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02-12-2011, 17:42
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#1 (permalink)
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Guest
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thread nojoso
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Ultima modifica di great gatsby : 31-03-2012 alle ore 17:26.
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03-12-2011, 21:15
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#2 (permalink)
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Age quod Agis
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 10,114
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Citazione:
Originalmente inviato da great gatsby
Redemption Fund per salvare l'euro
La proposta del ministro delle finanze tedesco Schäuble
Schäuble propone una "Redemption fund" (fondo di salvezza) per tutti gli Stati UE. (foto Keystone)
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BERLINO - Il ministro dell'economia e delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble propone un Redemption Fund, un fondo di salvezza, in ciascuno dei paesi della zona Euro. Il fondo verrebbe finanziato con le entrate fiscali in proporzione al debito eccedente il 60% del Prodotto Interno Lordo (Pil): a proposta verrà presentata al Vertice dei Leader dell'Ue, la prossima settimana a Bruxelles. In una intervista al giornale Passauer Neue Presse, Schäuble spiega che «abbiamo bisogno di un Redemption Fund in ciascuno dei paesi della zona Euro. Ognuno di questi paesi dovrebbe mettere in un fondo speciale quella parte del debito che eccede il 60% del suo Pil, e dovrebbe essere finanziato con le entrate fiscali. Su un periodo di 20 anni, il debito dovrebbe essere ridotto al 60%». Parlando della Germania, il ministro ha indicato che il Fondo sarebbe di grosso modo 500 miliardi di Euro, mentre il debito rappresenta attualmente circa l'80% del Pil.
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Mah ...
Ma nn è + facile con gli eurobond? tripla aaa, interessi bassissimi .... senza tante cavillate ...
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Il sacrificio è l' unica cosa che dia frutti. Gaudi'
Immanuel Kant: Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.
Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto. (Gilbert Keith Chesterton)
FDR: Men are not prisoners of their fate, but only prisoners of their own mind - The only thing we have to fear is fear itself.
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12-01-2012, 23:37
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#3 (permalink)
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Papaveri e biancospini
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Località: Nel mondo dei sogni
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Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
(C. Baudelaire)
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02-02-2012, 11:15
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#4 (permalink)
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ευαiσθητος
Data registrazione: Dec 2011
Messaggi: 1,134
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più che altro non c'è molta utenza ultimamente.. interessano forse più i fenomeni da baraccone ?
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03-02-2012, 12:41
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#5 (permalink)
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tersa repubblica?
Data registrazione: Dec 2009
Messaggi: 1,296
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Steuerstreit: Es harzt auch mit Monti
Lange scheiterte ein Steuerabkommen mit Italien an der harten Haltung von Berlusconis Finanzminister Giulio Tremonti. Dachte man. Jetzt aber wird klar: Auch die Verhandlungen mit der neuen Regierung in Rom werden kein Spaziergang.
Für Italien habe ein Steuerabkommen mit der Schweiz derzeit keine Priorität, erklärte Bundespräsidentin Eveline Widmer-Schlumpf letzte Woche vor dem Schweizer Presseclub in Genf. So kann man es sagen.
Allerdings ist es nur die halbe Wahrheit: Der Europäischen Union (EU) sind die unterschriebenen, aber noch nicht ratifizierten bilateralen Steuerabkommen der Schweiz mit Deutschland beziehungsweise Grossbritannien nämlich ein Dorn im Auge. Brüssel pocht vehement auf eine einheitliche Lösung im Rahmen der ganzen Union.
Ein geschlossenes Auge
Der italienische Regierungschef Mario Monti ist sich der Haltung der EU in der Steuerfrage sehr bewusst, wie er kürzlich in der TV-Talkshow von Fabio Fazio auf RAI3 sagte. Zudem halte er nichts von einer weiteren Amnestie für Steuersünder.
Im Gespräch erinnerte er sich auch an seine Zeit auf dem europäischen Parkett: «1999 ging ich als EU-Kommissar zu einer allerersten harten Verhandlungsrunde nach Bern, um wenigstens einige Prinzipien der Zinsbesteuerung durchzusetzen.» Die Schweiz sei nicht das einzige Land in der Welt, das ausländisches Kapital mit einem «rücksichtsvollen, vielleicht geschlossenen Auge» behandle. Doch inzwischen habe sich der Druck auf die Steuerparadiese erhöht, und natürlich hätte sich auch die Schweiz bewegt und Fortschritte gemacht: «Sie ist heute nicht mehr wie vorher.»
