18-09-2011, 19:24
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#1 (permalink)
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Utente Senior
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DI PIETRO come BOSSI .... MAaaaaaa scoppia la polemica
Molise, Di Pietro candida il figlio e la base si stacca dal partito | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
Molise, Di Pietro candida il figlio
e la base si stacca dal partito
Antonio Di Pietro impone la candidatura del figlio Cristiano nella lista Idv alle elezioni regionali del Molise (16 e 17 ottobre) e scoppia la polemica. A mettersi di traverso il circolo dipietrista di Termoli, che appena appreso dell'investitura del rampollo dell'ex pm (avvenuta durante la presentazione alla festa di Vasto, ndr) grida allo scandalo ed esce dal partito.
Il motivo? Non solo l'insofferenza per la scelta "caduta dall'alto" a scapito del territorio, ma anche le modalità con cui essa è arrivata.
Secondo i dissenzienti, infatti, per favorire l'elezione di Cristiano Di Pietro sarebbe stata studiata una lista con candidati definiti "deboli". Una mossa che, per il circolo Idv di Termoli, ricalca quanto fatto in passato da Bossi con il figlio Renzo.
Parole dure come pietre: "La scelta del leader Idv – è scritto nella nota - appare figlia della stessa concezione familistica e privatistica che presumibilmente ha mosso il capo della Lega Nord, Umberto Bossi a candidare e a far eleggere il figlio al Consiglio Regionale della Lombardia o il presidente del Pdl Silvio Berlusconi a candidare e a far eleggere Nicole Minetti allo stesso Consiglio Regionale Lombardo".
In virtù di questa concezione, il circolo ha deciso di "interrompere la propria esperienza politica con l'Italia dei valori", pur confermando la loro appartenenza al centrosinistra e auspicando "che le prossime elezioni regionali possano essere occasione di un reale cambiamento della politica nel Molise".
Non si è fatta attendere la reazione di Pierpaolo Nagni, segretario regionale dell'Idv molisano, che ha spiegato come la clamorosa decisione del circolo di Termoli sia dovuta al fatto che i vertici del partito "non hanno accettato il ricatto" dei neo fuoriusciti.
"Volevano imporre il nome di un candidato che, pur sollecitato in altre circostanze elettorali a correre con Idv – ha detto Nagni – ha sempre scelto di non voler fare nessun percorso con l'Italia dei Valori per poter conservare la sua autonomia".
Per quanto riguarda la polemica sulla composizione di una lista debole per favorire l'elezione di Cristiano Di Pietro, invece, Nagni rispedisce le accuse al mittente. "Ci spiace – ha detto il segretario molisano – che i componenti del circolo di Termoli non abbiano letto bene i nomi che compongono la lista elettorale e si siano fermati solo a quello di Cristiano Di Pietro: infatti, a rappresentare il loro territorio per il partito c'è Antonio D'Ambrosio e non Cristiano Di Pietro.
Ci rammarica, quindi, questa presa di posizione: loro sanno bene che il vero motivo dell'attacco è un altro. Attaccarsi al nome di Cristiano Di Pietro, che, tra l'altro fa politica da tanto tempo, è solo un triste tentativo di spostare l'attenzione".
Il punto di rottura, a quanto si legge sui giornali locali, sarebbe il mancato accordo sulla candidatura dell’ex sindaco di Termoli Vincenzo Greco, di professione notaio. Per il circolo termolese dell’Idv, sarebbe stato il personaggio giusto per raccogliere consensi anche nei centri limitrofi; Greco era disponibile e in alcune occasioni anche Antonio Di Pietro lo aveva sponsorizzato, indicandolo come “l’uomo giusto per rompere e rinnovare il sistema”. Sul più bello, però, il colpo di scena, con l’ex Guardasigilli che, ignorando la volontà dei rappresentati del territorio (espressa anche con delibere ufficiali del circolo), ha preferito puntare sul figlio. “Siamo stati ignorati, completamente – fanno sapere i dissenzienti – . E Termoli ha subito un danno duplice, relegata all’emarginazione per fare spazio al figlio”. Non solo. Al posto dell’ex sindaco, Di Pietro senior ha inserito in lista Antonio D’Ambrosio, ex esponente di spicco del Pd, che in passato – a sentire il circolo Idv di Termoli – si era adoperato non poco per far finire anzitempo l’esperienza amministrativa di Vincenzo Greco.
Insomma, uno smacco politico a 360 gradi. Per regolare i conti interni, si agita lo spettro del nepotismo in salsa pidiellina, ma tra i due litiganti chi gode è il centrodestra.
