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Vecchio 04-01-2009, 17:18   #1 (permalink)
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I CONCESSIONARI italiani




Una volta, tanto tempo fa, si rubava ai ricchi per dare ai poveri.
La situazione in seguito si è evoluta.
Si è iniziato a rubare ai poveri per dare ai ricchi.
E’ vero che i poveri hanno poco, ma sono tanti.
Poco per tanti fa una fortuna come sanno i miliardari in euro del nostro Paese.

Privatizzare i profitti e socializzare le perdite
è sempre stato il motto degli imprenditori con le pezze al culo, a iniziare dalla Fiat con la cassa integrazione a carico dei contribuenti.

Oggi molti poveri si sono trasformati in morti di fame.
Rubare ai poveri per dare ai ricchi è diventata un’impresa senza speranza.

I grandi imprenditori sono però persone che vivono la società, che capiscono i problemi dei disoccupati, delle famiglie senza reddito e senza tetto.

Non sono insensibili al crescere degli indigenti, sempre più numerosi.
E hanno trovato una soluzione: togliere ai quasi poveri per dare ai morti di fame.

Andrea Riello, a nome degli industriali veneti, ha dichiarato: “I dipendenti pubblici potrebbero rinunciare per il prossimo anno a una piccola percentuale della loro retribuzione destinandola a un prestito temporaneo per rimpinguare il fondo di solidarietà.
Prestito che gli verrebbe restituito non appena ci sarà la ripresa.


continua
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Vecchio 04-01-2009, 17:21   #2 (permalink)
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In soccorso di Riello è arrivato Calearo, deputato del PDmenoelle, ma anche industriale e ex presidente di Federmeccanica:
La provocazione di Riello ha un senso… il contributo dovrebbe essere chiesto a funzionari, dirigenti, amministratori di società… e nello Stato ce ne sono molti. Ma sarebbe bene che a dare l’esempio siano i politici.

I politici hanno lo stipendio più alto d’Europa, sono in gran parte pregiudicati e inquisiti, maturano il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo e in Parlamento, a esercitare il lavoro per cui sono pagati, non ci vanno quasi mai, mantengono spesso doppie cariche e doppio stipendio.

L’esempio lo danno già.
Non si può chiedergli di più.
Riello, invece della solidarietà tra dipendenti dello Stato e disoccupati privati, io inizierei dai concessionari pubblici.

Gente che guadagna su un bene dello Stato centinaia di milioni, miliardi di euro ogni anno.
Le concessioni dello Stato devono essere a profitto zero per i concessionari.
Si tratta di beni dei cittadini, occupati e disoccupati.

La gestione va pagata, ma il profitto deve rimanere allo Stato, o non ci deve essere alcun profitto.
Le autostrade, le frequenze delle telecomunicazioni, le frequenze radiotelevisive, l’acqua, lo smaltimento dei rifiuti vanno rinegoziati a concessione zero.

Quando iniziamo? Lo dice lei alla Marcegaglia degli inceneritori?
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

B.G.
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