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Vecchio 17-05-2009, 10:33   #1 (permalink)
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Il nuovo CCT e gli effetti sul mercato

Sul mercato ci sono da tempo ipotesi dell'individuazione di un nuovo strumento, con un'indicizzazione diversa da quella dei Cct (non più ai Bot, ma al tasso euribor o all'Eonia), che possa essere complementare e non alternativo ai Cct.

Cannata commenta tale ipotesi dicendo che "il comparto a tasso varaibile è da tempo sotto osservazione" ma che "i tempi non sono ancora maturi per una decisione".

alcune ipotesi:


1)un titolo euribor 3 mesi euribor 6 mesi + o - spread avrebbe un gran successo

2) un titolo legato all' eonia sarebbe più complesso e meno appetibile idem un titolo legato al tus


di che entità sarà lo spread? può essere ipotizzabile un +0,30% su euribor 3 mesi?

alcune banche hanno già emesso in passato con spread dello 0,10% e spread più ghiotti sono riservati ad emissioni subordinate ma anche ipotizzando un +0,30% ci sarebbero effetti importanti sul mercato dei bond bancari. chi comprerebbe un bancario +0,30% se sul mercato dei tds c' è un ben più liquido e sicuro bond con la stessa indicizzazione?


meditate gente

Ultima modifica di troppidebiti : 17-05-2009 alle ore 19:53.
troppidebiti non è connesso   Rispondi citando
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Vecchio 17-05-2009, 10:37   #2 (permalink)
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Sul mercato ci sono da tempo ipotesi dell'individuazione di un nuovo strumento, con un'indicizzazione diversa da quella dei Cct (non più ai Bot, ma al tasso euribor o all'Eonia), che possa essere complementare e non alternativo ai Cct.

Cannata commenta tale ipotesi dicendo che "il comparto a tasso varaibile è da tempo sotto osservazione" ma che "i tempi non sono ancora maturi per una decisione".

alcune ipotesi:


1)un titolo euribor 3 mesi euribor 6 mesi + o - spread avrebbe un gran successo

2) un titolo legato all' eonia sarebbe più complesso e meno appetibile idem un titolo legato al tus


di che entità sarà lo spread? può essere ipotizzabile un +0,30% su euribor 3 mesi?

alcune banche hanno già emesso in passato con spread delle 0,10% e spread più ghiotti sono riservati ad emissioni subordinate ma anche ipotizzando un +0,30% ci sarebbero effetti importanti sul mercato dei bond bancari. chi comprerebbe un bancario +0,30% se sul mercato dei tds c' è un ben più liquido e sicuro bond con la stessa indicizzazione?


meditate gente
Appunto! E siccome sappiamo benissimo che in Italia le banche hanno poteri abbastanza consistenti, sarà mai possibile una situazione del genere????
__________________
«Un banchiere è uno che vi presta l'ombrello
quando c'è il sole e lo rivuole indietro
appena incomincia a piovere»

(Mark Twain)
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Vecchio 17-05-2009, 13:59   #3 (permalink)
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Dubito un TdS dalle simili caratteristiche.
Troppo rischioso (per lo Stato Italiano), molto meglio indebitarsi a tasso fisso (o variabile, ma controllato come possono essere i CCT o, al limite, i BTPi).
Già adesso le cifre del deficit veleggiano, se poi il dato è ampiamente variabile e soggetto all'euribor ....
tommy271 è connesso ora   Rispondi citando
Vecchio 17-05-2009, 18:46   #4 (permalink)
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Cannata commenta tale ipotesi dicendo che "il comparto a tasso varaibile è da tempo sotto osservazione" ma che "i tempi non sono ancora maturi per una decisione".
In genere gli Stati non si indebitano mai a tasso variabile.
Anche lo Stato Italiano ha detto più volte di voler ridurre, col tempo, lo stock di CCT in circolazione fino alla totale scomparsa.
mazzolo12 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 17-05-2009, 18:50   #5 (permalink)
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In genere gli Stati non si indebitano mai a tasso variabile.
Anche lo Stato Italiano ha detto più volte di voler ridurre, col tempo, lo stock di CCT in circolazione fino alla totale scomparsa.
e intanto grazie al variabile, risparmiamo una montagna di interessi anche sulle emissioni dei passato, al cotnrario di stati come la germania che non beneficiano, per le vecchie emissioni, di riduzione del pagamento delle cedole
alla fine, cosi' come per un semplice investitore, anche per lo stato dovrebbe valere la regola di diversificare e non scommettere su un'unico scenario
AAAA47 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 17-05-2009, 19:50   #6 (permalink)
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Dubito un TdS dalle simili caratteristiche.
Troppo rischioso (per lo Stato Italiano), molto meglio indebitarsi a tasso fisso (o variabile, ma controllato come possono essere i CCT o, al limite, i BTPi).
Già adesso le cifre del deficit veleggiano, se poi il dato è ampiamente variabile e soggetto all'euribor ....
non sarei così categorico:alcune emissioni austria e grecia studiate in passato quando questi stati godevano di migliore immagine prevedono tale possibilità figuriamoci ora che siamo in tempi di vacche magre..lo stato ha necessita di piazzare miliardi di bond e i cct non sono il massimo dell' appetibilità
troppidebiti non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 18-05-2009, 08:27   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da troppidebiti Visualizza messaggio
non sarei così categorico:alcune emissioni austria e grecia studiate in passato quando questi stati godevano di migliore immagine prevedono tale possibilità figuriamoci ora che siamo in tempi di vacche magre..lo stato ha necessita di piazzare miliardi di bond e i cct non sono il massimo dell' appetibilità
E' vero, ma ricordiamoci che titoli dalle simili caratteristiche lo Stato Italiano gli ha già emessi negli anni scorsi (le cosiddette Italy con floor + variabile legata a diversi parametri di copertura all'80% o meno. Non specifico se no il discorso si fa lungo).
Fattostà che ad esempio il titolo 2029 4.25 (variabile con floor) è sempre stato meno apprezzato dell'analogo 2029 5.25% (tasso fisso). Finora ha reso sempre meno anche durante le infiammate inflazionistiche dello scorso anno.
Gli Stati, se inseriscono il dato variabile , cercano di farlo a tutto loro vantaggio introducendo dei "se" e dei "ma" che alla fine rendono il tasso variabile sconveniente nel lungo periodo (che è quello che interessa i bondisti).
I titoli austriaci a tasso variabile (CMS e similari) non si sono rivelati molto convenienti per chi li ha sottoscritti. Ed infatti quotano intorno a 80/85.