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18-09-2011, 19:51
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#2 (permalink)
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non affrettare il viaggio
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,173
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Citazione:
Originalmente inviato da tontolina
Molise, Di Pietro candida il figlio e la base si stacca dal partito | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
Molise, Di Pietro candida il figlio
e la base si stacca dal partito
Antonio Di Pietro impone la candidatura del figlio Cristiano nella lista Idv alle elezioni regionali del Molise (16 e 17 ottobre) e scoppia la polemica. A mettersi di traverso il circolo dipietrista di Termoli, che appena appreso dell'investitura del rampollo dell'ex pm (avvenuta durante la presentazione alla festa di Vasto, ndr) grida allo scandalo ed esce dal partito.
Il motivo? Non solo l'insofferenza per la scelta "caduta dall'alto" a scapito del territorio, ma anche le modalità con cui essa è arrivata.
Secondo i dissenzienti, infatti, per favorire l'elezione di Cristiano Di Pietro sarebbe stata studiata una lista con candidati definiti "deboli". Una mossa che, per il circolo Idv di Termoli, ricalca quanto fatto in passato da Bossi con il figlio Renzo.
Parole dure come pietre: "La scelta del leader Idv – è scritto nella nota - appare figlia della stessa concezione familistica e privatistica che presumibilmente ha mosso il capo della Lega Nord, Umberto Bossi a candidare e a far eleggere il figlio al Consiglio Regionale della Lombardia o il presidente del Pdl Silvio Berlusconi a candidare e a far eleggere Nicole Minetti allo stesso Consiglio Regionale Lombardo".
In virtù di questa concezione, il circolo ha deciso di "interrompere la propria esperienza politica con l'Italia dei valori", pur confermando la loro appartenenza al centrosinistra e auspicando "che le prossime elezioni regionali possano essere occasione di un reale cambiamento della politica nel Molise".
Non si è fatta attendere la reazione di Pierpaolo Nagni, segretario regionale dell'Idv molisano, che ha spiegato come la clamorosa decisione del circolo di Termoli sia dovuta al fatto che i vertici del partito "non hanno accettato il ricatto" dei neo fuoriusciti.
"Volevano imporre il nome di un candidato che, pur sollecitato in altre circostanze elettorali a correre con Idv – ha detto Nagni – ha sempre scelto di non voler fare nessun percorso con l'Italia dei Valori per poter conservare la sua autonomia".
Per quanto riguarda la polemica sulla composizione di una lista debole per favorire l'elezione di Cristiano Di Pietro, invece, Nagni rispedisce le accuse al mittente. "Ci spiace – ha detto il segretario molisano – che i componenti del circolo di Termoli non abbiano letto bene i nomi che compongono la lista elettorale e si siano fermati solo a quello di Cristiano Di Pietro: infatti, a rappresentare il loro territorio per il partito c'è Antonio D'Ambrosio e non Cristiano Di Pietro.
Ci rammarica, quindi, questa presa di posizione: loro sanno bene che il vero motivo dell'attacco è un altro. Attaccarsi al nome di Cristiano Di Pietro, che, tra l'altro fa politica da tanto tempo, è solo un triste tentativo di spostare l'attenzione".
Il punto di rottura, a quanto si legge sui giornali locali, sarebbe il mancato accordo sulla candidatura dell’ex sindaco di Termoli Vincenzo Greco, di professione notaio. Per il circolo termolese dell’Idv, sarebbe stato il personaggio giusto per raccogliere consensi anche nei centri limitrofi; Greco era disponibile e in alcune occasioni anche Antonio Di Pietro lo aveva sponsorizzato, indicandolo come “l’uomo giusto per rompere e rinnovare il sistema”. Sul più bello, però, il colpo di scena, con l’ex Guardasigilli che, ignorando la volontà dei rappresentati del territorio (espressa anche con delibere ufficiali del circolo), ha preferito puntare sul figlio. “Siamo stati ignorati, completamente – fanno sapere i dissenzienti – . E Termoli ha subito un danno duplice, relegata all’emarginazione per fare spazio al figlio”. Non solo. Al posto dell’ex sindaco, Di Pietro senior ha inserito in lista Antonio D’Ambrosio, ex esponente di spicco del Pd, che in passato – a sentire il circolo Idv di Termoli – si era adoperato non poco per far finire anzitempo l’esperienza amministrativa di Vincenzo Greco.
Insomma, uno smacco politico a 360 gradi. Per regolare i conti interni, si agita lo spettro del nepotismo in salsa pidiellina, ma tra i due litiganti chi gode è il centrodestra.
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La sinistra ha bisogno di uomini diversi e di obiettivi diversi.
