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Vecchio 19-09-2011, 15:09   #21 (permalink)
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"In Parlamento ci sono dipendenti strapagati per non lavorare”

http://www.giornalettismo.com/archives/130...r-non-lavorare/
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Vecchio 19-09-2011, 15:10   #22 (permalink)
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da http://it.finance.yahoo.com/notizie/Costi-...798205.html?x=0

Costi e sfizi, la recessione non è entrata in Parlamento





A dispetto della recessione, c'è un settore nel nostro paese che non conosce crisi: gli stipendi dei politici. Che tra indennità, pensioni, benefit e auto blu viaggiano su un reddito annuo da capogiro se confrontato con quello di un normale cittadino.

Lo stipendio di deputati e senatori, in crescita dal 1948
Il Parlamento costa agli italiani la bellezza di un 1,66 miliardi di euro, così divisi: 1,069 miliardi alla Camera (630 deputati) e 594 milioni al Senato (315 senatori eletti, più 7 a vita).
L'indennità parlamentare è regolata da una legge del 1965 ed è agganciata allo stipendio di un magistrato presidente di sezione di Cassazione con 35 anni di anzianità. Cioè chi è appena stato eletto prende lo stesso stipendio di un magistrato a fine carriera.
Per i deputati si parla di una media approssimativa di 15mila euro mensili; per i senatori si tratta invece all'incirca di 17mila euro. Senza contare i benefit.
Insomma entrare in Parlamento è un affare.
Il reddito lordo dei parlamentari dal 1948 al 2006 ha avuto un tasso di crescita medio annuo del 10%; dal 1985 al 2004 il reddito reale annuale è aumentato di cinque-otto volte rispetto a quello di un operaio, di quattro-sei volte rispetto a un impiegato e di tre-quattro volte più di un dirigente. Dalla fine degli anni novanta, inoltre, il 25% dei deputati guadagna un reddito extraparlamentare superiore a quello della maggioranza dei dirigenti.

I ricchi stipendi dei Consiglieri Regionali
A ben guardare anche i consiglieri regionali non se la passano poi tanto male.
I più pagati dopo i piemontesi (16mila euro mensili) sono quelli della
Puglia (13mila 830 euro al mese),
Abruzzo (13mila 359),
Lombardia (dodicimila 555),
Sardegna (undicimila 417),
Calabria (undicimila 316 euro) e
Emilia-Romagna (undicimila euro).

Quanto ai presidenti di regione, invece, spicca su tutti quello pugliese: Nichi Vendola percepisce 18mila 885 euro mensili. Alle sue spalle i Governatori di Sardegna (Cappellacci) e Sicilia (Raffaele Lombardo), che incassano rispettivamente 14mila 624 e 14mila 329 euro mensili.

Le pensioni dei parlamentari, una spesa da centinaia di milioni
Lo scorso anno abbiamo speso per le pensioni dei deputati 138,2 milioni di euro. Per quelle dei senatori 81,2 milioni di euro. I contributi versati sono stati undici milioni e 835 mila per i deputati, sei milioni e 100 mila per palazzo Madama. Tutto a carico della collettività.
La pensione può oscillare da un minimo netto mensile di duemila 400 euro ad un massimo di circa novemila 900 euro. Senza contare i privilegi come quelli sui requisiti d'età. Ufficialmente, sia alla Camera che al Senato, un vitalizio, così è denominata la pensione, si ottiene a 65 anni. Ma a conti fatti la norma vale solo per chi è stato eletto per la prima volta con le ultime Politiche del 2008.
Gli altri, a seconda degli anni di mandato, usufruiscono di sconti notevoli.
Alla Camera basta aver conquistato un'elezione prima del 1996 e totalizzato 20 anni di contribuzione, anche con il riscatto volontario degli anni mancanti, per ottenere l'assegno all'età di 50 anni. Al Senato è ancora più facile, sono sufficienti 15 anni di contributi se si è stati eletti prima del 2001.