Ultima modifica di tommy271 : 18-05-2009 alle ore 08:28. Motivo: ortografia
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Vecchio 19-05-2009, 01:30   #8 (permalink)
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L'avatar di slowdown
 
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non immagino proprio che lo stato (tutti gli stati , direi) pensino a emettere titoli che , in qualche modo , favoriscano i sottoscrittori o che proteggano i sottoscrittori
Semmai (cms Austria , ma non solo ) sarà ben il contrario

Gli stessi OATei e titoli copiati , sono indicizzati ad una parametro che - a mio avviso - risulta pesantemente addomesticato e quindi temo non sia ciò che il sottoscrittore si aspettava ( a naso , direi che sia convenienza di tutti gli stati addomesticare l'inflazione , specie in periodi di grossi sforamenti del rapporto debito / Pil : si svaluta così il debito emesso
Per esempio ,da tutta la carta che si sta stampando , - da tutto il debito che si sta generando - come si rientra?
Di sicuro , l'inflazione consente il rientro a costi irrisori per chi ha fatto debito


E poi , i cct non sono certo stati emessi di spontanea volontà da parte del ministero del tesoro : nei periodi in cui la inflazione sulla nostra divisa viaggiava a valori sudamericani , i grossi investitori - che volevano parasi le spalle da tale fenomeno , pretesero un titolo indicizzato per continuare a sottoscrivere debito italiano
Altrimenti non avrebbero più finanziato il nostro debito

Adesso le cose - con l'euro - sono un poco cambiate , ma la faccenda è tutt'altra

altrochè pensare alle esigenze dei risparmiatori ( a quelle ci hanno pensato riducendo lo spread sul rendimento dei bot)

in ogni caso , per uno stato , direi che più che risparmiare (ma solo eventualmente , confidando in calo dei tassi) qualcosa di interessi , sia importante rispettarlo , il budget
Ed avere roba a tasso variabile espone sempre al rischio che si verifichi l'altra opzione (ed infatti nessuno stato emette fette importanti a tasso variabile)
slowdown non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 19-05-2009, 08:37   #9 (permalink)
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.... per esempio, da tutta la carta che si sta stampando, da tutto il debito che si sta generando come si rientra ? ....

E' questa la preoccupazione principale, la risposta classica sarebbe iperinflazione. Però andando un pò controcorrente io ragionerei sul fatto che nonostante la mole enorme di carta stampata sinora (dollari e poi euro) non si sia ancora verificato il benchè minimo sintomo di disagio inflazionistico anzi, direi di più, le stesse banche faticano ancora a prestarsi soldi oltre i 6/9 mesi. Sembrerebbe che tutta la carta stampata sinora sia finita in un enorme buco nero e non sul mercato.
Questo potrebbe determinare qualche sensibilità di quotazione intorno ai CCT a più lunga scadenza nei prossimi mesi.

Ultima modifica di tommy271 : 19-05-2009 alle ore 08:41. Motivo: aggiunta
tommy271 è connesso ora   Rispondi citando
Vecchio 19-05-2009, 14:46   #10 (permalink)
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Originalmente inviato da tommy271 Visualizza messaggio
.... per esempio, da tutta la carta che si sta stampando, da tutto il debito che si sta generando come si rientra ? ....
Quasi quasi apro un thread apposito sull'inflazione.
Ma siamo veramente sicuri che l'inflazione, al giorno d'oggi, sia possibile e magari sia la cura?

L'inflazione la vedo funzionare bene, come strumento mangia debiti, all'interno di uno stato con una propria moneta ma...all'interno di grossi complessi monetari ho i miei dubbi che possa funzionare.

Bisognerebbe che tutta l'area euro (o dollaro) creasse un'inflazione omogenea in tutta l'area, lasciando anche un bel pò di mano libera sugli aumenti salariali (...altrimenti aumenta la poverta e non si raggiunge lo scopo).
Boh, la vedo come una faccenda molto dura a coordinarsi e realizzarsi, personalmente continuo a dare per certa una bella deflazione...che già si vede.
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