Sono anni che rilanciano le paranoie della destra: sicurezza, sicurezza...
ma ve li ricordate gli anni di piombo?
un morto al giorno in media solo per fatti di terrorismo, cui vanno aggiunti quelli quotidiani delle associazioni mafiose al sud e delle bande al centro nord.
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18-09-2011, 19:55
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#3 (permalink)
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apota
Data registrazione: May 2008
Località: mondo virtuale
Messaggi: 7,173
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dal che si dimostra che il nepotismo non è solo appannaggio del centrodestra e nemmeno le tangenti
vedi Penati 
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Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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18-09-2011, 20:34
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#4 (permalink)
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Almost Jazz Pianist
Data registrazione: Aug 2004
Località: Fiji
Messaggi: 11,613
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Tutti a casa!!!
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19-09-2011, 12:15
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#5 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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Idv: Di Pietro; figlio si candida, non e' come "il trota" ROMA (MF-DJ)--"Non e' andato a fare il trota di turno con un'elezione sicura in Parlamento, o in qualche listino regionale o in qualche assessorato. Si e' candidato come consigliere comunale e lo ha fatto per cinque anni, senza diventare assessore nemmeno quando era in maggioranza. Poi si e' candidato al consiglio provinciale e ha fatto il consigliere provinciale per altri cinque anni. Adesso si candida per andare a fare il consigliere regionale, se i cittadini lo vorranno. Perche' sia chiaro: sono state e sono tutte elezioni in cui Cristiano deve chiedere la preferenza sul suo nome, non sul mio. Non va nel listino o nella lista bloccata. E' stato trattato come tutti. Ha fatto la trafila come tutti".
Cosi', sul suo blog, il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, risponde alle critiche ricevute dopo la candidatura del figlio Cristiano alle elezioni regionali in Molise. Di Pietro spiega le differenze con il caso di Renzo Bossi, figlio del leader della Lega Nord, e ribadisce che il figlio "ha dovuto fare e deve fare la trafila come tutti gli altri iscritti all'Idv. Non si e' svegliato una mattina per trovarsi candidato. Quando abbiamo creato l'Idv, dieci anni fa, si e' rimboccato le maniche anche lui e ha contribuito, con me e con migliaia di altre persone, a costruire l'IdV".
Secondo Di Pietro "non e' che se una persona e' figlia di un leader politico perde i diritti politici. Non devono esserci favoritismi. Non devono esserci spintarelle o scorciatoie. Ma se comincia dal consiglio comunale e va avanti chiedendo il consenso degli elettori, non gli si puo' negare il diritto di partecipare". red/ren
(END) Dow Jones Newswires
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19-09-2011, 12:15
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#6 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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però chissà poi perchè
hanno comunque la strada spianata
Citazione:
Originalmente inviato da tontolina
Idv: Di Pietro; figlio si candida, non e' come "il trota" ROMA (MF-DJ)--"Non e' andato a fare il trota di turno con un'elezione sicura in Parlamento, o in qualche listino regionale o in qualche assessorato. Si e' candidato come consigliere comunale e lo ha fatto per cinque anni, senza diventare assessore nemmeno quando era in maggioranza. Poi si e' candidato al consiglio provinciale e ha fatto il consigliere provinciale per altri cinque anni. Adesso si candida per andare a fare il consigliere regionale, se i cittadini lo vorranno. Perche' sia chiaro: sono state e sono tutte elezioni in cui Cristiano deve chiedere la preferenza sul suo nome, non sul mio. Non va nel listino o nella lista bloccata. E' stato trattato come tutti. Ha fatto la trafila come tutti".
Cosi', sul suo blog, il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, risponde alle critiche ricevute dopo la candidatura del figlio Cristiano alle elezioni regionali in Molise. Di Pietro spiega le differenze con il caso di Renzo Bossi, figlio del leader della Lega Nord, e ribadisce che il figlio "ha dovuto fare e deve fare la trafila come tutti gli altri iscritti all'Idv. Non si e' svegliato una mattina per trovarsi candidato. Quando abbiamo creato l'Idv, dieci anni fa, si e' rimboccato le maniche anche lui e ha contribuito, con me e con migliaia di altre persone, a costruire l'IdV".
Secondo Di Pietro "non e' che se una persona e' figlia di un leader politico perde i diritti politici. Non devono esserci favoritismi. Non devono esserci spintarelle o scorciatoie. Ma se comincia dal consiglio comunale e va avanti chiedendo il consenso degli elettori, non gli si puo' negare il diritto di partecipare". red/ren
(END) Dow Jones Newswires
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