Finanzopportunismus
Auf wenig Sympathie stösst die Haltung der Schweiz auch in der Fachpresse. Für die Wirtschaftszeitung «Il Sole 24 Ore» steht Bern vor der Frage: «Integration oder Opportunismus?» Der «Finanzopportunismus» sei die von gewissen Ländern verfolgte Strategie, Vorteile aus der Globalisierung der Finanzmärkte bei gleichzeitigem Wildwuchs von Finanz-, Steuer- und Kapitalregeln zu schlagen. «Die Schweiz stellt hier noch heute den bekanntesten und sinnbildlichsten Fall dar.» Indem sie die «Regel-Heterogenität» ausnutze, maximiere sie den Finanzzufluss.
Die Schweiz müsse nun entscheiden, wie sie auf die Forderungen nach stärkerer Integration bei den Finanzströmen, aber auch beim Informationsfluss reagiere. Die EU ihrerseits müsse sagen, wie geschlossen sie gegen den «Finanzopportunismus» vorgehen wolle, ob es also überhaupt Spielraum für bilaterale Verträge einzelner Länder mit der Schweiz gebe.
Der Autor des Kommentars heisst Donato Masciandaro. Er ist Professor an der renommierten Mailänder Bocconi-Universität, jener Wirtschaftskaderschmiede, deren Präsident seit vielen Jahren Mario Monti ist. Mario Monti hat Stil, für einen Italiener wirkt er schon fast britisch. Er spricht höflich und unaufgeregt, aber er ist ein knallharter Verhandler. Und Monti hat Prinzipien, zum Beispiel verzichtet er auf sein Gehalt als Premierminister. Wenn er seinen Landsleuten schon Opfer abverlangt, will er nicht noch daran verdienen. Und er fordert, dass man Steuersünder hart anpackt.
Kapitalflucht aus Italien
Aus diesen Gründen ist es eher unwahrscheinlich, dass sich Monti, der auch Wirtschafts- und Finanzminister ist, wegen ein paar rasch verdienter Milliarden auf ein bilaterales Steuerabkommen mit Bern nach Vorbild der Verträge mit London und Berlin einlässt. Es sei denn, die anhaltende Kapitalflucht aus Italien in die Schweiz, die nach italienischen Medienberichten in den letzten Wochen stark gestiegen ist, sowie die am Freitag erneut herabgestufte italienische Kreditwürdigkeit bringen seine Prinzipien doch irgendwann ins Wanken. Oder der italienische Regierungschef realisiert, dass in der EU eben doch jeder für sich schaut. Dann wäre vielleicht sogar Monti der Spatz in der Hand plötzlich lieber als die Taube auf dem Dach. (Berner Zeitung)
Erstellt: 16.01.2012, 08:22 Uhr
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Non sempre chi ti tira il pacco ti reca danno
Ultima modifica di Graham : 03-02-2012 alle ore 12:42.
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03-02-2012, 12:48
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#6 (permalink)
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tersa repubblica?
Data registrazione: Dec 2009
Messaggi: 1,296
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Arrivano soldi freschi per i progetti “local”
A sostegno di piccole e medie imprese
La Nuova Politica Regionale (NPR) entra nel vivo e dopo un primo quadriennio di assestamento o di “transizione” come lo definisce il Consiglio di Stato, ora si passa all’attuazione.
Ieri a Bellinzona i responsabili del DFE – con a capo Laura Sadis, accompagnata dal nuovo direttore della Divisione dell’economia Stefano Rizzi e da Valesko Wild (capoufficio del promovimento economico) – hanno illustrato il messaggio con il quale il Governo chiede al Gran Consiglio di approvare un credito quadro di 40 milioni di franchi per i prossimi quattro anni (2012-2015). Di questi 27 milioni sono da destinare a misure di politica regionale (come chiede la Legge federale) e altri 13 milioni per misure complementari.
È stato anzitutto precisato che la NPR è «una politica di crescita economica a tutti gli effetti e i suoi ambiti principali di intervento sono il sostegno alle PMI e al turismo». Inoltre è stato spiegato che ad accompagnare lo sviluppo della NPR ci sarà un monitoraggio delle politiche economiche da parte dell’IRE.
Il DFE ha quindi individuato quattro tipi di progetti (quelli di piccole e medie imprese volti a valorizzare risorse locali; di sviluppo regionale; quelli in ambito pre-competitivo e di messa in rete per aumentarne la competitività e infine quelli prioritari-strategici) che la NPR intende finanziare attraverso due tipi di sostegno: il cosiddetto aiuto al “sistema” (contributi a fondo perso e mutui senza interesse) e con contributi a singole imprese (con sgravi fiscali per nuove aziende).