L'Italia prima al mondo per numero di auto blu
In nessun altro Stato al mondo ci sono tante auto blu quante nel nostro. Palazzo Chigi spende cinque milioni 700mila euro per gli stipendi degli autisti e al 31 marzo scorso, le auto blu risultavano essere 629mila 120. Questo esercito costa ai contribuenti 21 miliardi di euro all'anno fra stipendi degli autisti, carburante, pedaggi autostradali, leasing, noleggio. Poi c'è la reperibilità e pronto impiego. Complessivamente il servizio "a chiamata" ha toccato una spesa annua di tre milioni e 329mila euro nel 2009. A questi milioni di euro vanno aggiunti i costi dell'affitto dei veicoli (467mila euro nel 2009), del carburante (128mila euro nel 2009) e di parcheggi e manutenzioni (95mila euro nel 2009). In totale, oltre nove milioni di euro l'anno.

E oltre allo stipendio anche un lungo elenco di benefit
Dalla banca ai tesserini per viaggiare gratis in treno e in aereo, dall'assistenza sanitaria ai corsi di lingua: è lungo l'elenco di benefit e agevolazioni per i nostri parlamentari.

Trasporti. A ciascun eletto vengono rilasciate speciali tessere per usufruire gratuitamente del trasporto aereo e ferroviario e per viaggiare in autostrada senza pagare il pedaggio.
Assistenza sanitaria. I parlamentari e i loro familiari possono iscriversi a un fondo per l'assistenza sanitaria integrativa. I nostri rappresentanti non vengono lasciati soli neanche al momento della dichiarazione dei redditi: un apposito ufficio li assiste nella compilazione dei modelli di denuncia fiscale.
Beauty e relax. La barberia di Montecitorio è riservata ai parlamentari. Per le deputate e senatrici, sono invece messi a disposizione dei buoni da utilizzare nei saloni convenzionati. Nei sotterranei della Camera, inoltre, c'è una sauna riservata solo a loro.
Banca. I servizi bancari sono offerti dal Banco di Napoli. I nostri rappresentanti godono di condizioni di favore sia per i conti correnti sia per i mutui.
Posta. A ciascun parlamentare spetta un plafond per le spese; può servirsi di due uffici senza spostarsi troppo: uno all'interno di Montecitorio, l'altro nel palazzo dei gruppi in via Uffici del Vicario.
Cultura. I nostri rappresentanti hanno inoltre diritto a corsi gratuiti e personalizzati di informatica e di lingue straniere. Disponibile anche un servizio di interpreti.
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Vecchio 19-09-2011, 15:12   #23 (permalink)
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ricordo che 20 anni fa circa.... lo stipendio di un parlamentare era legato allo stipendio degli insegnanti


ma poi arrivò Berlusconi e...

STIPENDI, DEPUTATI E SENATORI aggiornato al mese scorso
http://ilgraffionews.wordpress.com/stipend...ati-e-senatori/


i deputati pigliano ben 22.220,45 euro al mese

sti schifosi ladroni
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Vecchio 19-09-2011, 15:13   #24 (permalink)
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ma non basta

ha sempre accusato i komunisti.....
però



Silvio, quanto ci costi di Primo Di Nicola
http://cultcornerinfo.blogspot.com/2010/01...i-primo-di.html

Conti fuori controllo, 1.400 dipendenti di troppo, milioni buttati per gli show del Cavaliere, segretarie pagate come direttori. Ecco come Berlusconi ha trasformato la presidenza del Consiglio in una reggia

Una vera reggia, dove si moltiplicano dipendenti e sprechi. Con oltre un miliardo di euro l'anno bruciato per alimentare una burocrazia di corte che si allarga a dismisura e conta già 1.400 persone più del previsto. Mentre per allestire i set televisivi degli show del sovrano si spendono cinque milioni e si arriva a pagare 250 euro il noleggio di un computer per una sola giornata. E dove ci sono segretarie con la stessa qualifica e retribuzione dei grandi capi. Una follia,


