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Vecchio 24-01-2009, 08:24   #111 (permalink)
Chapter 11
 
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buona giornata a tutti e buon week end prima di tutto ....

non riesco a capire come interpretare la seconda tabella di paolo:
indica l'aumento percentuale del rischio default nell'ultimo anno?

se così fosse, il rischio è aumentato più per la germania (29%) che per l'italia (17%) ???
postata da Paolo, l'articolo è di Bespoke, vedi link...

Sì, sembrerebbe sia così, da inizio anno. Ovvio che le percentuali vanno sempre analizzate considerando il numero assoluto da cui si parte...

ciao, buon weekend...

P.S.: altri dati, stessa fonte:

http://bespokeinvest.typepad.com/bespoke/international/
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Vecchio 24-01-2009, 08:35   #112 (permalink)
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buona giornata a tutti e buon week end prima di tutto ....

non riesco a capire come interpretare la seconda tabella di paolo:
indica l'aumento percentuale del rischio default nell'ultimo anno?

se così fosse, il rischio è aumentato più per la germania (29%) che per l'italia (17%) ???
Il calcolo è Valore sotto Current fratto valore sotto 12/31/2008 -(1)

Anche a Te buon week..))
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Vecchio 24-01-2009, 08:39   #113 (permalink)
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ciao lorenzo,
ho visto la tua firma, sarai mica per caso un astrofilo ???
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Vecchio 24-01-2009, 09:12   #114 (permalink)
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ciao lorenzo,
ho visto la tua firma, sarai mica per caso un astrofilo ???
Ma di guardar le stelle mi capita...sopratutto dopo l' ultima ruzzolata con gli sci.. ... Pensa... stavo guardando il tuo sito Maino, (la parte delle presentazioni ppw..troppo forti.Quello che ci vuole per iniziare con un po' di buonumore il week end..)
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Vecchio 24-01-2009, 10:28   #115 (permalink)
mostromarino
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in verità non so dove metterlo.....

se un mod galattico lo vuol spostare....facci lui


COMMENTO
Good Banks invece di «banche spazzatura»
Alfonso Tuor
L’amministrazione Obama sta studiando il nuovo piano per salvare il sistema bancario americano, come è stato annunciato dal Segretario al tesoro designato Timothy Geithner.
Il piano salvabanche si affiancherà a quello teso a rilanciare l’economia su cui sta già discutendo il Senato. L’obiettivo dell’amministrazione americana per l’approvazione del piano di stimolo dell’economia da parte del Congresso è la metà del prossimo febbraio.

Lo ha detto il presidente americano Barack Obama. «Stiamo probabilmente sperimentando una crisi economica senza precedenti», ha aggiunto invitando il Congresso ad agire subito.

La crisi finanziaria sta entrando in una fase nuova e ancora più pericolosa. Questo salto qualitativo rischia di trasformarla, come ha scritto l’ex economista della Morgan Stanley, David Roche, in una vera e propria «storia dell’orrore».


Governi, banche centrali e mercati finanziari con colpevole ritardo stanno finalmente prendendo atto che il sistema bancario è fallito e stanno studiando nuove misure per evitarne la bancarotta.

Il Governo britannico ha già deciso di assicurare (ossia di garantire) con i fondi pubblici il valore dei titoli tossici delle banche, mentre Stati Uniti e Germania stanno orientandosi verso la costituzione di una «Bad Bank» che acquisterebbe questi titoli.

Ambedue le varianti contemplano la completa nazionalizzazione degli istituti che non hanno alcuna speranza di sopravvivere anche se fossero ampiamente aiutati.

L’obiettivo di questi piani è far sì che il sistema bancario riprenda ad erogare crediti in modo da rendere meno grave la crisi che oramai attanaglia le economie di tutto il pianeta.


Il costo di questi piani sarà enorme (negli Stati Uniti si stima che l’investimento iniziale ammonterà a 1.000 miliardi di dollari) ed è destinato ad aumentare ulteriormente fino al punto da poter incrinare la fiducia dei risparmiatori sia nei titoli con cui gli Stati finanziano i loro disavanzi pubblici, sia nel valore delle monete nazionali.

Questo rischio, dalle conseguenze economiche devastanti, viene assunto sebbene le probabilità di successo dei piani di salvataggio siano prossime allo zero.

Questo giudizio è condiviso dai mercati finanziari


. A non credere alla bontà del rimedio sono in primo luogo le borse.


La certezza che altre centinaia di miliardi verranno investite per cercare di tappare gli enormi buchi dei bilanci delle grandi banche non ha impedito il crollo degli indici dei titoli bancari, né ha risollevato i listini: nessuno è disposto a credere che le banche riprendano ad erogare credito.


