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#1942 (permalink) |
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i fatti sono testardi
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,097
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intervento di uno per me con le idee chiare Stiglitz Says Banks Should Be Banned From CDS Trading (Update1) - Bloomberg.com
lenta inesorabile fuga dal dollaro Dollar Reaches Breaking Point as Banks Shift Reserves (Update3) - Bloomberg.com |
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#1943 (permalink) |
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i fatti sono testardi
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,097
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è bello lavorare nella finanza ... qualche esempio di reddito medio ... no dico, la vogliamo far finita o no ?
Rolfe Winkler Blog Archive It’s good to be in finance | Blogs | tanto per dirne uno ... in goldman sachs si passa da una retribuzione media di 364000 dollari dello scorso anno ai previsti 743000 quest'anno ... no dico, e poi un taxpayer statunitense non dovrebbe infuriarsi ? Wall Street firms set to break new records in 2009 with pay rising to $140bn; Bailed-out insurance giant AIG paid ?retention bonuses? to kitchen staff “Does Banking Contribute to the Good of Society?” Quelle horreur, some smart people are starting to question whether banking serves a redeeming social function. Of course, in the abstract, it does. Banking (or more accurately, extending credit) is essential for commerce. But any essential support function, if it overpriced in relationship to its true value, becomes a drag on the productive economy. And our modern system is extracting a very large toll relative to its actual worth. One argument against banking comes from Roger Bootle at the Telegraph (hat tip Swedish Lex); the other from Bill Black. Bootie makes a broader, philosophical argument, starting by distinguishing activities as creative (making something out of nothing and increasing net enjoyment) versus distributive (something that merely shifts benefits from one party or group to another). Activities fall along a spectrum, and Bootle asserts: Successful societies maximise the creative and minimise the distributive. Societies where everyone can only achieve gains at the expense of others are by definition impoverished. They are also usually intensely violent.He assesses modern finance against this standard and not surprisingly, finds it sorely wanting: A leading British journalist recently decried the widespread condemnation of bankers’ and hedge fund executives’ high remuneration on the grounds that these people, it said, were “the wealth creators”…This completely misses the point….the question is, what has the process that generated this money contributed to the common weal?Bill Black, in “How the Servant Became a Predator: Finance’s Five Fatal Flaws,” at New Deal 2.0 is far more casutic. He starts by taking a position near and dear to the Japanese, that financial firms should not be very profitable, because high profits mean they were operating at the expense of the “real” economy (of course, the Japanese bank managed to wreck the economy anyhow, but that was partly if not largely the result of rapidly deregulating a very primitive banking sector. And I am not exaggerating in my characterization; recall I consulted to them in the mid-1980s. They had NO concept of cash flow based lending, for instance). Black’s key arguments: ….the finance sector is worse than parasitic. In the title of his recent book, The Predator State, James Galbraith aptly names the problem. The financial sector functions as the sharp canines that the predator state uses to rend the nation. In addition to siphoning off capital for its own benefit, the finance sector misallocates the remaining capital in ways that harm the real economy…:The remarkable thing is that despite the ample evidence of the damage wrought by the financial sector, it has managed to secure even greater rewards for its predation and incompetence. But that is largely a function of media coverage, which has presented a picture flattering to the Obama Administration and and the perps. A Pew Research Center study on the coverage of the crisis concluded:• Corporate stock repurchases and grants of stock to officers have exceeded new capital raised by the U.S. capital markets this decade. That means that the capital markets decapitalize the real economy…. The gravest economic crisis since the Great Depression has been covered in the media largely from the top down, told primarily from the perspective of the Obama Administration and big business, and reflected the voices and ideas of people in institutions more than those of everyday Americans…So with vested interests firmly in control of spin, is it any wonder that most people have been lulled into complacency, or at worst, sullen resignation? Ultima modifica di stockuccio : 14-10-2009 alle ore 19:07. |
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#1944 (permalink) |
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i fatti sono testardi
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,097
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mentre mi ribolle il sangue per l'utile quadruplicato di Goldman sachs ....
