Expo 2015, la ‘ndrangheta ringrazia
Autostrade, metropolitane, nuovi tracciati ferroviari, grattacieli. Opere faraoniche che troveranno presto spazio a Milano per accogliere i visitatori dell'Expo 2015. Per realizzarli, una valanga di quattrini pubblici, stimabili in più di 10miliardi di euro, investirà il capoluogo lombardo.
Una mole impressionante di denaro stanziata per “la capitale della 'ndrangheta” e, per tutta risposta, stiamo assistendo all'immobilismo della classe dirigente lombarda. Non un piano strutturato per contrastare l'infiltrazione della criminalità organizzata è stato infatti messo in atto da Regione e Comune. Dopo aver per lungo tempo insistito sull'inutilità dell'istituzione di una commissione d'inchiesta comunale sul fenomeno, il Sindaco Letizia Moratti ha dovuto cedere alle presioni della società civile. Il via libera per sua istituzione è partito poche settimane fa, ma l'organo comunale non ha nemmeno fatto in tempo a produrre uno straccio di documento.
L'alt è arrivato dal prefetto milanese che ha definito la commissione anticostituzionale. Un vero e proprio assist per la maggioranza che ha subito smantellato il neonato organo d'inchiesta. Eppure il sindaco non ha mai creduto nel rischio concreto dell'infiltrazione 'ndranghetista negli appalti, nemmeno quando se l'è trovato sotto casa. Scoperta una ditta affiliata, operante nel cantiere di piazza Meda, a due passi dal Duomo, il primo cittadino ha gridato alla disinformazione attuata dai mezzi di informazione e ha dichiarato: “Sono allibita e preoccupata perché su Milano c'è un'aria strana di cose che francamente non appartengono a questa città”.
Incurante degli allarmi lanciati dagli inquirenti, il Sindaco ha rispolverato una vecchia storiella: la mafia è un problema del sud. Un'atteggiamento scellerato - e purtroppo ancora diffuso al nord - che spiana la strada alle organizzazioni criminali operanti da decenni nella ricca Lombardia. Nemmeno il monito lanciato da Piero Grasso, Procuratore nazionale antimafia, sul rischio concreto della presenza dei clan nei cantieri delle grandi opere, ha mutato la percezione del fenomeno degli amministratori meneghini. Un grido d'allarme caduto nel vuoto. In tutta risposta, Formigoni e Moratti stanno ancora litigando per decidere chi far accomodare sulle “cadreghe” dell'Expo. Chapeau....
la 'ndrangheta ringrazia.
Vedi di svegliarti. 
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