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Vecchio 27-01-2009, 13:57   #1 (permalink)
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Buoni Fruttiferi Postali indicizzati all'inflazione italiana

NOTA: le seguenti indicazioni si riferiscono solo alle serie di BFPi con indicizzazione integrale ad inflazione, sono quindi escluse le serie da J01 a J13 incluse.
Mi trovate più spesso nell'analogo thread del FOL, anche se tengo aggiornati questo post ed il seguente.

Per chi desidera investire in titoli sicuri, legati all'inflazione ITALIANA (FOI ex-tabacchi), e magari non vuole aprire un deposito titoli o semplicemente vuole diversificare i rischi rispetto alle note obbligazioni, o BTPei, o OATei, ecc., una brillante soluzione sono i Buoni Postali Fruttiferi indicizzati all'Inflazione, che si depositano su un conto titoli gratuito delle poste e richiedono semplicemente l'apertura di un libretto di risparmio postale, anch'esso gratuito (e con un certo rendimento sulle eventuali giacenze ivi lasciate).

Passati in sordina per lungo tempo, (anche per via di una certa diffidenza, perchè in posta di solito rifilano clamorose "ciofeche"), col tempo i BPFi si sono fatti conoscere, e ci sono state emissioni di BPFi davvero competitive (ricordo in particolare la favolosa "I18" di Luglio 2007, che garantirà a chi l'ha sottoscritta il 13% REALE dopo 10 anni).

So bene che chi è portato ad investire in obbligazioni tende aprioristicamente a trascurare questi titoli, anche perchè di primo acchito mostrano rendimenti inferiori a quelli di vari BTPei (peraltro indicizzati all'inflazione europea e non a quella italiana) ma a mio parere essi restano ugualmente interessanti per via degli inusuali vantaggi della loro struttura, che ne rendono interessante l'acquisto. E citerei soprattutto: la assoluta assenza di rischio tassi; le spese NULLE di investimento; la loro sicurezza; la diversificazione di base che creano; ma anche la loro ECCEZIONALE compatibilità con eventuali necessità di previdenza integrativa.
(Sono consigliatissimi anche da Beppe Scienza, tra gli altri).

I BFPi durano 10 anni e hanno tra i loro pregi i seguenti punti:
1) un rendimento REALE crescente nel tempo.
2) azzeramento rischio tassi: il titolo non è scambiato in borsa, quota sempre "alla pari" e lo si può disinvestire quando si vuole, addirittura incassando interessi REALI dopo i primi 18mesi.
3) protezione del capitale dall'inflazione (a partire dal 18° mese di giacenza viene corrisposto un interesse REALE, ossia sempre superiore all'inflazione).
4) garanzia dello Stato Italiano (Cassa Depositi e Prestiti).
5) custodia titoli postale totalmente gratuita (se contiene solo buoni fruttiferi), ivi incluso l'invio dell'estratto conto annuale.
6) sottoscrivibili in tutta Italia in un qualsiasi ufficio postale, a tagli multipli di 250 EUR (quindi adatti anche a chi può o vuole investire solo piccole cifre).
7) non creano il problema di come re-investire le cedole in quanto sono zero-coupon (o "total return", come a me piace dire per analogia con alcuni indici azionari).
8) sono esentasse in caso di successione ereditaria.

Sono insomma il classico investimento da cassettista alla portata di tutti, che uno va a riesumare dopo 10 anni sicuro di aver ben difeso il capitale (e sorprendendosi dei risultati ottenuti con così poca fatica!)

Ogni volta che qualcuno con pochi soldini da parte mi chiede come metterli da parte, non trovo mai soluzione migliore dei BFPi.

Tra l'altro il punto 8) rende ideali i BFPi per impostare una eredità sicura, longeva, integrale e che sia preservata dalla svalutazione su tempi lunghi. Una persona che voglia investire un capitale senza rischi per creare una riserva ereditaria per i posteri, trova nei BFPi una soluzione facile, conveniente, e che richiede una "manutenzione" minima (non ci sono cedole da gestire).

Tutti i mesi esce una nuova emissione di BFPi, sottoscrivibile però SOLO durante il mese di emissione, dal LUN al SAB, festivi esclusi.

Se non si ha un conto corrente presso le poste, possono essere sottoscritti in contanti o mediante versamento di un assegno circolare. L'accredito di un assegno circolare però richiede da parte delle poste ben due settimane di tempo, e questo rappresenta un costo indiretto, nel senso che per cifre grosse, due settimane di mancati interessi creditore derivanti dalla rendita di un conto o di un libretto possono essere fastidiose; ma tant'è, basta saperlo, oppure uno versa in contanti.

Se non si ha un conto corrente postale online abilitato ad operare in autonomia sui BFPi, per fare le cose per bene di solito si prende un appuntamento con l'ufficio postale e loro ti fanno firmare i documenti e ricevono i tuoi soldi. I soldi vengono caricati sul libretto postale; poi si attende l'accredito (due weeks se paghi con assegno circolare, come già detto); a quel punto si dispone la richiesta di investimento dal libretto nei BPFI.

Naturalmente tra i (davvero pochi) aspetti fastidiosi occorre mettere in conto che di solito alle Poste (come peraltro in qualsiasi filiale di banca fisica) a volte fanno di tutto per cercare di rifilare qualche ciofeca finanziaria, tipicamente obbligazioni strutturate. Raccomando quindi di starne alla larga ed andare là ben decisi solo sui buoni postali.

