidarsi delle banche italiane significa abbonarsi a delusioni continue. Non riescono infatti a evitare le figuracce neppure quando si sforzano di apparire competenti in tema di rischio, come dimostra la vicenda, passata accuratamente in sordina, delle obbligazioni Ford consigliate come particolarmente sicure.

Fiore all’occhiello del sistema creditizio italiano è infatti il progetto Patti Chiari, escogitato dopo l’Argentina, la Cirio e vari fallimenti del risparmio gestito per recuperare la fiducia della clientela. E una delle componenti più significative di Patti Chiari è proprio l’elenco delle "Obbligazioni a basso rischio".

Ebbene, fra queste c’erano fino a metà maggio le Ford 11-5-2007 (codice Isin XS0192533171), tolte precipitosamente dopo essersi afflosciate dell’8%, passando da 100 a 91,7. Davvero troppo per un titolo definito poco rischioso. Non si tratta però di una macchiolina su un abito immacolato. L’intero elenco dei titoli di Patti Chiari è da cestinare a causa di gravi vizi di costruzione (vedi mio articolo del 22-1-2004: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=76166). Vi scopriamo emissioni quasi sconosciute anche agli esperti, quali le Kaupthing Bunadarbanki, le Tennessee Valley, le Cdc Ixis ecc. Vi troviamo titoli con scadenza dopo una settimana, garanzia di una perdita netta viste le commissioni intascate dagli intermediari. Incontriamo emittenti potenzialmente esposti anch’essi a scivoloni: Hewlett Packard, Solvay, DSM ecc. e addirittura Bosch o Valeo, di un settore quale la componentistica, strettamente collegato alle vicende di Ford, General Motors o Fiat.

In compenso continuano a essere assenti le alternative più sicure per un risparmiatore, ovvero i titoli di stato legati al costo della vita emessi dalla Francia o dall’Italia (Oatei e Btpi) e le spesso boicottate Infrastrutture 2,25%, indicizzate all’inflazione. Sarebbe curioso sapere da dove scaturisca un elenco così farraginoso (900 i titoli dichiarati ma 1450 effettivi!) e così inutile.

Il rischio è una brutta bestia e non si lascia ingabbiare in schemi burocratici e formalistici, come quelli di Patti Chiari. Verrebbe quindi da parafrasare Georges Clemenceau, che riteneva la guerra cosa troppo grave per affidarla ai militari. Analogamente i soldi e gli investimenti sono faccende troppo delicate per lasciare che ci mettano il becco le banche e i gestori italiani.
giuseppe.d'orta non è connesso   Rispondi citando
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Vecchio 20-03-2006, 08:37   #2 (permalink)
Utente Senior
 
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Messaggi: 11,552
Illegittime le limitazioni su etf's ed obbligazioni quotate

Sempre più spesso registriamo proteste da parte dei clienti di banche e sim che riguardano le limitazioni cui sono costretti quando cercano di negoziare determinati titoli.

L'esempio principale sono gli ETF's la cui negoziazione, essendo in concorrenza con la vendita dei fondi comuni di casa, è spesso negata ai clienti con le scuse più diverse, tipicamente "non siamo abilitati a trattarli".

Il che è completamente falso, dato che tutti gli intermediari che operano sul Mercato Telematico Azionario (MTA) sono automaticamente abilitati a negoziare su MTF senza costi ed interventi tecnici aggiuntivi.

Ma anche per le obbligazioni quotate si riscontrano dei dinieghi che hanno, alla fine, il solo scopo di spingere i clienti verso le obbligazioni ed i fondi comuni "della casa".

Il gruppo Unicredit, ad esempio, non consente di negoziare le obbligazioni senza rating anche se quotate sul mercato e magari di emittenti solidi, ed impone tagli minimi da 15mila euro nominali per altre emissioni come l'obbligazione convertibile Banca Popolare di Intra nonostante il lotto minimo di mercato sia enormemente inferiore (600 euro), per arrivare poi a veri e propri assurdi come quello cui ho assistito pochi giorni fa: per acquistare una normalissima obbligazione convertibile del Credito Valtellinese, attualmente quotata a circa 165, il cliente è stato costretto a sborsare oltre 25mila euro, a fronte dei soli 1150 euro necessari ad acquistare il lotto minimo di borsa di 700 euro.

Non è solo il gruppo Unicredit, perché anche altri istituti si comportano più o meno allo stesso modo: ci sono pervenute segnalazioni sulla difficoltà di acquistare obbligazioni senza rating seppur quotate tramite Fideuram, sugli Etf's negati dal gruppo MPS, da Xelion ed altri ancora.

Bisogna comprendere che tutte queste limitazioni sono illegittime. Lo sancisce il regolamento di Borsa Italia all'articolo 3.2.3 che riporto nella parte, la prima, che interessa nello specifico caso.

Articolo 3.2.3
(Regole di condotta)
1. Gli operatori rispettano il presente Regolamento e le Istruzioni e mantengono una condotta improntata a principi di correttezza, diligenza e professionalità nei rapporti con le controparti di mercato, negli adempimenti verso Borsa Italiana e nell’utilizzo dei sistemi di negoziazione.

2. Gli operatori si astengono dal compiere atti che possano pregiudicare l’integrità dei mercati. Essi, tra l’altro, non possono:
a) compiere atti che possano creare impressioni false o ingannevoli negli altri partecipanti ai mercati;
b) compiere atti che possano ostacolare gli operatori market maker, gli specialisti sull’IDEM, gli specialisti nel segmento Star, gli specialisti sul mercato MTA, gli specialisti nel mercato Expandi, gli specialisti sul mercato MTAX, gli specialisti per i fondi chiusi, gli specialisti per gli OICR indicizzati, gli specialisti del mercato TAH, gli specialisti del TAHX, gli specialisti sul mercato SEDEX e gli specialisti nel mercato MOT nell’adempimento degli impegni assunti;


Pertanto, ogni qualvolta la banca oppone il diniego all'acquisto, ma anche delle limitazioni all'importo da investire, il cliente ha tutto il diritto di pretendere che tali ostacoli vengano eliminati e, nel caso in cui l'istituto prosegua nell'imporli, segnalare la cosa all'organo di vigilanza.

Come al solito, ricordiamo la vera arma a disposizione degli investitori: cambiare istituto e rivolgersi a quelli che, specie sul web, non frappongono inutili ostacoli ai clienti col solo scopo di vendere i prodotti di casa: quelli che , guarda un po', sono sempre ottimi e validi per tutti i clienti.

giuseppe.d'orta non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 13-09-2006, 16:23   #3 (permalink)
Taz
Utente Senior
 
L'avatar di Taz
 
Data registrazione: Mar 2003
Messaggi: 157
obbligazioni & corporate

Salve
potreste indicare il link a siti che propongono un elenco abbastanza vario e lungo delle obbligazioni e/o corporate ?
( magari con rating e info )
Ciao
Taz
Taz non è connesso   Rispondi citando
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