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Vecchio 12-08-2009, 11:39   #1 (permalink)
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Analisi ciclica e altre tecniche.

Su alcuni temi Non è mia intenzione incrinare le convinzioni e le basi teoriche di altri trader , il mio intento è quello di esporre gli argomenti sviluppandoli in chiave diversa.

PREAMBOLO

La matematica si crea in virtù di un’ azione libera e indipendente dall’ esperienza , si sviluppa da una singola basilare intuizione a priori , che potrebbe essere chiamata invarianza nel cambiamento, come anche unità nel molteplice.

Fin dall’ antico pitagorismo ,con l’aritmetica e la geometria si cercò di spiegare come la trasformazione delle grandezze potessero accompagnarsi all’ esperienza dell’ invariante e dell’ identico.

Alcune tecniche per esprimere il fenomeno dell’ invarianza risalgono a tempi antichissimi, ma non devono considerarsi per questo obsolete.

Quelle tecniche continuano a far parte di una scienza che non smette di cercare pur nella divisione e nella specializzazione , l’unità nel molteplice.

Tutte le cose si paragonano al numero , così suona un celebre detto pitagorico, principio di un’ interminabile sequenza di scoperte che, nel corso della storia, ne fornirono altrettante conferme e testimonianze.

Il detto si basa su un’ idea di conformità che apre alla possibilità del paragone, in cui si condensa tutta la questione del rapporto tra le cose e l’astrazione del numero.

Al paragone e alla conformità si affianca un’ idea di condivisione , una sorta di comunicazione tra le forme materiali molteplici e corruttibili e le forme intellegibili e incorporee, un contatto che non è sovrapposizione, ma solo vicinanza, possibilità di raffronto e di arrangiamento del molteplice in conformità a un principio unificante.

I pitagorici, riferisce Aristotele , parlavano a questo proposito di IMITAZIONE , mentre Platone per esprimere la stessa idea , preferiva PARTECIPAZIONE.

I pitagorici, si legge ancora in Aristotele, sembrano ritenere che il numero è il principio, sia in quanto materia per le cose sia in quanto costituente le loro modificazioni, e i loro stati permanenti.

Per Platone numeri e forme erano strettamente legati.
Egli sosteneva che i numeri sono ( principi casuali per le altre cose ) e che la stessa connotazione spetta alle forme.

Se si dovevano cercare gli elementi ultimi di tutto ciò che esiste ci si poteva quindi basare sia sulle FORME che sui NUMERI.

Entrambi venivano da lui ricondotti a due principi fondamentali IL GRANDE e IL PICCOLO , pertinente alla materia è l’ 1 riferito all’ ESSENZA.

La tesi che l’ uno e il grande e piccolo fossero le cause ultime < per le altre cose > assume un senso più preciso se si tiene conto del ruolo complessivo della matematica pitagorica e platonica.

Che cosa sono e che cosa vogliono significare i numeri ?

La risposta ovvia alla classica domanda di Dedekind sarebbe che i numeri servono anzitutto a contare degli oggetti, e che le varie teorie del numero che si sono succedute nel tempo indicano delle possibili estensioni e generalizzazioni di questo processo del contare.

Nella matematica antica si trovano non solo anticipazioni di teorie scientifiche recenti, ma anche i segni di un complesso sistema di esperienze del quale potevano far parte una teoria metafisica o una concezione della natura o il modo di prospettare un problema etico. ( citazione Paolo Zellini )

Questo ruolo riguardava innanzitutto i numeri in sé, il loro sviluppo spaziale in successioni regolate da INCREMENTI o CONTRAZIONI ( il grande e il piccolo ) secondo una legge l’ UNO che ne manteneva inalterata la forma.
Ma il fatto decisivo era la funzione di CAUSA attribuita ai concetti matematici nei confronti di costruzioni e trasformazioni di figure elementari dello spazio, come pure la ricerca, attraverso problemi specifici, dell’ equivalenza e dell’ invarianza, o della permanenza della forma e dei rapporti.

