 |
11-09-2010, 10:42
|
#1 (permalink)
|
|
Guest
|
Dai cretini ci guardi qualcuno
Iddio, allah, é lo stesso
ma che qualcuno faccia qualcosa
........
IL COMMENTO ■ SERGIO ROMANO su corriere del ticino, oggi
Il pastore-impresario e i regali a Bin Laden
In altri tempi e in altre circostanze avremmo liquidato la vicenda di Terry Jones, pastore evangelico in una cittadina della Florida, come uno dei tanti casi di anomalo funzionamento del sistema religioso americano.
Insieme alle grandi confessioni storiche, gli Stati Uniti ospitano una straordinaria varietà di piccole Chiese rette da personaggi carismatici o intraprendenti che vendono la fede con le tecniche e gli ingredienti del marketing moderno.
Può accadere, se il prodotto invecchia e i clienti diminuiscono, che il pastore-impresario lanci un nuovo prodotto o un nuovo evento. Per Terry Jones lo stratagemma che avrebbe dovuto assicurargli una più larga congregazione, era un rogo di copie del Corano sul prato della sua chiesa in occasione del nono anniversario degli attacchi terroristici contro le torri gemelle di New York.
Se la sua intenzione era quella di fare baccano e imbarazzare il governo, Jones vi è riuscito. Le autorità federali non possono impedire la libera espressione di una convinzione religiosa, ma sapevano che il semplice annuncio di un affronto blasfemo al sacro testo dell'Islam avrebbe suscitato la collera delle masse musulmane.
Il generale Petraeus, comandante delle forze americane in Afghanistan, ha ammonito che il rogo del Corano avrebbe reso ancora più rischiosa la vita dei suoi soldati.
Il presidente Barack Obama ha dichiarato che il gesto del pastore Jones avrebbe permesso ad al Qaida di fare nuove reclute nelle masse giovanili del mondo arabo musulmano. Il segretario di Stato Hillary Clinton ha ribadito gli stessi concetti. E il peggio, per fortuna, sembra essere stato evitato.
Terry Jones non avrebbe fatto tanto baccano, tuttavia, se la sua sortita non fosse stata preceduta da un acceso dibattito sulla costruzione a New York di un centro islamico nei pressi della zona in cui sorgevano le torri gemelle e da alcune inchieste giornalistiche sullo stato d'animo delle comunità musulmane negli Stati Uniti nove anni dopo l'attentato. Il dibattito ha rivelato l'esistenza di una opposizione viscerale alla costruzione del centro islamico e di comunità musulmane che percepiscono intorno a sé un clima di diffidenze, sospetti, rancori.
Dopo l'11 settembre le comunità musulmane reagirono patriotticamente denunciando il terrorismo islamista e cercando di spiegare ai loro connazionali che l'Islam può essere mite e tollerante. Ma non sembrano avere avuto grande successo. Probabilmente il problema è stato ulteriormente complicato dall'uso che gli avversari di Obama stanno facendo del fattore religioso.
Vi sono sempre stati americani convinti che il presidente («colpevole» di avere frequentato una scuola musulmana a Giakarta negli anni dell'adolescenza) sia un criptomusulmano.
Negli ultimi tempi la percentuale (circa l'11%) sarebbe raddoppiata, se non addirittura triplicata.
Esiste anche un'America più aperta e tollerante. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, non era contrario alla prospettiva di un centro islamico nel quartiere delle torri e molti altri esponenti della vita pubblica americana hanno sostenuto la proposta. Ma il vento, per il momento, soffia in altra direzione. Osama bin Laden, se è ancora vivo, assiste probabilmente compiaciuto a un fenomeno da cui la sua organizzazione può trarre grandi vantaggi soprattutto in Iraq e in Afghanistan.
|
|
|
|
| Avviso pubblicitario - i seguenti Banner Pubblicitari permettono al sito di offrirvi il consueto, alto standard qualitativo. |
| |
|
11-09-2010, 11:37
|
#2 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Oct 2006
Messaggi: 16,960
|
Dai cretini ci guardi qualcuno...
