Come ti stravolgo la notizia
L'opinione della settimana
di Roberto Domenichini
I giornali al servizio del potere pubblicano spesso articoli lusinghieri su fondi etici, consulenza pseudo-indipendente, normative sulla trasparenza dell’ISVAP, regolamenti Consob …
Purtroppo può capitare che scrive queste cose non abbia mai frequentato un corso dove viene spiegato come vendere polizze vita stracolme di caricamenti nel “rispetto” della trasparenza. Vi assicuro che Zelig fa molto meno ridere! Ma il giornalista di turno scriverà che tale legge tutela il risparmiatore.
Se poi viviamo in un periodo di bolla speculativa, come quella recente del 1999-2000, allora i titoli saranno altisonanti durante la salita e viceversa durante la discesa ovviamente con un linguaggio poco comprensibile.
Ma essendo io un ragazzo semplice quando leggo un articolo dove non si capisce niente penso che il giornalista o abbia poco da dire o molto da nascondere.
Con questo non voglio dire che i giornalisti siano sempre in mala fede. Al contrario penso che molti facciano bene il proprio lavoro, nel limite del possibile. Ci sono poi comportamenti anche molto scorretti. Se ad esempio un giornalista ritiene che una società quotata in Borsa sia “meritevole” di essere sponsorizzata è sufficiente che egli cerchi un “esperto” in materia finanziaria che sia disposto a esprimere un giudizio concordato a priori.
Emblematica è a tal proposito la testimonianza di Robert Shiller (economista americano, autore del libro “Euforia irrazionale” sul ruolo dei mezzi di informazione nella nascita e nello sviluppo delle bolle speculative): “Nel corso degli anni, mi è stato chiesto da vari giornalisti se volessi fare dichiarazioni a sostegno di un certo punto di vista più estremo. Quando rispondevo negativamente, mi chiedevano se potevo indicare qualche altro esperto che fosse disponibile a farlo”.
Alcuni mass media citano le opinioni dei “personaggi finanziari” in quanto preferiscono opinioni superficiali ad analisi approfondite. Per dirla con le parole di Marco Travaglio:
“Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni”.
Ecco allora che la società di turno che dovrebbe fallire immediatamente secondo i dati di bilancio diviene un buon acquisto per il testa e spalle dell’analista tecnico. Intervistiamo su Bloomberg i vari “guru” che non sanno neanche di cosa si occupa la società ma che hanno la ricetta pronta per dimostrare che quando torneranno i dinosauri sulla terra il titolo potrebbe anche valere il doppio.
Cari lettori quando leggiamo i giornali e ci troviamo d’accordo sempre con quello che scrivono ricordiamo la massima di Mark Twain: “Quando ti trovi d’accordo con la maggioranza, è il momento di fermarti a riflettere”.
Del resto,
come mi ha fatto notare un vero professionista come Maurizio Piglia, in un paese dove l’Alitalia non è ancora fallita non possiamo pensare che tutto fili liscio.
Roberto Domenichini
http://www.saperinvestire.it/index.p...735&Itemid=125