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Vecchio 26-04-2007, 18:41   #3 (permalink)
Sharnin 2
Utente Senior
 
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Trovato su un blog

sintesi dei fatti: il 13 Ottobre 2006 una mamma denuncia presunti abusi sul figlio Matteo (nome di comodo); abusi che una perizia medica non conferma.
I racconti di Matteo parlanti di croci uncinate e diavoli, trovano conferma in un’altra decina di bimbi le cui famiglie sono legate da profonda amicizia.
In pratica, secondo i bambini, 3 maestre (2 delle quali sessantenni e prossime alla pensione), una bidella, il marito di una di esse (regista televisivo, ex-rai) ed un addetto alla pompa di benzina cingalese avrebbero prelevato, in pieno giorno, con l’ausilio di un pulmino, 15 bambini e li avrebbero condotti in una villa. Qua, mascherati da diavoli, gli avrebbero costretti, drogandoli, a pratiche sessuali filmando il tutto.
Partono gli interrogatori e le perquisizioni. Intervengono perfino i RIS su richiesta del Pm Marco Mansi che coordina le indagini.
Risultato???
Nulla; ne una foto, ne una maschera, ne un filmato. Nessuna traccia delle droghe utili a narcotizzare i bimbi; anzi gli stessi non riconoscono la villa dei presunti abusi.
Inutile dire, anche, della totale mancanza di testimoni delle uscite o del pulmino fantasma che non risulta noleggiato in nessun autonomo.
Non compare uno straccio di prova.
I genitori dei bimbi, intanto, si sono strutturati in un’associazione, l’AGERIF, che comincia ad agitarsi alquanto.
Chiede l’allontanamento delle maestre sospettate e non ottenendolo si scatena contro la direttrice, Loredana Cascelli (cha manifesta solidarietà alle maestre), chiedendone l’’allontanamento per bocca della signora Arianna Di Biagio, vice-presidente AGERIF.
Non ottenendo neanche questo, si augura che la Cascelli venga indagata anch’essa per pedofilia, secondo lo stesso schema di Brescia; chi dubita è necessariamente pedofilo in combutta con gli altri.
“Non basta sospendere gli indagati: andrebbe allontanato per sicurezza tutto il personale della scuola». Dirà Simone Rocchini, presidente AGERIF: «La scuola è piccola e qualcun altro potrebbe avere taciuto: per questo sarebbe meglio fare a meno per un po’ di tutti i dipendenti della materna Olga Rovere". “E poi - continua - non possiamo escludere che nel mirino della magistratura ci siano anche altre persone”
Il tono di questa associazione diviene sempre più aggressivo anche perché nel frattempo, l’AGERIF si avvale della collaborazione auto-offerta di un nuovo (non per il giustiziere) e tragico personaggio: Massimiliano Frassi (vedi il giustiziere e i professionisti dell’antipedofilia…).
Specializzato nel costruire falsi dossier e nel calunniare le persone, fornisce le psicologhe (le stesse della cantonata a Brescia) all’AGERIF e con esse induce i falsi ricordi nei bambini.
Il Frassi, inoltre, educa i sprovveduti colleghi dell’AGERIF, su come muoversi a livello politico ed ottenere finanziamenti per la neonata associazione.
Il paese, intanto, mal sopporta l’AGERIF e organizza una raccolta di firme a sostegno delle maestre; due delle quali in servizio da più di 30 anni nel paese, stimate madri e nonne di bimbi della stessa età dei finti/abusati. Le firme saranno, circa, 5000 in un paese di 7000 abitanti.
Il Frassi e l’AGERIF parleranno di omertà di paese…
E veniamo ai fatti di oggi.
Il pm Marco Mansi chiede, ed ottiene, 6 ordini di custodia cautelare (in carcere!!!!) per gli indagati.
Nuove prove????
Affatto…. L’accusa non ha nulla e spera in una confessione di qualche indagato (magari il cingalese, il più debole e spaventato del lotto in virtù del suo stato di extracomunitario) secondo lo schema di certi pm.
Una pratica, molto fruttuosa ai tempi di tangentopoli, ma indegna di una paese civile e moderno


Apprendo che non é affatto un caso isolato.
A Brescia, qualche mese fa, una vicenda analoga (ma proprio eguale!!!) si é conclusa con l'assoluzione di tutte le maestre.
Solo che le assoluzioni passano sempre in secondo piano...
E gli attori erano sempre gli stessi...
Massimiliano Frassi e la sua Prometeo.
Anche là fu lui a costruire l'accusa e i falsi ricordi.
E questo lo dice la sentenza assolutoria...

Repubblica oggi:
Nunzia Pellegrini, maestra da 15 anni presso la scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio, ritiene che non ci sia nulla di vero nelle accuse rivolte alle sue colleghe finite in carcere. Intervistata dal Tg1 davanti ai cancelli dell'asilo, l'insegnante afferma: "A parte che io conosco benissimo queste persone e ce le ho nel cuore, ma la scuola la vedete, ci sono vetrate dappertutto, tutte le aule danno sul corridoio e sul giardino. Se queste persone uscivano - aggiunge - le avremmo viste per forza, ci controllavamo l'una con l'altra".


Vorrei sapere chi è questo Massimiliano Frassi
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