Per altri dettagli vedere a: http://www.poste.it/bancoposta/buoni...nflazione.html

CONCAMBIO ALLA PARI DEI BFPi
Una delle caratteristiche più interessanti dei BFPi, che deriva dall'assenza del rischio tassi, è che uno può sempre valutare mese per mese se gli conviene tenere le emissioni già sottoscritte, oppure se chiederne il rimborso ed investirle - eventuali interessi inclusi - nella nuova emissione.
Per capire se far questo è conveniente, è indispensabile tabellizzare i rendimenti bimestrali per poi comporli a piacere e confrontare (anche graficamente) la vecchia serie con la nuova serie composta; per facilitare questo ingrato compito mi sono creato un foglio di calcolo excel totalmente automatico e semplice da usare, che trovate al link in calce.
Prima di addentrarvi del mondo dei BFPi però vi raccomando la lettura e la comprensione delle mie FAQ, che trovate al post seguente.
Buon lavoro!

Il foglio excel aggiornato si trova qui.

Ultima modifica di Pink Panther : 21-10-2011 alle ore 13:56.
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Vecchio 27-01-2009, 13:59   #2 (permalink)
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F.A.Q. sui BFPi

Nota: pagina soggetta ad aggiornamenti!
Vedi a fondo pagina l'ultima data di aggiornamento di questo post.
NOTA: le seguenti indicazioni si riferiscono solo alle serie di BFPi con indicizzazione integrale ad inflazione, sono quindi escluse le serie da J01 a J13 incluse.

D 1: Gli interessi dei BFPi non sono bassi?
R: Ricordate che quelli illustrati sono rendimenti REALI, ossia al netto dell'inflazione! Cioè per esempio, se l'inflazione è al 3,5% e il rendimento reale garantito è il 1,0%, il rendimento complessivo dell'investimento è il 4,535% (se il calcolo non è chiaro vedi la domanda seguente).

D 2: Per ottenere il tasso di interesse complessivo di un investimento devo sommare il tasso di interesse reale all'inflazione?
R: No, i tassi di interesse non si sommano, bensì si compongono. Matematicamente, detto "Tr" il tasso reale, "Ti" il tasso di inflazione, "Tc" il tasso complessivo (anche detto "tasso facciale" o "nominale"), vale Tc=(1+Ti)x(1+Tr)-1. Ad esempio, se l'inflazione è il 4% e il tasso reale è il 1,3%, il tasso facciale NON vale 5,300%, ma 5,352%.

D 3: Gli interessi dei BFPi sono più bassi di quelli di titoli di stato come i BTPei.
R: E' vero, i rendimenti REALI offerti a scadenza dai BPFi sono sinora stati significatviamente inferiori a quelli reali offerti dai BTPei di pari durata, ma la differenza è che quelli dei BPFi NON risentono del rischio tassi, mentre quelli dei BTPei sì, ed espongono a perdite in conto capitale anche consistenti se si è costretti a venderli in un momento sfavorevole. Altra differenza è che i tassi di molte serie di BFPi sono crescenti nel tempo, quelli dei BTPei no, quindi per fare un confronto tra i due occorre eventualmente considerare anche il tempo trascorso dall'investimento. Infine per i BTPei occorre considerare l'entità delle commissioni di negoziazione e di custodia titoli.

D 4: Cosa si intende per "rischio tassi"?
R: Il valore nominale di un BTPei o altro titolo di stato indicizzato all'inflazione dipende in modo pesante da quanto il rendimento di quel titolo è competitivo rispetto ai tassi del mercato. Il rendimento di un BFPi invece è fisso e non risente delle fluttuazioni di mercato, quindi a differenza dei BTPei (o simili) il capitale è sempre garantito (e dopo 18 mesi frutta anche interessi).

D 5: L'inflazione è un dato "taroccato", non rispondente alla realtà dei prezzi al consumo.
R: Può darsi, ma lo è allo stesso modo per tutti gli investimenti indicizzati all'inflazione (BTPei, ecc. ecc. ), non è un problema specifico dei BFPi! Semmai si può segnalare a favore dei BFPi che essi sono indicizzati all'inflazione italiana e non a quella europea; ciò è evidentemente meglio, se uno vive in Italia.

D 6: Un BFPi ha cedole? Capitalizza gli interessi?
R: Un BFPi non produce cedole e capitalizza automaticamente gli interessi, su base bimestrale in regime di capitalizzazione semplice e annualmente in regime composto. In genere questo viene considerato un pregio in quanto non pone all'investitore il problema di come reinvestire le cedole per non deteriorare il rendimento globale dell'operazione.

D 7: Posso fare un PAC (=Piano di Accumulo del Capitale) con i BFPi?
R: Sì, è uno dei pochi PAC che sono veramente a costo ZERO. Ricorda che il taglio minimo per ogni investimento è di 250 EUR (e multipli).

D 8: Quali garanzie tutelano i BFPi?
R: I BFPi sono collocati da Poste Italiane ma emessi e garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti che a sua volta è partecipata dallo Stato Italiano, che presta garaniza illimitata. Hanno quindi lo stesso elevato livello di garanzia, per esempio, di un BOT o un CCT, anzi si suppone qualcosa di più in quanto titoli non scambiati in borsa.

D 9: Quanto tempo ho per investire in una serie di BFPi?
R: Dal primo all'ultimo giorno non festivo del mese in cui è uscita tale serie. Dopo esce una serie nuova e quella trascorsa non è più sottoscrivibile. I BFPi NON si possono negoziare nei giorni festivi, nemmeno online.

