21-08-2008, 21:45
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#11 (permalink)
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ingrosso maiali SPA
Data registrazione: Jun 2006
Località: modena
Messaggi: 449
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Citazione:
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Originalmente inviato da tontolina
la popolazione è sempre sovrana
o lo è solo quando fa comodo alla MERKEL o a BUSH?
ma alla casa blanka
comada la negretta condoleesa?
da quando la "dà al Presidente" comanda solo lei?
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io non mi fido di bush ha fatto solo danni
sia all'america che al'europa
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tommaso2
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22-08-2008, 14:46
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#12 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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da http://www.effedieffe.com/content/view/4210/166/
La NATO rimprovera la Russia per la Georgia e minaccia misure. «Niente sarà più come prima tra NATO e Russia», dicono i nostri, tracotanti. Mosca risponde: se la NATO punirà la Russia, la Russia punirà la NATO. Visto che i nostri «governanti» europei ci hanno messo come cittadini su questa rotta (di collisione) sarà il caso i vedere i rapporti di forze in campo, la potenza militare e lo spirito combattivo della frazione europea del cosidetto atlantismo.
Dieci soldati francesi in Afghanistan sono stati uccisi in un attentato, ed è una tragedia nazionale. La Francia, nella prima guerra mondiale sprecò, se non erro, 1,6 milioni di francesi per battere la Germania: evidentemente era una guerra che le interessava; come sempre, solo le guerre civili europee scaldano noi europei. Adesso per dieci soldati morti e 22 feriti, tutti i giornali francesi ripetono che la guerra in Afghanistan è perduta sul piano militare, e che la sola cosa da fare è giungere a un accordo coi talebani, ossia farli partecipare ad un governo di coalizione con Karzai.
Tutto ciò è vero e giusto, e magari era il caso di spiegarlo prima ai cittadini, molto prima. Ma allora perché noi europei restiamo in Afghanistan? Perché lo ordina Washington, che sta perdendo anche quella guerra come ha già perso in Vietnam; e quando avrà definitivamente perso in Afghanistan, gli USA - come fecero dopo il Vietnam - si ritireranno nei loro confini per qualche decennio, a leccarsi le ferite e a farsi il bidet all’anima, obbligando noi, gli alleati, a bere l’acqua sporca, come diceva Churchill.
Per sapere quanto conviene farsi servi degli Stati Uniti, chiedete al generale Musharraf: dieci anni di «alleanza», 70 mila soldati pakistani impegnati in operazioni sanguinosissime contro i pashtun delle aree tribali, migliaia di morti, ed ora i padroni gli danno il benservito, forse nemmeno gli concederanno asilo in America.
Vediamo ora l’altra parte. L’armata russa, in una sola settimana di combattimenti in Georgia, ha perso sicuramente piu di 200 uomini, diverse decine di carri armai, un certo numero di aerei da caccia. E tuttavia, la popolazione russa è tutta a favore della reazione russa contro Saakashvili e il suo regime khazaro, l’armata russa è ancora intatta e ben decisa a non cedere. In una parola, per la Russia, quel conflitto risponde ad un chiaro ed evidente interesse nazionale, profondamente sentito, per cui sa che val la pena di spendere giovane sangue russo.
Per noi europei, la difesa della Georgia configura un interesse nazionale altrettanto chiaro e sentito? Più che mantenere la presa occidentale sull’Afghanistan? Siamo disposti a spendere più di dieci soldati che ci paiono troppi per Kabul? Proviamo a risponderci.
L’occupazione dell’Afghanistan ha un carattere estremamente ambiguo: come opinione pubblica, non sappiamo nemmeno perché siamo lì coi nostri soldati. Non è colpa nostra: i «governanti» non ce l’hanno mai detto, salvo che non accettiamo come spiegazione che siamo andati là a liberare le donne dal chador.
La verità, è che il motivo è inconfessabile: siamo andati là, ormai sette anni fa, per garantire il posizionamento di un oleodotto destinato a portare il greggio del Caspio ai mari caldi, senza passare per l’Iran e per gli oleodotti russi.
