Il discorso affrontato nell'articolo è serissimo. La società indipendente effettua calcoli basati su formule matematiche, e non ha intenzione di spingere questo o quel prodotto.
Anzi, la stessa società stronca settimanalmente i prodotti strutturati, da qualunque emittente essi provengano, a dimostrazione che non è schierata contro gli investitori.
Le cifre impressionano perché la questione è molto seria. Le pensioni future, a parità di contributi, erogheranno poco più della metà di quanto garantito col vecchio metodo. La necessità di provvedere in proprio è, quindi, di primaria importanza. Nello specifico si possono poi muovere obiezioni al calcolo (es: stiamo certi che l'età pensionabile sarà spostata in avanti, quindi i conteggi da fare possono essere diversi).
Quando si vedono queste cifre ci si chiede come si possa ridurre il proprio tenore di vita, ed il punto è proprio qui: molti vivono, anche senza rendersene conto, una vita al di sopra delle loro possibilità.
La vera tragedia, come sempre, sta nel fatto che l'offerta di banche-sim-poste-assicurazioni è composta soprattutto da prodotti (polizze, FIP) che costano un sacco, e la strututra dei costi può arrivare addirittura a cancellare un terzo della futura rendita (es: 600 euro al mese anziché 900: tutto a causa dei costi pagati tramite il FIP).
I Fondi Pensione, seppur coi loro lati negativi, sono quasi sempre più economici, e quando si tratta di investimenti pluri-decennali i costi si capitalizzano per 20-30 anni e stroncano il rendimento finale.
Ora saranno certamente allargati i benefici fiscali destinati ai prodotti previdenziali ma la maggioranza delle persone li perderà sottoscrivendo FIP anziché fondi pensione.
Sui fondi pensione aperti ricordo l'ottimo lavoro di Paolo Venturini, da poco pubblicato:
http://www.investireoggi.it/io/canal...63&p_id=276315