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06-02-2012, 18:50
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#21 (permalink)
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apota
Data registrazione: May 2008
Località: mondo virtuale
Messaggi: 7,173
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ma l'abolizione del finanziamento ai partiti
o rimborso elettorale che si voglia
porterebbe a d una situazione come quella americana
dove vanno avanti solo i candidati appoggiati da potenti lobbies
finanziarie
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Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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07-02-2012, 10:55
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#22 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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Citazione:
Originalmente inviato da ConteRosso
ma l'abolizione del finanziamento ai partiti
o rimborso elettorale che si voglia
porterebbe a d una situazione come quella americana
dove vanno avanti solo i candidati appoggiati da potenti lobbies
finanziarie
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ma che cacchio dici?
se è un rimborso
e sottolineo RIMBORSO
deve essere documentato con tanto di fattura
insomma la vogliamo combattere l'evasione fiscale?
Imponiamo ai partiti di richiedere solo quello che documentano!
stessa storia per i portaborse... sto ladri figli di putta incassano denari senza dimostrare di aver assunto alcuno che pagano con una somma minima in NERO! ed anche qui evadono
se c'è la lotta all'evasione fiscale
i politici dovrebbero dare il buon esempio
ed invece sono i primi che frodano lo Stato
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07-02-2012, 12:42
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#23 (permalink)
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apota
Data registrazione: May 2008
Località: mondo virtuale
Messaggi: 7,173
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concordo con te tontolina...nella fretta non ho precisato il mio discorso
va benissimo essere stringenti sulle regole: fattura ed altro
come sui portaborse (che però riguardano i parlamentari non i partiti)
ma non vorrei un'abolizione tout court che come d etto sopra
favorirebbe i partiti appoggiati dalle lobbies
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Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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08-02-2012, 15:27
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#24 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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La Guardia di Finanza si è presentata al Senato per ottenere i conti della Margherita su mandato della Procura di Roma.
I finanzieri non sono potuti entrare perché non era stata prevista la presenza di Schifani.
Il Senato infatti è off limits, protetto dalle "guarentigie parlamentari".
Il tutto ora è nelle mani della Giunta per le Immunità presieduta da "Lampadina" Follini che si è attivato prontamente sul caso.
"La Giunta non può pronunciarsi su un caso astratto, ma sul merito della documentazione presentata", ha spiegato.
Il capogruppo nella Giunta è un pd, tal Francesco Sanna, che ha rincarato la dose "Se Schifani ci ha chiesto un parere teorico (belin, ndr) sull'eventualità che una richiesta del genere possa incidere su prerogative dei senatori tutelate dalla Costituzione, noi dovremmo rispondere che dipende dal documento concreto (doppio belin, ndr) che ci dovrebbe essere presentato e che non abbiamo".
Ma da quando i conti correnti dei partiti sono protetti dalla Costituzione?
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09-02-2012, 14:37
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#25 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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19-03-2012, 18:48
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#26 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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Camorra, arrestati 16 giudici tributari
Sequestri per 1 miliardo di euro/Video
In manette 60 persone. Operazione tra Campania e Lombardia: legami tra il clan Fabbrocino e le imprese
NAPOLI - Sessanta persone, tra i quali 16 giudici tributari, sono stati arrestati in un'operazione della Guardia di finanza, tra Campania e Lombardia. Sono tutte ritenute responsabili di una serie di reati che vanno dall'associazione per delinquere di stampo mafioso, al riciclaggio, dalla corruzione (anche in atti giudiziari) alla truffa.
Sedici giudici tributari. Tra i destinatari delle misure cautelari, oltre ai 16 giudici tributari, ci sono 8 funzionari impiegati presso le Commissioni Tributarie Provinciale e Regionale di Napoli, un membro del Garante del Contribuente della Campania, un funzionario dell'Agenzia delle Entrate di Napoli, un noto docente universitario e un commercialista.
