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Vecchio 27-10-2009, 11:32   #1991 (permalink)
stockuccio
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si ipotizzano quantomeno ridimensionamenti per Citi e BofA mentre Wells Fargo godrebbe di maggior appoggio ... il tutto dettato dall'amministrazione in carica
Is Citi being forced to downsize by Obama? - Credit Writedowns

Ron Paul to Federal Reserve: Anything Less Than Full Disclosure Is Unacceptable! | Ron Paul .com ... il mio apprezzamento
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Vecchio 27-10-2009, 17:39   #1992 (permalink)
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(ANSA) - ROMA, 27 OTT -
La peggiore recessione negli Stati Uniti dagli anni '30 sembra sia ormai finita. E' quanto afferma l'economista Nouriel Roubini. Aggiunge tuttavia che la ripresa nei paesi piu' avanzati resta ancora 'anemica'.
Roubini vede invece con piu' ottimismo le prospettive di ripresa nei paesi emergenti.
Lancia poi un monito dicendo che in quest'ultimo mese i mercati finanziari 'sono cresciuti molto velocemente raggiungendo livelli troppo alti troppo presto'.

Geller non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 27-10-2009, 19:19   #1993 (permalink)
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Originalmente inviato da stockuccio Visualizza messaggio
... e poi c'è ancora gente che dice che per uscire dalla crisi occorre aumentare la produttività
infatti bisogna diminuire i salari (quelli alti ovviamente, non quelli dei lavoratori tessili del Bangladesh), sfoltire i dipendenti pubblici e diminuire le tasse.
Gaudente non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 27-10-2009, 22:03   #1994 (permalink)
mostromarino
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Originalmente inviato da Gaudente Visualizza messaggio
infatti bisogna diminuire i salari (quelli alti ovviamente, non quelli dei lavoratori tessili del Bangladesh), sfoltire i dipendenti pubblici e diminuire le tasse.
ma guarda che stock

per produttività intendeva PRODUZIONE

conoscendolo

Originalmente inviato da stockuccio
... e poi c'è ancora gente che dice che per uscire dalla crisi occorre aumentare la produttività
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Vecchio 28-10-2009, 08:39   #1995 (permalink)
stockuccio
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io ho detto produttività ... Gaudente sembra un sostenitore dell'incremento della disoccupazione/povertà ... chiedo anche a lui ... chi consuma ?


(ANSA) - NEW YORK, 27 ott - Le proteste contro gli abusi di
Wall Street proseguono per il secondo giorno a Chicago, dove e'
in corso l'assemblea annuale dell'American Bankers Association
(Aba). Migliaia di contribuenti sfilano per le vie della citta',
agitando cartelli contro le pratiche usate dalle banche, che
hanno costretto il governo a intervenire con miliardi di dollari
dei contribuenti per evitare un collasso del sistema finanziario
e dell'economia. Le proteste - secondo gli organizzatori -
potrebbero intensificarsi ulteriormente nel corso della
giornata, quando e' in programma una marcia per inviare un
messaggio al Congresso, per chiedergli di chiarire da quale
parte sta, se dal lato dei contribuenti oppure a fianco di Wall
Street.
Dopo essersi radunati davanti alla sede del congresso
dell'Aba, i manifestanti si sono diretti davanti alle sedi di
Goldman Sachs e Wells Fargo. ''In Goldman Sachs ci hanno
assicurato che la nostra lettera indirizzata a Lloyd Blankfein
sara' recapitata - spiega in una nota James Mumm, direttore di
National People's Action, una delle organizzazioni promotrici
della protesta -. Nella missiva chiediamo a Goldman Sachs di
smetterla di lavorare contro gli americani e iniziare a
supportare la riforma del sistema finanziario. Inoltre cerchiamo
anche di spiegare a Blankfein come, nel corso della prossima
stagione natalizia, potrebbe diventare un eroe dirotatndo parte
dei 23 miliardi di dollari previsti per i bonus 2009 a un
programma di prevenzione dei pignoramenti''.
La seconda tappa della marcia dei contribuenti e' stata
Wells Fargo, ai quali i manifestanti contestano l'adozione di
pratiche di finanziamento scorrette, denunciando delle
disparita' razziali.(ANSA).
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Vecchio 28-10-2009, 14:17   #1996 (permalink)
stockuccio
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houston abbiamo un problema ... Mish's Global Economic Trend Analysis: City of Houston is Bankrupt (So are California, Oregon, and Pension Plans in General)

27 October 2009
TEHRAN - The Iranian Oil Bourse was inaugurated on Monday in the Persian Gulf island of Kish as a venue to export oil and petrochemical products. National Petrochemical CompanyNational Petrochemical Company National Petrochemical Company NIPC Iran | Oil and Gas News | Profile | Officers 's Managing Director Adel Nejad-Salim said in the opening ceremony that all petrochemical products will be gradually offered on the market, IRNA news agency reported.

The oil bourse is intended as an exchange market for petroleum, gas, and petrochemicals in various currencies, primarily the euro and Iranian rial, and a basket of other major currencies.

On February 4, 2008 the Iranian Cabinet approved the creation of the oil bourse in two stages - first for crude and second for oil byproducts transactions.

Iran, having the world's second largest gas reserves and third largest oil reserves, is trying to play a more active role in oil and petrochemical transactions in international markets.

© Tehran Times 2009
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Vecchio 28-10-2009, 18:42   #1997 (permalink)
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Originalmente inviato da stockuccio Visualizza messaggio
houston abbiamo un problema ... Mish's Global Economic Trend Analysis: City of Houston is Bankrupt (So are California, Oregon, and Pension Plans in General)

27 October 2009
TEHRAN - The Iranian Oil Bourse was inaugurated on Monday in the Persian Gulf island of Kish as a venue to export oil and petrochemical products. National Petrochemical CompanyNational Petrochemical Company National Petrochemical Company NIPC Iran | Oil and Gas News | Profile | Officers 's Managing Director Adel Nejad-Salim said in the opening ceremony that all petrochemical products will be gradually offered on the market, IRNA news agency reported.

