Una volta, tanto tempo fa,
si rubava ai ricchi per dare ai poveri.
La situazione in seguito si è evoluta.
Si è iniziato a rubare ai poveri per dare ai ricchi.
E’ vero che i poveri hanno poco, ma sono tanti.
Poco per tanti fa una fortuna come sanno i miliardari in euro del nostro Paese.
Privatizzare i profitti e socializzare le perdite è sempre stato il motto degli imprenditori con le pezze al culo, a iniziare dalla Fiat con la cassa integrazione a carico dei contribuenti.
Oggi molti poveri si sono trasformati in morti di fame.
Rubare ai poveri per dare ai ricchi è diventata un’impresa senza speranza.
I grandi imprenditori sono però persone che vivono la società, che capiscono i problemi dei disoccupati, delle famiglie senza reddito e senza tetto.
Non sono insensibili al crescere degli indigenti, sempre più numerosi.
E hanno trovato una soluzione:
togliere ai quasi poveri per dare ai morti di fame.
Andrea Riello, a nome degli industriali veneti, ha dichiarato: “
I dipendenti pubblici potrebbero rinunciare per il prossimo anno a una piccola percentuale della loro retribuzione destinandola a un prestito temporaneo per rimpinguare il fondo di solidarietà.
Prestito che gli verrebbe restituito non appena ci sarà la ripresa.”
continua