Coinvolti clan della camorra. L'inchiesta riguarda affari illeciti di esponenti di rilievo del clan Fabbrocino. Attraverso le indagini della Guardia di Finanza si è poi progressivamente allargata ad altre operazioni illecite, fino a coinvolgere imprenditori operanti nei settori della commercializzazione del ferro, della compravendita immobiliare e della gestione di alberghi ed ha infine chiamato in causa giudici tributari e funzionari pubblici.
Le indagini. In particolare, l'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Federio Cafiero de Raho e dai pm Francesco Curcio, Alessandro Milita e Ida Teresi, è concentata sulle attività degli imprenditori Ragosta che, attivi nel settore siderurgico, nel corso degli anni hanno messo in piedi un vero e proprio impero economico, anche grazie all'acquisto delle Acciaierie Sud, di alberghi a Taormina e a Vietri sul Mare, un palazzo storico a Roma e del biscottificio Lazzaroni. Secondo quanto emerso dalle indagini, i Ragosta avrebbero reimpiegato denaro del clan Fabbrocino che opera nella zona vesuviana. Tutto è partito da un ricorso alla commissione tributaria, in seguito a un accertamento sui Ragosta, che avrebbero dovuto versare 146 milioni di euro all'erario. Dalle indagini è emerso «un sistema di corruttela» nella commissione: ci sarebbe stato uno «scambio di favori» nella gestione delle pratiche relative ai ricorsi.
Sequestrati beni per un miliardo. Beni per oltre un miliardo di euro sono stati sequestrati in varie regioni dalla Guardia di Finanza, tra quote societarie, titoli azionari, fabbricati, conti correnti, terreni ed automobili.
I pm. «La corruzione è un fenomeno più diffuso di quanto si immagini». E per fronteggiarla occorre «mettere la giustizia in grado di funzionare» investendo in risorse e adeguando gli organici, in primo luogo quello del personale amministrativo. Lo ha sottolineato Alessandro Pennasilico, procuratore reggente di Napoli.
Lunedì 19 Marzo 2012 - 08:46 Ultimo aggiornamento: 15:45
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19-03-2012, 19:17
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#27 (permalink)
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Guest
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Citazione:
Originalmente inviato da great gatsby
ma che noja
tutta roba che sentiamo anche nei piu' beceri telegiornali
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up
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22-03-2012, 17:36
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#28 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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26-03-2012, 16:54
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#29 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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GLI AFFARI DI LAVITOLA CON IL BENE-“PLACIDO” DELLA FARNESINA - IL MINISTRO TERZI DI SANTAQUALCOSA PROMUOVE A CAPO DELLA SUA SEGRETERIA L’UOMO DI FIDUCIA DEL VALTERINO LATITANTE: L’EX AMBASCIATORE ITALIANO A PANAMA, PLACIDO VIGO - MEDIATORE NEL BOOM DEL “MADE IN ITALY” NEL CANALE PANAMENSE MA ANCHE TRAIT D’UNION TRA LAVITOLA E LA FARNESINA: LE LETTERE DI VALTERINO A PANAMA PER FARE PRESSIONE SULLA FIRMA DEL TRATTATO BILATERALE E LE RASSICURAZIONI DELL’AMBASCIATORE (VIGO SI FIRMAVA “TUO, PLACIDO”)…
GLI AFFARI DI LAVITOLA CON IL BENE-“PLACIDO” DELLA FARNESINA - IL MINISTRO TERZI DI
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26-03-2012, 17:04
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#30 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,644
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Citazione:
Originalmente inviato da tontolina