![]() sunto italiano di U.S. FORECLOSURE ACTIVITY INCREASES 5 PERCENT IN Q3 Usa, pignoramenti in crescita del 23% nel terzo trimestre - 15/10/2009 Secondo uno studio di RealtyTrac Inc., infatti, le banche hanno avviato procedure di acquisizione di immobili per i quali non sono state pagate le rate dei mutui a 937.840 proprietari: un dato in aumento del 23% rispetto allo stesso periodo del 2008 I pignoramenti negli Stati Uniti sono cresciuti ad un livello record nel terzo trimestre del 2009. Secondo uno studio di RealtyTrac Inc., infatti, le banche hanno avviato procedure di acquisizione di immobili per i quali non sono state pagate le rate dei mutui a 937.840 proprietari: un dato in aumento del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una casa ogni 136 negli Usa ha dunque ricevuto una “default notice” da parte degli istituti di credito, e si tratta della crescita più alta dal gennaio del 2005. «Sono numeri molto preoccupanti, che vanno di pari passo con l’aumento del tasso di disoccupazione negli Usa», ha spiegato Richard Green, direttore del Lusk Center for Real Estate della University of Southern California. La crescita dei pignoramenti costituisce infatti un problema per l’intero settore immobiliare. È probabile, infatti, che con un’impennata così sostenuta dei default sui mutui i prezzi del mercato possano riprendere la loro corsa al ribasso, hanno spiegato all’agenzia Bloomberg gli analisti di Amherst Securities Group LP. Ad oggi, negli Stati Uniti, ben 7 milioni di proprietà sono coinvolte in un procedimento di pignoramento: nel 2005 erano solamente 1,27 milioni. |
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#1945 (permalink) |
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i fatti sono testardi
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,097
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Reggie Middleton ... parallelo AIG-BofA http://boombustblog.com/Reggie-Middl...c-Edition.html
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#1946 (permalink) |
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i fatti sono testardi
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,097
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retribuzioni in JPM ... non c'è purtroppo alternativa alla rivoluzione ... bisogna consumarsi le scarpe sui loro didietro ... io ho degli anfibi
JPM Sets Aside $471,779 Run-Rated Compensation For 2009, 60% Less Than Goldman | zero hedge |
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#1947 (permalink) |
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Utente Senior
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 2,036
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direi che siamo al punto di svolta è chiaro che gli usa non si farano scrupoli a stampare dollari del resto la moneta è loro
saranno anche quassi loro giusto? nessuno ha obbligato giapponesi e cinesi ad accumulare bilioni di cartaccia...potevano pensarci prima ed investire in altro modo. uno scenario da 2/3 dollari ad euro sarebbe una manna per gli usa +export +inflazione +svalutazione debito +investimenti +consumi svantaggi? di grandi non ne vedo ![]() la korea del sud ha tanto da insegnare e furono tutti felici e contenti ![]() ![]() ![]() |
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#1948 (permalink) |
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i fatti sono testardi
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,097
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mah .. ci sono varie visioni sul dollaro
gli ottimisti puntano su forti richieste di dollari dettate in primis da clearings di cds per default vari i pessimisti sulla crisi degli scambi internazionali e sul contemporaneo utilizzo negli stessi di altre valute ( il recente articolo inglese che ho proposto) entrambi in pratica puntano sul proseguimento (anzi probabile peggioramento) della crisi e poi c'è la storia delle rotative http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...us_borsa.shtml |
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#1949 (permalink) |
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babbuino cassettista
Data registrazione: Jan 2009
Località: ch
Messaggi: 9,801
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DOLLARO BASSO IN UN MARE DI LIQUIDITÀ
