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#1901 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
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un vecchio post del sito per me riferimento per l'immobiliare statunitense Calculated Risk: Is the MBA Purchase Index Useful Again?
se io vado in 30 banche e chiedo in ognuna di esse un mutuo per comprare una casa, poi ci ripenso e decido di non comprarla, per la MBA ci sono 30 richieste ... sono stato solo io, UNO aspirante acquirente, e nemmeno ho comprato ![]() forse sarebbe utile segnalare anche che la spinta governativa è senza precedenti ... 'The Government Purchase Index is at the highest level ever recorded in the survey and the share of purchase applications that were government-insured was 45.7 percent, the highest share since November 1990. ' Mortgage Refinance Applications Increase as Rates Drop in Latest MBA Weekly Survey |
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#1902 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,660
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http://www.zerohedge.com/article/pau...glass-steagall
no dico ... http://www.investireoggi.it/forum/sh...8&postcount=44 ... http://www.finanzaonline.com/forum/s...&postcount=156 ... ![]() ![]() aggiungo ... le perdite relative alle carte di credito sono al record http://www.zerohedge.com/article/moo...ge-rate-august Ultima modifica di stockuccio : 24-09-2009 alle ore 10:26. |
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#1903 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
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secondo me siamo vicini ai disordini sociali
oltre 5 mila segnalazioni di aziende in crisi Aziende in crisi in Italia | Il racconto collettivo | Repubblica.it oggi inizia un tardivo G-20 FDIC: "Credit quality declined sharply" for Shared National Credits by CalculatedRisk on 9/24/2009 05:53:00 PM From the FDIC: Credit Quality Declines in Annual Shared National Credits Review Notes from the Fed: A SNC is any loan and/or formal loan commitment, and any asset such as other real estate, stocks, notes, bonds and debentures taken as debts previously contracted, extended to borrowers by a supervised institution, its subsidiaries and affiliates. Further, a SNC must have an original amount that aggregates $20 million or more and either 1) is shared by three or more unaffiliated supervised institutions under a formal lending agreement or 2) a portion is sold to two or more unaffiliated supervised institutions with the purchasing institutions assuming their pro rata share of the credit risk.Some key findings: • Criticized assets, which included SNCs classified as special mention, substandard, doubtful, or loss, reached $642 billion, up from $373 billion last year, and represented 22.3 percent of the SNC portfolio compared with 13.4 percent in 2008. Click on graph for larger image in new window.A record $447 billion in assets were classified as substandard, doubtful, or a loss, almost triple the peak following the 2001 recession. As a percent of commitments, the current 15.5% of loans "classified" far exceeds the previous peak in 1991 of just under 10% of loans. Also, according to the FDIC, nonbanks held 47 percent of classified assets despite owning only 21.2 percent of the SNC portfolio. American Banker has an excellent quote: Syndicated Loan Losses Skyrocket "Anyone could get credit from banks because banks knew they would have ready and willing buyers of syndicated loans even if red lights were blinking when the loans were booked." ... said Karen Shaw Petrou, the managing director of Federal Financial Analytics Inc. |
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#1904 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,660
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un paio di notizie immobiliari
dire che la Fed sostiene il mercato immobiliare è riduttivo 100% - Federal Reserve Buys More Than 100% of Mortgages Issued in 2009 - Sep. 28, 2009 | Blogs at Chris Martenson - 100%, Chris Martenson's Blog, Federal Reserve, mortgages problemi Freddie Freddie Mac Delinquency Rate Hits Record High |
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#1905 (permalink) |
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babbuino cassettista
Data registrazione: Jan 2009
Località: ch
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In Eurolandia segnali di ripresa economica