D 10: Una volta che ho deciso di investire in una nuova serie di BFPi, quando mi conviene sottoscriverla e perchè?
R: Per sfruttare al massimo le opportunità offerte dai BFPi, se il proprio denaro giace su un conto o libretto remunerato (esempio: libretto postale), conviene investire in un BFPi in contanti verso "fine mese" (vedere la domanda 11 per la definizione di "fine mese).
In questo modo:
a) si continua il più possibile a prendere interessi sulla somma prima di investirla (per esempio: gli interessi del libretto postale);
b) se per caso la serie successiva (che esce al primo giorno lavorativo del mese entrante) è migliore, si può fare gratuitamente lo switch su di essa perdendo solo pochi giorni di interessi del libretto o conto di appoggio.
Nota bene: nel caso di libretto postale l'aumento della giacenza media annua sopra i 5mila EUR farebbe superare la soglia di esenzione dai bolli di stato. Il caso non si pone col conto corrente postale, a pattoche l'utente muova il denaro temporaneamente giacente verso altri conti esenti da bollo (es.: conto deposito rendimax).

D 11: Cosa si intende per "fine mese"?
R: Si intende di non superare il giorno 27 del mese se si sottoscrivono serie emesse in mesi pari "pari" (Febbraio, Aprile, Giugno, Agosto, Ottobre, Dicembre) (ad es.: I1, I3, ecc.), e il giorno 29 del mese se si sottoscrivono serie emessi n mesi "dispari" (ad es.: I2, I4, ecc.). Questo per evitare il rischio di giocarsi gli interessi del'ultimo bimestre qualora si volesse poi fare uno switch fruttifero in un mese che finisse con una Domenica (vedi domanda 9).
Esempio casuale: sottoscrivo la I14 il 30/07/2007. Decido di switchare sulla I34 di Novembre 2008; trattandosi di uno switch fruttifero e in mese dispari (vedi domanda 10), per non perdere gli interessi dell'ultimo bimestre bisognerebbe eseguire lo switch non prima del 30/11/2008 ma... il 30/11/08 è Domenica e i BFPi non si possono negoziare! Per le serie emesse in mesi pari invece meglio evitare di andare oltre il 27 del mese se si vuole tenere in conto anche la possibilità di voler switchare in un Febbraio non bisesto che finisca con Domenica (esempio: la I49 del 28/02/2010).
Nota bene: le date appena indicate (il 27 o il 29 del mese) sono da intendersi come limite massimo consigliato, tuttavia va detto che per prudenza ognuno è libero di anticipare di qualche giorno l'investimento, in modo da non trovarsi poi in futuro forzato a dover riscattare/switchare il buono in un singolo specifico giorno, in cui magari si potrebbe non riuscire ad eseguire l'operazione a causa di qualche impedimento imprevisto.

D 12: Dove posso trovare l'indice FOI su cui si basa il calcolo dell'inflazione italiana usata dai BFPi?
R: Sul sito Istat, a questo link: Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie

D 13: Supponiamo che l'inflazione stia scendendo, mi conviene ancora comprare dei BFPi?
R: Dipende dallo scopo per cui si vuole investire nei BFPi. Non cambia nulla per chi investe nei BFPi a scopo di previdenza integrativa, o per parcheggiare dei soldi al sicuro per un periodo medio-lungo: la garanzia che il denaro non perderà il proprio potere d'acquisto c'è ancora e anzi se l'inflazione per un po' scende, si avvicina ulteriormente la soglia temporale oltre cui ci si guadagna rispetto all'inflazione. Eppoi tale garanzia applicata ad un periodo di tempo lungo è impagabile. Infatti, quando si parla di periodi medio lunghi non bisogna guardare solo al valore assoluto del rendimento di un titolo, ma anche a come questo valore si raffronta con il costo della vita. In questo senso i BFPi sono una eccellente garanzia, forse il miglior strumento in assoluto sotto questo aspetto, in quanto non presentano (come invece accade ad esempio con i BTPei) il problema di come reinvestire le cedole senza peggiorare le performance dell'investimento iniziale.
Esempio: supponiamo che si stiano abbassando i tassi di mercato; potrebbe sembrare una buona mossa comprare un BTP di dieci anni che rende magari il 4-5%. Ma che succede se l'inflazione imprevedbilmente andrà al 6-7%? (non è impossibile, capitato varie volte nel passato!) Il nostro BTP avrebbe un rendimento reale negativo, le sue quotazioni presumibilmente crollerebbero ben al di sotto del valore di acquisto costringendoci a vincolarci fino a scadenza o a venderlo con grande rimessa economica. Con il BFPi invece si starebbe in una "botte di ferro".

D 14: In posta mi consigliano sempre dei "bidoni", possibile che questi BFPi siano un buon prodotto?
R: Le poste nascono storicamente come un luogo di difesa del risparmio. Negli ultimi anni anche loro purtroppo sono state inquinate da prodotti spazzatura come dettato dalla moda imperante (che si è visto dove ci ha portato... ), tuttavia ancora oggi si trovano (rari) prodotti come questi BFPi che sono la vera essenza del risparmio, semplici, a zero costi, aperti a tutti, anche a chi ha pochi soldi. Tra l'altro sono consigliati anche dal Prof. Beppe Scienza (www.beppescienza.it).

D 15: Dato che si può investire in BFPi partendo dal semplice libretto postale, si possono sottoscrivere BFPi anche in filiali diverse da quella che ha emesso il libretto?
R: Sì. Comunque è sempre consigliato prendere un appuntamento con la filiale prima di recarvicisi per sottoscrivere i BFPi.

D 16: Il calcolatore online presente sul sito delle Poste mi restituisce rendimenti molto bassi o molto strani!
R: Purtroppo tale calcolatore è attendibile solo per operazioni simulate nel passato o al massimo nel mese corrente. Per simulare il futuro esso restituisce valori totalmente inattendibili, come del resto è ovvio non essendo possibile prevedere l'andamento futuro dell'inflazione.

