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Vecchio 21-08-2008, 11:33   #1 (permalink)
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CRISI CAUCASO

dopo il 3d
http://www.investireoggi.it/forum/russia-vt34851.html
continuo qui
perchè la situazione ha dei risvolti incredibili

ricordo che fu la Georigia ad attaccare e bombardare le regioni caucasiche separatiste
venendo pure meno ad una regola centenaria:"niente guerre duranete le olimpiadi... infatti hanno atteso proprio il 1° giorno dei giochi per iniziare il conflitto"


corse in difesa della popolazione inerme la Russia


Vi è da dire che nei 10 giorni precedenti l'attacco
l'esercito della georgia fece addestramenti assieme all'esercito USA
e per me stabilirono pure degli accordi

che subito la georgia ubbidiente ha messo in atto.



Ovvio
che con l'intervento della Russia subito Bush è intervenuto dall'alto della sua etica irakena a condannare "l'invasione comunista"
subito la Nato accosentì all'entrata dell'Ukraina e della Geogia

e la Polonia ha accossentito all'istallazione dei missili contro la russia
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Vecchio 21-08-2008, 11:35   #2 (permalink)
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e la popolazione caucasica che dice?

si fida della NATO?
o
preferisce la RUSSIA?


da
http://www.agenziami.it/articolo/127...33+le+vittime/

Il parlamento della repubblica secessionista georgiana dell'Abkhazia ha approvato pochi minuti fa l'appello del presidente Serghei Bagapsh alla Russia di riconoscere l'Abkhazia in quanto Stato sovrano indipendente. In un secondo voto, il parlamento ha approvato un simile appello rivolto «ai parlamenti e ai popoli di tutto il mondo». Lo riferisce l'agenzia ufficiale della Federazione russa "Itar-Tass", che riferisce che la repubblica separatista dell'Abkhazia ha chiesto alla Russia di stabilire contatti diplomatici e, in futuro, di inviare forze militari. Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass. L'appello approvato prevede inoltre, in caso di parere positivo della Russia, la firma di un accordo di amicizia e aiuto reciproco inserendo la clausola sulla presenza in Abkhazia delle forze armate russe per sostenere la pace, con lo scopo di non permettere l'intervento di forze terze.
L'appello sarà sottoposto, per l'approvazione finale, al "Congresso nazionale", un raggruppamento di tutti i partiti politici ed organizzazioni sociali dell'Abkhazia, previsto per domani in una delle piazze principali di Sukhumi, la capitale della regione.
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Vecchio 21-08-2008, 11:37   #3 (permalink)
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la popolazione è sempre sovrana
o lo è solo quando fa comodo alla MERKEL o a BUSH?


ma alla casa blanka
comada la negretta condoleesa?

da quando la "dà al Presidente" comanda solo lei?
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Vecchio 21-08-2008, 11:38   #4 (permalink)
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c'è da fidarsi della Nato?

UHM uccidono troppo amichevolmente?


http://www.agenziami.it/articolo/128...te+difficolta/
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Vecchio 21-08-2008, 11:45   #5 (permalink)
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No Usa a bozza russa su Georgia: manca principio integrità
Mosca insiste: ruolo di peacekeeping e negoziato su indipendenza

http://notizie.it.msn.com/approfondi...mentid=9279996
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Vecchio 21-08-2008, 12:16   #6 (permalink)
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.


E' SEMPRE LA SOLITA..............MUSICA........AFFARI!!!!!!!!!! !!!!

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Vecchio 21-08-2008, 17:30   #7 (permalink)
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L'Europa può scegliere di avere la Russia come nemico o partner
http://www.movisol.org/08news179.htm

20 agosto 2008 (MoviSol) – In un articolo pubblicato a Ferragosto, Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarietà tedesco (BueSo), ha salutato il fatto che la "Vecchia Europa", l'insieme di nazioni europee così definite dall'ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld per aver contrastato il comportamento americano durante la guerra in Iraq, abbia fatto capire di non avere alcun interesse ad osteggiare la Russia.
Per fortuna, a far parte di questa Vecchia Europa sembra essere entrata a far parte anche l'Italia.
L'Amministrazione Bush, d'altra parte, non è stata in alcun modo scossa dalla nuova realtà creatasi con la decisione del governo russo, e continua a tirare la corda".

