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Vecchio 12-03-2010, 14:15   #1 (permalink)
ANHA
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Crescita, debiti, PD e PDL

C'è un concetto che, più di qualsiasi altro, DEVE essere compreso da chi si occupa di questioni economico-finanziarie a scopo di profitto.

Non credo ai profeti, i maghi e gli unti dal signore ... credo, anzi, che quasi sempre siano degli impostori che sfruttano l'ignoranza di chi li ascolta, per costruire la loro fama, ricchezza, predominanza ...

Non credo nella fortuna (intesa come "caso benevolo") la fortuna non ha scampo di fronte all'esperienza.

Ebbene, il concetto è che la nostra economia si basa sul debito ... tutta la ricchezza prodotta poggia sul debito.

Comprenderlo è semplicissimo: se il Pil è la ricchezza, esso è anche uguale a M x V ... dove M è la massa monetaria e V la sua velocità di circolazione ... il Pil, dunque, è direttamente proporzionale alla massa monetaria ... ovvero il denaro creato dal nulla che nasce come debito di qualcuno che quel denaro lo utilizza, verso il "creatore" dello stesso (il sistema bancario).

Più Pil (ricchezza prodotta) è uguale a più debito.

Se vi fermate a rifletterci, comincerete a capire l'inevitabilità delle crisi economico-finanziarie e lo strapotere del sistema bancario che, di fatto, è il vero padrone della ricchezza mondiale.

ALTRO CHE PDL E PD-L

Se sommate i debiti dello stato, delle famiglie e delle aziende (quindi il debito totale di una nazione) esso cresce ogni anno in misura proporzionale alla crescita del benessere materiale (il Pil) ...
e non può essere diversamente, dal momento che Pil= M x V.
In poche parole, sto dicendo che: più una nazione è "ricca" e più debiti DEVE avere.

Come si può ridurre il debito?

Spendendo meno di quanto si guadagna ... in termini economici, ciò si chiama recessione ... se l'insieme di stato + famiglie + imprese spende meno di quanto guadagna ... i consumi e gli investimenti si riducono ... e siccome Pil= Consumi + Investimenti + (Esportazioni -Importazioni) ... riducendo i consumi e gli investimenti, anche il Pil si riduce.

Quindi: aumento del Pil aumento dei debiti, riduzione del Pil riduzione dei debiti.

Una volta compreso questo passaggio basilare, si capisce anche tutto il resto ...
Si capisce, ad esempio, perché gli Stati Uniti hanno avuto un economia tanto "brillante": hanno fatto tanti "DEBITI" ... hanno aumentato i consumi e gli investimenti ... ed hanno incrementato il Pil ...

E la Spagna, la Grecia, l'Irlanda .... i miracoli economici europei degli ultimi 10 anni?

Stessa musica ... debiti a go-go e Pil in continuo rialzo.
Ora, i debiti non possono crescere a dismisura, giacché, prima o poi, quelli che prestano diventano nervosi e, perdono fiducia nell'indebitato ... e allora sono cavoli amari!

Prima dei "miracoli europei", abbiamo avuto la Russia, l'Argentina, l'Indonesia, la Thailandia ... etc.. etc.. tutti "miracoli economici" finiti in default ... Pil in forte rialzo, accompagnato da grandiosi "DEBITI" che, alla fine, sono esplosi.

Ora, se uno capisce questo semplicissimo concetto, capisce anche che BISOGNA ASTENERSI dal prestare soldi agli stati che hanno tassi di crescita molto elevati ... a meno che, la crescita non provenga dalle esportazioni ... e qui veniamo alla Cina.

Il Pil, come visto, è uguale a: Consumi + Investimenti + (Esportazioni - Importazioni) ...
La crescita prodigiosa della Cina (oltre il 10% l'anno) proviene dalle Esportazioni e, quindi, non solo non procura debiti, ma addirittura genera crediti ...

Se importo 100 ed esporto 80, devo prendere a prestito 20 ... se invece, importa 80 ed esporta 100, ha 20 di eccedenza e può prestarli a me ... il commercio mondiale è un "gioco" a somma zero ... sommando deficit e surplus di tutti, il risultato finale è zero.

La Cina, dunque, grazie ai forti surplus commerciali non solo non ha bisogno di prestiti, ma può prestare soldi ai suoi clienti (soprattutto americani) in modo che questi continuino a comprare i suoi prodotti ...

Gli altri paesi (Grecia, Spagna, Argentina, etc..) erano (e sono ancora) in forte deficit commerciale con l'estero e, dunque, i loro "miracoli economici" dipendevano da forti consumi interni che provocavano un eccesso di importazioni sulle esportazioni (e da qui il deficit con l'estero) le quali, a loro volta, dovevano essere finanziate con i "DEBITI" (i famosi "bond" argentini o i simili titoli di credito emessi da Grecia, Spagna, etc..) che, aumentando di anno in anno, sono diventati insostenibili.

Riepilogando: se la Spagna (ad esempio) cresce ad un ritmo del 3% l'anno e, nel contempo, è in deficit con l'estero del 3% l'anno, prestargli denari (comprando, ad esempio, i suoi titoli di stato) significa accettare il rischio di "FREGATURA"; se poi uno non si fa neanche pagare il rischio (accettando tassi di interesse simili a quelli sui bund) allora non è più uno che gli piace il rischio ... ma un pirla.
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