D 17: Che cosa intendi per "switch" tra serie di BFPi?
R: Per "switch" intendo il concambio alla pari tra due serie di BFPi; ossia si chiede il rimborso di una vecchia serie di BFPi per reinvestire quel denaro - interessi inclusi - in una nuova serie. E' un'operazione che si può fare illimitatamente e gratuitamente, è chiaro che bisogna valutare se conviene o no, tenendo conto che ovviamente si dovranno affrontare altri 18 mesi a interessi non corrisposti in caso di riscatto.
Nota 1: dato che l'investimento in BFPi è possibile solo a multipli di 250 EUR, è consigliabile integrare gli interessi della serie riscattata con un ulteriore piccolo investimento in contanti per raggiungere i 250 EUR superiori; in questo modo si è sicuri di reinvestire completamente gli interessi maturati.
Nota 2: il termine "switch" è di mio conio... non recatevi in posta a parlare di "switch" altrimenti non vi capiranno... (a meno che non abbiano già letto queste FAQ!)

D 18: Una volta che ho deciso di fare lo switch su una nuova serie di BFPi, quando mi conviene fare l'operazione e perchè?
R: Per evitare di sprecare interessi che si possono avere gratis, occorre sfruttare il libretto postale ordinario (o conti remunerati nel caso del conto corrente) come parcheggio temporaneo, riscattare la vecchia serie il prima possibile nel mese in corso, e reinvestire sulla nuova serie verso fine mese. Bisogna però stare attenti a non sbagliare i tempi. Prima di tutto bisogna distinguere se la serie vecchia è già fruttifera (ossia se sono passati più di 18 mesi dalla sua sottoscrizione). Se è già fruttifera, bisogna anche distinguere se lo switch avverrebbe dopo un numero di mesi pari o dispari rispetto a quello di sottoscrizione (ricordate che i BFPi maturano interessi su base bimestrale).
Se la serie vecchia è ancora infruttifera o "dispari" rispetto a quella su cui si vuole switchare, allora conviene operare riscattando la serie vecchia appena possibile a inizio mese, ed investendo nella serie nuova il più possibile verso fine mese; in questo modo per molti giorni si capitalizzano gli interessi del libretto postale (o di altro, se si ha il conto BancoPosta e si bonificano temporanemanete altrove i soldi).
Se invece la serie vecchia è già fruttifera e "pari" rispetto a quella su cui si vuole switchare, bisogna stare ben attenti a non riscattarla prima dello stesso giorno del mese in cui fu sottoscritta; poi come al solito si sottoscrive la serie nuova a fine mese.
Esempi:
- serie I8 presa il 10/09/2006: il riscatto deve avvenire non prima del 10/05/2009 (altrimenti mi gioco gli interessi dell'ultimo bimestre!); poi sottoscrivo la I40 verso fine mese;
- serie I9: lo switch su I40 puoi farlo quando ti pare in quanto le serie sono "dispari" tra loro, ERGO conviene farlo riscattando appena possibile a inizio mese, ed investire verso fine mese;
- serie I36: lo switch su I40 puoi farlo quando ti pare in quanto la I36 è ancora infruttifera, ERGO conviene riscattare appena possibile a inizio mese, ed investire verso fine mese.
Nota 1: per la definizione di "fine mese", vedere la apposita FAQ num. 11.
Nota 2: con alcune serie fruttifere e "pari" rispetto al mese di switch, ma aventi rendimenti molto bassi, puo' capitare che l'interesse base del libretto postale a valere tra il giorno di rimborso e il giorno di sottoscrizione sia più conveniente rispetto al rendimento del'ultimo bimestre della serie iniziale; in questo caso è chiaro che bisogna ragionare in termini diversi. Vedi un esempio qui.

D 19: Come avviene nel dettaglio lo switch?
R: Se si opera con il libretto postale, ci si reca aad un QUALUNQUE ufficio postale, ti fanno firmare un modulo per il rimborso anticipato del buono (3 firme) e i soldi tornarno sul libretto postale con valuta istantanea, quindi ricominciano immediatamente a fruttare gli interessi del libretto. In questa occasione normalmente si prende appuntamento verso "fine mese" (vedi domanda 11) per la sottoscrizione del nuovo buono (4 firme). Si può anche fare tutto con una sola visita in posta (se vi conviene, ossia se si è già verso fine mese). Se invece si opera tramite un conto corrente delle Poste con accesso online, potete fare tutto comodamente da casa in pochi minuti.

D 20: Può convenire fare uno switch su una serie nuova anche se non sono passati 18 mesi dalla sottoscrizione della serie che si vorrebbe riscattare?
R: In fase di deflazione (=inflazione negativa) è abbastanza facile che lo switch convenga, se la nuova serie è migliore di quella che si possiede.
In fase di inflazione positiva è invece più difficile, ma se la nuova serie è molto migliore di quella precedente, può essere che lo switch convenga. Parlando in generale - tanto per dare un'idea e non una regola - in base alle serie sinora uscite, in fase di inflazione positiva è improbabile che convenga switchare se sono passati più di 6-7 mesi dalla sottoscrizione della serie che si vorrebbe riscattare; in fase di deflazione si può arrivare invece anche a 12-14 mesi. In ogni caso con il mio foglio di calcolo si può fare una simulazione per vedere cosa risulta matematicamente.

D 21: Come devo usare la tua tabella se desidero simulare lo switch di una serie che non ha ancora compiuto 18 mesi?
R: Domanda obsoleta; infatti dalla versione 2.5 in poi, ho automatizzato il mio foglio di calcolo.

D 22: Puoi fare degli esempi di switches?
R: Vedi alcuni dei posts di questo thread, per esempio i #7 e #8.

