03-12-2009, 13:21
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#1 (permalink)
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...che c@zzo guardi...?
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 6,696
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Figlio mio lascia questo paese...
Il direttore generale della Luiss:
"avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito"
"Figlio mio, lascia questo Paese"
 Un'aula dell'Università di Bologna
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
VAI ALL'ARTICOLO SUI COMMENTI
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
 L'università La Sapienza di Roma
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,
tuo padre
(L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
( 30 novembre 2009)
Fonte: La Repubblica.
SIAMO ALLA FRUTTA...
__________________
"Cacciatore di Gnoppifulli dal Manto Beffardo."
"Pilota di nasse da Topa."
"Sono tornato. Rosicate."
"Premiato Brefotrofio Santissima Maria Regina Elena Bombardata dè Tù Mà."
"If you cross this line, you better be ready to kill me." (Aaron Hallam)
: .
Ultima modifica di lorenzo63 : 05-12-2009 alle ore 00:04.
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03-12-2009, 13:32
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#2 (permalink)
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Banned
Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 18,676
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Io e' una vita che lo ripeto a mia figlia..
E' laureata..e sta facendo un Master..ma dopo??
Non e' ancora molto convinta..ma io gli ho detto chiaramente..figlia mia..in Italia non avrai tante possibilita'.
Vai all'estero..in America.Inglilterra..Germania..fatti esperienza..e poi..finito il buio...forse potrai tornare..
Forse dico!!!
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03-12-2009, 13:34
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#3 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 708
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...figlio mio se vai in America, le cose non cambiano.....
Saluti
PJ
__________________
"i soldi non sono tutto nella vita, ci sono anche le obbligazioni e la buona musica"
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03-12-2009, 13:35
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#4 (permalink)
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apota
Data registrazione: May 2008
Località: mondo virtuale
Messaggi: 7,173
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E con questa secchiata di ottimismo... me ne vado a casa
ad ascoltare il tg, sia mai che sia caduto il governo? 
__________________
Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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03-12-2009, 13:50
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#5 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 377
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lo ripeto (visto che il thread sui pensionati è misteriosamente scomparso..)
non riesco a trovare un volo per l'asia, per metà gennaio (bassa stagione) tariffa normale (6-800 euro) come dico io.
dov'è questa crisi??
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03-12-2009, 14:44
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#6 (permalink)
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Banned
Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 18,676
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Citazione:
Originalmente inviato da 13morris
lo ripeto (visto che il thread sui pensionati è misteriosamente scomparso..)
non riesco a trovare un volo per l'asia, per metà gennaio (bassa stagione) tariffa normale (6-800 euro) come dico io.
dov'è questa crisi??
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Non e' che tutto il paese stia male dai..ecco il guaio.
Ci sono pensionati..che si possono permettere viaggetti in Asia., senza dubbio..
Ma non devi guardare quelli!!
Ci sono tantissimi giovani precari..senza piu' un posto di lavoro..
Ci sono tantissimi ricercatori..che hanno perso il posto..e non avranno neanche la CIG!!
Tante persone in CIG..o che perderanno il posto..a breve.
A loro..che dici??    
Un Paese veramente CIVILE deve guardare a chi non ha prospettive per il futuro...non a chi sta bene..  
Questa e' la classica cultura berlusconiana..del farsi i cazzi propri!
Scusa sai..ma la penso cosi!
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03-12-2009, 18:55
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#7 (permalink)
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Banned
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 1,302
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Citazione:
Originalmente inviato da Bonzo Ganzo
Il direttore generale della Luiss:
"avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito"
"Figlio mio, lascia questo Paese"
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Sì, però... che a dirlo, bellamente, sia uno che ha fatto parte di un sistema che insegna anche a pugnalare gli altri, mah.
Per dire, il signore in questione è uno che ha scritto libri come Comandare è fottere. Manuale politicamente scorretto per aspiranti carrieristi di successo.