Ma quello che ci dovrebbe guardare dai cretini, sarà mica lo stesso che ci ha donato Putin ?
Perché se è così, farei attenzione a non coltivare aspettative troppo elevate... 
|
|
|
11-09-2010, 11:58
|
#3 (permalink)
|
|
Guest
|
Citazione:
Originalmente inviato da Imark
Ma quello che ci dovrebbe guardare dai cretini, sarà mica lo stesso che ci ha donato Putin ?
Perché se è così, farei attenzione a non coltivare aspettative troppo elevate... 
|
MALA TEMPORA,
non capisco le allusioni 
|
|
|
|
11-09-2010, 12:00
|
#4 (permalink)
|
|
Guest
|
L'INTERVISTA ■ KHALED FOUAD ALLAM
Aiutiamo l'Islam «laico» a crescere
A nove anni dagli attentati terroristici contro le Torri Gemelle e il Pentagono
L'anniversario di un attentato non è una festa. Se poi si tratta di un 11 settembre (ricorrono 9 anni dall'evento) preceduto da minacce, ritirate ieri, di bruciare il Corano, le celebrazioni assumono contorni preoccupanti. Ne parliamo con Khaled Fouad Allam.
■ «Simbolicamente l'attentato alle Twin Towers ha segnato la grande questione dell'Islam sul piano delle relazioni internazionali - spiega Allam - e dell'integrazione del sistema mondiale. Con l'attentato scopriamo che l'Islam diventa un problema mondiale».
Un problema irrisolto...
«Gli anni successivi all'11 settembre 2001 sono stati segnati da una parte, sul piano verticale, dalle guerre, e sul piano orizzontale dall'integrazione dell'Islam all'interno delle popolazioni in Europa. Tutto questo è avvenuto secondo due opposti movimenti. Da una parte il sentimento che i musulmani sono malvisti e dall'altra una maggior radicalizzazione e il ripiegamento dell'Islam su sé stesso».
Mi pare che i due movimenti si ripetano anche oggi.
«La faccenda del pastore americano che voleva bruciare il Corano e la questione della lapidazione di Sakineh in Iran ci rimandano l'immagine di un Islam che non sappiamo governare e trattare».
Ma è governabile e trattabile?
«L'Islam non è nato dieci anni fa. È nato secoli fa, è stato una civiltà. Ma è vero che l'Islam contemporaneo si trova in una crisi abbastanza profonda».
Ce la descriva.
«Anche qui vedo un doppio movimento. Da una parte i musulmani sono divisi tra coloro che pensano che l'Islam debba avere un rapporto privilegiato con la politica e dunque ecco il radicalismo, il fondamentalismo che vuole la Sharia, e tra quanti invece pensano che l'Islam possa rendersi autonomo come hanno fatto le altre religioni e possa essere qualcosa di privato e non di pubblico. Dall'altra parte, a rendere più complicata la questione della governabilità dell'Islam, è il problema dell'integrazione dei musulmani. Crescono le popolazioni musulmane che si sono installate definitivamente sul suolo europeo. Si tratta in parte del frutto delle migrazioni mondiali e in parte di cittadini europei. Cittadini sui quali viene ancora gettato uno sguardo negativo. Ci vorranno molto tempo e molta capacità nel definire nuovi meccanismi di integrazione».
Ci sono dei pensatori, come Tariq Ramadan, che ritengono che in questa situazione si configurerà una via europea all'Islam che potrebbe poi illuminare l'Islam sul piano mondiale.
«Bisognerebbe prima di tutto definire che cos'è l'Islam europeo. Toccherebbe ai musulmani stessi dire, per esempio, che ci sono delle pratiche giuridiche incompatibili con la modernità e che anche se le togliamo l'islam non ne esce diminuito. C'è la necessità di una riforma condivisa da tutti. Ma questa riforma condivisa ancora non esiste. Ci sono molti pensatori isolati, non solo Tariq Ramadan, che già nel primo Novecento avevano pensato che fosse necessario un aggiornamento. Ma bisogna creare le condizioni per attuarlo e queste condizioni non ci sono».