impossibile da immaginare nell'Italia normale dove aziende ed enti pubblici tagliano e licenziano a tutto spiano per fare quadrare i conti. Ma non alla presidenza del Consiglio dove il miracolo si ripete nei piani più alti della nomenklatura berlusconiana. Prendete Marinella Brambilla, storica segretaria del Cavaliere che da oltre vent'anni custodisce la sua agenda. E confrontate il suo curriculum con Manlio Strano, autore di saggi su riviste giuridiche e persino del regolamento interno del Consiglio dei ministri, appena nominato dal governo consigliere della Corte dei Conti. Manlio Strano, dopo una lunga trafila al servizio dello Stato, è diventato segretario generale di Palazzo Chigi lo scorso aprile. La sua qualifica? Dirigente generale di prima fascia, il top della carriera pubblica. E indovinate qual è la qualifica della fedelissima Brambilla? Anche lei direttore generale. E la Brambilla non è la sola miracolata. Come lei sono state graziosamente elevate al rango di superdirigenti generali anche Lina Coletta, segretaria di Gianni Letta; Maria Serena Ziliotto, che assiste il sottosegretario alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi e Patrizia Rossi, che tiene invece l'agenda del sottosegretario allo Sport Rocco Crimi.

Quella delle qualifiche-facili non è la sola anomalia in cui ci si imbatte scandagliando la giungla della presidenza del Consiglio. Ci sono plotoni di alti funzionari senza incarichi operativi che passano il tempo conducendo improbabili studi, mentre si continua a imbarcare nuovi assunti con pingui stipendi e striminziti curriculum. Secondo i dati che "L'espresso" è riuscito a reperire, a palazzo Chigi lavorano ben 4.500 persone, oltre 1.400 in più di quelle previste nella pianta organica, a dimostrazione del fatto che quella dei dipendenti è ormai una spesa fuori controllo.

La corte dei miracoli
La corsa dei costi di Palazzo Chigi sembra infatti ormai inarrestabile:
3 miliardi 621 milioni nel 2006;
4 miliardi 280 milioni nel 2007;
ancora di più, 4 miliardi 294 milioni, nel 2008.

Soldi che se ne vanno per mille rivoli e che finanziano le strutture che sono proliferate sotto il governo Berlusconi tra uffici di diretta collaborazione (23) e dipartimenti retti da sottosegretari e ministri senza portafoglio: i centri di spesa in bilancio sono ben 19. Degli oltre 4 miliardi, più del 70 per cento se ne va per le cosiddette "politiche attive" dei dipartimenti, a cominciare dalla Protezione civile che da sola nel 2008 ha divorato 2.132 milioni. Quello che resta viene inghiottito dal funzionamento dell'apparato, degno di una corte barocca. L'organizzazione di Palazzo Chigi è molto ramificata tra uffici di staff del presidente (consigliere diplomatico, militare, eccetera), quelli sottoposti al segretario generale che assicurano il funzionamento della macchina (bilancio, controllo, voli di Stato, gestione degli immobili) e i dipartimenti retti da sottosegretari e da ben dieci ministri. Senza contare la miriade di comitati e commissioni di cui in molti casi solo con grande sforzi si ravvisa la necessità. È per finanziare questo immenso apparato che le spese hanno toccato la cifra record del 2008, mentre nulla ancora si sa sul rendiconto 2009 che potrebbe segnare un nuovo primato.

Si va in scena Gli italiani conoscono benissimo quanto Berlusconi sia attento alla cura della propria immagine. Non a caso organizza le sue uscite cercando di sfruttarle al meglio a fini televisivi. Quello che i cittadini ignorano è quanto questo costi alle casse di Palazzo Chigi. Per cominciare, il Cavaliere ha reclutato all'interno di una propria struttura ("ufficio del presidente") due personaggi con il compito di curare i suoi "eventi": Mario Catalano, idolo dei cultori del porno soft per essere stato lo scenografo di "Colpo Grosso", il primo spettacolo tv davvero scollacciato degli anni '80, e Roberto Gasparotti, ex teleoperatore Fininvest, cerimoniere dalle maniere forti e dai precedenti poco rassicuranti che come responsabile dell'immagine del premier lo precede preparando il "set" e bonificandolo persino dalle presenze sgradite. Ebbene, Gasparotti ha avuto anche lui la superqualifica di dirigente generale. Mentre per esaudire le esigenze sceniche del premier sta contribuendo non poco a fare impennare le spese. Qualche perla tra le tante. Il 29 settembre, l'Aquila, consegna di qualche centinaio di appartamenti ai terremotati in contrada Bazzano. Per Berlusconi è previsto un rigido programma: arrivo alle 15.30, saluti e discorso, poi consegna delle chiavi a tre famiglie.