La risposta di Benedetta Tobagi:
Caro Direttore, immagino che la lettera di Pier Luigi Celli, "Figlio mio, lascia questo paese" (Repubblica, 30 novembre) sia nata come una provocazione.
Anche concedendolo, mi pare che il testo, per ciò che dice, per come è costruito, sia esso stesso un sintomo preoccupante dei mali che vorrebbe denunciare: anche per questo, credo, ha dato fastidio a molti. È triste che per denunciare una situazione di grave disagio e degrado della vita civile, il direttore generale dell´università Luiss scelga l´espediente retorico della "lettera al figlio", e si lanci in doglianze dure, ma generiche, sui mali italiani e sull´assenza di un futuro possibile per i giovani che restano a vivere in Italia.
Se di provocazione si tratta, infatti, sarebbe stato uno scossone salutare che uscisse piuttosto dalla penna di un figlio, o comunque, di un giovane. L´identità dei figli si costruisce anche nella contrapposizione al mondo dei padri. Il momento della critica è parte integrante del processo di maturazione. Dalla penna di un padre, tanto più in questo caso, considerata la posizione pubblica che ricopre, sarebbe stato bello leggere del suo impegno accademico per tentare di rinnovare la classe dirigente, ritrovare - magari - un´analisi degli ostacoli incontrati, un atto di denuncia del mondo che conosce o ha conosciuto, con fatti, dati, numeri e nomi.
Parole pensate per continuare ad agire sul proprio frammento mondo, nel tentativo di renderlo, anche se in piccolo, più abitabile, anche per il figlio. Parole che insegnassero al figlio il coraggio e l´ostinazione dell´impegno, anche se le circostanze ambientali sono le più scoraggianti. Invece il padre, confessato il proprio personale fallimento, incita il figlio ad andarsene.
Conta solo il privato, il proprio interesse: non fare il mio errore, pensa a te e vattene lontano. A lui, istruito, intelligente, brillante, non affida il messaggio di mettercela tutta, a costo di delusioni, frustrazioni, sacrifici, per risollevare le sorti del Paese, perché spendersi per il bene comune, proprio quando le cose vanno male, "qualunque cosa succeda" (per citare l´avvocato Giorgio Ambrosoli) è un´impresa che riempie di senso la vita. Ai figli tocca l´onere di affrontare questo Paese ferito e travagliato e anche denunciarne i mali, ma i padri non dovrebbero abdicare al proprio ruolo.
A livello simbolico, il padre è l´uomo divenuto capace di accudimento e di responsabilità. Al padre spetta di lavorare nel mondo e preparare il figlio a entrarvi. La letteratura classica ci consegna le immagini potenti di Ulisse, Enea e soprattutto Ettore, l´eroe dei troiani: accomunati dal tratto paterno inteso come progetto di futuro e responsabilità. In un bel saggio intitolato proprio "Il gesto di Ettore" lo psicanalista Luigi Zoja analizza gli effetti dell´attuale "rarefazione del padre", il venir meno di "riti di passaggio all´età adulta mediati da figure paterne autorevoli" e di "un modello verticale capace di innescare processi sulla responsabilità".
La lettera di Celli si basa sull´assunto che oggi l´alternativa è tra rassegnarsi allo schifo o scappare e salvare se stessi. Non è così.
Le "passioni grigie", come le ha chiamate Remo Bodei (onestà, onore, rispetto di sé e dell´altro, far bene il proprio lavoro, non accettare corruzione e intimidazione) non sono morte. Girando per l´Italia, soprattutto frequentando il circuito "invisibile" delle associazioni culturali, o i poli di una rete come "Libera", si incontra tanta gente che lavora, e molto bene, e soprattutto con i ragazzi, per creare anticorpi a una situazione che a troppi sembra senza speranza. Luoghi dove la denuncia di ciò che non va si accompagna sempre ad azioni costruttive: magari a livello locale, su piccola scala: ma l´umiltà del passo dopo passo è la linfa e la premessa di ogni vero cambiamento.