Nel suo messaggio (vedi anche articolo a pagina 13) il CdS propone, in accordo con i quattro Enti regionali di sviluppo, di aumentare da 500mila a un 1 milione di franchi l’importo versato a ogni Ente regionale a condizione che vi sia un contributo equivalente da parte dei Comuni che fanno capo al rispettivo ERS. Fondi che dovranno servire a sostenere progetti locali e regionali di PMI volti a colmare lacune nell’ambito dei servizi o a valorizzare risorse locali.
La presentazione del messaggio è stata anche l’occasione per stilare un bilancio di quanto fatto nel quadriennio precedente. In particolare, ha ricordato la consigliera di Stato, «il cambiamento della Legge federale e la crescente consapevolezza degli enti locali di meglio governare dinamiche economiche sempre più sovracomunali, ha innescato un lungo processo di ricerca del consenso. E l’iter per giungere alla piena operatività non è dunque stato né semplice né breve e in alcune circostanze è forse stato anche origine di incomprensioni». Ma in definitiva la stessa responsabile del DFE ha stilato «un bilancio più positivo di quanto sembri anche dal lato finanziario in quanto dal 2008 al 2011 è stata stanziata la ragguardevole somma di 32 milioni di franchi a favore dell’economia regionale». Anche il credito quadro per le misure complementari cantonali è stato esaurito con il sostegno di progetti importanti quali: la copertura della pista di prato Sornico, la ristrutturazione del Centro di sci nordico a Campra, il progetto di centro internazionale per la scultura a Peccia e la ristrutturazione della Valascia. Progetti concreti che dovrebbero moltiplicarsi nel quadriennio appena iniziato. Almeno questo è l’auspicio del Consiglio di Stato. (N.M.)
03.02.2012
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Non sempre chi ti tira il pacco ti reca danno
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03-02-2012, 12:52
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#7 (permalink)
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tersa repubblica?
Data registrazione: Dec 2009
Messaggi: 1,296
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Armee-Munition bleibt in den Schweizer Seen
Zu aufwändig, zu gefährlich, zu grosse Strapaze für das Ökosystem: Das Armeedepartement will die rund 8000 Tonnen Munition in Schweizer Seen nicht bergen.
Wurde in den 60ern tonnenweise in Schweizer Seen versenkt: Zwei Minengranaten mit (l.) und ohne Zünder, die von Armee-Experten geborgen wurde. (Archivbild 2008)
Bild: Keystone
Rund 8000 Tonnen Munition hat die Armee in Schweizer Seen versenkt – und die soll dort auch bleiben. Nach einer vertieften Analyse kam das Departement für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und Sport (VBS) zum Schluss, dass eine Bergung riskanter wäre als der Status quo. Die Munition belaste das Seewasser nicht. Das VBS hat deshalb in Absprache mit den betroffenen Kantonen entschieden, Munition und Munitionsrückstände in Schweizer Seen zu belassen.
In seinem heute publizierten Bericht bestätigte das VBS das Fazit von Experten. Diese hatten bereits in einem Zwischenbericht vom Oktober 2010 von «zu grossen Risiken und Kosten» einer Bergung gesprochen. Die vertiefte Analyse kommt nun zu den gleichen Resultaten. Eine Bergung würde demnach das intakte ökologische Gleichgewicht in den betroffenen Seen schädigen. Der grösste Teil der Objekte befände sich heute über 25 Zentimeter bis zu zwei Meter unter dem Seegrund.
Keine Belastung des Wassers
Die vor allem im Thuner-, Brienzer- und Vierwaldstättersee gelagerten Munitionsrückstände von der Schweizer Armee würden das Seewasser nicht belasten, teilte das VBS mit. Die Schwermetallgehalte würden im Bereich der natürlichen Belastung liegen. Zudem könne eine selbstständige Detonation der Munition «praktisch ausgeschlossen» werden. Beim Heben und Entsorgen bestünde jedoch Explosionsgefahr, da die Munition weitgehend gut erhalten und kaum abgebaut ist. Die Jahrzehnte dauernde Bergung würde auf den Seen und in den Uferbereichen praktisch kaum umsetzbare Sicherheitsmassnahmen erfordern, hiess es weiter.