Il tutto, naturalmente, sotto l'occhio delle telecamere che lo seguono passo passo grazie a un set attrezzatissimo. Attrezzatissimo ma anche molto costoso. Stando ai preventivi della "D and di lighting & truck", di cui "L'espresso" è entrato in possesso, la fornitura comprende tra l'altro telecamere, maxischermi, impianti elettrici e di illuminazione, e persino «tre personal computer completi di pacchetto office» al costo di 1.500 euro, cioè 500 euro a computer. Uno pensa: computer acquistati. Macché: i 1.500 euro sono il costo del noleggio, ben 500 euro a pc per sole 48 ore. Una follia che contribuisce allo scandaloso costo finale dell'"operazione case": oltre 300 mila euro, cifra con la quale si potevano costruire altri sei di quegli appartamenti da 50 metri consegnati quel giorno ai terremotati. E quella abruzzese non è la sola prestazione da vertigine della "D and di". Da mettemettere in bilancio per il 2009 ci sono anche gli oltre 110 mila euro delle attrezzature noleggiate per la cena in onore del Keren Hayesold United Israel appeal (agenzia internazionale che raccoglie fondi per sostenere Israele) a Villa Madama il 3 novembre: 10 mila euro se ne sono andati solo per l'impianto audio di un gruppo musicale, 4 mila per una troupe appositamente attivata per «seguire il presidente durante l'evento» e altri 700 euro per una sola «telecamera fissa su cavalletto da posizionare fronte president». Come pure i costi per l'incontro organizzato sempre a palazzo Madama il 6 maggio con gli industriali de "L'Italia del fare": quella cena, solo di apparecchiature è costata oltre 60 mila euro. Secondo quanto risulta a "L'espresso", dal suo insediamento (maggio 2008) alla fine di ottobre, cioè in 17 mesi, la gestione berlusconiana di questi eventi mediatici è costata quasi 5 milioni di euro: un'enormità a confronto dei 150 mila spesi da Romano Prodi per fronteggiare le stesse esigenze nei 25 mesi del suo ultimo governo. Ma così vanno le cose alla presidenza nella cui gestione finanziaria nessuno riesce a mettere becco.

Miracolo in busta paga Il bilancio di Palazzo Chigi è infatti totalmente autonomo e viene alimentato dal ministero dell'Economia attraverso un apposito fondo. E da questo tesoretto pesca la presidenza per fare fronte anche ai costi dei dipendenti che continuano a crescere anno dopo anno: 202 milioni nel 2005, 229 l'anno successivo, 237 nel 2007, oltre 246 nel 2008. Le ragioni dell'escalation? L'inarrestabile lievitare degli organici che non conosce tregua. All'inizio erano previste 3.063 persone: 368 dirigenti e 2.695 impiegati. Oggi al lavoro ne risultano invece ben 4.542. Con una particolarità: il numero esorbitante dei "comandati", cioè il personale chiamato da altri ministeri o amministrazioni pubbliche, che ormai sono 1.600 unità. La ragione di questa esplosione sta nel fatto che la presidenza, da semplice organo di coordinamento dell'attività di governo si è trasformata in un contenitore di sottosegretariati e ministeri senza portafoglio che hanno comportato l'istituzione di dipartimenti e staff. Risultato? Non potendo nemmeno assumere per concorso per il blocco imposto dalla Finanziaria, la presidenza si è riempita di comandati- raccomandati la cui presenza in molti casi va avanti anche da più di un ventennio. Le professionalità rappresentate sono le più diverse: ci sono persino segretari comunali e un cantoniere reclutato dal Comune di Paliano (Frosinone). Per non parlare poi dei militari e degli agenti di ogni arma e grado: 370 in tutto secondo la presidenza, oltre 500 secondo altri dati avuti da "L'espresso". Quando si parla di potenziare la lotta al crimine, spesso i sindacati più combattivi chiedono il ritorno sulle strade di questi "comandati". Ma l'impresa è difficilissima: l'impiego a palazzo Chigi è infatti molto ambito. Merito dell'"accessorio" che compensa in busta paga la flessibilità degli orari e la reperibilità anche nei giorni festivi: per un funzionario di categoria A consente di aggiungere alla retribuzione media di 3.100 euro fino ad altri mille euro lordi. Così come appetibili sono anche gli stipendi dei dirigenti il cui top - incluse tutte le voci - arriva a riscuotere mediamente 180 mila euro lordi l'anno. Tra le eccezioni, il capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso (ma lui è anche sottosegretario) che arriva a 280 mila e il segretario generale Manlio Strano che grazie all'indennità del suo ruolo raggiunge i 297 mila euro lordi.

