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Vecchio 28-06-2009, 10:33   #11 (permalink)
la casa non fallisce
 
L'avatar di porchetto
 
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no adesso i valori dei rogiti si avvicinano a quelli reali delle transazioni perchè chi compra un immobile in regime di registro ha tutto l'interesse a dichiarare tutto perchè la tassa di registro viene determinata in base al valore catastale e non in base al valore della transazione.

dichiarare tutto mette poi al riparo da brutte sorprese quali possibili fallimenti del venditore
porchetto non è connesso   Rispondi citando
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Vecchio 28-06-2009, 20:27   #12 (permalink)
Wake up! Stop the chinese
 
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Per gli affitti ho visto la provincia di Milano e mi appaiono molto lontani dalla realtà. Ma si sa che sugli affitti c'e' molto nero...
storm non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 29-06-2009, 08:43   #13 (permalink)
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Io credo che i dati dell' Adt siano ora sicuramente molto attendibili. D'altronde, se vogliamo fare delle considerazioni, dobbiamo basarci sempre su dati omogenei. Non possiamo trarli ora da tecnocasa, ora dall'Adt, ora dall'uppi, ora.....insomma di fonti ce ne sono a bizzeffe e con dati anche assai divergenti tra loro.
Io ho trovato sul Fol un grafico assai interessante. Non era commentato né analizzato. Io ho provato a farlo e lo ho postato qui sotto la voce "possibile andamento del mercato".
Tu sai, caro porchetto, che io ho in questo momento un eccesso di liquidità e che voglio acquistare nella mia zona un altro immobile. Dall'esame di quel grafico mi sono fatto un'idea precisa (se esatta non so) sulla possibile evoluzione del mercato e su quando - e più importante - sul "quanto" comperare.
mauro_1946 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 29-06-2009, 09:55   #14 (permalink)
la casa non fallisce
 
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Originalmente inviato da storm Visualizza messaggio
Per gli affitti ho visto la provincia di Milano e mi appaiono molto lontani dalla realtà. Ma si sa che sugli affitti c'e' molto nero...
sicuramente più che per le compravendite anche se effettivamente anche gli affitti ora vengono registrati...

Citazione:
Originalmente inviato da mauro_1946 Visualizza messaggio
Io credo che i dati dell' Adt siano ora sicuramente molto attendibili. D'altronde, se vogliamo fare delle considerazioni, dobbiamo basarci sempre su dati omogenei. Non possiamo trarli ora da tecnocasa, ora dall'Adt, ora dall'uppi, ora.....insomma di fonti ce ne sono a bizzeffe e con dati anche assai divergenti tra loro.
Io ho trovato sul Fol un grafico assai interessante. Non era commentato né analizzato. Io ho provato a farlo e lo ho postato qui sotto la voce "possibile andamento del mercato".
Tu sai, caro porchetto, che io ho in questo momento un eccesso di liquidità e che voglio acquistare nella mia zona un altro immobile. Dall'esame di quel grafico mi sono fatto un'idea precisa (se esatta non so) sulla possibile evoluzione del mercato e su quando - e più importante - sul "quanto" comperare.
sul FOL ci avevo provato con GMP (non pensare male) a vendergli un bellissimo attico con vista sulla verde campagna toscana ad appena tre fermate da Roma ad un prezzo molto molto conveniente ma niente diceva che preferiva il centro storico di roma o al limite san giovanni.

skerzi a parte a mio avviso oggi si possono fare ottimi affari in acquisto perchè se parte l'inflazione i prezzi diventeranno molto più alti anche se poi le compravendite saranno sicuramente più viscose.

devi considerare se i capitali che vuoi investire li puoi tenere immobilizzati per un lungo periodo.
porchetto non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 29-06-2009, 10:04   #15 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da porchetto Visualizza messaggio
no adesso i valori dei rogiti si avvicinano a quelli reali delle transazioni perchè chi compra un immobile in regime di registro ha tutto l'interesse a dichiarare tutto perchè la tassa di registro viene determinata in base al valore catastale e non in base al valore della transazione.

dichiarare tutto mette poi al riparo da brutte sorprese quali possibili fallimenti del venditore
Ciao Porchetto, potresti spiegarmi bene come viene calcolata la tassa di registro?? A parte il fallimento del venditore quali sono i vantaggi/svantaggi a dichiarare il valore reale dell'immobile.....ringrazio anticipatamente per la tua cortesia
sparagnino non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 05-07-2009, 08:22   #16 (permalink)
la casa non fallisce
 