I mercati stanno invece cominciando a scontare il costo di questi piani (come si può constatare osservando il calo dei titoli di Stato britannici e americani) e a dubitare della solidità delle valute, come indica la caduta della sterlina inglese.


David Roche ha calcolato che finora il solo Governo degli Stati Uniti abbia speso (contando unicamente i fondi erogati dallo Stato senza gli interventi della Federal Reserve) una somma in grado di finanziare due guerre del Vietnam: ma questo enorme dispendio non ha prodotto alcun risultato apprezzabile.

Le ragioni del probabile fallimento di questi nuovi pacchetti sono semplici.

Sia nell’ipotesi dell’assicurazione sia in quella della banca spazzatura vi è il problema di definire il prezzo dei titoli tossici, che sono diversi l’uno dall’altro.

La questione non è solo tecnica, ma anche politica.

Infatti «scoprire» oggi il loro vero prezzo di mercato vorrebbe dire costringere le banche a iscrivere a bilancio perdite enormi, invalidando l’intero esercizio: acquistare questi titoli ad un prezzo politico introdurrebbe un’altra distorsione e appesantirebbe ulteriormente il fardello che i contribuenti dei diversi Paesi dovranno pagare.

Nessuno inoltre parla del destino dell’enorme quantità di derivati (a cominciare dai Credit Default Swap) e di prodotti strutturati che rappresentano il vero «buco nero» delle banche.

Se non si affronta questa questione, non si risolve nulla.

L’ipotesi di una completa nazionalizzazione delle banche è ancora più pericolosa per i conti pubblici e per il futuro dell’economia.

Infatti rifarsi all’esempio svedese dell’inizio degli anni Novanta è del tutto inappropriato.

La crisi delle banche svedesi era dovuta a una crisi del mercato immobiliare di tipo tradizionale: la loro nazionalizzazione e la creazione di una «Bad Bank» hanno permesso di trasferire a quest’ultima i crediti ipotecari in difficoltà e di risanare i bilanci delle altre banche.

Oggi, invece, la situazione è completamente diversa: la crisi è determinata dai titoli in cui sono state impacchettate le ipoteche e dall’enorme quantità di prodotti creati dalla nuova ingegneria finanziaria.

Una nazionalizzazione completa delle banche vorrebbe dire trasferire agli Stati un’enorme quantità di perdite, con l’aggiunta del pericolo di vedere sopravvivere proprio i principali responsabili della crisi, ossia quel sistema finanziario ombra non sottoposto ad alcuna regolamentazione e costituito da Hedge Funds, fondi Private Equity e via dicendo.


Il punto più importante è comunque il fatto che nessuna di queste soluzioni spingerà le banche a riaprire i cordoni del credito.

Come ha giustamente scritto il finanziere americano George Soros «queste misure non metteranno le banche in una condizione tale da riprendere a concedere prestiti a tassi ragionevoli».

L’intero esercizio rischia pertanto di trasformarsi solo in una tappa del processo di trasferimento delle perdite dalle banche agli Stati con il rischio di far precipitare la crisi.


Bisogna cominciare a ragionare diversamente. È oramai assodato che il sistema bancario è fallito.


Invece di creare le «Bad Bank», ossia le «banche spazzatura», occorre creare le «Good Banks».

Lo Stato dovrebbe comprare le attività commerciali e di retail essenziali per l’economia dalle banche sull’orlo della bancarotta e ricapitalizzarle.


Questi istituti sarebbero effettivamente ripuliti di tutta la carta straccia prodotta dalla nuova ingegneria finanziaria, potrebbero facilmente rifinanziarsi sul mercato dei capitali e riprendere ad erogare i crediti.

Questa soluzione viene avversata dall’oligarchia finanziaria che spera di rimanere ancora in sella dopo aver trasferito le perdite accumulate agli Stati e che si culla ancora nella speranza di poter riprendere a fare quelle attività che hanno causato la crisi attuale.

L’ipotesi delle «Good Banks» è praticabile, meno costosa degli attuali interventi (che devono essere considerati uno spreco di fondi pubblici) e soprattutto ricreerebbe un sistema bancario sano (e quindi diverso da quello precedente) in grado di concedere crediti e quindi in grado di fornire un contributo decisivo all’uscita dalla crisi.

