il mitico Nouriel Roubini ...
http://cosmos.bcst.yahoo.com/up/play...nce&ch=4043681
dice un sacco di tragedie, d'altronde dal tipo non ci si potrebbe aspettare di meglio

... tra le tante cose dette bisognerebbe sospendere i pignoramenti, smettere di costruire case per almeno un anno, il sistema finanziario è allo sfascio con anche il 30% dei debiti immobiliari commercial in crisi, ecc. ecc., ... la cosa che stupisce è che dice anche che siamo messi meglio oggi avendo evitato grazie al complessivamente disastroso bernacca una grande depressione ... ecco su quest'ultimo punto non son d'accordo, secondo me gli hanno detto di dire così
Obama ... con i dazi sta facendo arrabbiare i cinesi, ora pure riforma della finanza entro l'anno ... periodo interessante questo
(AGI) - Ginevra, 14 set. - Continua ad inasprirsi la disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti. Pechino si e' oggi rivolta alla World Trade Organization per denunciare l'incremento dei dazi sui pneumatici in arrivo dalla Cina. L'ex celeste impero aveva reagito annunciando una stangata sulle tariffe relative alle importazioni di componenti per auto e carne di pollo di provenienza statunitense. "Gli Stati Uniti hanno adottato misure protettive contro i pneumatici cinesi diretti verso gli Usa. Questa e' una violazione delle norme della Wto" ha tuonato Yao Jian, portavoce del ministero del Commercio di Pechino.
Venerdi' la Casa Bianca aveva annunciato un incremento del 35% dei dazi sui pneumatici cinesi per "rimediare a una distorsione del mercato causata da un incremento delle importazioni di pneumatici". La misura sara' valida per tre anni.
L'International Trade Commission statunitense aveva chiesto dazi fino al 55% dopo che i sindacati avevano denunciato un aumento delle importazioni di pneumatici dalla Cina pari a tre volte negli ultimi cinque anni. Un incremento che, secondo gli esperti, sarebbe costato il posto di lavoro a 5mila americani.
Il presidente Barack Obama ha pero' optato per un ritocco minore, dal 4% attuale, per non far salire troppo la tensione con Pechino dopo che, sempre la settimana scorsa, Washington aveva imposto dei dazi sui tubi per oleodotti di provenienza cinese. Secondo alcuni esperti cinesi citati dall'agenzia 'Xinhua' i dazi Usa potrebbero costare al gigante asiatico 100mila posti di lavoro.