In tutta risposta alle operazioni russe in Georgia, il Primo Ministro polacco Donald Tusk e il funzionario del Dipartimento di Stato americano John Rood hanno raggiunto un accordo, dopo diciotto mesi di rimandi, per installare sul territorio polacco i famosi sistemi antimissile. La Polonia l'ha chiesto a condizione che essa possa ricevere 96 nuovi missili Patriot a prezzo di favore, dimostrando di appoggiarsi completamente agli Stati Uniti per la sua propria difesa.

Helga Zepp-LaRouche ha citato direttamente il Presidente russo, che il 14 agosto si è così espresso alla conferenza stampa congiunta di Soci con il Cancelliere tedesco Angela Merkel: "La decisione dimostra chiaramente ciò che abbiamo detto ripetutamente nel recente passato, cioè che il dispiegamento di nuove forze antimissile in Europa ha come obiettivo la Federazione Russa.

È stato scelto un buon momento: la favola per cui esse servirebbero come deterrente nei confronti di altri Stati, ovvero che con tali sistemi si conterranno vaghi 'Stati canaglia', non regge più".

Come è stato ripetutamente chiarito da Mosca, anche nello scorso mese di luglio, tali sistemi antimissile sono visti come minacce dirette al territori della Federazione, e ad essi Mosca intende rispondere con opportune contromisure.

La militarizzazione dell'Unione Europea sostenuta da "autorevoli" istituzioni europee significherebbe pertanto un passo ulteriore verso la catastrofe, avverte Helga Zepp-LaRouche.
"Non è ancora stato definitivamente scartato quel rapporto firmato da cinque generali in pensione, in cui si chiede la trasformazione della NATO in qualcosa di più strettamente connesso con l'Unione Europea e si prevede il primo uso di armi nucleari.

Anche dopo l'aggressione da parte della Georgia, uno di questi ex generali, Klaus Naumann, ha osservato che l'inclusione nella NATO della Georgia e dell'Ucraina è stata già decisa al vertice di Bucarest, il 2-4 aprile 2008.
Un rapporto pubblicato in giugno dal Centro per la Riforma Europea (CER), uno dei tanti pensatoi di Londra, si fa ancor più esplicito: esso propone delle 'prospettive di difesa' specifiche per l'Unione Europea, e sollecita il mantenimento da parte dell'UE non soltanto di truppe di 'mantenimento della pace', ma anche da combattimento, da usare nei conflitti all'estero. Tutto questo porterà direttamente ad un confronto militare dell'Unione Europea con Mosca."

"Se noi europei non vogliamo precipitare in una nuova catastrofe", conclude Helga Zepp-LaRouche, "dobbiamo accogliere l'offerta del ministro degli Esteri russo Lavrov per stabilire con la Russia un vero partenariato,
e realizzare le proposte di Lyndon LaRouche per una Nuova Bretton Woods e un New Deal planetario, sperando che il prossimo Presidente degli Stati Uniti non sia controllato da Soros."
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Vecchio 21-08-2008, 17:36   #8 (permalink)
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"Montare un attacco militare contro innocenti è stata una decisione avventata le cui tragiche conseguenze, per migliaia di persone di diverse nazionalità, ora sono chiare" ha scritto Mikhail Gorbaciov in un articolo sul Washington Post ("A Path to Peace in the Caucasus", Mikhail Gorbachev, Washington Post) . L'attacco militare georgiano nella capitale Tskhinvali in Ossezia del sud è stato fatto con lanciarazzi multipli progettati per devastare la zona. La leadership georgiana avrebbe potuto compiere
.... eccc
http://ilprofessorechos.blogosfere.i...ssia.html#more
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Vecchio 21-08-2008, 17:40   #9 (permalink)
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I falsi della Reuters sull’Ossezia
http://www.effedieffe.com/content/view/4142/183/
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Vecchio 21-08-2008, 17:42   #10 (permalink)
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Guerra in Georgia? Russia Vs. Sion


