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Vecchio 06-11-2009, 17:47   #2061 (permalink)
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Al di là delle modalità tecniche con le quali vengono declinate queste faccende, sto cercando di capire cosa potrebbe succedere quando le Banche Centrali dovranno iniziare a drenare la liquidità che è stata immessa nel sistema, se le stesse hanno i poteri e la capacità di costringere le banche a riprendersi la "carta" data a suo tempo, e a che prezzo.
In particolare vorrei capire sul gobbo di quale bilancio resterebbero le eventuali "rettifiche di valore" (componente negativa di conto economico) nel caso in cui appunto quella "carta" nel frattempo avesse perso di valore.
Al momento stanno cercando di inflazionare il valore di quella carta... le perdite credo saranno o a carico delle banche, se sopportabili, oppure degli Stati, come è stato finora, o ancora magari in quota degli obbligazionisti, ove si raggiungesse un limite al di sopra del quale diventi politicamente inopportuno far crescere i debiti pubblici... e questo anche al di fuori dell'area euro...

Però il tutto non sarà legato ai repo "invertiti" della FED o di altre banche centrali, non credo... per tali meccanismi, o costringono la banca a riprendersi la carta restituendo liquidità, oppure non vedo perché le banche dovrebbero essere liete di accettare la carta in cambio dei soldi se non hanno la prospettiva di poterci lucrare mentre la detengono...
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Vecchio 06-11-2009, 17:54   #2062 (permalink)
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Al momento stanno cercando di inflazionare il valore di quella carta... le perdite credo saranno o a carico delle banche, se sopportabili, oppure degli Stati, come è stato finora, o ancora magari in quota degli obbligazionisti, ove si raggiungesse un limite al di sopra del quale diventi politicamente inopportuno far crescere i debiti pubblici... e questo anche al di fuori dell'area euro...

Però il tutto non sarà legato ai repo "invertiti" della FED o di altre banche centrali, non credo... per tali meccanismi, o costringono la banca a riprendersi la carta restituendo liquidità, oppure non vedo perché le banche dovrebbero essere liete di accettare la carta in cambio dei soldi se non hanno la prospettiva di poterci lucrare mentre la detengono...
Credo ( ma non solo io e non sono certo il primo a dirlo) che le Banche Centrali si sono addentrate in territori inesplorati.
Hic sun leones, come stava scritto sulle carte geografiche dei nostri avi Romani.
E la cosa non è bella perchè aggiunge incertezza ad incertezze
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Vecchio 06-11-2009, 18:19   #2063 (permalink)
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Credo ( ma non solo io e non sono certo il primo a dirlo) che le Banche Centrali si sono addentrate in territori inesplorati.
Hic sun leones, come stava scritto sulle carte geografiche dei nostri avi Romani.
E la cosa non è bella perchè aggiunge incertezza ad incertezze
Sono proprio territori inesplorati, Zygmunt.
Quello che mi chiedo anch'io: sino a che punto l'indebitamento rispetto al PIL risulta accettabile? Dove è finita tutta la carta che è stata stampata? Possiamo stamparne ancora dell'altra?
Il Giappone con il suo 200% non mi pare che se la passi male ... e sinora, dollaro incluso, l'inflazione non si è ancora vista. Neanche di striscio.

Probabilmente quello che è successo merita di essere approcciato in termini nuovi, andando aldilà delle teorie economiche che hanno percorso il '900.
Quali, non ne ho idea.
Al momento mi sembra che una politica, chiamiamola "neokeynesiana", è quella che sta dando i migliori frutti. Almeno in termini di coesione sociale.
E, mi pare, che anche i governi di centro e di destra si siano allineati entro questi orizzonti. Il nostro governo in primis.

Ultima modifica di tommy271 : 06-11-2009 alle ore 18:32.
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Vecchio 07-11-2009, 10:11   #2064 (permalink)
stockuccio
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lavoro ... U6 al 17,5% record storico dalla Grande Depressione, il precedente era il 17,1 nel 1982





Importing Goods for IOU's

Before we dive into the chart, let me explain what it shows....