Questi i compensi più alti. Ma ottima è anche la retribuzione di Antonio Ragusa, ex generale dei carabinieri e dei servizi segreti, che dopo essere stato pensionato è stato riassunto dalla presidenza del Consiglio con un lauto contratto (184 mila euro lordi) come capo del dipartimento per le Risorse strumentali. Così come dalla pensione sono stati riesumati Carlo Sica, ex vicesegretario generale di Palazzo Chigi, titolare di una consulenza da 40 mila euro, e l'ex dirigente Giancarlo Bravi collocato invece alla struttura di missione sui 150 anni dell'Unità d'Italia (139 mila euro).

Così vanno le cose a Palazzo Chigi: molti dirigenti di ruolo non hanno nulla da fare, ma si continua a conferire incarichi agli estranei senza il minimo ritegno. Un andazzo che prevale non solo per i compiti dirigenziali. L'esempio viene proprio da Berlusconi. Il suo "ufficio del presidente", composto da 45 persone, ne ha oltre 20 assunte dall'esterno. A parte la Brambilla, Catalano e Gasparotti, nel conto ci sono pure i due segretari-deputati Sestino Giacomoni e Valentino Valentini (a Palazzo Chigi assicurano che a loro spetta solo un rimborso spese), per non parlare del fotografo personale Livio Anticoli, l'ex ministro Giuliano Urbani (18 mila euro) più una serie di personaggi sconosciuti le cui occupazioni potrebbero sicuramente essere svolte dal personale interno.

Missione continua Stessa musica negli uffici di Letta e di quasi tutti gli altri sottosegretari e ministri senza portafoglio che continuano a elargire incarichi e prebende sfruttando anche la miriade di comitati e commissioni (ne abbiamo contate oltre 60) di cui la presidenza è disseminata.

Una deriva di cui si è accorta anche la Corte dei Conti che, non potendo mettere becco sulla gestione del bilancio autonomo, una stangata alla presidenza l'ha comunque rifilata passando in rassegna le "strutture di missione", un altro sperpero di palazzo Chigi. Dovrebbero essere comitati di durata temporanea per affrontare eventi speciali. Ma ne esistono una trentina, nati in tempi lontanissimi e puntualmente riconfermati.

La struttura di supporto alla delegazione governativa per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione è stata varata nel lontano 2002 dal governo Berlusconi, confermata da Prodi nel 2007 e riconfermata di nuovo dal Cavaliere nel 2008, per esempio. Al 2003 risale invece la nascita della struttura dedicata all'e-government, ancora oggi in vita, per non parlare dell'unità strategica per la comunicazione sull'attività del governo battezzata nel 2007 da Prodi (come dirigente generale c'è il giornalista Fabrizio Ravoni). E come giudicare la struttura per il rilancio dell'immagine dell'Italia, l'altra per cogliere le "opportunità delle Regioni in Europa" o quella che istituisce la segreteria tecnica dell'Unità per la semplificazione, un apparato nel quale lavorano 3 dirigenti, 4 impiegati, più 12 esperti assunti all'esterno con contratti di collaborazione? Conclusione della Corte: «Le strutture di missione non sempre presentano i requisiti peculiari dell'istituto, e cioè specialità delle funzioni e temporaneità ». Una politica dalle maniche larghe che fa la gioia dei tanti fortunati che continuano a sbarcare in presidenza con il massimo delle qualifiche.

