De Lise, già membro del comitato etico
Agcom, nel 2008 con Riccardo
Chieppa non riscontrò cattiva condotta al comportamento vergognoso del commissario Giancarlo
Innocenzi al telefono con Berlusconi, che nel 2007 chiamava “
grande capo”.
De Lise è
consultore di Propaganda Fide, l’ente vaticano che gestisce
2.000 appartamenti soltanto a Roma e ha un genero avvocato amministrativista che si chiama
Patrizio Leozappa, nominato nelle intercettazioni della cricca.
Si sarebbe interessato del ricorso al Tar presentato dal circolo sportivo abusivo
di Anemone andato alla ribalta grazie all’ex ministro
Lunardi, che spiegò l’affare di un intero palazzo a soli 3 milioni di euro ottenuto da Propaganda Fide dicendo che “
Angelo Balducci, il presidente del Tar De Lise e suo genero avvocato Leozappa, gestivano il patrimonio di Propaganda Fide perché a Roma tutti fanno 3 lavori”.
De Lise, al Fatto ha detto di non essersi mai interessato di immobili.
Ebbene, oggi sappiamo dai pm
Tavernisi e
Sottani dalla procura di Perugia, che indagano sugli appalti pilotati del G8, che il presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise ha incassato un
assegno di 250 mila euro ai tempi di quan’era ancora capo del Tar del Lazio.
La segnalazione “
sospetta” è della
Banca d’Italia e di un supplemento di indagine del
Ros di Firenze su alcune intercettazioni telefoniche che lo riguardano.
L’accredito dell’assegno sul conto corrente di De Lise avvenne nel luglio del 2009, il traente di quell’assegno è un noto avvocato amministrativista, “
di cui non si comprende il tipo di rapporto e nemmno l’entità dell’importo“.
L’ombra sul ruolo di De Lise come presunto fulcro degli interessi della
cricca Anemone-Balducci viene da un’intercettazione del 26 febbraio 2008, in cui il costruttore Emiliano
Cerasi (titolare della “
Sac” che si è aggiudicato l’appalto per il nuovo teatro di Firenze) dice preoccupato all’allora provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio
De Santis: ”
Carducci utilizza l’avvocato Izzo che è molto pericoloso specialmente in Consiglio di Stato! Io metterò Patrizio”.
L’avvocato Izzo difendeva Valerio
Carducci che era ricorso al Tar del Lazio per l’aggiudicazione dell’appalto considerata illegittima. Patrizio, invece, è Leozappa, genero di De Lise, crocevia degli incontri tra Balducci, Anemone e il suo commerciatlista Stefano
Gazzani.
L’ufficio legale di Leozappa è di proprietà di Propaganda Fide di cui suo suocero è consultore.
E’ in via Bocca di Leone 78.
Cerasi puntava sul genero di De Lise per ottenere sentenza favorevole dal Tar.
Che infatti
arrivò il 16 aprile 2008, con la bocciatura del ricorso di Carducci. A firma del presidente De Lise.
Secondo il Ros la decisione del Tar
è pilotata.
Infatti, 2 anni dopo, senza più De Lise presidente, la sentenza viene ribaltata dal Tar del Lazio che ha accolto il ricorso di Carducci.
Sentenza confermata dal Consiglio di Stato che ha ritenuto di trasmetteere gli atti dell’intera vicenda alla Corte dei Conti per “
le macroscopiche irregolarità di aggiudicazione della gara.”
Per ora Pasquale De Lise non è indagato. Se i pm decidessero di indagarlo sarebbe il secondo magistrato, dopo Achille
Toro, ad essere coinvolto nella ormai maxi inchiesta sulla cricca.
Auguriamoci davvero che i magistrati non si siano lasciati corrompere…(!!) perché davvero questo Paese non avrebbe speranza di ripresa.
http://www.danielemartinelli.it/2010/09/04/alto-magistrato-nella-cricca/