Discussione: Elettori senza potere
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Vecchio 30-07-2010, 18:48   #2 (permalink)
ANHA
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Negli Stati Uniti o in Inghilterra non succederebbe.
Lì, se un deputato viene sorpreso con le dita nella marmellata, la sua constituency gli sbatte la porta in faccia senza troppi complimenti, e lui poi difficilmente trova un altro collegio elettorale.

Lì l’accountability, la responsabilità dell’eletto verso l’elettore, è l’olio che fa girare il motore democratico.
Lì la reputazione dei politici è come la verginità: quando l’hai persa è per sempre, non c’è chirurgo plastico che tenga.

Noi, in Italia, questa medicina non l’abbiamo mai bevuta.
Neanche ai tempi della Dc, un partito che ha pietrificato per 45 anni ogni alternanza di governo.
Sarà che abitiamo in un Paese cattolico, dove il confessionale monda ogni peccato. Sarà l’eredità delle corporazioni medievali, un mondo dove il mestiere dei padri spettava di diritto ai figli, senza concorrenza, senza ricambio d’uomini e di idee.

Ma certo dal 2005, da quando abbiamo in circolo questa legge elettorale, lo spettacolo è scaduto ulteriormente. Servirebbe l’uninominale, uno contro uno. Servirebbe la possibilità di revocare gli eletti immeritevoli. Invece la politica italiana ha revocato gli elettori.

"… Anche se gli alleati causeranno la caduta di Berlusconi, dovranno rispondere ad una domanda che ogni cittadino ha il diritto ed il dovere di rivolgere loro: dove eravate voi quando Silvio Berlusconi costruiva e rafforzava il suo potere devastando la libertà di tutti?”.
Poiché dovranno ammettere che erano con Berlusconi e che lo hanno aiutato ad erigere il suo sistema di corte, dovranno avere la bontà di spiegare in che cosa e perché il Berlusconi del, poniamo, 2001-2006, sarebbe diverso dal Berlusconi del 2010 a tal segno che il primo doveva essere sostenuto, il secondo deve essere combattuto.

È bene non dimenticare che senza alleati non avrebbe avuto la maggioranza per governare e l’Italia si sarebbe risparmiata quindici anni di degrado civile. […] I casi sono due: o questi signori non capirono per difetto di sapienza politica, e allora non meritano di essere leader e devono ritirarsi in buon ordine a svolgere attività più consone ai loro talenti; o capirono perfettamente e, gli alleati, decisero egualmente di sostenere Berlusconi, l’opposizione, di non combatterlo, allora sono tutti complici e, a maggior ragione, dovrebbero lasciare il posto ad altri che sappiano parlare un linguaggio davvero alternativo a quello berlusconiano e sappiano far seguire alle parole azioni coerenti. […]

L’emancipazione dal sistema berlusconiano non avverrà quando al governo ci saranno vecchi alleati insieme ad accomodanti oppositori, ma quando a guidare la Repubblica ci saranno donne e uomini che, alla domanda “dove eravate voi?”, potranno rispondere “dall’altra parte. Sempre!”".

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