Per la Georgia, il motivo è analogo: la Georgia democratica è stata creata ex-nihilo per farvi passare i tubi del Baku-Tbilisi-Ceyhan, che porta il gas e petrolio alla Turchia, e da lì in Israle. Ci interessa come europei? No. Noi, un quarto del nostro petrolio e gas lo riceviamo dalla Russia, con cui abbiamo linee di rifornimento fisse e stabili.
Ci sentiamo replicare: appunto, noi dipendiamo «troppo» dalla Russia, l’Europa deve diversificare le sue fonti.
Dipendere un po' meno dalla Russia e un po' più dai khazari e dai loro protettorati: cosa ci guadagniamo? La necessità di diversificare le fonti, del resto, non si pone se non assumiamo atteggiamenti ostili verso la Russia; atteggiamenti che, come europei, non abbiamo nessun motivo ragionevole di assumere.
Ma come membri della NATO, noi ci inimichiamo Mosca. La Merkel ha minacciato a nome nostro di accelerare l’entrata della Georgia e dellUcraina nell’Alleanza Atlantica. Qui, bisogna esser chiari.
Nella NATO abbiamo già la Polonia, che è un Paese militarmente indifendibile: nella storia, la Polonia - priva di difese naturali, senza mai un vero esercito adeguato - è stata sempre invasa ad libitum, da Est e da Ovest, e non ha mai potuto resistere. L’Ucraina, con le sue immense pianure, è parimenti indifendibile; la Georgia, così lontana, lo è ancor meno.
Con questi Paesi nella NATO, guidati per di più da fantocci arroganti e avventuristi, saremo chiamati a difendere tre Paesi indifendibili in un’area vastissima, su linee di comunicazione a noi sfavorevoli, contro il nostro fornitore energetico principale.
I luoghi si prestano a splendide battaglie di cingolati, come quelle combattute fra tedeschi e sovietici negli anni '40. Le dovremo combattere senza carburante, perché quello, oggi, lo riceviamo dalla Russia. Sarà un problema. Ma è nulla, se siamo animati dalla voglia di vittoria, da un alto spirito combattivo.
Quante divisioni Folgore, quanti corpi d’armata siamo disposti a gettare nel carnaio? Quanti dei nostri figli con telefonino, doccia quotidiana, e necessità di discoteca, merendine e cocaina. Mourir pour Tbilisi? Mourir pour Kiev?
Ci stanno mettendo su questa strada, e non ce dicono il perché. Le guerre di cui non si possono confessare i motivi sono perse in anticipo.
Se non scendiamo in piazza, noi italiani, a milioni contro l’entrata di Kartulia e di Kiev nella NATO, vuol dire che ci si applica il detto romano: «Quem vult perdere, deus amentat». A chi vuol mandare in rovina, Dio toglie prima la ragione.
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22-08-2008, 15:03
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#13 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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LA GEORGIA DOPO AVER BOMBARDATO PER PRIMA L'OSSEZIA
ACCUSA
«Israele ci ha tradito come gli europei e gli Stati Uniti». Secondo lui, «le truppe NATO dovevano difendere le infrastrutture vitali georgiane»; invece persino Israele «ha fatto come volevano i russi.
http://www.effedieffe.com/content/view/4177/166/
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22-08-2008, 15:09
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#14 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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le voci critiche contro la politica russo-asiatica di Bush si infittiscono, naturalmernte non sui media italiani, ma su quelli del fidato alleato britannico
Patrick Buchanan, il giornalista che è stato candidato presidenziale conservatore, ha giudicato in questo modo l’accusa di Bush, secondo cui la risposta russa è stata «sproporzionata»:
«Ma noi non abbiamo autorizzato Israele a bombardare il Libano per 35 giorni in risposta ad una scaramuccia di frontiera in cui erano stati catturati due soldati israeliani? Questo non è stato molto più ‘sproporzionato’?
La Russia ha invaso un Paese sovrano, ha lamentato Bush.
Ma gli USA non hanno bombardato la Serbia per 78 giorni e non l’hanno invasa per obbligarla a cedere il Kossovo, su cui la Serbia aveva pretese storiche più giustificate di quelle della Georgia sull’Abkhazia e il Sud-Ossezia, popoli etnicamente separati dai georgiani? Non è stupefacente l’ipocrisia dell’Occidente?» (2).
