Avvelenano.......anke i bambini??????????????


Adulterati anche
yogurt e gelati.
Cina nel panico
LO SCANDALO DEL LATTE
«Ci aspettiamo che le autorità cinesi conducano un’indagine completa sul latte contaminato», anche l’Onu, attraverso Peter Salama, capo del dipartimento Unicef per la salute, attende chiarimenti dalla Cina.
Una richiesta che arriva dopo la grave denuncia dell’Organizzazione mondiale per la sanità: il latte in polvere adulterato, che ha causato la morte di quattro bambini e intossicato più di seimila neonati, si trovava sugli scaffali dei supermercati da mesi e le autorità cinesi ne erano al corrente. La notizia però è stata divulgata solo la settimana scorsa.
La melanina, sostanza chimica utilizzata per produrre materie plastiche, è stata aggiunta al latte del gruppo Sanlu per aumentarne il contenuto proteico, causando ai bambini problemi renali e calcoli.
La gamma dei prodotti adulterati intanto si allarga. La sostanza è stata rilevata anche nel latte fresco, nei gelati e negli yogurt di alcune tra le più importanti imprese casearie della Cina. La televisione di stato cinese ha riferito che l’agenzia per i controlli della qualità degli alimenti ha analizzato i prodotti di 400 aziende. E per il momento sarebbero ventidue le società coinvolte nello scandalo.
Il dieci per cento dei prodotti testati dei due marchi leader nel paese – Mengniu e Yili, quest’ultima sponsor di Pechino 2008 – contenevano dosi di melamina che variavano tra i 0,7 e gli 8,4 milligrammi per chilo. Adulterati anche alcuni prodotti della Guangming e della Bright, altra importante azienda cinese.
Da Bruxelles, Adroulla Vassiliou, commissario europeo alla salute, ha chiesto a Pechino maggiori informazioni e ha esortato i paesi comunitari a «rafforzare i controlli alla frontiera». La Cina, ha assicurato Nina Papadoulaki, portavoce del commissario, non esporta prodotti lattierocaseari verso l’Unione europea, ma bisogna assicurarsi che queste merci non arrivino attraverso paesi terzi.
«Stiamo discutendo tutti gli aspetti di questa crisi bilaterale con i nostri colleghi in Cina.
La nostra priorità è assicurare l’integrità della catena di forniture europea – ha spiegato dalla capitale cinese Robert Madelin, direttore generale per la protezione della salute e dei consumatori presso la Commissione europea –. Ci aspettiamo di avere un resoconto».
Pechino, intanto, è intenzionata a mostrare il pugno di ferro. Le aziende, ora, sono sottoposte a controlli a tappeto. Diciotto persone sono già finite in manette e altrettante sono state destituite dai loro incarichi. I responsabili rischiano fino alla pena di morte, che nella Repubblica popolare è prevista per chi attenta alla salute pubblica.
Nel frattempo si cerca di rassicurare la popolazione, i consumatori sono invitati alla calma: la maggior parte del latte liquido prodotto in Cina, assicurano gli ispettori sanitari, non è tossico.
Ma i genitori sono nel panico e la situazione sembra destinata ad aggravarsi. Il numero dei neonati intossicati, come ha ammesso il ministro della salute Chen Zu, «è destinato ad aumentare». Per il momento i bebè ricoverati negli ospedali sono più di trecento, di cui oltre cinquanta in condizioni gravi. Non è escluso che in zone più isolate della Cina si siano già verificati altri casi di cui non si è ancora avuta notizia.
Federica Cantore