D 23: Il fatto che le serie siano pari o dispari ha influenza sullo switch?
R: Sì: dato che gli interessi dei BFPi maturano su base BIMESTRALE, è evidente che lo switch ha maggiore convenienza farlo tra serie entrambe emesse in mesi pari o entrambe emesse in mesi dispari. Le serie emesse in mesi pari (Febbraio, Aprile, Giugno, Agosto, Ottobre, Dicembre) capitalizzano nei mesi pari e viceversa. Ad esempio: se ho la I9 e voglio fare lo switch nella I34, "perdo" un mese di interessi perchè la I9 capitalizza nei mesi pari. Magari a conti fatti l'operazione risulta comunque conveniente, ma parte comunque con questo handicap.

D 24: Ha importanza il giorno del mese in cui faccio lo switch?
R: Sì, se sei nel mese in cui la tua serie capitalizza gli interessi bimestrali! In questo caso devi stare attento a riscattarla dopo lo stesso giorno del mese in cui la investisti. Esempio: se tu sottoscrivesti la serie I9 il 18 Ottobre 2006, allora l'eventuale switch nella nuova serie dispari (esempi I29; I35, ecc.) devi stare attento a farlo dal giorno 18 del mese (incluso) in poi, altrimenti ti perdi due interi mesi di interessi! Il calcolatore online delle poste in questi casi può essere d'aiuto per verificare quanto appena detto, purchè la data di riscatto cada nel mese in corso. vedere comunque il caso particolare illustrato in Nota 2 della risposta #18.

D 25: Fino a quale livello massimo di inflazione media annua mi protegge un BFPi portato a scadenza?
R: Fino a quando il rendimento NETTO complessivo a scadenza del Buono supera l'inflazione accumulata in quei 10 anni. Per verificare ciò in pratica conviene usare la tabella di Beppe Scienza "buoni-fruttiferi-ord-e-inflaz.xls", che trovate in allegato a questo post. Una volta inseriti i dati della serie BFPi, basta modificare gradualmente il valore dell'inflazione (cella C5) fino a che il tasso netto a scadenza (cella G21) non scende sotto a C5.
Ho dimostrato qui che quando il rendimento reale lordo complessivo cumulato dal buono supera il 14,29% (se la tassazione è il 12,50%), allora la protezione del buono diviene INFINITA. Tali serie io le definisco "ipercritiche". Alcuni esempi sono la J19, J27, J28.

D 26: Da quale anno in poi posso ritenere il rendimento netto di un BFPi superiore ad una mia ipotesi di inflazione media annua?
R: Usare la tabella di Beppe Scienza "buoni-fruttiferi-ord-e-inflaz.xls", che trovate in allegato a questo post. Una volta inseriti i dati della serie BFPi, inserite in C5 il valore dell'inflazione media annua da voi ipotizzato, e controllate da quale anno il rendimento netto (ossia quale riga della colonna G, se esiste) supera C5.

D 27: Convengono di più i BFPi o i BFP ordinari ventennali? (qui definiti BFPo)

R: Confrontare uno strumento di investimento a 10 anni a tasso variabile con uno a tasso step-up ventennale non è del tutto proprio. Tuttavia si tratta di investimenti entrambi a lungo termine per cui si può cercare di vedere un confronto alla fine dei primi 10 anni, ossia quando scadono i BFPi.
Siccome il rendimento complessivo dei BFPi dipende dal valore che avrà l'inflazione, diciamo che è possibile chiedersi sotto a quale valore di inflazione annua media su 10 anni un BFPi di una data serie renderà meno della corrispondente serie B di quello stesso mese. Usare la tabella di Beppe Scienza "buoni-fruttiferi-ord-e-inflaz.xls", che trovate in allegato a questo post.
Una volta inseriti i dati della serie BFPi e della corrispondente serie BFPo, puoi vedere qual è l'inflazione di break-even, ovvero quel valore di inflazione media annua sotto al quale la convenienza dei BFPi a scadenza scende sotto a quella del BFPo dopo 10 anni. Per esempio con i dati di agosto 2008 si vede che tale break-even è a meno del 2% di inflazione media. La conclusione è ovviamente soggettiva: ad Agosto 2008 un utente che avesse scommesso su un'inflazione media annua sui successivi 10 anni superiore al 2%, avrebbe fatto bene a sottoscrivere i BFPi.
Con il mio foglio di calcolo dalla versione 2.15 (ma non nelle versioni 3.x) è possibile simulare uno switch BFPo -> BFPi.

D 28: Se siamo in un periodo di inflazione in discesa, quanto incide sul rendimento il fatto che le nuove serie di BFPi sono basate su un indice FOI via via più basso?
R: Avere un indice FOI di partenza più basso è un vantaggio in quanto la remunerazione della serie si basa anche sul rapporto tra FOI al rimborso e FOI iniziale. Facendo qualche esempio si vede che tale vantaggio è facilmente recuperabile dalle vecchie serie se esse hanno tassi di rendimento nominali neanche tanto migliori. In altre parole, un vantaggio di tassi significativo recupera facilmente uno svantaggio di FOI iniziale. Vedere qui per un esempio dettagliato. Vedere qui invece per un esempio in cui una serie emessa con un basso FOI di riferimento (per via di un periodo deflattivo) batte una serie più anziana avente un FOI di riferimento più alto, nonostante i maggiori rendimenti reali facciali. In ogni caso con il mio foglio di calcolo si possono fare le opportune simulazioni.

