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GAS NATURALE: PUNTARE SUL LUNGO, IL GIOCO E' TRA SCORTE E SPECULAZIONE
di WSI
Nei prossimi anni potrebbe avere un ruolo cruciale tra le fonti di energia. Ma per ora le quotazioni restano penalizzate. Future ed Etf gli strumenti a disposizione. Alcuni consigliano di aspettare, per altri invece...
Forse sono in pochi a crederlo, vedendo valutazioni estremamente basse e incapaci di stare al passo con la corsa del petrolio. Ma in un settore, quello del gas naturale, difficile da interpretare, per i contrarian c'e' una certezza: gli operatori a stelle e strisce rappresentano una "magnifica" risorsa a disposizione degli Stati Uniti che tra l'altro contribuiscono alla tenuta dell'economia. Peccato che ancora nessuno se ne sia accorto, sottovalutandone le potenzialita'.
L'idea, che trova concorde l'analista Phil Flynn di PFG BEST, e' la seguente: la nuova produzione di metano estratto dalle rocce insieme a innovative tecniche di trivellazione hanno aiutato il settore manifatturiero americano a rispettare le stime sui costi dell'energia permettendo loro di essere piu' competitivi e meno in balia ai rischi legati proprio ai prezzi energetici. Il punto, sostiene l'esperto, e' che l'amministrazione non spinge su questo comparto evitando di farne una parte preponderante della propria politica energetica. Se e' vero che si va verso la stabilizzazione dei costi energetici, e' grazie agli operatori del settore del gas naturale, dice il broker.
Una voce altrettanto positiva e' arrivata dal ceo di ConocoPhillips James Mulva, certo che il gas naturale avra' un ruolo crescente negli anni a venire. Il motivo e' legato alla transizione verso le energie rinnovabili. "Il gas naturale rappresenta un soluzione energetica di lungo termine", ha spiegato, prevedendo la sua affermazione come prima fonte energetica nel 2050, quando la popolazione mondiale dovrebbe toccare quota 9.2 miliardi di persone (circa un terzo di piu' di ora) e sollevare di conseguenza interrogativi sulla domanda di energia.
Sul ruolo crescente di questa risorsa si e' detto d'accordo anche il segretario americano all'energia Steven Chu, che pero' e' meno convinto che il gas naturale possa aggiudicarsi il titolo di "bridge (o transition) fuel", un ponte verso l'energia pulita del futuro.
Se cosi' fosse i prezzi saranno destinati a correre. Ma per il momento ci troviamo in area $4 per mm/BTu (livello testato nel giorno in cui l'Energy Information Administration ha comunicato un calo delle scorte piu' contenuto del previsto). Si resta lontani dai massimi di un mese fa a quota $6.10 e ben lontani dal picco del 2008, quando le quotazioni avevano superato i $13. Da un punto di vista tecnico un interessante recupero sarebbe da prendere in considerazione oltre quota $4.70.
Il perche' di un simile andamento? Per alcuni sta nell'eccesso produttivo, per quanto la domanda sia stata sostenuta da un gelido inverno. Motivo per cui le scorte si trovano a livelli ancora piuttosto alti, anche se va detto che risentono della stagionalita' del momento (crescono tra aprile e ottobre per poi invertire la rotta quando si torna ad accendere il riscaldamento). Le quotazioni, inoltre, possono risentire di eventuali problemi sulle pipeline di trasporto ricordando come questo sia un mercato regionale: la distribuzione di gas, insomma, dipende in gran parte dalla presenza dei gasdotti. Va inoltre considerata la variabile metereologica. Poco c'entrano, invece, le quotazioni del petrolio o l'andamento valutario.
Per Goldman Sachs e' tutta una questione di scorte. La rivoluzione del gas naturale estratto dalle rocce ha continuato ad escludere dai giochi la produzione a costi piu' alti, spingendo gli analisti della banca a ridurre le previsioni sui prezzi. I cambiamenti riscontrati a livello di scorte hanno inoltre finito per esacerbare la situazione riguardante le scorte di gas naturale LNG e nel contesto la loro eccessiva mole nei mercati mondiali, contribuendo a creare un ritracciamento dei prezzi rispetto al gas europeo indicizzato al petrolio, che risulta piu' caro.
Come investire? Sono due le alternative. Puntare direttamente sul future quotato a New York, che fa riferimento al prezzo del gas disponibile a Henry Hub, località della Louisiana su cui convergono le pipeline provenienti da diversi Stati degli Usa. Oppure comprare Etf (UNG) e certificati che ne replicano l'andamento.
Non sono in molti pero' a dirsi disposti a farlo. Alcuni operatori ne stanno alla larga, convinti che il rapporto rischio/rendimento sia sfavorevole. Un esempio? La scadenza di dicembre 2010 del future ha un sovrapprezzo rispetto agli attuali livelli di circa il 25%. Tradotto: se a fine anno i prezzi saranno gli stessi di ora, l’investitore si troverà ad aver perso circa il 25%. Altri ancora consigliano di stare alla finestra, considerata la stagionalita'.
Segnali di forza potrebbero arrivare solo con la speculazione. Segnali rialzisti che sono gia' stati riscontrati nella performance di alcuni player del settore. I prezzi sono calati di quasi il 20% nel 2010, ma alcune utility si sono mosse in controtendenza.
"Con i prezzi cosi' bassi le utility del gas hanno un paio di modi per trarne beneficio", ha dichiarato all'emittente Usa CNBC James Lykins, analista per le utility del gas di Hillard Lyons. Finche' c'e' volatilita' le utility non sono influenzate da un rialzo o da un ribasso dei prezzi del gas.
Nel frattempo Philip Gotthelf, presidente e analista delle commodity di Equidex, ha detto che il gas naturale sta emergendo dalla nuova onda dell'energia verde come una delle fonti di carburante piu' richieste e conveniente.
"Stiamo gia' ricevendo segnali che indicano come l'infrastruttura del settore dei trasporti potrebbe rimodellarsi in modo da tenere conto del gas naturale". Una scommessa che si traduce in un'azione precorritrice dei tempi. Pertanto non dovrebbe stupire il fatto che le societa' che potranno trarre beneficio da questi cambiamenti si spingano in rialzo anche se i prezzi stanno scendendo.
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