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Interessante ... trovato su un altro forum:
All'inizio del mese posi una domanda sulla correttezza delle banche nel far
slittare, di uno o più giorni, la valuta di accredito delle cedole sui
titoli di Stato o sul rimborso degli stessi, i cui obblighi cadano in una
giornata festiva. Nel mio esempio 1 Luglio 2007. Oltre a porre la domanda in
questa sede ho scritto al Dip.to del Tesoro, ottenendo esaustive risposte.
E' un po' lungo ma per gli interessati copio incollo in calce.
In sintesi e se, da buona testa dura, non abbia ancora frainteso, lo Stato
indica il rispetto, nei confronti del risparmiatore, della giornata prevista
dai decreti di emissione. Succede poi che il sistema dando esecuzione ai
pagamenti/rimborsi non rispettino più il decreto.
E questa è un'altra fregatura per il risparmiatore, o meglio, al
risparmiatore non costa poi tanto perché i numeri sono relativamente bassi;
sicuramente a livello sistema uno o a volte due giorni di valuta, comportano
valori interessanti.
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In materia di accredito cedole e ammontare nominale dei titoli in scadenza
il Tesoro ha stabilito i principi fondamentali nel decreto ministeriale del
febbraio 2004 concernente la trasparenza nel collocamento dei titoli di
Stato, il quale, all'articolo 4, così recita:
"Ai sensi dell'art. 120, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 1993,
n. 385, i soggetti di cui all'articolo 1 accreditano alla clientela gli
importi dovuti con una data di valuta coincidente con quella prevista dai
singoli decreti di emissione per i relativi pagamenti"
dove i soggetti di cui all'articolo 1 sono gli intermediari finanziari, gli
importi dovuti sono quelli relativi alla scadenza di cedole e capitale
nominale delle obbligazioni e per relativi pagamenti ci si riferisce alla
data di scadenza dei predetti flussi come risulta dai rispettivi decreti di
emissione.
Ora, il fatto che la data in cui le somme devono considerarsi produttive di
un tasso di interesse ( definizione tecnica di data valuta) debba coincidere
con quella prevista dai singoli decreti per i relativi pagamenti ( date di
scadenza), non vuole necessariamente dire che la banca garantisca la
disponibilità materiale degli importi accreditati, dal momento che questa
seconda operazione potrebbe essere eseguita in un secondo tempo se la data
di pagamento coincide con un giorno festivo.
Inoltre, ai fini della risoluzione del suo caso, vale la pena ricordare che
il calendario valido di riferimento è quello vigente a livello europeo detto
TARGET per il quale alcune festività italiane sono considerate giorni
lavorativi. Noti sono i casi del 6 gennaio e del primo novembre, ma anche il
15 di agosto e proprio il primo di gennaio dovrebbero seguire lo stesso
regime, vale a dire feste nazionali secondo il calendario italiano ma giorni
feriali secondo TARGET.
Le allego, per maggiori dettagli sulla disciplina predisposta in favore del
risparmiatore al dettaglio, il collegamento elettronico al decreto sopra
menzionato, pubblicato sul nostro sito: (NDR il mio pdf)
L'intento del decreto trasparenza nel 2004 è stato quello di tutelare i
risparmiatori da alcuni atteggiamente altamente scorretti del mondo bancario
nell'ambito dei collocamenti obbligazionari e di istituire, nel complesso,
un paradigma comportamentale improntato alla trasparenza per tutti gli
intermediari finanziari.
In relazione all'accredito delle somme afferenti ai titoli in scadenza si è
voluto evitare che questi accrediti venissero eseguiti "ad libitum" dalle
banche, dando luogo a situazioni di trattamento disomogeneo tra la clientela
dei diversi istituti, al limite dell'arbitrarietà.
Tuttavia, cosi' come formulata, la norma imponeva un obbligo ben preciso,
che può anche essere stato sufficientemente chiaro ma il sistema dei
pagamenti, nel complesso, non vi si è mai adeguato.
Per cui accade che l'esecuzione della regolamentazione contabile dei titoli
e delle cedole in scadenza - che avviene tramite il cosidetto sistema BIREL,
Banca d'Italia Regolamento Lordo - nel caso di giorno festivo, viene
eseguita il primo giorno lavorativo successivo.
E' il caso dello scorso 1° luglio: l'ordine di accreditare i fondi, tramite
sistema BIREL, è stato impartito ed eseguito il giorno 2 lunedì, primo
giorno lavorativo successivo, e le banche hanno riconosciuto la
disponibilità effettiva delle somme da quella data ed hanno anche fatto
decorrere il computo degli interessi da quella stessa data.
In conclusione, non è il decreto che autorizzerebbe questa procedura ma lo
stato di fatto delle procedure contabili-amministrative.
Mi dispiace di non averle dato da subito la chiave di lettura della
situazione, poichè ho poi dovuto accertare come fossero andate le cose nella
pratica tramite la società mercato che ci coadiuva nella gestione
amministrativa dei titoli di Stato.
E'comunque grazie a questo interscambio con i risparmiatori attenti come lei
che la Pubblica Amministrazione, ricevendo il feed back delle sue politiche,
può migliorare modalità e procedure a beneficio dell'intera collettività.
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