Penso a una sostituto procuratore che ha speso la vita a cercare di contrastare i reati ambientali e la criminalità organizzata. Con frustrazioni e difficoltà quasi inimmaginabili. Quando si scoraggia, pensa alle parole di suo padre, avvocato e sindaco, che le ha trasmesso il senso del valore di compiere il proprio dovere. Si rende conto che il problema è strutturale e occorrerebbe modificare la mentalità dei cittadini. Continua dunque a fare il suo lavoro, però investe tempo anche in incontri pubblici per sensibilizzare la popolazione locale sulle problematiche ambientali. Ha una figlia che studia legge. In Italia. Penso a chi si rompe la testa per cercare di immaginare modi, linguaggi, strumenti nuovi per trasmettere ai ragazzi una cultura del rispetto delle regole, linfa perché domani l´Italia sia un po´ diversa. Ci sono padri che vivono con lo spettro di dover lasciare il paese, un domani, perché non riescono più a mantenere se stessi e la famiglia. Un giovane freelance, classe 1972, orgoglioso padre di una bimba di un anno (la madre, neanche farlo apposta, è una hostess di terra che ha sofferto tutte le tempeste del caso Alitalia): «Certo che la tentazione di andarsene guardandosi in giro è forte. Ma sarebbe una fuga. Adesso sono nel pieno delle mie forze, e voglio tentare tutto il possibile per darle un futuro qui». Questo è parlare. Da uomo, da padre, da italiano. Sono molto contenta per sua figlia, e anche per me. Mi ha fatto sentire meno sola. Ho trentadue anni, sono molto indignata, ma voglio continuare a vivere in Italia. Con tante scorribande all´estero (e invito tutti i ragazzi a fare lo stesso, se possono!), per prendere ciò che qui non trovo, per metterlo nel mio lavoro, per seminare nel mio Paese. C´è troppo da fare e c´è bisogno di tutti.
Benedetta Tobagi
Questa sì che è una lettera. 
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03-12-2009, 18:58
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#8 (permalink)
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mi sono già rotto
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 9,632
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Citazione:
Originalmente inviato da 13morris
lo ripeto (visto che il thread sui pensionati è misteriosamente scomparso..)
non riesco a trovare un volo per l'asia, per metà gennaio (bassa stagione) tariffa normale (6-800 euro) come dico io.
dov'è questa crisi??
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a 1600 lo trovi 
ma questo già prima... 
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03-12-2009, 19:06
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#9 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,647
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Citazione:
Originalmente inviato da Bonzo Ganzo
Il direttore generale della Luiss:
"avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito"
"Figlio mio, lascia questo Paese"
 Un'aula dell'Università di Bologna
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
VAI ALL'ARTICOLO SUI COMMENTI
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
 L'università La Sapienza di Roma
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,
tuo padre
(L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
( 30 novembre 2009)
Fonte: La Repubblica.
SIAMO ALLA FRUTTA...
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no è finita anche quella per il popolo
se la stanno mangiando tutta i politicastri e amici loro
per gli altri c'è una via d'uscita?
sembra che la Svizzera lanci dei richiami ...
IMPRESE CHE RESISTONO

VENERDI' 11 DICEMBRE SAREMO PRESENTI ALL'INCONTRO A MILANO "IMPRESE CHE RESISTONO DAY"
Venerdi 11 e Sabato 12 Dicembre
Caro Imprenditore/ice,
Vuoi cambiare la prospettiva della tua impresa?
Vuoi confrontarti con Imprenditori provenienti da tutta Italia ?
1.000 aderenti hanno già scelto questo movimento.
Partnership ed Informazione sono i nostri obiettivi: vuoi dire anche tu cosa ne pensi?
PARTECIPA ANCHE TU ALL’EVENTO E CERTAMENTE TROVERAI ALTRI IMPRENDITORI CHE LA PENSANO COME TE !!
Presso il Centro Congressi “Leonardo da Vinci”
Via Senigallia 6- 20161- Milano
www. leonardohotel.com
PER SAPERNE DI PIU':
IMPRESE CHE RESISTONO !
