Silvio Berlusconi perdona Massimo Tartaglia: emulazione della figura cristica
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Silvio Berlusconi Il fatto della settimana

Ieri, 22 dicembre 2009, era il giorno giusto per perdonare, dopo, saremmo stati distratti dalle feste, dai pranzi, dalle cene: così
Silvio Berlusconi ha deciso di perdonare
Massimo Tartaglia, il suo aggressore, che ormai dieci giorni fa, gli ha scagliato in faccia una riproduzione in miniatura del Duomo di Milano. Un meta-attentato: gliel’ha tirata addosso proprio mentre era in piazza del Duomo, nella metropoli meneghina.
Nessuno sottovaluta il gesto di Massimo Tartaglia, tutt’altro: ma lo sfruttamento ad usum propaganda del gesto, sta diventando imbarazzante: prima la campagna portata avanti dai “falchi” PdL contro gruppi editoriali, quotidiani, e singoli giornalisti, un qualcosa che non ha pari in nessuna democrazia occidentale, oggi, il Perdono. D’ora in poi, lo scriverò sempre maiuscolo.
Perché ormai Berlusconi tende ad agire come una figura cristica. Si pone più o meno come Gesù: il Perdono, annunciato da Don Verzè, il manager - prete dell’Ospedale San Raffaele, che dalla spiritualità e dalla sanità lombarda mette a bilancio qualcosa come 180 milioni di euro - a star stretti,
sono dati del 2002, non ne ho trovati di più recenti, si è compiuto. Egli è la Via, la Verità, la Vita? Vediamo.
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