Per l’FMI nel 2009 la crescita, anche se negativa, sarà migliore del previsto Per esempio in Germania l’indice IFO, che misura il clima di fiducia fra le imprese, a settembre ha toccato i massimi da un anno a questa parte salendo a 91,3 punti Incominciano ad intravvedersi in Eurolandia i primi segnali di una ripresa economica dopo due anni di crisi profonda. In Germania l’indice IFO, che misura il clima di fiducia fra le imprese tedesche, a settembre ha toccato i massimi da un anno a questa parte salendo a 91,3 punti da 90,5 del mese precedente. A marzo l’indice era sprofondato a 82,2 punti, facendo segnare il livello più basso negli ultimi 26 anni. Il rialzo di settembre è il sesto consecutivo ed indica, spiegano gli analisti, che la locomotiva del Vecchio Continente ha ripreso la propria corsa, dopo essere uscita dal tunnel della sua peggiore recessione dai tempi della Seconda Guerra mondiale lo scorso trimestre con una crescita del PIL dello 0,3%. L’inversione di tendenza per l’economia di Eurolandia viene anticipata anche dal Fondo Monetario internazionale che rivedrà al rialzo le stime di crescita nell’Eurozona per il 2009. La crescita nella zona Euro potrebbe essere «un po’ migliore del previsto» nel 2009, anche se resterà «negativa», ha detto il direttore del FMI, Dominique StraussKahn, aggiungendo che tuttavia, «una ripresa dovrebbe concretizzarsi» nella zona euro nel 2010. Nelle sue nuove previsioni sulla crescita globale l’FMI migliorerà anche le stime relative alla crescita di Italia e Stati Uniti. «Gli economisti del FMI più o meno convalideranno le stime del governo», ha spiegato il direttore esecutivo del Fmi, Arrigo Sadun, con particolare riferimento alle prospettive di crescita per l’Italia. Il Fondo renderà note le nuove stime il primo ottobre prossimo. A rinsaldare la convinzione che il vento sia cambiato per l’economia di Eurolandia anche la crescita degli ordinativi industriali segnata nel mese di luglio. In base ai dati Eurostat, infatti, a luglio si è registrato un rialzo del 2,6% rispetto al mese precedente, quando gli ordini erano balzati del 4% dopo un lungo periodo di contrazione. Anche nell’intera UE gli ordini a luglio sono aumentati, facendo segnare un +1,6%, dopo il –0,6% del mese precedente. A trainare il rialzo l’Italia con un +3,6%, seguita, tra le principali economie europee, da Germania con un +2,5% e Francia con un +2% corriere del ticino,25.9 |
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#1906 (permalink) |
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Utente Senior
Data registrazione: Jan 2009
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Fmi: stime ok, costo crisi in calo
Perdite mondiali scendono a 3.400 miliardi di dollari 30 settembre 2009 (ANSA) - ISTANBUL, 30 SET -Il sistema finanziario globale si sta stabilizzando e la stima delle perdite cala a 3.400 mld dlr (-600 rispetto aprile). Lo dice l'Fmi. L'analisi e' contenuta nel rapporto sulla stabilita' finanziaria globale stilato dal Fondo in occasione del meeting annuale. 'I rischi di un crollo generale del sistema finanziario sono diminuiti, ma le sfide a breve termine per la politica e le autorita' sono considerevoli, in primis assicurare il credito sufficiente per la ripresa', ammonisce l'Fmi. Ultima modifica di Geller : 30-09-2009 alle ore 16:40. |
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#1907 (permalink) |
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Utente Senior
Data registrazione: Jan 2009
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Crisi: pil Usa rivisto a -0,7%
Dato secondo trimestre si raffronta al -6,4% del primo 30 settembre 2009 (ANSA) - ROMA, 30 SET - Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti nel secondo trimestre 2009 e' stato rivisto a -0,7% dal -1% della precedente lettura. Il dato si raffronta al -6,4% del primo trimestre ed e' migliore rispetto alle previsioni di una contrazione dell'1,2%. Anche se e' il dat migliore da un anno, si tratta del quarto calo consecutivo del Pil e rappresenta la sequenza negativa piu' lunga dal 1947 quando si diede il via a questo tipo di statistica. |
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#1908 (permalink) |
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Banned
Data registrazione: Feb 2009
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pil statunitense ... crollo dell'import e pesante spesa pubblica http://www.nytimes.com/2009/10/01/bu...er=rss&emc=rss
OCC and OTS: Foreclosures, Delinquencies increase in Q2 by CalculatedRisk on 9/30/2009 11:32:00 AM From the Office of the Comptroller of the Currency and the Office of Thrift Supervision: OCC and OTS Release Mortgage Metrics Report for Second Quarter 2009 This OCC and OTS Mortgage Metrics Report for the second quarter of 2009 provides performance data on first lien residential mortgages serviced by national banks and federally regulated thrifts. The report covers all types of first lien mortgages serviced by most of the industry’s largest mortgage servicers, whose loans make up approximately 64 percent of all mortgages outstanding in the United States. The report covers nearly 34 million loans totaling almost $6 trillion in principal balances and provides information on their performance through the end of the second quarter of 2009 (June 30, 2009).Much of the report focuses on modifications and recidivism, but this report also shows far more seriously delinquent prime loans