Marcello Pamio – 12 agosto 2008
La storia inizia quando l’Ossezia del sud, una regione della Georgia, reclama la propria indipendenza.
La Russia sta a guardare ammiccando, anche perché fa molto comodo avere all’interno di uno “Stato nemico”, comprato dalle due potenze atomiche Usa e Israele, un satellite che crea destabilizzazione.
La Georgia (totalmente filo israelostatunitense) non ci sta e bombarda nella notte e alle prima ore dell’alba dell’8 agosto la Repubblica dell’Ossezia.
La Russia a questo punto non sta più a guardare, e forse era proprio quello che aspettava: invia l’aviazione e inizia lo scontro armato.
Si parla già di oltre 2000 morti, ma le cifre come sempre accade in questi casi, sono destinate a salire.
In maniera sincronica, come sempre accade in questi casi, parte la propaganda mediatica, e le immagini che circolano nei telegiornali di Regime sono esclusivamente le immagini di distruzione e morte provocate dall’aviazione russa in Georgia. Ma non arrivano invece le immagini del fuoco georgiano che avrebbe provocato nelle sole prime ore 1600 morti e pesanti devastazioni.
Come mai le foto e i video si concentrano sulle vittime della controffensiva russa a Gori o in altre città maggiori georgiane, quando almeno tre quarti dei 40.000 profughi censiti dalla Croce Rossa risultano essere osseti?
Chi ha il potere di controllare i media occidentali? Per quale motivo si fa passare solo una parte della verità amplificandola ad hoc? Domande retoriche, la cui risposta è presto detta, tanto più quando si viene a sapere chi c’è dietro l’affaire…
Fin dall’inizio, sul sito www.debkafile.com molto vicino al Mossad israeliano, si evince che anche in questo scontro armato il piccolo stato di Sion gioca un ruolo importante, naturalmente oltre a l’onnipresente America.
“L'anno scorso – scrive il Mossad - il presidente georgiano ha assoldato da aziende di sicurezza private israeliane varie centinaia di consulenti militari, circa un migliaio, per addestrare le forze armate georgiane in tattiche di combattimento (commando, aria, mare, mezzi armati e artiglieria). Hanno inoltre offerto al regime centrale istruzioni sull'intelligence militare e la sicurezza. Tbilisi ha acquistato anche armi, intelligence e sistemi elettronici per la pianificazione dei combattimenti da Israele. Questi consulenti sono di sicuro profondamente coinvolti nella preparazione dell'esercito georgiano alla conquista della capitale osseta di questo venerdì.
Nulla di nuovo all’orizzonte: il democratico stato d’Israele, possessore di centinaia di testate atomiche, vende armi e fornisce consulenza d’intelligence e militare a tutti paesi considerati “amici” o semplicemente “utili” per qualche scopo…
In questo caso la “Gerusalemme non proprio Celeste” deve difendere i propri interessi petroliferi nell’oleodotto Baku-Ceyhan, costruito per non passare nei territori russi, dopo che Vladimir Putin ha rifiutato la collaborazione di un progetto per portare gas ai porti israeliani di Ashkelon e Eilat dalla Turchia.[4] Una pipeline lunga migliaia di chilometri, che partendo da Baku sul Mar Caspio arriva fino a Ceyhan in Turchia senza toccare la Russia.
Un piccolo tratto di Mediterraneo separa il porto di Ceyhan ad Haifa.
In questo progetto ovviamente la Georgia deve rimanere indipendente dal vecchio orso russo e soprattutto non avere secessioni che potrebbero creare problemi al proprio interno.
Ricorda molto da vicino la triste vicenda dell’Afghanistan, quando i talebani erano finanziati, addestrati e armati dall’intelligence militare USA per combattere l’invasione delle truppe sovietiche al confine. Tutto ha iniziato a incrinarsi non a seguito della false-flag dell’11 settembre, ma quando gli “studenti del Corano” hanno iniziato a mettere i bastoni tra le ruote alla costruzione dell’oleodotto (da 1 milione di barili di petrolio al giorno) della statunitense Unocal che doveva passare proprio per il loro Paese. Risultato: i talebani, assieme a decine di migliaia di civili innocenti, sono stati massacrati e le città e i villaggi, rasi al suolo!
