Citazione:
Originalmente inviato da Caos
Ricordate quando parlavo di febbraio marzo come in relazione a Di Pietro,non dimenticatelo mai.
Il Furbetto del Trattorino Di Pietro assediato dai giustizialisti del Fatto dopo la scelta del plurindagato De Luca
Il Fazioso febbraio 2010 Tonino messo all’angolo. E’ bastata una scelta (quella di De Luca come candidato in Campania, condannato in primo grado e plurindagato) per sconfessare definitivamente il suo incessante sbraitare sulla moralità in politica, sulle candidature pulite, sullo stop al connubio politica-corruzione ecc
Insomma è crollato il castello del populismo e della purezza dell’Idv. E chi è più giustizialista di loro (Il Fatto) e che già in passato voleva fare le scarpe al trebbiatore lo fa notare, eccome se lo fa notare.
Sono due giorni che la gazzetta dei secondini attacca furiosamente la scelta di Di Pietro. Oggi due articoli in prima pagina, da una parte un editoriale del direttore Padellaro e dall’altra un pezzo di Travaglio che smonta l’ovazione per De Luca che fa passare proprio per delinquente. All’interno oltre all’intervista a Di Pietro (piuttosto fiacche le sue risposte) c’è un duro attacco di De Magistris.
Aggiungiamoci anche un’intervista sempre di Travaglio alla Stampa: parla di fallimento Di Pietro, di scelta strategica pessima, di ritardo colpevole, di gestione dell’Idv in Campania disastrosa, di ovazione per De Luca catastrofica.
E non dimentichiamo l’attacco di Grillo, il popolo viola stracritico, la delusione della base su internet. Insomma una decisione che pare essere l’inizio di una crisi seria tra l’Idv e la sua parte più intransigente.
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manca di coerenza....
anche De Magistris Critica l'inciucio che porta sconforto negli elettori...
da
http://www.dagospia.com/rubrica-3/po...colo-13103.htm
TOMBOLA PER LA FAMIGLIA DE LUCA! - NEL MIRINO DEI MAGISTRATI È FINITO ANCHE IL FIGLIO DELLA COPPIA, PIERO (ORA MANCANO I NONNI E LE PRO-ZIE) – IL PARGOLO E’ SOTTO INCHIESTA PER REATI FISCALI COLLEGATI A DUE SOCIETÀ VICINE ALLA ‘MANIFATTURE COTONIERE MERIDIONAL’ – QUEST’ULTIMA è OGGETTO DELL’INCHIESTA IL CUI PROCESSO PER DE LUCA SENIOR SI APRIRÀ IL GIORNO DELLE ELEZIONI REGIONALI…
Gian Marco Chiocci per "il Giornale"
Non bastava il capofamiglia, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, aspirante governatore della Campania in quota Pd-Idv, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, concussione e truffa nelle inchieste «Sea Park» e «Mcm».
Non bastava nemmeno la moglie del primo cittadino, Rosa Zampetti, sotto processo per falso in atto pubblico e abuso d'ufficio causa un concorso per sociologa Asl che la donna avrebbe vinto - secondo la tesi dell'accusa - presentando una documentazione taroccata.
Vincenzo De Luca
Adesso si scopre che nel mirino dei magistrati è finito anche il figlio della coppia, Piero, sott'inchiesta per reati fiscali a margine di alcune consulenze collegate a due società a loro volta vicine alla Manifatture Cotoniere Meridionali, conosciuta come «Mcm», oggetto dell'inchiesta-madre sfociata in un processo che per De Luca senior si aprirà il giorno delle elezioni regionali.
Gli accertamenti sul figlio del sindaco sarebbero scaturiti a seguito di più indagini patrimoniali e avrebbero portato a trovare punti di contatto con il procedimento Mcm nato in circostanze rocambolesche. Ovvero a seguito dell'intenzione della Salerno Invest, società partecipata, di costruire un centro commerciale sull'area industriale di Fratta di Salerno dove insisteva la Mcm (sulla carta era prevista la delocalizzazione dell'impianto tessile e la contestuale realizzazione di strutture urbanistiche e commerciali).
Un intervento di riqualificazione che sarebbe dovuto costare in tutto oltre 110 milioni di euro e avrebbe dovuto produrre posti di lavoro per 1.500 persone. Un'opera faraonica figlia di un progetto che portava le firme del Comune, della Salerno Invest e della Cotoniere.
Ma sul più bello la Procura di Salerno, con il pm Gabriella Nuzzi, si imbatte in una decina di falsi e di presunte irregolarità sulle varianti urbanistiche.
A far scattare le indagini è
l'ex assessore all'Urbanistica Fausto Martino, diventato una vera e propria gola profonda degli uffici giudiziari salernitani retti all'epoca dal procuratore Apicella (quello al centro degli attriti con la procura di Catanzaro per la vicenda De Magistris-Why Not).
di pietro
Fra le rivelazioni di Martino quella su cui i pm puntarono con decisione faceva riferimento a una riunione in cui, presente il sindaco, il patron della Mcm «manifestò la volontà di delocalizzare l'impianto» non per riqualificarlo altrove «bensì perché diceva di non avere prospettive industriali su quella zona».
Nell'inchiesta su Mcm, insieme con Vincenzo De Luca, è stato rinviato a giudizio anche il suo predecessore, Mario De Biase, espressione dell'aspirante presidente della Regione. Lui e altri, per il gup che ha disposto il giudizio, a dar retta alle intercettazioni avrebbero fatto parte di quella «realtà politico-amministrativa» sintetizzabile «in un singolo centro di potere burocratico amministrativo».