The oil bourse is intended as an exchange market for petroleum, gas, and petrochemicals in various currencies, primarily the euro and Iranian rial, and a basket of other major currencies.

On February 4, 2008 the Iranian Cabinet approved the creation of the oil bourse in two stages - first for crude and second for oil byproducts transactions.

Iran, having the world's second largest gas reserves and third largest oil reserves, is trying to play a more active role in oil and petrochemical transactions in international markets.

© Tehran Times 2009
questo delle città in bancarotta potrebbe essere un problema piuttosto serio ho letto di new york in difficoltà dove chi ha la grana se ne scappa in cerca di stati con tasse più basse
troppidebiti non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 28-10-2009, 18:56   #1998 (permalink)
stockuccio
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le vendite di nuove case vanno male nonostante gli stimoli U.S. New-Home Sales Fall as Credit Nears Expiration (Update2) - Bloomberg.com
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Vecchio 28-10-2009, 20:19   #1999 (permalink)
mostromarino
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ECONOMIA

GERMOGLI VERDI MA SOLTANTO PER LA FINANZA

ALFONSO TUOR


Inodi stanno cominciando a venire al pettine.

Il tentativo di rilanciare l’economia attraverso pacchetti di stimolo governativi, il salvataggio statale delle banche sull’orlo del collasso, la politica monetaria espansiva attuata con tassi di poco superiori allo zero e con imponenti iniezioni di liquidità comincia a mostrare la corda.

I famosi «germogli verdi», intravvisti da molti analisti finanziari, sono sbocciati solo per una parte dell’industria bancaria.

Invece nell’economia reale sembra esaurirsi il lieve miglioramento dovuto alla ricostituzione delle scorte e ai programmi governativi, mentre continua a peggiorare la situazione del mercato del lavoro.

Tutto ciò non deve sorprendere.

Gli Stati Uniti hanno infatti deciso di affrontare la crisi adottando le medesime ricette utilizzate all’inizio di questo decennio dopo la caduta delle borse.

Allora l’amministrazione Bush aveva varato un piano di rilancio di circa 300 miliardi di dollari basato essenzialmente su sgravi fiscali e la Federal Reserve, capitanata da Alan Greenspan, aveva abbassato i tassi e li aveva mantenuti all’1% e contemporaneamente aveva seguito una politica monetaria espansiva.

Il denaro facile e a basso costo produsse i seguenti risultati: le borse ripresero a salire vorticosamente, le materie prime a volare, i prezzi delle case ad impennarsi, ingrossando la bolla del mercato immobiliare statunitense, l’indebitamento delle famiglie americane si allargò ulteriormente e infine il settore finanziario trasse vantaggio nella costruzione e nella vendita di nuovi prodotti
finanziari in cui impacchettò gran parte dei crediti.

L’economia reale ripartì, ma la ripresa non poteva essere duratura, poiché era originata da una bolla del credito che nel frattempo si era ulteriormente ingigantita.

Lo sbocco è noto: una crisi finanziaria ed economica molto più grave di quella originata dal crollo delle borse ad inizio decennio.

L’impostazione della risposta attuale è simile a quella di allora.

Ovviamente diversa è l’entità degli interventi, poiché questa crisi è molto più grave.

Ad esempio, Alan Greenspan non aveva stampato nuova moneta come stanno facendo oggi le banche centrali.

Questa volta il gioco non sembra però funzionare.

I principali motivi sono due.

In primo luogo, le famiglie americane, già gravate da pesanti debiti e incerte sulle prospettive del mercato del lavoro, non intendono aumentare il loro indebitamento.

In secondo luogo, il sistema finanziario e quello bancario, che sono lontani dall’essere ritornati in salute, non svolgono la loro funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria, come dimostrano le grandi difficoltà ad accedere al credito da parte delle piccole e medie imprese.

La conseguenza è che l’enorme quantità di liquidità si scarica sui mercati finanziari creando nuove bolle.

Esse non riguardanon solo i mercati azionari, ma anche quelli dei capitali (dove i rendimenti sono scesi a livelli difficilmente comprensibili), quelli delle materie prime e sempre più anche le borse dei mercati emergenti dove si cercano nuove opportunità di investimento.

La grande liquidità ha soprattutto riavviato alla grande proprio quelle attività finanziarie a grande rischio che sono state una delle cause della crisi.

È il mondo dei paradossi: l’economia reale langue, la disoccupazione cresce ovunque, ma i principali responsabili della crisi se la godono e annunciano grandi utili, immediatamente accompagnati da ingenti programmi di distribuzione dei bonus.

Come ha detto il finanziere americano George Soros (Financial Times del 24 ottobre u.s.) questi utili sono in realtà «regali» fatti dai Governi, che «non possono essere usati per pagare i bonus».

Anzi, secondo Soros, «è giustificato il risentimento dei contribuenti nei confronti di queste pratiche».



cdt oggi
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Vecchio 28-10-2009, 20:33   #2000 (permalink)
mostromarino
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io ho detto produttività ... Gaudente sembra un sostenitore dell'incremento della disoccupazione/povertà ... chiedo anche a lui ... chi consuma ?
.
un giorno sono arrivato 40 anni fa cîrca davanti al taj mahal
c`erano 50 scopini che scopavano le foglie con un rastrello di 5 cm
chiesi lumi
mi dissero che cosi`lavoravan tutti

è cosi`che dobbiam tornare, stok?
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