Tutti generali Maurizio Bosatra per esempio solo poco anni fa conduceva la vita grama di tanti militanti leghisti. Nel 2003 forniva informazioni ai partecipanti dell'assemblea federale della Padania all'ex Palavobis di Milano: oggi lo ritroviamo invece nel cuore dello Stato come direttore generale del ministro Calderoli. Un miracolo toccato pure a Cristina Cappellini che nel 2007 stendeva ancora anonimi documenti per il comitato organizzativo del parlamentino del Nord. Lei, adesso, è addirittura capo del settore legislativo del ministero per le Riforme di Umberto Bossi. Nemmeno i giornalisti possono lamentarsi: quando sbarcano a Palazzo Chigi ottengono spesso il massimo dei gradi. Come Marco Antonio Ventura e Fabrizio De Feo, due penne del "Giornale", impiegati nell'ufficio stampa del portavoce Paolo Bonaiuti; oppure come Fabrizio Carcano, redattore della "Padania" e ora capoufficio stampa di Calderoli, o Raffaele Gorgoni, inviato del Tgr Puglia, approdato al ministero per gli affari regionali del conterraneo Raffaele Fitto. Anch'essi assunti come direttori generali.

Gradi a parte, la presidenza si rivela un approdo ambito anche per molti che non ti aspetti di trovare. Sempre negli uffici del sottosegretario Bonaiuti troviamo come consulenti i deputati Pdl Giorgio Lainati, Piero Testoni e Beatrice Lorenzin. E non solo loro: ci sono pure il giornalista Fabio Vazio, ex ufficio stampa di Fi, l'ex portavoce di Carlo Azeglio Ciampi Paolo Peluffo, che dopo essere sbarcato alla Corte dei Conti riscuote a palazzo Chigi altri 15 mila euro; e il generale della guardia di finanza Fabrizio Lisi (12 mila euro) comandante della scuola dell'Aquila.

Per grazia ricevuta Ma nella corsa all'elargizione degli incarichi che pesano sul bilancio di Palazzo Chigi, come quasi tutti i suoi colleghi ministri senza portafoglio, non si risparmia neanche l'ammazza-fannulloni Brunetta (tra i suoi consulenti i parlamentari Cinzia Bonfrisco, Maurizio Castro e l'ultras berlusconiano Giorgio Stracquadanio). Che ha inserito molti amici nei ranghi della presidenza. Come gli affiliati alla sua associazione Freefoundation. Se chiamate però al numero telefonico del think tank vi risponde il centralino dello studio del commercialista Canio Zampaglione che oltre ad essere presidente dell'associazione è anche presidente del collegio dei revisori dei conti dell'Agenzia per l'innovazione, guarda caso sottoposta all'autorità di Brunetta. Un altro amico Rodolfo Ridolfi, vicepresidente di Freefoundation, risulta invece consulente sempre da Brunetta (45 mila euro il suo compenso). Idem altri due membri come Davide Giacalone, nominato esperto a 40 mila euro, mentre Stefania Profili, che Brunetta aveva avuto come segretaria nella sede nazionale di Forza Italia, con la stessa mansione è stata nominata dirigente generale al ministero. E non è finita. Perché tra le file degli esperti di Brunetta, oltre all'ex ministro Gianni De Michelis (13 mila euro) c'è pure Secondo Amalfitano (26 mila euro), noto solo per essere stato sindaco di Ravello, località nella quale Brunetta ha preso casa.