Nelle operazioni usate per mettere in relazione reciproca grandezze diverse.
Aristotele per esempio si riferiva ai medi proporzionali come alla vera causa della trasformazione di un rettangolo in un quadrato della stessa area , e anche l’incommensurabilità di due grandezze aveva una sua CAUSA , la quale sarebbe stata riconoscibile nella speciale struttura di un processo computazionale basato su un principio di sottrazione : solo attraverso questo processo si poteva capire quale relazione o rapporto unisse, pur nella loro diversità è incompatibilità metrica ( o incommensurabilità ) , le grandezze in questione !.

I numeri erano principi casuali in virtù del loro effetto di omologazione e della loro capacità di esprimere la natura del rapporto tra due enti diversi, facendo scoprire il simile nel dissimile.

Causa di ciò che e altro era il fondamento e il motivo della riconoscibilità di ciò che appare ogni volta diverso , diverso perché soggetto a trasformazione, o perché coinvolto in processi di crescita o diminuzione.

Quando un numero dispari o se preferisci pari si aggiunge una pietruzza, ovvero anche la si tolga, credi TU che quel numero rimanga ancora il medesimo.

No certo !

Così sono anche i cicli di borsa , uno cresce, l’altro cala , in mutamento siamo tutti, per TUTTO il TEMPO.

La ricerca di forme simili che si riproducono , come sostiene Platone , è il concetto principale di quella branca che porta il nome di analisi frattale.
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Il troppo pensare puo' portare a sciagurate indecisioni. Come si puo' effettivamente agire se la riflessione viene perpetrata cosi' a lungo da impedire di colpire al momento giusto.

Ultima modifica di TENENTE COLOMBO : 25-03-2010 alle ore 09:07.
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Vecchio 12-08-2009, 11:52   #2 (permalink)
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Questa è una mia personale visione sulla teoria del ritmo 3 applicata a cicli particolari di borsa.


a questo link trovate la mia esposizione in merito :


http://www.scribd.com/doc/18477013/TEORIA-CICLICA-RITMO-3-



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Vecchio 12-08-2009, 11:56   #3 (permalink)
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Questo è il link per chi desidera approfondire le candele giapponesi.

Strumento grafico preferito dagli analisti ciclici.


http://www.scribd.com/doc/16925680/La-Candlestick-Analysis


buona lettura


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Vecchio 12-08-2009, 11:59   #4 (permalink)
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Dispensa sui volumi .

http://www.scribd.com/doc/18366232/L...Oro-Sui-Volumi
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Vecchio 12-08-2009, 12:03   #5 (permalink)
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Struttura ciclica tradizionale.

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Vecchio 12-08-2009, 12:11   #6 (permalink)
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poichè un' immagine vale più di mille parole , segue una carrellata di diagrammi.

( per chi se lo chiedesse wseagle sono sempre io è un mio vecchio nick )
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Ultima modifica di TENENTE COLOMBO : 12-08-2009 alle ore 12:55.
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Vecchio 12-08-2009, 12:14   #7 (permalink)
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struttura convenzionale.

con linee di tendenza rappresentative dei cicli ................per esempio la linea tracciata sui due minimi del primo ciclo a 4 giorni ( T-1 ) di un settimanale ( TRACY ) quando perforata ci indica che la fase rialzista di tale ciclo ( Tracy ) è terminata.

Per essere più tempestivi si utilizza lo stesso procedimento sui cicli di ordine inferiore.

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Vecchio 12-08-2009, 12:17   #8 (permalink)
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Schema della struttura sinusoidale.

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Vecchio 12-08-2009, 12:20   #9 (permalink)
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Suggerisco la lettura di Analisi tecnica dei mercati finanziari di J.J.Murphy

Testo fondamentale che ogni trader che si rispetti dovrebbe avere letto.
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Vecchio 12-08-2009, 12:22   #10 (permalink)
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