Mosca, scrive Buchanan, «ha ritirato l’Armata Rossa dall’Europa, ha chiuso le sue basi a Cuba, ha disciolto ‘l’impero del male’ e lasciato che l’Unione Sovietica si frazionasse in 15 Stati, ed ha cercato l’alleanza e l’amicizia degli Stati Uniti. E noi, cosa abbiamo fatto? Trafficanti americani in combutta con mascalzoni moscoviti hanno saccheggiato la nazione russa. Rompendo una promessa fatta a Gorbaciov, abbiamo esteso la nostra alleanza militare in Est Europa, fino alla porta della Russia. Sei Paesi del Patto di Varsavia e tre ex-repubbliche dell’URSS sono oggi membri della NATO».
Bush e Cheney spingono per portare nella NATO anche Ucraina e Georgia, rincara Buchanan. Ciò significa che «saremo obbligati ad entrare in guerra con la Russia per difendere la città di nascita di Stalin (Gori) e la sovranità (ucraina) sulla Crimea e Sebastopoli, tradizionale sede della flotta russa del Mar Nero».
Immaginate se fosse accaduto l’inverso, suggerisce ai suoi lettori. Se fosse stata Mosca a inglobare l’Europa occidentale nel Patto di Varsavia. Se, per di più «avesse stabilito basi in Messico e Panama, piazzato missili e radar a Cuba, e si fosse unita alla Cina a costruire oleodotti per trasferire il greggio venezuelano e messicano nel Pacifico per imbarcarlo verso i porti asiatici. Se ci fossero consiglieri russi e cinesi ad addestrare gli eserciti latino-americani, come noi facciamo nelle repubbliche ex-sovietiche: Come avremmo reagito?».
Una lezione di geopolitica molto ragionevole
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23-08-2008, 15:35
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#15 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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fratelli preghiamo...
se lui qui dovesse divenire Presidente degli Usa
non mi stupirei che si scatenasse la 3° guerra mondiale e che l'Europa sarebbe il centro del conflitto
http://www.investireoggi.it/forum/to...25.html#643025
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07-09-2008, 16:54
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#16 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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Citazione:
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Originalmente inviato da tontolina
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Terza guerra mondiale per errore di calcolo?
2 settembre 2008 (MoviSol) - A tre settimane dalla crisi strategica provocata dalla pedina del Foreign Office Mikhail Saakashvili, il mondo si è chiaramente avvicinato al pericolo dello scoppio della terza guerra mondiale per errore di calcolo. Benché i russi abbiano chiaramente annunciato che non intendono capitolare di fronte alla campagna di accerchiamento che la versione globalista dell'Impero Britannico conduce dal 1989-91, la mobilitazione contro la Russia continua. I britannici e i loro alleati non intendono accettare la posizione finora tenuta da Francia, Italia e Germania, e tramano per portare l'Europa nella loro orbita.
In un'intervista alla CNN il 27 agosto, il Primo ministro russo Vladimir Putin ha accusato gli Stati Uniti di star dietro l'attacco georgiano alle truppe russe e alla popolazione civile dell'Ossezia meridionale, affermando di avere le prove che consiglieri militari USA hanno partecipato ai combattimenti. Ciò, ha detto Putin, può essere avvenuto solo su ordini ad alto livello.
Ciò è già molto vicino ad uno stato di guerra. Si aggiunga la decisione di mandare navi militari USA nel Mar Nero, dove il rischio di incidenti con la flotta russa è molto alto.
Un consigliere militare russo di alto rango, il generale Leonid Ivashov, ha nel frattempo ammonito che la crisi della Georgia potrebbe condurre ad una nuova crisi dei missili di Cuba, come nel 1962, e l'ha collegata alla crisi del sistema finanziario mondiale. "Un altro segno che l'occidente non esclude la possibilità di risolvere i problemi esistenti con dei cataclismi militari è che persino al G-8, non è stato discusso il problema della crisi finanziaria". Non gli si può dar torto.
Lyndon LaRouche ha sottolineato il ruolo centrale dei britannici nella strategia di crisi geopolitica contro la Russia, in commenti rilasciati alle dichiarazioni di Putin e Ivashov. Mentre i fatti presentati da Putin sul coinvolgimento americano sono corretti, ha detto LaRouche, c'è da fare un chiarimento cruciale: "E' sbagliato vedere ciò come un'operazione americana. Essa viene dai britannici, e i britannici hanno operato principalmente tramite una delle loro pedine nella Casa Bianca di Bush, il Vicepresidente Dick Cheney. E' documentato come Cheney sia una pedina della fazione britannica che si adopera per uno scontro da terza guerra mondiale tra la Russia e gli Stati Uniti.