Anche Mara Carfagna, ministro senza portafoglio alle Pari opportunità, si dà molto da fare per incrementare l'abbuffata degli incarichi. Lei recluta esperti e consulenti con occhio attento a tutti i fronti aperti. Alle giuste amicizie di partito, per cominciare. Ed ecco spuntare a capo dipartimento del suo ministero Isabella Rauti (165 mila euro), moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ma anche al collegio elettorale campano: Antonio Mauro Russo, segretario organizzativo provinciale del Pdl di Salerno, città natale del ministro, ha una consulenza da 28 mila euro e il compito di curare i collegamenti con il territorio. Infine Federica Mondani reclutata (circa 20 mila euro) come adviser per le materie giuridiche ma, in quanto avvocato del Foro di Roma, messa al lavoro dal ministro per patrocinare alcune cause che gli stanno particolarmente a cuore contro Sabina Guzzanti e il quotidiano "la Repubblica". Altro caso da manuale, infine, quello del ministero del Turismo, regno di Maria Vittoria Brambilla. Giovanissima, Mvb aveva tentato la strada della tv nella trasmissione di Canale 5 "Misteri della notte". A tenerla a battesimo fu il curatore del programma Cesare Medail. Ma l'esordio si rivelò un fiasco. Girata la ruota della fortuna, la Brambilla non ha però dimenticato il suo mentore Medail, ingaggiato come esperto al Turismo (29 mila euro) dopo che lo aveva anche ripescato come direttore della "Tv delle libertà", fallimentare organo dei suoi omonimi circoli.

I quali confezionavano anche un "Giornale delle libertà", nel quale spiccava come consulente editoriale una vecchia gloria del giornalismo come Vittorio Bruno. Naufragati i circoli, la Brambilla ha ripescato anche lui con un compenso di 70 mila euro lordi. Una goccia nel mare magnum delle super spese della presidenza.
Pubblicato da CultCorner.info/NEWS a 5:42 AM
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Vecchio 19-09-2011, 15:16   #25 (permalink)
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naturalmente Berlusconi ha reso la vita facile non solo ai suoi collaboratori più fedeli
ai politicastri che "levano gli scudi" contro la magistratura rea di fare il proprio dovere

ma aiuta anche gente non proprio di specchiata onestà

http://www.investireoggi.it/forum/te...a-vt65769.html



non so chi l'abbia detto
ma pare che
non solo il giornalista sia latitante ma anche il giornale di cui è direttore
che serviva solo per intascare il contributo statale
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Vecchio 19-09-2011, 17:43   #26 (permalink)
apota
 
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non so chi l'abbia detto
ma pare che
non solo il giornalista sia latitante ma anche il giornale di cui è direttore
che serviva solo per intascare il contributo statale
pare addirittura che il quotidiano diretto da Lavitola "L'Avanti"
non sia il quotidiano socialista, ma un clone con lo stesso nome
se andate infatti alla sede del PSI (esiste ancora)
non riconoscono il giornale come loro è farlocco dicono...
__________________
Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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Vecchio 19-09-2011, 20:05   #27 (permalink)
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Originalmente inviato da ConteRosso Visualizza messaggio
pare addirittura che il quotidiano diretto da Lavitola "L'Avanti"
non sia il quotidiano socialista, ma un clone con lo stesso nome
se andate infatti alla sede del PSI (esiste ancora)
non riconoscono il giornale come loro è farlocco dicono...
però serviva
eccome che serviva
alla grande
metto anche qui l'articolo sulla generosità "pelosa" di rubysconi...
guarda quanta gente era parcheggiata e pagata profumatamente in quel giornale inesistente




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Com'è generoso il Cavaliere

http://espresso.repubblica.it/dettag...aliere/2160068
di Michele Serra
La cartomante. I sei fratelli Lavitola. Il procacciatore di escort. Il fornitore di aragoste. L'avvocato degli avvocati. L'otorino personale. Infinito l'elenco degli italiani che si fanno mantenere da Berlusconi
(08 settembre 2011) Valter Lavitola

Oltre ai coniugi Tarantini, a Lavitola, a Lele Mora, a Emilio Fede, a Dell'Utri e a un numero imprecisato di donnine bendisposte, quanti sono esattamente gli italiani che si fanno mantenere da Silvio Berlusconi? Le Procure della Repubblica e le facoltà di Statistica di tutta Italia stanno cercando di appurarlo. Ecco i primi nomi.