D 29: Quali sono stati nel passato i valori di inflazione italiana valutati su una media di dieci anni?
R: Premesso che i dati del passato non sono indicativi del futuro, analizzando i dati ISTAT visibili sul relativo sito si possono trarre le seguenti conclusioni circa l'inflazione media nei seguenti decenni:
dal: al: inflazione media:

1980 1990 8,77%
1981 1991 7,67%
1982 1992 6,60%
1983 1993 5,89%
1984 1994 5,37%
1985 1995 5,29%
1986 1996 5,21%
1987 1997 4,84%
1988 1998 4,31%
1989 1999 4,04%
1990 2000 3,69%
1991 2001 3,32%
1992 2002 3,02%
1993 2003 2,85%
1994 2004 2,66%
1995 2005 2,29%
1996 2006 2,10%
1997 2007 2,10%
1998 2008 2,24%
1999 2009 2,14%
2000 2010 2,05%
2001 2011 2,05%

Come si vede, negli ultimi anni l'inflazione media decennale ha viaggiato sui 2,05%-3,70% annuo. I dati mostrano però anche che nel passato non remoto si sono avute fiammate inflattive persistenti al punto tale da influire pesantemente sulle medie decennali. E' significativo notare che anche in queste condizioni estreme, gran parte dei BFPi riuscirebbero a proteggere i risparmiatori! Infatti, per esempio, la I39 protegge a scadenza sino ad un'inflazione del 7,87%; la I38 fino al 9,78%, ecc., per non parlare delle serie ipercritiche.

D 30: A cosa serve e come si usa il tuo foglio di calcolo? (reperibile qui).
R: Serve per valutare la convenienza di uno switch tra diverse serie. Leggere la prima scheda (chiamata "Istruzioni") all'interno del foglio.

D 31: posso sottoscrivere dei BFPi a partire da un libretto per minori?
R: No, occorre un libretto o un conto corrente postale intestato ad un maggiorenne.

D 32: ho un libretto (o un conto corrente postale) cointestato a me e a mia moglie; posso comprare dei BFPi intestati solo a me oppure solo a mia moglie?
R: No, puoi fare solo BFPi con la medesima cointestazione del libretto/conto di partenza. Però per ottenere quanto richiesto basta aprire altri 2 libretti postali ordinari (o conti correnti) monointestati, su cui spostare il denaro, per poi da lì sottoscrivere i rispettivi BFPi monointestati.

D 33: come giudichi la serie uscita questo mese?
R: ogni mese (tempo permettendo) faccio uscire una mia recensione illustrativa delle principali caratteristiche della serie, dalla I39 in poi. Ecco le recensioni già uscite: I39; I40; I41; I42; I43; I44; I45; I46; (poi c'è stata una lunga pausa dovuta allo schifo che facevano le serie successive); J17; J19; J20; J21

D 34: posso sottoscrivere una serie di BFPi dematerializzati in un ufficio postale diverso da quello che ha emesso il libretto postale?
R: Sì

D 35: posso farmi rimborsare sul libretto una serie di BFPi dematerializzati (di pari intestazione) in un ufficio postale diverso da quello in cui sottoscrissi tale serie?
R: Sì. L'unica cosa che non si può fare in tempo reale sono prelievi in contanti dal libretto (oltre i 2500 EUR) in un ufficio diverso da quello che l'ha emesso. Per fare quello serve almeno un giorno lavorativo per far effettuare agli uffici postali (via fax) un confronto della firma con lo specimen conservato nell'ufficio che rilasciò inizialmente il libretto.

D 36: i buoni di una data serie mensile possono andare "esauriti" e quindi diventare non più sottoscrivibili?
R: In teoria sarebbe eccezionalmente possibile, ma in pratica non è mai successo, nè lo si ritiene probabile. In base all'art.2 del foglio informativo, i BFPi sono emessi da CCDDPP a "rubinetto" e pertanto ogni richiesta di sottoscrizione eseguita entro il mese di riferimento viene normalmente soddisfatta. Piuttosto, pare sia capitato che qualche impiegato postale (evidentemente in malafede) dichiarasse che i BFPi di quel mese erano "finiti", probabilmente allo scopo di tentare di piazzare altri prodotti per via di conflitti di interesse.

D 37: se durante la vita di una serie BFPi l'inflazione prima sale poi scende ovvero ha altri comportamenti non lineari, questo che influenza ha sul rendimento del BFPi?
R: Nessuna. Il rendimento del BFPi dipende solo dal rapporto tra indice FOI ex-tabacchi finale e FOI ex-tabacchi iniziale (entrambi anticipati di 3 mesi). Quel che è accaduto tra questi due estremi temporali non ha influenza alcuna.

D 38: i BFPi si possono sottoscrivere a tagli di 250 EUR e multipli. Si possono anche rimborsare parzialmente?
R: Sì, sempre a tagli di 250 EUR e multipli, a cui si sommano gli eventuali interessi dovuti, riproporzionati alla cifra rimborsata.