Il 10 agosto del 2008 il quotidiano israeliano Yediot Aharonot ha pubblicato un articolo dove spiega dettagliatamente la questione: «Il combattimento che è iniziato nel fine settimana tra Russia e Georgia ha portato alla luce il profondo coinvolgimento di Israele nella regione. Questo coinvolgimento include la vendita di armi avanzate alla Georgia e l'addestramento di forze di fanteria dell'esercito georgiano. Il ministro della difesa [israeliano] ha tenuto un incontro speciale questa domenica per discutere delle varie vendite di armi israeliane in Georgia, ma finora non è stato annunciato nessun cambiamento di politica. "La questione è tenuta sotto stretto controllo", hanno detto fonti del Ministero della Difesa. "Non operiamo in nessun modo che possa contrastare gli interessi israeliani. Abbiamo declinato molte richieste che implicavano vendite di armi alla Georgia; e quelle che sono state approvate sono state analizzate scrupolosamente. Finora non abbiamo posto limitazioni alla vendita di misure protettive."
Questa collaborazione, tra Georgia e Israele, non è certo strana se vediamo chi sono gli attori principali.
Il Ministro georgiano Temur Yakobashvili è ebreo come pure il Ministro della Difesa David Kezerashvili, anzi quest’ultimo è un ex cittadino israeliano.
Il sito sionista Ynet.news elenca anche altri personaggi israeliani che hanno approfittato della situazione georgiana: «l’ex ministro (israeliano) Roni Milo e suo fratello Shlomo, direttore delle Military Industries, il brigadiere-generale (in congedo) Gal Hirsch e il General Maggiore (anche lui in congedo) Yisrael Ziv».
Roni Milo per esempio ha condotto affari in Georgia per la Elbit Systems e le Industrie Militari, e col suo aiuto le industrie militari israeliane hanno venduto alla Georgia droni, torrette automatiche per veicoli blindati, sistemi antiaerei, sistemi di comunicazione, munizioni e missili.
Molto probabilmente c'è anche un altro losco individuo dietro lo scontro Georgia-Russia, l'israelita (ungaro-statunitense) George Soros: uomo di punta dell'Impero britannico, nonché agente europeo della famiglia Rothschild. Uno dei più potenti e soprattutto pericolosi speculatori planetari ha certamente le mani in pasta nella rivoluzione georgiana.
La sua fondazione Beckley (una delle tante), usata per "propagandare la liberalizzazione della droga" [8], proprio a maggio scorso ha pubblicato un rapporto dal titolo emblematico, "Antidroga in Georgia: i test antidroga e la riduzione del consumo". Con quel rapporto Soros in pratica lodava la politica del Presidente georgiano Mikail Saakashvili e invece criticava l'operato del presidente Eduard Shevardnadze.
Quest'ultimo viene attaccato perché iniziò negli anni '70 una dura campagna di misure contro la droga e contro coloro che ne facevano uso: cosa questa assai pericolosa per i narco-speculatori internazionali.
Saakashvili, il beneficiario della "rivoluzione rosa", finanziata anche da Soros, potrebbe aver promesso al suo mentore, di arrivare in un futuro alla liberalizzazione nel suo paese!
Immaginate che cosa significherebbe per la Russia, già pesantemente compromessa dalle ondate di eroina proveniente dall’Afghanistan...
Nonostante la falsità mediatica con la quale il Regime è abituato a riempirci la testa, anche in questo caso, ma possiamo dire, come nella totalità degli scontri militari, di attacchi terroristici, di false-flag, esiste sempre un interesse economico (e di controllo) dietro.
Le domande che dobbiamo porci per cercare di capire gli accadimenti, a prescindere da come ci vengono raccontati o romanzati in tivù e nei giornali, è: Cui Prodest? Cui Bono? A chi giova? Chi ne beneficia?
Ecco alcune immagini della Reuters che dimostrano la propaganda mediatica --> Immagini false della Reuters
Per approfondire l’argomento:
“La Georgia e l’Israel connection”,
www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4908
“Governo georgiano, ministri israeliani”
http://www.effedieffe.com/content/view/4135/166/
“Georgia: ha perso Israele”
http://www.effedieffe.com/content/view/4130/166/
“ Israel backs Georgia in Caspian Oil pipeline battle with Russia”
www.debka.com/article.php?aid=1358

di Marcello Pamio
[fonte disinformazione.it]


Ultima modifica di tontolina : 14-08-2010 alle ore 22:11.
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