IO LANCIO IL SEGUENTE MESSAGGIO PROVOCATORIO A IMPRESE CHE RESISTONO:

Se lo stato non dovesse ascoltarvi, invece che sfilare per le vie di Roma o Torino, invece che fare riunioni in un hotel a Milano, perchè non vi mettete in contatto con la CAMERA DI COMMERCIO SVIZZERA?
Non provate a chiedere loro aiuti nel caso decidiate di spostare la vostra attività in Svizzera?
Non organizzate un corteo per le vie di Lugano chiedendo una mano ai nostri fratelli d'oltralpe?
Non siete voi che dovete chiedere elemosina alla classe politica, ma è la classe politica che dovrebbe chiedere aiuto a voi e far di tutto per non FARVI CHIUDERE O FARVI TRASFERIRE!!!
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04-12-2009, 15:55
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#10 (permalink)
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Banned
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 1,302
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In risposta alla lettera di Pier Luigi Celli a suo figlio, pubblicata da Repubblica il 30 novembre 2009.
Da una rappresentanza del corso Nuovi giornalismi (organizzato da Luiss Business School in collaborazione con Internazionale editore).
Ci siamo incontrati, nel cortile della Luiss, una mattina di gennaio: nutrito gruppo di sognatori e non, iscritti al primo Corso di alta formazione per aspiranti copy editor, photo editor e traduttori. Abbiamo pagato migliaia di euro ognuno e ci siamo formati insieme per sei mesi, parlando di futuri ricchi di professionalità, impegno e voglia di cambiare il mondo. Sognando anche, magari, uno stipendio. Perché i precari si nutrono di cibo e non solo di aspirazioni.
Il master è finito. Ora ci muoviamo tra strade telematiche e reali alla ricerca di qualcuno che voglia impiegare le nostre (tante) competenze fuori dalla mostruosità degli stage. Ma siamo sempre: troppo o troppo poco esperti, eccessivamente o non abbastanza giovani, arrivati tardi o presto, schiacciati da meccanismi marci che sostengono la logica dello sfruttamento. Perché è di sfruttamento che si parla quando si pretende che qualcuno lavori gratis per mesi senza nessuna prospettiva. Una gavetta perenne che non fa crescere la persona o la professionalità, ma ti trasforma nell’ingranaggio di un sistema a circuito chiuso.
Il dolore di Celli padre non ci addolora, se utilizzato in pubblico per promuovere una tesi sbagliata. È invece la triste ammissione di un’élite politica vigliacca, che non ha saputo svolgere il suo lavoro e chiede ai suoi figli di scappare da un paese che non ha saputo governare. È il messaggio ipocrita di una classe dirigente che piange lacrime di coccodrillo, ma non si dimette: continua invece a ingrassarsi il portafoglio lucrando sulla disperazione di chi non può partire o sui desideri di chi non vuole andare a far fortuna all’estero. Questo, spesso, sono i prestigiosi “master”, i nuovi costosi lasciapassare per il futuro che poi tanto in là non ti fanno andare.
Non vogliamo entrare in una logica inutile di accuse e colpe. Scuse non le pretendiamo, ci è stato insegnato a non aspettarcele.
Noi, però, non vogliamo andare via. Vogliamo scrivere nella nostra lingua, bellissima, preziosa. Vogliamo fotografare questo paese e traghettare la nostra cultura altrove. L’alternativa alla fuga di cervelli, come ha dimostrato la storia, non è più la resistenza, ma buttare dalla nave chi continua ad aprire delle falle per farla affondare.
La verità è che noi non abbiamo né posti in prima fila né cognomi importanti: siamo quelli bravi che, però, devono rimanere a bordo anche se la nave affonda. Per quanto il nostro paese possa esser senza speranza, noi restiamo qui, senza i soldi per comprarci una casa dove vivere e senza quelli per averli noi, i figli, ed educarli a cambiare questo sistema anziché invitarli a scappare.
Mattia, non andare via, è troppo facile: vincerebbero loro e sarebbe colpa nostra.
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