D 39: vorrei gestire i BFPi tramite conto corrente postale BancoPostaClick. Cosa devo sapere?
-> l'orario di operatività online sui BFP è dalle 08 alle 21 dei giorni feriali tra lun e sabato (inclusi); tuttavia per prevenire rari potenziali malfunzionamenti del sito è suggeribile non operare dopo le h20.
-> in un medesimo giorno si possono rimborsare tutti i BFP che si vogliono, ma si può sottoscrivere UN solo BFP per categoria (ossia per esempio un solo BFPi; un solo BFPo, ecc. ecc.
-> stante i tagli multipli di sottoscrizione, si può sottoscrivere in un sol colpo qualunque importo di BFP (entro ovviamente il limite di 1MEUR prescritto dal regolamento dei BFP)
-> si possono sottoscrivere e rimborsare solo buoni dematerializzati.
-> se per caso la connessione internet è impraticabile, si può telefonare all'help desk BPClick per disporre telefonicamente le operazioni di rimborso e/o sottoscrizione BFP, senza commissioni; oppure si può andare all'ufficio postale (negli orari di apertura) per disporre allo sportello le operazioni di rimborso e/o sottoscrizione BFP, senza commissioni.
-> anche per la sottoscrizione e rimborso di BFP occorre la procedura di generazione codici mediante postamat+PIN+lettore banco posta.
-> quando si compravendono i BFP online, il conto NON fornisce il file PDF del contratto di collocamente ma solo una immagine a schermo (che se stampata a volte esce un po' sbiadita). Inoltre il contratto di compravendita buoni fornito dal Click risulta NON compilato, nè firmato, nè timbrato (a differenza di quello che rilasciano allo sportello postale). In ogni caso la ricevuta online: riproduce fedelmente la ricevuta cartacea; non ha i campi per la compilazione manuale compilati; ha tutti gli estremi necessari stampati in fondo a mò di bollo dell'ufficio postale (compresa la serie sottoscritta); non è disponibile su file, ma volendo è possibile catturare l'iimmagine che appare sullo schermo del pc. A tal fine si può utilizzare ad esempio ZSCREEN è un software opensource e quindi di libero uso per tutti. (La ricevuta di acquisto/vendita la si trova nelle "operazioni online"). Comunque un utente del FOL ha scritto alla CDDPP, e gli hanno risposto che la mancanza di timbri fisici sulla ricevuta online non comporta alcun vulnus in merito alla tutela dei diritti dell'investitore.
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Ultima modifica di Pink Panther : 30-10-2012 alle ore 01:28.
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Vecchio 27-01-2009, 14:24   #3 (permalink)
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Una precisazione a quanto esposto sotto...

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D: Gli interessi dei BFPi sono più bassi di quelli di titoli di stato come i BTPei.
R: Anzitutto ricordate che stiamo parlando di rendimenti REALI, ossia al netto dell'inflazione! (Cioè per esempio se l'inflazione è al 3,5% e il rendimento reale garantito è il 1,0%, il rendimento complessivo del'investimento è il 4,535%). I rendimenti REALI offerti a scadenza dai BPFi sono non molto inferiori a quelli offerti dai BTP, ma la differenza è che quelli dei BPFi sono crescenti nel tempo (e senza rischio tassi), mentre quelli dei BTPi sono costanti (ma con rischio tassi).
Anche i rendimenti dei BTP€i sono reali (la cedola è calcolata sul capitale rivalutato), per cui è corretto dire che i BTP€i hanno rendimenti ben maggiori.
D'altra parte sono strumenti quotati sul mercato, con elevata duration e quindi esposti a rischio tassi, rischio emittente, etc, nonché al pagamento di commissioni e costi sul dossier titoli.

Rapido confronto:
BPFi in emissione attualmente: rendimento lordo reale a scadenza (dopo i 10 anni) dello 0,82%
BTP€i 2019 (circa stessa scadenza): comprato a quotazioni attuali sul mercato ha un rendimento reale lordo di oltre il 3%

Personalmente poi considero un plus a favore dei BPFi il non pagare cedole: capitalizzare gli interessi consente di avere rendimenti superiori, in particolare se si parla di piccoli importi che impedirebbero un facile reinvestimento del flusso cedolare.
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Grazie!

Colgo l'occasione per ringraziarti del lungo thread per la mia riammissione (che purtroppo, nel tipico stile della moderazione del FOL, non soltanto è rimasto da loro inascoltato, ma addirittura anche rimosso dal suo luogo di origine e spostato (leggi pure "nascosto") nella sezione "Arena"! ).

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Una precisazione a quanto esposto sotto...

Anche i rendimenti dei BTP€i sono reali (la cedola è calcolata sul capitale rivalutato), per cui è corretto dire che i BTP€i hanno rendimenti ben maggiori.
...
Personalmente poi considero un plus a favore dei BPFi il non pagare cedole: capitalizzare gli interessi consente di avere rendimenti superiori, in particolare se si parla di piccoli importi che impedirebbero un facile reinvestimento del flusso cedolare.

Tutto giusto, la penso come te.
Ho comunque corretto le FAQ relative in modo che sia più chiaro il senso. Grazie.

Ultima modifica di Pink Panther : 28-01-2009 alle ore 09:32.
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Grazie, bentrovato!
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Vecchio 28-01-2009, 23:36   #7 (permalink)
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Un esempio di switch positivo

Supponiamo di aver investito nella serie I9 (Ottobre 2006) e valutiamo se conviene oppure no fare lo switch sulla serie I34 (Novembre 2008).
Già ad occhio si vede che lo switch conviene alla grande.
Comunque la cosa è confermata facendo la simulazione con la mia tabella.
Posto qui di seguito il grafico risultante. In ascissa i bimestri. La serie I9 è la gialla. La I34 è la rossa.
Come si vede bene, la I34 è talmente buona che nonostante sia in ritardo di parecchi bimestri raggiunge rapidamente la I9 e la sorpassa (tranne nei bimestri dopo il 50esimo). Infatti nel grafico si vede che la serie risultante (grossa, in colore blu) sta praticamente quasi sempre MOLTO sopra alla I9 (tranne gli ultimissimi bimestri), per poi proseguire con ottima pendenza positiva negli ultimi 2 anni di vita di I34.
Con questo switch alla fine dopo 12 anni dal'inizio della I9 ci si beccherebbe un gain totale REALE (cioè "in più" rispetto all'inflazione) del 9,15%; se immaginiamo un'inflazione al 2% costante media (che su un così lungo periodo mi pare piuttosto bassa), vuol dire che dopo 12 anni realizzo un gain del 38% circa. Se invece immaginassimo un'inflazione media del 3% in 12 anni, in assoluto alla fine prenderei un gain del 55% circa. Garantito dallo stato. E mese per mese ho una rivalutazione costante del capitale, che posso ritirare quando voglio in caso di emergenza.
Unico neo: devo nuovamente vincolare l'investimento per altri 18 mesi, bloccando per questi 18 mesi il rendimento al 0,6% REALE che già avevo raggiunto raggiunto con la serie I9. Se invece fossi costretto a disinvestire in questo periodo perderei il gain che avrei avuto con la I9, quindi al max lo 0,4% circa.
Lo switch conviene decisamente, a patto di accettare il nuovo "vincolo" di 18 mesi.
Immagini allegate
 

Ultima modifica di Pink Panther : 28-01-2009 alle ore 23:58.
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Vecchio 28-01-2009, 23:51   #8 (permalink)
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Altro esempio di switch positivo (un po' più difficile...)