than subprime loans (by number, not percentage). Click on graph for larger image.We're all subprime now! Note: "Approximately 13 percent of loans in the data were not accompanied by credit scores and are classified as “other.” This group includes a mix of prime, Alt-A, and subprime. In large part, the loans were result of acquisitions of loan portfolios from third parties where borrower credit scores at the origination of the loans were not available." This report covers about two-thirds of all mortgages. There are far more prime loans than subprime loans - and the percentage of delinquent prime loans is much lower than for subprime loans. However, there are now significantly more prime loans than subprime loans seriously delinquent. And prime loans tend to be larger than subprime loans, so the losses from each prime loan will probably be higher. ![]() The second graph shows foreclosure activity. Notice that foreclosure in process are increasing sharply, but completed foreclosures were only up slightly. The only reason initiated foreclosures declined slightly was because Q1 was revised up significantly. Short sales remain mostly irrelevant. The next wave of completed foreclosures is about to break, but the size of the wave depends on the modification programs. calcoli approssimativi ma indicativi The Banking System Is Insolvent Following up on the quick mention now that I have a story to cite from Amherst: Cure rates for these distressed loans remain low. Amherst noted a near 0% cure rate of all loans in foreclosure, 0.8% for 90 plus days delinquent, 4.4% for 60 days delinquent and 26.5% for 30-day delinquencies. All told, Amherst expects 12.42% of units (from the 13.54% of properties delinquent and in foreclosure) to eventually liquidate.Let's put some numbers on this. There are roughly 125 million single-family homes in the US. Of those, roughly 30% have no mortgage on them at all. This leaves 87.5 million single-family homes with mortgages. Let us assume the average outstanding balance is $200,000 across the entire set and will take a 40% loss severity. This is less than S&P has estimated for subprime loans and only assumes a roughly 20% market deficiency in the home price (the rest is from legal, rehabilitation and marketing expenses.) These numbers are, with a high degree of confidence (90%+) low - that is, losses will exceed these estimates, perhaps dramatically so. It is, for example, quite reasonable to believe that due to the concentration of defaults in higher-priced areas (e.g. California and Florida) that the average outstanding balance could be close to double that $200,000 value and the loss due to negative equity higher. From this we can develop a "cocktail napkin" view of the losses to be taken in home mortgages for single-family homes (remember, this does not include condos, apartment buildings and similar "commercial" paper.) $200,000 X 40% = $80,000 loss per foreclosure. 87.5 million homes with mortgages X 12.42% = 10,867,500 foreclosures. 10,867,500 x 80,000 ============= $869,400,000,000 or $869 billion in losses remaining in single-family mortgages alone. ![]() What if the average outstanding is higher and negative equity greater than 20% (which is likely)? Losses will almost certainly be well north of a trillion dollars. The entire banking system and likely The Fed, given the quantity of Fannie and Freddie paper it has been and is "eating", is insolvent. These facts are why the government is lying - they're well-aware of the near-zero cure rates and know that these facts mean that the banking industry has nowhere near sufficient capital to withstand these losses without folding like a paper cup getting stomped on by an elephant. (Remember that these numbers do not include any commercial real estate losses and we have found that banks are frequently over-stating their claimed values for these loans by 50% or more - as was seen with Colonial.) It gets better. The FDIC has a negative balance both in its fund balance and the reserve ratio projected for the end of the quarter, which is, big surprise, tomorrow. Oh, and there is this pesky problem that the FDIC has - contrary to its mandate - been issuing bond guarantees for banks, so if and when that banking insolvency is recognized the FDIC will implode into a gravity well also, since it is on the hook for the entire deficiency of those bonds that were issued with its "guarantee" should they default. Care to argue with the math folks? |
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#1909 (permalink) |
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babbuino cassettista
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IN ATTESA DELLA NUOVA BOLLA