Abklärungen hatten im Jahr 2004 aufgezeigt, dass die Schweizer Armee im Laufe des 20. Jahrhunderts über 8000 Tonnen Munition und Munitionsrückstände in Schweizer Voralpenseen versenkt hatte. Umweltverbände forderten deshalb das VBS auf, die Gefährdung durch diese Abfälle vertieft abklären zu lassen. Zwischen 2006 und 2010 ging ein vom VBS geleitetes Spezialistenteam den offenen Fragen nach. (ami/sda/)
Erstellt: 03.02.2012, 11:50 Uhr
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03-02-2012, 13:21
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#8 (permalink)
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timurlang
Data registrazione: May 2009
Località: http://it.wikipedia.org/wiki/Altomilanese
Messaggi: 657
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Citazione:
Originalmente inviato da Graham
Armee-Munition bleibt in den Schweizer Seen
Zu aufwändig, zu gefährlich, zu grosse Strapaze für das Ökosystem: Das Armeedepartement will die rund 8000 Tonnen Munition in Schweizer Seen nicht bergen.
Wurde in den 60ern tonnenweise in Schweizer Seen versenkt: Zwei Minengranaten mit (l.) und ohne Zünder, die von Armee-Experten geborgen wurde. (Archivbild 2008)
Bild: Keystone
Rund 8000 Tonnen Munition hat die Armee in Schweizer Seen versenkt – und die soll dort auch bleiben. Nach einer vertieften Analyse kam das Departement für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und Sport (VBS) zum Schluss, dass eine Bergung riskanter wäre als der Status quo. Die Munition belaste das Seewasser nicht. Das VBS hat deshalb in Absprache mit den betroffenen Kantonen entschieden, Munition und Munitionsrückstände in Schweizer Seen zu belassen.
In seinem heute publizierten Bericht bestätigte das VBS das Fazit von Experten. Diese hatten bereits in einem Zwischenbericht vom Oktober 2010 von «zu grossen Risiken und Kosten» einer Bergung gesprochen. Die vertiefte Analyse kommt nun zu den gleichen Resultaten. Eine Bergung würde demnach das intakte ökologische Gleichgewicht in den betroffenen Seen schädigen. Der grösste Teil der Objekte befände sich heute über 25 Zentimeter bis zu zwei Meter unter dem Seegrund.
Keine Belastung des Wassers
Die vor allem im Thuner-, Brienzer- und Vierwaldstättersee gelagerten Munitionsrückstände von der Schweizer Armee würden das Seewasser nicht belasten, teilte das VBS mit. Die Schwermetallgehalte würden im Bereich der natürlichen Belastung liegen. Zudem könne eine selbstständige Detonation der Munition «praktisch ausgeschlossen» werden. Beim Heben und Entsorgen bestünde jedoch Explosionsgefahr, da die Munition weitgehend gut erhalten und kaum abgebaut ist. Die Jahrzehnte dauernde Bergung würde auf den Seen und in den Uferbereichen praktisch kaum umsetzbare Sicherheitsmassnahmen erfordern, hiess es weiter.
Abklärungen hatten im Jahr 2004 aufgezeigt, dass die Schweizer Armee im Laufe des 20. Jahrhunderts über 8000 Tonnen Munition und Munitionsrückstände in Schweizer Voralpenseen versenkt hatte. Umweltverbände forderten deshalb das VBS auf, die Gefährdung durch diese Abfälle vertieft abklären zu lassen. Zwischen 2006 und 2010 ging ein vom VBS geleitetes Spezialistenteam den offenen Fragen nach. (ami/sda/)
Erstellt: 03.02.2012, 11:50 Uhr
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come mai non è scritto in Alemannisch ?  
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Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto una risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppur toccati
Ciò, che non possiamo pensare, non possiamo pensare; né dunque possiamo dire ciò che non possiamo pensare
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03-02-2012, 13:44
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#9 (permalink)
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tersa repubblica?
Data registrazione: Dec 2009
Messaggi: 1,296
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Citazione:
Originalmente inviato da lozoppodiferro
come mai non è scritto in Alemannisch ?  
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solo le barzellette sono scritte a volte in baerndutsch
d'altronde sono le uniche che la gente legge 
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Non sempre chi ti tira il pacco ti reca danno
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03-02-2012, 15:21
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#10 (permalink)
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翠鸟科
Data registrazione: Oct 2003
Località: taglialegna da CiubeBBa;at Tokyo as Zenigata;capt Orr;lednàcèk;Orazio;and miles to go before I sleep
Messaggi: 34,014
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Citazione:
Originalmente inviato da Graham
solo le barzellette sono scritte a volte in baerndutsch
d'altronde sono le uniche che la gente legge 
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capisco che le troveranno comiche
c'è da chiedersi perchè non le traducano, ne rideremmo anche noi
sicuramente 
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per aspera ad astra,
ma che fatica però
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