La Repubblica di ieri riporta che Calisto Tanzi è tornato nel settore alimentare, in un’azienda attiva nel settore dei succhi di frutta. I tre processi italiani sono ancora nella fasi preliminari, solo la class action USA inizia a dare qualche frutto concreto.
Qualcuno credeva andasse diversamente?
I figli di Tanzi già lavorano da tempo, Cragnotti pure sta di nuovo in affari (ma possiamo dire che non hanno mai smesso), abbiamo visto il ritorno di Massimo Gatti (Raggio di Sole Finanziaria, storia della seconda metà degli anni '80) e di Gianni Varasi (Parfin e Santavaleria, altri fallimenti conditi da falsi in bilancio), a breve tornerà in borsa Giuseppe Gennari della Finanziaria Centro-Nord (venduta a Tanzi per far quotare la Parmalat, evento per cui è indagato) ed anche patron della Fidifin, fallita dopo aver raccolto soldi tra il pubblico e con due clienti suicidatisi.
Nuove norme sul risparmio: non ne parliamo nemmeno. Tre anni di discussioni hanno portato a disposizioni che non cambiano la sostanza delle cose e che a volte sono anche contrarie all'interesse del pubblico, come la garanzia di un anno che l'intermediario deve prestare ai titoli se sono stati collocati solo ad istituzionali. Risultato: nessuno li vende ai clienti, anche quando sono ultra-sicuri.
La vigilanza: sempre peggio. Anziché semplificare, accorpando, le varie funzioni si sono creati nuovi obblighi perfettamente inutili, vedi il registro Isvap cui si devono iscrivere anche i promotori che sono già iscritti all'albo Consob.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: i soldi a disposizione degli italiani sono davvero tanti, come tanti sono i soggetti che hanno interesse ad accalappiarli. Aggiungiamoci che tutti questi soggetti fanno attività di lobby politica ed hanno il controllo dei media diretto o indiretto (chi si mette contro dei grandi inserzionisti pubblicitari e paga viaggi ed affini? Azimut è solo uno dei tanti casi:
http://www.investireoggi.it/io/canal...63&p_id=447186 e pure
http://www.investireoggi.it/io/canal...63&p_id=449580 ), ed ecco fatto.
Occorre che tutti gli investitori comprendano in prima persona che il loro danaro è estremamente ricercato, e si regolino di conseguenza. Prima di tutto, bisogna smettere di dare fiducia incondizionata ad istituzioni per il solo fatto che si chiamino "Banca", "Assicurazioni", ecc. ma comprendere che i loro suggerimenti, definiti "consulenze", sono quasi sempre interessati e non adatti ai clienti.