Mai offendere e trattare come schiavo
una persona del club bilderberg
il club governa il mondo e si offende se i politicanti, anche buffoni, non trattano con riguardo la loro progenie
mò Berlusca lo voleva pure licenziare e lasciare disoccupato....
Bini Smaghi si dimette dalla Bce: futuro nel governo Monti?
L'addio di Lorenzo Bini Smaghi dopo mesi di tensioni tra Italia e Francia
Oggi, ore 11:30 -
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BINI SMAGHI LASCIA LA BCE E ASSUME INCARICO AD HARVARD – Lorenzo Bini Smaghi ha rassegnato le dimissioni da componente del consiglio esecutivo della BCE, ruolo che avrebbe dovuto ricoprire fino al mese di maggio del 2013. Si apprende che il banchiere italiano avrebbe ottenuto un incarico prestigioso alla Harvard University, dove potrebbe insegnare al Centro per gli affari internazionali. L’addio di Bini Smaghi arriva dopo mesi di tensioni crescenti tra Italia e Francia, esplose nelle ultime settimane, a causa della rivendicazione dei transalpini ad avere un “loro” uomo nel board.
La storia delle dimissioni richieste e non arrivate, se non in queste ore, si intreccia con quella più complessa del meccanismo di rappresentanza degli stati nazionali nella BCE. Fino alla fine di ottobre vi era alla presidenza della banca centrale Jean-Claude Trichet, un francese. Ora, per un patto implicito tra gli stati sin dalla fondazione dell’Eurotower, il board della BCE non dovrebbe prevedere la presenza di più persone della stessa nazionalità, a discapito della rappresentanza di altri stati.
Pertanto, con l’arrivo di Mario Draghi alla presidenza, il board era costituito da due italiani e nessun francese, dopo la fine del mandato di Trichet.
Questo ha fatto innervosire vistosamente Parigi, che ha sollecitato pubblicamente le dimissioni di Lorenzo Bini Smaghi, per lasciare posto a un uomo francese.
Tuttavia, lo Statuto della BCE prevede una tutela alla sua autonomia, che non può essere messa in dubbio dagli equilibri politici tra i governi. In altre parole, le dimissioni del banchiere italiano non potevano avvenire su richiesta “politica”, essendo ammessa la rimozione dall’incarico solo per gravi atti, non già per questioni di equilibrio tra nazionalità diverse.
In gioco, infatti, c’era il principio della salvaguardia dell’autonomia della BCE, che viene posto a tutela della credibilità delle misure di politica monetaria adottate da Francoforte, sulla base di una visione di separazione tra la sfera politica e quella di intervento della banca centrale su questioni monetarie e valutarie.
Il fatto che Bini Smaghi si sia dimesso a distanza di tempo dalle richieste ufficiali della Francia ha voluto lanciare il segnale che la BCE non intende soggiacere alla sfera politica, essendo così svuotata di significato e autorevolezza decisionale.
DIMISSIONI BINI SMAGHI: RINGRAZIAMENTI DI DRAGHI E NAPOLITANO – Alla notizia delle dimissioni, sia il governatore della BCE, Mario Draghi, che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, hanno espresso il loro sincero ringraziamento per l’operato svolto da Bini Smaghi ed entrambi hanno sottolineato la difesa dell’autonomia della BCE da parte del banchiere. Napolitano ha fatto di più, chiarendo che le dimissioni rappresentano un atto di responsabilità e lealtà all’Italia. Ma non sono in tanti a credere che il futuro di Bini Smaghi sia l’insegnamento nella pur prestigiosa università americana. Nelle scorse settimane, quando si discuteva animatamente delle sollecitazioni francesi, era trapelata l’intenzione del banchiere di lasciare la carica di Francoforte, in cambio di un incarico altrettanto prestigioso in Italia.
Il premier Berlusconi era quasi sul punto di fare il suo nome come presidente della Banca d’Italia, al posto di Draghi, ma poi ragioni di opportunità lo avrebbero convinto a scegliere Visco. Nominare Bini Smaghi alla presidenza di Palazzo Koch sarebbe stato visto quale un modo di risolvere una impasse di tipo internazionale, con un presidente Sarkozy, nei fatti, a decidere su incarichi interni al nostro Paese. Una nomina sotto ricatto dei francesi, insomma.
BINI SMAGHI MINISTRO ECONOMIA?: UNO SCENARIO IPOTETICO PER ORA – Ora, tuttavia, si aprono per lui almeno altre due strade altrettanto interessanti, secondo i rumors delle ultime ore. Se la crisi politica dovesse avere come sbocco la formazione di un governo tecnico a guida Monti o altri, il nome di Bini Smaghi sarebbe in pole position per la guida del dicastero dell’economia. Un riconoscimento a cui difficilmente si sottrarrebbe e che gli proverrebbe dallo stesso premier Berlusconi.
Ma anche nel caso non dovesse entrare nella nuova squadra di governo, si vocifera che il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, possa essere nominato sottosegretario alla presidenza del consiglio. Di fatto, ciò lascerebbe scoperta la guida dell’authority, che potrebbe andare, appunto, a Bini Smaghi.
Su quest’ultimo scenario, bisogna però ricordare che non più tardi di un mese fa era già stata avanzata tale offerta al banchiere, il quale l’avrebbe rifiutata, non considerandola una scelta di prestigio, come sarebbe stata la presidenza di Bankitalia. Ma allora c’era in palio la guida di Via Nazionale, oggi no. E non si esclude che alla fine possa, quindi, accettare.