ALFONSO TUOR Mai nella storia la Borsa americana ha corso così tanto in un lasso di tempo così breve (circa sei mesi): infatti dall’inizio dello scorso mese di marzo l’indice azionario S&P 500 è salito di circa il 60%. Il rialzo è stato nettamente superiore e più rapido rispetto a quelli verificatisi dopo il crollo di Wall Street del 1932 e dopo lo scoppio della bolla dei titoli tecnologici avvenuta all’inizio di questo decennio. All’inizio il rimbalzo delle borse era facilmente comprensibile: la paura di una seconda Grande Depressione aveva fatto cadere i mercati azionari. Le borse avevano quindi tirato un grande sospiro di sollievo quando alla fine dello scorso mese di febbraio la nuova amministrazione Obama aveva salvato Citigroup, la maggiore banca del mondo, dalla bancarotta e quando all’inizio del mese di aprile il G20 aveva ufficialmente confermato che si sarebbe fatto il possibile e anche l’impossibile per evitare il fallimente di un grande gruppo bancario e una crisi valutaria di qualsiasi Paese. Queste rassicurazioni hanno ridato fiducia alle borse, trainate al rialzo proprio dai titoli del settore finanziario che erano stati falcidiati nei mesi precedenti. Ma il rimbalzo dei mercati azionari si è via via trasformato in un rally senza precedenti che pone numerosi interrogativi. Gli attuali corsi azionari sono compatibili solo con una forte ripresa dell’economia mondiale. Ad esempio, è stato calcolato che i prezzi delle azioni americane anticipano e sono sostenibili solo se l’anno prossimo vi sarà una crescita del 4% dell’economia statunitense. Se si escludono alcuni Paesi emergenti, non vi sono segnali di una forte ripresa economica. Addirittura alcuni dati sulla crescita del PIL devono essere presi con le pinze. Infatti, come sostiene Anantha Nageswaran della Julius Bär, queste cifre sono positive solo perché vengono corrette tenendo conto del fatto che l’inflazione è negativa. In questo modo si oscura la realtà di una domanda ancora in forte contrazione. Ad esempio, l’economia australiana è cresciuta nel secondo trimestre dell’anno dello 0,6% rispetto al primo solo grazie al fatto che i dati in termini reali del PIL sono stati aumentati per tener conto di una diminuzione dei prezzi che ha raggiunto il 2,2%. Inoltre, ed è ciò che più conta, la stabilizzazione dell’economia è in gran parte dovuta solo a misure di politica economica di carattere eccezionale che non possono essere continuate ancora per molto tempo. Analogo discorso può essere fatto per valutare lo stato di salute del sistema bancario, risorto a nuova giovinezza grazie al cambiamento delle regole contabili che non obbligano più a iscrivere a bilancio i titoli tossici a prezzi di mercato. Ma c’è di più: se si vanno ad analizzare i bilanci delle banche americane, come ha fatto l’economista della Julius Bär, si scopre che le sofferenze (il volume dei crediti per i quali i debitori sono in forte ritardo nel pagamento degli interessi) stanno crescendo molto più rapidamente degli accantonamenti. La conclusione è che il volume delle perdite nascoste nei bilanci delle banche continua ad aumentare. Ciò dovrebbe creare non poca apprensione, dato che secondo il Fondo monetario internazionale il sistema bancario dovrà nei prossimi mesi raccogliere circa 1.700 miliardi di dollari per rispettare i requisiti minimi sui fondi propri. Le borse non sembrano però curarsi di questi dati di fatto e continuano a salire spinte da un costo del denaro ai minimi storici e dalla grande quantità di liquidità immessa dalle banche centrali nel sistema bancario. Questi soldi, come mettono in evidenza le statistiche delle banche centrali, non vengono usati per elargire nuovi crediti e per far ripartire l’economia, ma circolano nei mercati finanziari e stanno producendo una nuova pericolosa bolla, destinata prima o poi a scoppiare. Questa tesi è confortata dal comportamento prevalente oggi tra gli investitori. Sono pochi quelli che investono in azioni, poiché ritengono che i mercati debbano ancora salire. Sono invece in molti a ritenere che questo rally non durerà. Questi ultimi sostengono che bisogna cavalcare questa fase di rialzo, poiché gli altri strumenti di investimento non offrono rendimenti adeguati ed aggiungono subito che si sono protetti o che sono pronti a vendere immediatamente le loro azioni quando il mercato comincerà a scendere. Si tratta di un comportamento caratteristico di ogni bolla finanziaria, che si scontra sempre con lo spiacevole dato di fatto che non è facile vendere azioni quando tutti vogliono vendere, se non accettando perdite elevate. Il momento della resa dei conti per le borse non sembra comunque vicino, ma più il mercato salirà più lo scoppio di questa nuova bolla costerà molto non solo agli investitori, ma all’intera economia cdt ieri |
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#1910 (permalink) |
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per valutare la sostenibilità del sostegno pubblico anche nel futuro prossimo, penso sia utile anche vedere le entrate fiscali ... meno 17% Tax Revenue Tumbles: Change in Receipts, by State - Real Time Economics - WSJ
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