I took the average 'real quantity index' of GDP and its components* (Table 1.1.3) throughout each of the past six decades to determine the "average" annual 10 year growth rate (i.e. not just Q3 2009 vs. Q3 1999, but Q3 1999 through Q3 2009 vs. Q3 1989 through Q3 1999). The result is the "average decades" performance of each component with the thought that this would allow us to see broader trends without the recent noise.

The way to interpret the chart is to view the absolute levels of each component (to see which areas are growing faster / slower) AND to compare those levels with that of GDP as a whole (if an area is growing faster than GDP, it is becoming a larger share of the economy).



And the Economic Trends Are?

Consumption and investment have grown faster than the broader economy as a whole over the past 50 years. In the past, this was mainly due to government spending becoming a relatively smaller part of the economy, which had continued to be the case until the most recent downturn. This trend has continued throughout this decade, with consumption and investment growing at an even faster pace than that throughout the 1980's or 1990's. All else equal, this should have meant a large jump in GDP, but all else was not equal.

Why Not?

The difference over the past decade has been that we've produced significantly less goods for the world (we've consumed them all ourselves), BUT continue to show strong demand for the world's goods and services (i.e. we're consuming those too). In other words, we're consuming at a greater rate, but not producing at a greater rate. This can be seen in the chart above... imports have grown 7% per year over the past two decades to meet our consumption demands, but while exports were able to keep up with that 7% pace throughout the 1990's, they slowed to 4% per year over the past decade.

The result?

Consumption and investment grew by 4% and 4.5% respectively over the past decade, but the economy only grew by a little more than 3%. Prior to this past decade, growth in imports was offset by growth in net exports, or in other words... the world was just becoming global. We produced goods/services for the world and they produced goods/services for us. Then, this past decade saw a sea change... on the margin we produce "IOU's" (i.e. debt or currency) for the world and they continue produce goods/services for us.

And that is not sustainable.

Source: BEA.gov

* C = Consumption; I = Investment; G = Government Consumption; Ex = Exports; Im = Imports; GDP = GDP




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Vecchio 07-11-2009, 15:28   #2065 (permalink)
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Secondo me per tutte e due le ragioni... siamo quasi a livelli da bolla ... d'altronde, quando il denaro te lo regalano...
Del resto è impressionante...e illuminante, vedere come ad ogni segnale negativo dall'economia le borse rinvigoriscano, come se avessero la garanzia che ancora per un altro po la droga "aggratis" sarà fornita senza problemi.

Sembra incredibile, ma se e quando ci sarà una vera ripresa economica probabilmente vedremo le borse sprofondare a causa del ritiro della liquidità e dalla chiusura violenta di posizioni corte sul dollaro.

Questo potrebbe addirittura bloccare l'eventuale ripresa, facendo tornare panico e sfiducia tra i consumatori, soprattutto quelli USA che se WS sale spendono, se scende vanno in depressione..
Broker88 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 07-11-2009, 19:38   #2066 (permalink)
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Del resto è impressionante...e illuminante, vedere come ad ogni segnale negativo dall'economia le borse rinvigoriscano, come se avessero la garanzia che ancora per un altro po la droga "aggratis" sarà fornita senza problemi.

Sembra incredibile, ma se e quando ci sarà una vera ripresa economica probabilmente vedremo le borse sprofondare a causa del ritiro della liquidità e dalla chiusura violenta di posizioni corte sul dollaro.

Questo potrebbe addirittura bloccare l'eventuale ripresa, facendo tornare panico e sfiducia tra i consumatori, soprattutto quelli USA che se WS sale spendono, se scende vanno in depressione..
Credo che ci sia spazio al massimo per un altro giro di giostra, poi il gioco dovrà cambiare o salta la baracca finanziaria... già questo salvataggio pubblico è stato "borderline", dubito ci sia spazio per effettuarne un secondo...
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Vecchio 08-11-2009, 00:18   #2067 (permalink)
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Credo che ci sia spazio al massimo per un altro giro di giostra, poi il gioco dovrà cambiare o salta la baracca finanziaria... già questo salvataggio pubblico è stato "borderline", dubito ci sia spazio per effettuarne un secondo...