Mentre parlava della crisi dell'Islam accennava all'esistenza di quanti vorrebbero una maggior separazione dell'Islam dalla politica. Un Islam più «laico», diremmo con le categorie di pensiero occidentali. Ma quanto sono rappresentativi del mondo musulmano?
«La domanda torna sempre. Si dice che sono estremamente marginali e poco rappresentativi. Ed è vero che non è la presenza che va per la maggiore. Ma non lo è perché mancano le condizioni che permettano loro di esprimere questa presenza. In ogni caso non credo che si possa dire che l'Islam sia condannato ad essere intrinsecamente legato alla politica e alla Sharia. Noi non lo sappiamo. È difficile dirlo. Spesso i movimenti sono marginali ma poi crescono perché c'è una società che li sa accogliere più avanti».
Di quali condizioni parla?
«Se i musulmani riescono a liberarsi dei meccanismi della paranoia e della paura, probabilmente questo Islam «laico» crescerà di più. Ma bisogna aiutarlo attraverso condizioni politiche che oggi non vedo assolutamente in Europa. Il risultato è o il radicalismo, o il ripiegamento su sé stesso, o il silenzio. Attualmente vedo più silenzio che altro».
Parliamo della risposta dell'Occidente all'11 settembre. La campagna militare in Iraq si è chiusa, almeno ufficialmente, alla fine di agosto...
«La situazione in Iraq è cambiata. La gente è un po' più libera e c'è comunque un tentativo di costruire una democrazia, anche se diversa dalla democrazia di tipo occidentale, perché le realtà etnicoreligiose sono la matrice stessa dell'identità irachena. Il grande problema è che la democrazia non si improvvisa da un giorno all'altro. E così la questione dell'Islam accompagnerà probabilmente tutta la storia del XXI secolo».
Come mai?
«Perché manca quella capacità, evocata da Obama nel suo discorso di quasi due anni fa al Cairo, di trattare la questione dell'Islam come tutte le altre e non come una questione eccezionale. Ci vorrebbe un linguaggio politico nuovo che per ora non vedo».
CARLO SILINI
Il mondo musulmano contemporaneo sta vivendo una crisi abbastanza profonda
|
|
|
|
11-09-2010, 12:01
|
#5 (permalink)
|
|
Guest
|
L'ANALISI ■ LINO TERLIZZI
Quelle esplosioni che hanno cambiato anche i mercati
■ BRIC, petrolio, oro, franco svizzero. Sono gli angoli di un ipotetico quadrato che si volesse creare per definire il campo economico creatosi a nove anni di distanza dai tragici attentati dell'11 settembre 2001. Quegli attentati, che hanno avuto anzitutto un costo umano terribile, hanno avuto anche qualche riflesso economico. Non hanno determinato da soli i processi economici , ma ne hanno accelerati alcuni.
La sigla BRIC, che sta per Brasile, Russia, India, Cina, si è ormai affermata e simboleggia il peso assunto da questi quattro grandi Paesi emergenti e da altri accanto a loro. L'economia mondiale ha avuto sino agli anni Novanta sostanzialmente due grandi motori, gli Stati Uniti e l'Unione europea, seguiti dal Giappone. In questo primo decennio degli anni Duemila è emerso un terzo grande motore, quello del BRIC, trainato soprattutto dalla Cina. È possibile ipotizzare che il duro colpo subito dagli USA e poi soprattutto il loro affaticamento nelle guerre in Afghanistan ed in Iraq venute dopo gli attentati, abbiano da un lato fatto crescere una solidarietà politica nei loro confronti, ma abbiano dall'altro convinto i grandi Paesi emergenti che non avrebbero avuto molti aiuti dagli USA stessi e che fosse giunto quindi il momento di accelerare lo sviluppo economico autonomo. Tanto più che l'atteso effetto-volano delle commesse militari per l'economia USA non sembra esserci stato.
