O la conferma dell’attuale presenza di centinaia di condannati e inquisiti in Parlamento e il continuo tentativo di Berlusconi e dei suoi seguaci e accoliti, anche nelle file dell’opposizione, di sottrarsi in ogni modo alla legge.
Il 2009 sarà, nel bene o nel male, un anno di svolta.
Si metteranno le basi per una
dittatura morbida, apripista del dilagare della corruzione e dello sfascio economico, due fattori che potrebbero intaccare la stessa unità nazionale, o invece, si ripartirà per una
nuova fase della Repubblica.
So che molte famiglie passeranno le feste senza un lavoro e con l’angoscia per il domani.
Queste persone ascoltano i proclami carnevaleschi di Berlusconi che invita a spendere per rilanciare l’economia e si sentono prese in giro.
Tra di loro vi sono i 12.000 licenziati dell’
Alitalia, i 9.000 della
Telecom Italia e decine di migliaia di lavoratori di piccole e medie aziende.
All’appello del nuovo anno mancano 1300 persone,
cadute sul lavoro, una vergogna insostenibile per un Paese civile.
Soprattutto ai loro familiari e ai disoccupati va il mio augurio di Buon Anno e insieme la promessa che io e l’Italia dei Valori faremo tutto il possibile per restituire agli italiani la
dignità del lavoro e l’orgoglio di vivere in uno Stato in cui prevalgano onestà e competenza.
Buon 2009 da Antonio Di Pietro.