Supponiamo di aver investito nella serie I30 (Luglio 2008) e valutiamo se conviene oppure no fare lo switch sulla serie I34 (Novembre 2008).
Tra la serie I30 e la I34 passano 4 mesi. Però se rinunciamo al benefit di investire a fine mese (vedi le FAQ per la spiegazione del perchè ciò conviene) e si fa lo switch appena uscita la I34, a inizio mese, i mesi di inflazione subita sono poco più di 3. L'inflazione di quei mesi viaggiava sul 3% annuo (rilevabile da www.istat.it), quindi in 3 mesi la perdita REALE (ossia in termini di potere d'acquisto) dei soldi investiti nei BFPi serie I30 sarebbe di circa -0,75% se li riscatto.
Inserendo il dato forzandolo come primo valore nella serie risultante dalla simulazione della mia tabella si ottiene che il break-even, ossia il punto in cui la serie risultante supera la originale I30, è a 3 anni e 8 mesi dalla sottoscrizione della I30, ossia grosso modo tra Marzo e Maggio 2012.

A fronte di questo dato bisogna pensare bene e fare delle scelte razionali basate sulla propria condizione personale e sulle finalità di questo investimento. Se trattasi di investimento previdenziale (leggi pensione integrativa) questo periodo di "limbo" non dovrebbe essere un ostacolo. Tra l'altro dalla simulazione si vede che basta aspettare circa 18 mesi per vedere tornare a zero il rendimento iniziale negativo e quindi vedere conservato almeno il valore reale del capitale; di lì in avanti inoltre inizia un rendimento reale positivo e progressivamente crescente. C'è da dire che, guardando al grafico, facendo questo switch i benefici si comincerebbero a vedere concretamente (+1%) solo negli ultimi 2 anni di vita del I34.

Diciamo quindi che ha abbastanza senso fare questo switch se uno è convinto di tenere il buono fino alla sua scadenza (salvo ulteriori futuri migliori switches, sempre possibili), ed è ragionevolmente sicuro che non gli servirà prendere questi soldi prima di 18 mesi, (e meglio ancora non prima di 42 mesi, se vuol dare un senso di gain allo switch).
Però la ricompensa è significativa: a fine I34, fra circa 10 anni si prenderebbe un 7,69% reale anzichè un 5,74% che avrebbe dato la I30 se non riscattata.

Infine, valutiamo anche la protezione NETTA dall'inflazione e come varierebbe con lo switch.

Usando la tabella di Beppe Scienza (vedi FAQ) si vede che la serie I30 difende in 10 anni il potere di acquito NETTO dell'investimento fino ad un'inflazione media del 5%. Con un'inflazione al 4% costante la difesa netta si avrebbe solo dall'ottavo anno in poi. Con l'inflazione al 3% costante la difesa netta si avrebbe solo dal settimo anno in poi.

La serie risultante dallo switch immediato della I30 in I34 (quindi con perdita pari a circa 3 mesi di inflazione stimata nel -0,75%) difende al NETTO in 10 anni fino ad un'inflazione costante del 8% (). Con l'inflazione al 4% costante la difesa netta si ha dal settimo anno in poi. Con l'inflazione al 3% costante la difesa netta si ha dal quinto anno in poi.

Diciamo quindi che lo switch consente (rispetto alla serie I30) di accorciare di 1 o 2 anni la soglia di protezione netta dall'inflazione e soprattutto garantisce a scadenza una protezione dall'inflazione molto più potente.

Per tutti i motivi ampiamente dissertati ritengo quindi in conclusione la sostituzione conveniente, a patto che si possa accettare un "vincolo" temporale più alto dei soliti 18 mesi. Sul lungo termine conviene decisamente.
(Nota: nel disegno sottostante la linea indicata con I9 è in realtà la I30)
Immagini allegate
 

Ultima modifica di Pink Panther : 02-02-2009 alle ore 11:23.
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Vecchio 02-02-2009, 11:18   #9 (permalink)
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Uscita oggi la serie I37 di Febbraio.
Rendimenti in calo, specie nel breve periodo.
Il rendimento finale lordo REALE (ossia "oltre" all'inflazione) passa dal 8,5% della I36 al 7%.
Questo è il trend degli ultimi 5 mesi:
ott-08 I33 4,27%
nov-08 I34 8,50%
dic-08 I35 10,67%
gen-09 I36 8,50%
feb-09 I37 7,00%

A quanto pare la CCDDPP prevede un'inflazione in ri-aumento...
Per ora mi accontento di aver switchato sulla I35 una parte dei miei BFPi...
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Vecchio 03-02-2009, 01:12   #10 (permalink)
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Il rendimento finale lordo REALE (ossia "oltre" all'inflazione) passa dal 8,5% della I36 al 7%.
Ciao Pink, una domanda... come fai a ottenere questo rendimento reale?
Il 7% si intende annuo o sui 10 anni?
Perchè io ho fatto due conti e ottengo dei rendimenti molto molto molto inferiori...
Grazie
matteo.bsc non è connesso   Rispondi citando
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