GLI AFFARI DI LAVITOLA CON IL BENE-“PLACIDO” DELLA FARNESINA - IL MINISTRO TERZI DI SANTAQUALCOSA PROMUOVE A CAPO DELLA SUA SEGRETERIA L’UOMO DI FIDUCIA DEL VALTERINO LATITANTE: L’EX AMBASCIATORE ITALIANO A PANAMA, PLACIDO VIGO - MEDIATORE NEL BOOM DEL “MADE IN ITALY” NEL CANALE PANAMENSE MA ANCHE TRAIT D’UNION TRA LAVITOLA E LA FARNESINA: LE LETTERE DI VALTERINO A PANAMA PER FARE PRESSIONE SULLA FIRMA DEL TRATTATO BILATERALE E LE RASSICURAZIONI DELL’AMBASCIATORE (VIGO SI FIRMAVA “TUO, PLACIDO”)…
GLI AFFARI DI LAVITOLA CON IL BENE-“PLACIDO” DELLA FARNESINA - IL MINISTRO TERZI DI
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la Farnesian è diventata davvero famosa
Farnesina, la truffa
delle false missioni
 La sede del Ministero degli Esteri a Roma
Denunciati 29 esperti esterni
del Ministero degli Affari Esteri
Sono accusati di aver percepito
oltre 1,6 milioni di euro
roma
Agronomi, ingegneri, architetti, economisti, medici, assistenti sociali che avevano certificato di risiedere in Italia per incassare dal ministero degli Esteri l’indennità di missione nei Paesi in via di sviluppo dove erano stati inviati. In realtà vivevano già sul posto o in nazioni vicine. Sono i 29 esperti esterni impegnati in progetti di cooperazione internazionale segnalati dalla Farnesina alla Guardia di Finanza, che li ha ora denunciati per truffa aggravata e falso in atto pubblico. In tutto avrebbero sottratto alle casse dello Stato 1,6 milioni di euro. Il danno erariale è stato segnalato alla Corte dei Conti.
L’inchiesta - ribattezzata “Mi certifico italiano” e coordinata dal pm di Roma Maria Cordova - nasce da una denuncia del direttore del Dipartimento della Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli Esteri Elisabetta Belloni. Secondo quanto riferito dallo stesso ministro plenipotenziario, nel maggio 2010 la Farnesina nel corso di controlli amministrativi si rese conto che qualcosa non tornava nelle autocertificazioni e nelle note spese di alcuni consulenti. I controlli del Nucleo tributario di Roma della Finanza, con l’ausilio del ministero, su circa 4.500 missioni all’estero tra il 2006 e il 2010 hanno accertato che un centinaio erano viziate da false autocertificazioni da parte di 29 esperti: 23 di loro sono stati denunciati per truffa aggravata allo Stato e 6 per falso in atto pubblico. Non si è andati più indietro nel tempo perchè eventuali reati penali e contabili erano andati in prescrizione, è stato spiegato in una conferenza stampa congiunta al Comando provinciale delle Fiamme Gialle.
Tutti italiani - tranne un albanese con doppia cittadinanza - tra i 30 e i 50 anni, i professionisti denunciati avevano certificato il falso per percepire tra i 150 e i 390 euro al giorno di indennità. A seconda dei casi si andava da compensi complessivi tra i 10 mila e gli oltre 300 mila euro, frutto di varie missioni cumulate. La Finanza ha controllato anche i titoli accademici degli esperti, risultati adeguati agli incarichi. Alcuni di loro erano anche particolarmente stimati.
Il ministero li ha allontanati in attesa che si pronunci la magistratura. La vicenda, secondo Belloni, dimostra che «la Farnesina è sempre più sensibile al tema della buona amministrazione e che, non solo si possono fare controlli e verifiche, ma anche che così si dà un segnale di serietà molto significativo». Gli esperti venivano selezionati con bandi di concorso o incaricati direttamente (per le missioni più brevi).
Le procedure «non saranno cambiate» perchè non rappresentano il problema, ha detto Belloni, che ha difeso il lavoro delle migliaia di consulenti nemmeno sfiorati dall’inchiesta. «Non è che prima i controlli non venivano fatti - ha risposto a una domanda - anche se ora siamo più sollecitati, è cambiato anche il clima». Secondo il colonnello Virgilio Pomponi, comandante del Nucleo tributario, «in sostanza si trattava di soggetti anche un po’ sprovveduti che tentavano di ricevere rimborsi superiori a quelli spettanti».
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