L'avatar di porchetto
 
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Messaggi: 2,664
se dichiari tutto come acquirente
1. paghi sempre le stesse tasse
2. non rischi sanzioni se per qualunque ragione esce fuori il vero valore della transazione
3. sei tutelato maggiormente per ogni problema che può investire la proprietà, mi viene in mente oltre al fallimento anche abusi edilizi oppure eventuali donazioni nel passato.
porchetto non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 07-07-2009, 02:22   #17 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di menef8
 
Data registrazione: Apr 2009
Messaggi: 575
salve,
vero, i valori riportati dall'OMI sono un 20-30 % piu' bassi
verifico spesso con i dati reali....ma tenete anche conto che dai valori di agenzia si scende un 10%
parola di perito
menef8 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 10-05-2010, 19:12   #18 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di c0ltran3
 
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 393
Non sarebbe il caso di mettere in rilievo questo thread? Il link è molto utile.
__________________
"Reality is an illusion created by a lack of alcohol."
c0ltran3 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 31-08-2010, 09:50   #19 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di hellboy
 
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dati dell’Agenzia del territorio e l’ultima indagine del Censis

dati dell’Agenzia del territorio, l’ultima indagine del Censis


Il blog di casaXP > Mercato immobiliare in ripresa: i dati dell’Agenzia del territorio, l’ultima indagine del Censis, le previsioni. La casa è l’investimento più sicuro


Mercato immobiliare in ripresa: i dati dell’Agenzia del territorio, l’ultima indagine del Censis, le previsioni. La casa è l’investimento più sicuro

agosto 30th, 2010 by admin | Filed under Agenzia Immobiliare, Casa: Informazioni utili, Mercato Immobiliare, Normative Leggi Fisco Agevolazioni, Parola all'agenzia immobiliare
Oggi riprendono gli aggiornamenti, le rubriche, gli articoli del blog di casaXP dalla pausa estiva.
Riapriamo lo spazio dedicato all’informazione evidenziando le ultime rilevazioni e notizie relative al mercato immobiliare.
Dopo la lunga crisi economica, l’andamento del settore sembra confermare la ripresa. Un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi tre anni e un incremento delle compravendite soprattutto nel settore residenziale fanno infatti ben sperare.

I dati pubblicati dall’Agenzia del Territorio nella Nota trimestrale ci permettono di valutare l’andamento dei volumi delle compravendite durante il primo trimestre 2010 in Italia e di effettuare un confronto con le rilevazioni dello stesso periodo 2009.
Prima di esporre i dati è corretto segnalare che il confronto si basa con riferimento al primo trimestre 2009, periodo in cui si registrò un netto calo delle transazioni.

L’analisi elaborata dall’Osservatorio del mercato immobiliare, evidenzia le seguenti conclusioni:
- nel primo trimestre 2010 il volume di compravendite complessivo è stato di 309.947 transazioni. L’incremento risulta pari a +3,4% rispetto al primo trimestre 2009 (tasso tendenziale annuo).
Come ricordato in precedenza nel 1° trimestre 2009 si registrò una considerevole diminuzione delle transazioni: -17,8% rispetto al I trimestre 2008.
Se si effettua il confronto con il I trimestre 2008, il volume di compravendite del I trimestre 2010 risulta quindi ancora inferiore del 15% circa.
- Gli andamenti positivi si riscontrano in particolare per il settore residenziale (+4,2%), le pertinenze (posti auto e magazzini: +5,6%) e le tipologie conteggiate in “altro” (+5,6%).
- Risulta ancora in difficoltà invece il mercato non residenziale, ma con valori verso la stazionarietà.
Il settore commerciale registra -0,6% e quello produttivo -0,2%.
Il mercato del terziario registra una variazione negativa più consistente (-1,3%).