ALFONSO TUOR La situazione attuale appare a prima vista irrealistica: le borse volano (mercoledì l’indice americano Dow Jones è ritornato sopra la quota psicologica dei 10.000 punti), i mercati dei capitali lavorano a pieno ritmo e le grandi banche internazionali hanno ripreso a registrare grandi utili nelle attività di trading che hanno originato la crisi. L’unico neo è rappresentato dai mercati dei cambi dove il dollaro e la sterlina britannica continuano a deprezzarsi. La debolezza del biglietto verde statunitense, che è ad un passo dalla parità con il franco e prossimo a quota 1,50 rispetto all’euro, ha messo le ali all’oro e sta facendo lievitare i prezzi di alcune materie prime. Questo apparente miracolo di un mondo finanziario risorto dalle sue ceneri ha un’unica causa: l’incessante attività di stampa di moneta condotta in principal modo dalla Federal Reserve americana e dalla Banca d’Inghilterra e in misura più moderata dalla Banca centrale europea e dalla nostra Banca nazionale. L’enorme quantità di capitali in circolazione a costi irrisori fornisce l’impressione che la crisi sia ormai superata. La realtà è ben diversa. Innanzitutto questi capitali sono stati in massima parte usati per rimettere in funzione i mercati finanziari. Una parte delle perdite delle banche sono state socializzate, ossia sono ora addebitate ai contribuenti. Solo un’esigua quota della liquidità creata dalle banche centrali è stata direttamente usata per rilanciare l’economia reale. Non sorprende quindi che non vi siano chiari segnali di ripresa e che molti economisti temano che, esaurito l’effetto di queste misure straordinarie, l’economia possa ricadere in recessione. Questo timore è particolarmente diffuso negli Stati Uniti, come attestano i verbali dell’ultima riunione del Comitato direttivo della Federal Reserve, ed è avvertito soprattutto dai mercati dei cambi. La debolezza del dollaro e della sterlina può essere considerata un indicatore della convinzione che la stabilizzazione dell’attività economica degli ultimi mesi è molto fragile e che Washington e Londra continueranno a stampare moneta (come del resto hanno confermato)per tentare di rilanciare le loro economie. E proprio in quest’ottica il deprezzamento di dollaro e sterlina è stato almeno finora assecondato dalle stesse autorità americane e britanniche e non osteggiato da Europa e Giappone (solo recentemente la Banca centrale europea ha dichiarato di temere il rialzo del valore dell’euro). Ad essere preoccupati appaiono solo alcuni Paesi del Sud-Est asiatico, che paventano di veder strangolata la propria industria di esportazione dal calo del dollaro, che comporta automaticamente anche un ribasso della valuta cinese. I vantaggi per gli Stati Uniti del deprezzamento del dollaro non sono evidenti. La maggiore competitività dei prodotti e dei servizi americani sui mercati esteri è largamente minata dall’aumento del prezzo delle materie prime e soprattutto del petrolio e di tutti quei beni che gli Stati Uniti non producono più. Tutto ciò riduce il potere d’acquisto delle famiglie americane e rende più problematica una ripresa dei consumi. La politica del dollaro debole rappresenta un vantaggio solo se l’obiettivo della politica monetaria americana è far risorgere l’inflazione che avrebbe la virtù taumaturgica di ridurre l’ammontare del debito detenuto da famiglie, imprese e Stato federale. Finora questo timore non è nemmeno lontanamente intravvisto dai mercati dei capitali, che sono i più sensibili alle aspettative inflazionistiche. Ma se i segnali di ripresa dovessero cominciare ad essere credibili, è prevedibile che immediatamente salirebbero i tassi di interesse, soprattutto quelli a medio e a lungo termine. Si può dunque sostenere che la debolezza del dollaro sia una spia di un’economia americana in condizioni ancora molto precarie, che non ha assolutamente superato la crisi e che anzi continua ad avere bisogno di continui interventi governativi per non ricadere in recessione. cdt ,oggi |
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#1950 (permalink) |
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i fatti sono testardi
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,097
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altro inserimento tra i pessimisti sul dollaro Jesse's Café Américain: Sumitomo Forecasts Dollar to 50 Yen, End of Dollar as Reserve Currency
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