"Cheney", ha continuato LaRouche, "è un agente britannico: è importante capirlo, sia per il Primo Ministro Putin che per altri (per esempio per il gen. Ivashov), in modo da caratterizzare appropriatamente il contesto strategico di queste provocazioni. Cheney è un agente britannico, e questa provocazione georgiana è un'operazione strategica di matrice britannica, facente uso - questo sì - di agenti americani di alto livello. Il Primo Ministro Putin ha esposto correttamente i fatti, ma la sua analisi non è altrettanto corretta, finché esclude il fattore cruciale dell'influenza britannica".
LaRouche ha poi ammonito che i britannici e i loro lacché perseguono una politica non dissimile dalla reazione delle forze armate USA alla Offensiva del Tet delle forze nord-vietnamite e vietcong nel 1968. Allora, il ministro della Difesa USA Robert McNamara e il capo delle forze americane in Vietnam, gen. Westmoreland, commisero l'errore strategico di sottovalutare la forza del nemico e, come risultato, le sorti della guerra si invertirono. La stessa mentalità oggi pervade non solo l'amministrazione Bush-Cheney, ma anche entrambi i candidati designati alla presidenza, John McCain e Barack Obama – con la differenza che oggi abbiamo a che fare con il rischio di guerra nucleare.
http://www.movisol.org/08news192.htm
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14-08-2010, 22:16
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#17 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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S-300 russi piazzati in Abkhazia servono a difendere Teheran
Adnkronos 14 Agosto 2010
GERUSALEMME - I missili intercettori S-300 dispiegati dai russi in Abkhazia non hanno una funzione anti georgiana, come viene dichiarato ufficialmente, ma servono in realtà a contrastare un eventuale attacco americano o israeliano contro gli impianti nucleare dell'Iran. Lo sostiene il sito Debka file, vicino ai servizi israeliani, citando fonti militari americane e israeliane.[ecco che la questione georgiana appare in un'altra luce.... insomma il governo Obama continua nella strategia di Bush.... destra o sinistra... bianchi o neri.... gli USA sono un impero che deruba i suoi cittadini e tutto il mondo]
Le forze armate georgiane, nota il sito, non dispongono di armi sofisticate tali da giustificare il dispiegamento di missili S-300 in Abkhazia e di altre difese anti aeree in Ossezia del sud.
Per questo motivo, fonti militari americane ritengono che il vero motivo di Mosca sia fare da contrappeso alla presenza della Sesta flotta statunitense nel Mediterraneo e nel Mar Nero, e alle due basi aeree americane vicine al mar Nero, la Mikhail Kogalniceau in Romania e la Bezmer in Bulgaria.
Russi e iraniani hanno seguito con attenzione le esercitazioni condotte dagli israeliani in queste due basi aeree e in particolare si sono soffermati sull'incidente occorso il 26 luglio ad un elicottero israeliano Ch-35 che si è schiantato nei Carpazi. Secondo il sito, agli osservatori russi e iraniani "è apparso ovvio" che l'elicottero si stava esercitando in attacchi mordi e fuggi contro siti nucleari in fondo a tunnel scavati sui fianchi di scoscese montagne.
- Di conseguenza, le fonti d'intelligence di Debka non hanno dubbi che i sistemi di difesa dispiegati in Abkhazia servano ad intercettare eventuali voli militari militari, partiti dalle basi aeree in Romania e Bulgaria e diretti nell'Iran settentrionale, sorvolando Georgia, Azerbagian, il mar Caspio e il mar Nero.
Il dispiegamento dei missili S-300, nota infine il sito, suona come un messaggio di rassicurazione a Teheran: anche se la Russia ha congelato la vendita di questi stessi missili intercettori all'Iran, Mosca dispone comunque di "metodi per bloccare un raid americano o israeliano contro gli impianti nucleari della Repubblica Islamica".
da S-300 russi piazzati in Abkhazia servono a difendere Teheran
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