perfettamente daccordo e quindi secondo te che succedera?
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Vecchio 08-11-2009, 11:04   #2068 (permalink)
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Credo che ci sia spazio al massimo per un altro giro di giostra, poi il gioco dovrà cambiare o salta la baracca finanziaria... già questo salvataggio pubblico è stato "borderline", dubito ci sia spazio per effettuarne un secondo...
Non so quantificare l'effetto delle plusvalenze da trading sui bilanci delle banche.
Voglio dire, da tempo stiamo dicendo che i toxic asset stanno sempre lì nascosti nelle piaghe contabili e pronti a scoppiare.
Ma è pur vero che in questi mesi le banche hanno fatto utili straordinari col trading che, dato che non sono stupide, avranno sicuramente utilizzato per compensare una parte di questi asset tossici che quindi dovrebbero essere stati disinnescati.
Tutto sta a capire se fatti 100 i toxic asset ne hanno disinnescati, grazie agli utili da trading, 10, 20 o 90
Il discorso cambierebbe...perchè potrebbero addirittura aver risolto i problemi quasi del tutto.
Oppure no...
Di certo il rischio, secondo me, è un po più contenuto di un anno fa.
Se non altro perchè le banche hanno preso coscienza del k.sino fatto.

Molto più esplosiva è la situazione degli Stati. Quelli davvero non so come faranno a tornare su livelli decenti di debito.
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Vecchio 08-11-2009, 11:17   #2069 (permalink)
mostromarino
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Non so quantificare l'effetto delle plusvalenze da trading sui bilanci delle banche.
Voglio dire, da tempo stiamo dicendo che i toxic asset stanno sempre lì nascosti nelle piaghe contabili e pronti a scoppiare.
Ma è pur vero che in questi mesi le banche hanno fatto utili straordinari col trading che, dato che non sono stupide, avranno sicuramente utilizzato per compensare una parte di questi asset tossici che quindi dovrebbero essere stati disinnescati.
.
ma se si da retta alle cifre che giravano..hai voglia a coprire
i tossici..
basta vedere cosa paventavano i link di stockuccio

poi..in questi conti ..mi perdo
ma le plusvalenze le fai se "realizzi" l`operazione
altrimenti è una partita puramente contabile

o..dico una scemata?
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Vecchio 08-11-2009, 12:43   #2070 (permalink)
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Sono proprio territori inesplorati, Zygmunt.
Quello che mi chiedo anch'io: sino a che punto l'indebitamento rispetto al PIL risulta accettabile? Dove è finita tutta la carta che è stata stampata? Possiamo stamparne ancora dell'altra?
Il Giappone con il suo 200% non mi pare che se la passi male ... e sinora, dollaro incluso, l'inflazione non si è ancora vista. Neanche di striscio.

Probabilmente quello che è successo merita di essere approcciato in termini nuovi, andando aldilà delle teorie economiche che hanno percorso il '900.
Quali, non ne ho idea.
Al momento mi sembra che una politica, chiamiamola "neokeynesiana", è quella che sta dando i migliori frutti. Almeno in termini di coesione sociale.
E, mi pare, che anche i governi di centro e di destra si siano allineati entro questi orizzonti. Il nostro governo in primis.
1) un debito è sempre sostenibile, fino a che avrai creditori che ti danno fiducia e che ritengono che rispetterai le scadenze ( fino a quando , vale a dire a quanto ammonta la fiducia, non è oggettivamente misurabile ).
Questa asserzione spiegherebbe perchè nessuno storce il naso davanti a un 200% del Giappone, mentre il nostro 115% fa alzare più di un sopracciglio.
In ciò entra inevitabilmente in gioco la psicologia degli investitori.

2) massicce iniezioni di liquidità nel sistema, a mio avviso non creano necessariamente inflazione.
Se infatti la carta stampata non circola, ma resta nelle tasche delle banche, da un punto di vista inflattivo è come se non fosse stata stampata.
A mio avviso ( ma non solo mio, ovviamente) è più determinante la velocità di circolazione, rispetto alla quantità di carta presente nel sistema.
E quindi fino a che continuerà la restrizione al credito e, soprattutto, il numero delle persone che perdono il posto sarà superiore a quello dei nuovi occupati, di inflazione non ne vedremo.
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