Gwenda. Nome d'arte di Calogera Mazzuò, Gwenda è la cartomante preferita dal premier, che le paga uno stipendio di quindicimila euro al mese per farsi predire il futuro con il suo speciale mazzo di carte napoletane, composto di soli assi e re. "Vuoi vedere che adesso ti esce un asso oppure un re?", domanda Gwenda al premier trepidante. Puntualmente accade, e Berlusconi è felice per la buona sorte. Poi, con un altro speciale mazzo composto di soli due di picche, la donna prevede il futuro di Tremonti. Radiata dall'Ordine delle cartomanti, Gwenda è stata riammessa da quando l'Ordine è stato comperato da Berlusconi che l'ha nominata presidente. Riceve un secondo stipendio anche come caporedattore onorario dell'"Avanti!".

Fratelli Lavitola. Sono i fratelli di Lavitola, sei in tutto. Hanno aperto una catena di pizzerie composta, per ora, da una pizzeria alla stazione di Rieti e una, più piccola, alla stazione delle corriere, ancora in allestimento. Hanno chiesto e ottenuto da Berlusconi centocinquanta milioni di euro di finanziamento, sostenendo che bastano a malapena a sostenere il costo delle mozzarelle. Hanno anche vinto l'appalto per rifornire di pizza la redazione dell'"Avanti!".

Goran Uzmancic. Montenegrino, ricercato dalle polizie di mezzo mondo, si è fatto le ossa con la tratta delle bianche ed è noto negli angiporti, nelle bische e nelle bettole con il nomignolo di "Re della Fica", che gli inquirenti sospettano essere allusivo. Ha inviato a Berlusconi un catalogo illustrato di prostitute di tutto il mondo, oltre duemila pagine, comprendenti anche pezzi rarissimi come la nera dai capelli rossi, la vergine masochista e la cavallerizza poliglotta, diventando fornitore ufficiale di Villa Certosa. Percepisce un fisso di un milione all'anno più le spese di spedizione. E' condirettore dell'"Avanti!".

Omar Faraglione. Consegna carretti di aragoste vive a Berlusconi per le feste eleganti a Palazzo Grazioli. E' entrato nelle grazie del premier perché è l'unico che conosce i suoi gusti: fa indossare alle aragoste biancheria intima disegnata apposta per loro. Omar è diventato una figura molto popolare tra gli abitanti del quartiere: quando passa in canottiera con il suo carretto pieno di aragoste e reggiseni, cantando a squarciagola motivi osceni del suo repertorio da caserma, tutti sorridono perché sanno che quella sera, a Palazzo, ci sarà tanta allegria. Per ricompensare il suo fedele fornitore di aragoste, Berlusconi gli ha concesso un vitalizio di diecimila euro al mese e ha pagato la cauzione del fratello detenuto, al quale è stata affidata una rubrica di suggerimenti giudiziari sull'"Avanti!".

Avvocato Poldo Poldi. Nella galassia berlusconiana, l'avvocato Poldi ricopre un ruolo davvero delicatissimo: è l'avvocato degli avvocati di Berlusconi. E' stato lo stesso premier a voler nominare un avvocato dei suoi avvocati, anche se tutti gli suggerivano la totale inutilità dell'operazione. Poldi, per giunta, non è neanche avvocato, è un venditore di quadri rubati e pezzi d'antiquariato falsi che si è conquistato la fiducia di Berlusconi vendendogli per tre milioni di euro, grazie alla mediazione di Dell'Utri, una preziosa radio a transistor appartenuta a Napoleone. La sua parcella fissa è di centomila euro alla settimana.

Gianni Kurthofer. E' l'otorino di Berlusconi. Non lo ha mai visitato ma percepisce un onorario fisso di dodici mila euro al mese perché il premier è invaghito di sua moglie.
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