I dati nel dettaglio:
- il settore residenziale segna un tasso tendenziale positivo con 141.770 compravendite.
Riguardo alle macro-aree si evidenzia un incremento più contenuto per il Nord (+2,7%), più ampio per il Sud (+3,9%) e nettamente positivo per le regioni del Centro (+7,9%).
- Il settore terziario con 3.409 transazioni, è il settore che registra il calo più consistente. Le regioni del Centro sono le aree con il dato peggiore (-16%), mentre nel Nord (+1,8%) e maggiormente il Sud (+6,8%) registrano risultati decisamente migliori.
- Il settore commerciale con 8.677 NTN complessivi risulta stazionario. Gli andamenti migliori si riscontrano nel Sud (+5,9%) e nel Centro (+1,9%), mentre sono ancora negativi nel Nord (-5,9%).
- Anche il settore produttivo con 2.525 compravendite si conferma in generale stazionamento. Il dato risulta però in calo sia nel Nord (-4,5%) sia nel Centro (-4,7%), mentre nelle regioni del Sud l’andamento risulta decisamente positivo (+28,2%).
- Come evidenziato anche nelle Note trimestrali precedenti, il recupero del settore residenziale è evidente soprattutto nei “Capoluoghi” dove l’aumento di compravendite risulta pari al 9,7%, mentre nei Comuni non capoluogo il mercato seppur in recupero stenta a riprendersi (+1,8%).
Nelle principali 8 città e relative province si conferma la tendenza appena descritta: i Comuni non capoluogo registrano infatti un +2,5% delle compravendite, mentre le città segnano in media una significativa ripresa (+10,7% ).
Ottimi risultati con tassi superiore al 15% si riscontrano per Roma, Napoli e Firenze.

Ai dati pubblicati dall’Agenzia del Territorio aggiungiamo anche l’ultima indagine effettuata dal Censis sul mercato immobiliare e relative previsioni.
Secondo l’Istituto di ricerca socioeconomica il 2010 sarà per il settore un anno di ripresa: l’incremento è stato calcolato intorno al 3,4%.
Il Censis infatti ritiene che attualmente l’investimento più sicuro è la casa: “Un immobile è riconsiderato il canale preferibile per l’impiego dei risparmi familiari”.
Le indagini dell’Istituto relative alla propensione all’investimento evidenziano che:
- Il 22,7% degli italiani pensa che la casa sia la forma di utilizzo dei propri risparmi da privilegiare.
- Il 21,8% ritiene che i risparmi vadano mantenuti liquidi sul conto corrente.
- Solo l’8,5% preferirebbe acquistare azioni e quote di fondi di investimento.
- Nella considerazioni di questi dati è necessario sottolineare che gli italiani che dichiarano di non possedere risparmi da investire sono il 39,7%.

In base a questi dati il Censis ha effettuato alcune considerazioni:
- gli italiani sembrano pronti a riprendere gli investimenti nel mattone, ma domanda potenziale e realtà dell’offerta stentano ad incontrarsi. La problematica risulta ancora legata alla questione “prezzi”.
“La percezione di un calo dei prezzi delle abitazioni” risulta infatti sempre meno diffusa: nel gennaio 2009 questa opinione era condivisa dal 35,6% degli intervistati per poi calare al 34,3% già a giugno dello stesso anno. Nel gennaio 2010 è scesa al 33,6% per toccare nella rilevazione di questa estate il 27,2%.
- Nonostate quest’ultimo dato, l’Istituto prevede per il 2010 un leggero progresso nelle compravendite: la stima è di 630mila unità residenziali entro fine anno.
In realtà bisogna sottolineare che almeno per ora gli investimenti dei privati hanno difficoltà a carburare come previsto.
Propensione al risparmio delle famiglie, fiducia ancora debole nella ripresa economica, elevata disoccupazione sono tutti fattori che frenano ancora l’economia del settore delle costruzioni e dell’immobiliare.
Inoltre il Piano Casa non sta avendo la funzione di “volano” che ci si attendeva. La crisi ha infatti ridimensionato la spesa nella manutenzione e nella ristrutturazione del proprio immobile.
L’indagine del Censis a riguardo segnala che:
- il 9,8% degli intervistati hanno in programma una spesa per un intervento migliorativo della propria casa e la percentuale sale al 13,7% nella fascia con reddito alto.
- Il 17,2% delle famiglie ammette invece che pur avendo bisogno di interventi di manutenzione e ristrutturazione, preferisce rinviare. Tale percentuale aumenta al 21,3% al Sud, mentre nel Nord- Est scende al 13,5%.

L’ultima considerazione espressa dal Censis nella sua indagine è esplicativa della situazione attuale: “Il comparto edilizio-immobiliare ha dimostrato una eccezionale solidità nella crisi, ma ora non basta più.
Non può perdere l’enorme disponibilità di risorse dei risparmiatori. Gli italiani vorrebbero investire in immobili, ma la tassazione è ingiusta ed elevata, e i prodotti edilizi su piazza non sono coerenti”.

Le famiglie italiane sembrano quindi in attesa di condizioni di investimento più propizie e favorevoli.

Erika Mainini

(fonti: agenzia del territorio,censis)
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