24.01.09 07:02:01


Ultima modifica di paologorgo : 24-01-2009 alle ore 10:33. Motivo: tolta pubblicità
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Vecchio 24-01-2009, 10:40   #116 (permalink)
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in verità non so dove metterlo.....

se un mod galattico lo vuol spostare....facci lui

provoca i moderatori, vero, Fantocci?!? (per il congiuntivo esortativo... )

a proposito di galattico, devo cercare alcune foto di aerei... la prossima settimana potrei avere qualcosa di carino... tipo l'aereo della Filini Viaggi e Vacanze...

In attesa di qualche moderatore serio, ho ripulito gli angoli...
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Vecchio 24-01-2009, 10:40   #117 (permalink)
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Non ho assolutamente un' idea su come possa funzionare, ma l' idea delle good banks mi suona come l'unica cosa sensata.Un po' farfugnoni a casa ed a lavorare seriamente e basta con le invenzioni.
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Vecchio 24-01-2009, 10:43   #118 (permalink)
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Non ho assolutamente un' idea su come possa funzionare, ma l' idea delle good banks mi suona come l'unica cosa sensata.Un po' farfugnoni a casa ed a lavorare seriamente e basta con le invenzioni.
bisogna vedere come si risolve il problema degli azionisti e degli obbligazionisti dei cadaveri da chiudere...

Comuqnue è interssante, ed è troppo sensato perchè possa essere preso in seria considerazione...
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Vecchio 24-01-2009, 11:21   #119 (permalink)
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Originalmente inviato da paologorgo Visualizza messaggio
bisogna vedere come si risolve il problema degli azionisti e degli obbligazionisti dei cadaveri da chiudere...

Comuqnue è interssante, ed è troppo sensato perchè possa essere preso in seria considerazione...
E' quello che intendevo riguardo la prima parte;... ed a ben pensarci anche la seconda ... ...però a ben vedere qualche soluzione ci potrebbe essere .. bisogna esercitare un po' la fantasia.. e se son sicuro che gli ammarracani avranno già pronto nel cassetto la soluzioncina con tanto di frasonzola ad effetto come solo loro fare .. resta da vedere se funziona..Oh: al piu' si fa fare a Mediobanca un' operazione tipo Fiat / Chrysler solo che invece di rifare le catene di montaggio gli rifaranno qualcos'altro...
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Vecchio 24-01-2009, 16:34   #120 (permalink)
Utente Senior
 
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Località: bologna
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In data 16 Gennaio ( una settimana fa ) gli indicatori macro proprietari
di uno dei migliori e seri Istituti di Ricerca economica USA,
( che seguo da anni )
l'ECRI,
hanno sancito che ancora la recessione è profonda ed in fieri
( è uscito ieri, come ogni venerdì però il report aggiornato, che al momento non posso consultare poichè non è " gratuito ") :

Reuters 23 Gennaio 2009
A measure of U.S. future economic growth fell while its annualized growth rate ticked up in the latest week, but both remain deep in recession territory, a research group said on Friday.
The Economic Cycle Research Institute, a New York-based independent forecasting group, said its Weekly Leading Index fell in the week ending Jan 16 to 107.4 from 108.7 in the previous week, initially reported as 108.6.
The index's annualized growth rate ticked up to negative 24.4 percent from negative 25.2 percent, revised up from minus 25.5 percent.
'With the WLI declining again, it is premature to objectively declare that the worst of the recession will soon be behind us,' said Lakshman Achuthan, managing director at ECRI.
The weekly index fell due to higher jobless claims and weaker stock and commodity prices, Achuthan said.
The WLI level and its growth rate can sometimes move in different directions, because growth is derived from a four-week moving average.

Occorre però aggiungere, che secondo l'ECRI ( Economic Cycle Research Institute ) se il Presidente Obama e la sua Amm.ne agiranno SUBITO ,
ed in maniera decisa ( tanti fondi ),
vi è la flebile ma ragionevole speranza che tra il 3o ed il 4O Trimestre 2009
possa avviarsi una ripresa.

L'ECRI sottolinea in altri reports/views, che come se queste azioni fossero state intraprese
5/6 mesi fa ( che apparivano ai loro occhi indispensabili già quest'estate, evidente l'acume proverbiale di Mr. Bush),
la cifra/e dei danni sarebbe stata assai inferiore e quindi anche i relativi rimedi/esborsi.

P.S Chi avesse accesso " diretto ( tramita abbonamento )" ai reports settimanali dell'ECRI, farebbe una gran cosa a spifferarne il succo.

Poichè :
ECRI has had a very stellar record. They've been making pretty bold calls and going against the conventional wisdom. So far their record has been one of the most impressive, and has been written up in the press as well as talked about in policy circles.
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