Il petrolio, secondo angolo, è riemerso con un incredibile aumento del suo prezzo. Un po' perché il teatro delle operazioni militari è tornato ad essere quello dell'area dei produttori mediorientali, con le incertezze del caso. E poi, perché il BRIC e gli altri emergenti hanno fatto crescere enormemente la domanda di energia. È un discorso che vale per i prezzi di molte materie prime, tanto che a livello mondiale è risorto un dibattito sui pericoli di inflazione, che ha messo in parte in ombra quello sui rischi di deflazione. Il vecchio oro nero è tornato centrale.
C'è anche però l'oro vero, giallo. La risalita della quotazioni dell'oro è stata clamorosa. La domanda industriale non giustifica da sola l'impennata, è evidente che l'oro è tornato ad essere per molti investitori nel mondo un bene rifugio, un investimento di tipo finanziario. Questa tendenza è stata creata dalle cadute delle Borse nel 2001-2003 e nel 2007-2008, certo, ma anche dalle incertezze legate alla discesa delle economie sviluppate e, pure, dagli attentati e dalle guerre conseguenti. Le Borse un po' si sono riprese, le economie vedono una seppur lenta ripresa. Attentati e conflitti purtroppo per ora rimangono. Sul piano valutario, il dollaro ha proseguito la tendenza al ribasso. L'euro ha conosciuto dapprima una lunga fase di stabilità, mentre ora, sull'onda della crisi greca, sta a sua volta calando. Il franco svizzero, che già nel 2001 aveva registrato un balzo, ora sta conoscendo una nuova stagione di rialzi. Il franco è tornato ad essere anch'esso un bene rifugio, quasi in concorrenza con l'oro. Bene per la piazza finanziaria svizzera, un po' meno per l'export industriale elvetico, che sin qui ha tenuto in modo straordinario ma che nella prossima fase qualcosa rischia. Non sono certo i sanguinosi attentati ad aver fatto la fortuna del franco. La moneta elvetica sarebbe salita comunque, magari però con tempi e modi diversi. Anche per le valute, lo scenario apertosi con gli attentati ha amplificato a dismisura le dinamiche esistenti
|
|
|
|
11-09-2010, 13:04
|
#6 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Oct 2006
Messaggi: 16,960
|
Citazione:
Originalmente inviato da Imark
Ma quello che ci dovrebbe guardare dai cretini, sarà mica lo stesso che ci ha donato Putin ?
Perché se è così, farei attenzione a non coltivare aspettative troppo elevate... 
|
Citazione:
Originalmente inviato da mostromarino
MALA TEMPORA,
non capisco le allusioni 
|
"Putin un dono del Signore" gelo in platea per lo show di Silvio - Repubblica.it
|
|
|
11-09-2010, 13:21
|
#7 (permalink)
|
|
Guest
|
Citazione:
Originalmente inviato da Imark
|
CAVOLINSKY
avevo visto giusto, purtroppo
ma accidenti, eri cosi`un bravo ragazzo
silvietto ti ha proprio peggiorato  
|
|
|
|
11-09-2010, 22:11
|
#8 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2009
Messaggi: 1,147
|
Ma perchè nel forum della politica non si può più scrivere??
Mi sono perso qualcosa?
|
|
|
11-09-2010, 23:01
|
#9 (permalink)
|
|
Guest
|
Citazione:
Originalmente inviato da kayo
Ma perchè nel forum della politica non si può più scrivere??
Mi sono perso qualcosa?
|
hanno ucciso l`uomo ragno
pare
|
|
|
|
11-09-2010, 23:12
|
#10 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2009
Messaggi: 1,147
|
Citazione:
Originalmente inviato da mostromarino
hanno ucciso l`uomo ragno
pare
|
[ame=http://www.youtube.com/watch?v=5Y7RM8VeXJk&p=2BE82FB9302EA9E1&playnext=1& index=20]YouTube - 883- Hanno ucciso l' Uomo Ragno[/ame]
|
|
|
|