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EURISTICA di RAPPRESENTATIVITA'
(1973 Tversky e Kahneman)
Venivano presentate ad un gruppo di soggetti delle brevi descrizioni di personalità, tratte a caso da 100 descrizioni relative ad un gruppo di professionisti, di cui 30 erano ingegneri e 70 avvocati. (ad un secondo gruppo veniva proposta una proporzione inversa: 70 ingegneri e 30 avvocati).
Questa informazione veniva fatta seguire da una descrizione di personalità rappresentativa dello stereotipo degli ingegneri, di cui si chiedeva di stabilire la probabilità che la persona descritta fosse proprio un ingegnere:
“Jack ha 45 anni, è sposato e ha 4 figli. E’ di tendenze piuttosto conservatrici ed è molto accorto e ambizioso. Non ha interessi nel campo politico o sociale e passa la maggior parte del suo tempo libero in attività come il bricolage, la vela e i giochi matematici”.
Lo scopo dello studio era quello di verificare l’effetto che le due probabilità di base avrebbero avuto sul giudizio finale.
Risultato: la media delle risposte fornite dai soggetti nelle due condizioni non si rivelò significativamente diversa.
I soggetti basavano quindi le loro risposte solo sulla tipicità, o rappresentatività delle caratteristiche di Jack rispetto alla categoria degli ingegneri, trascurando quasi del tutto la quantità di ingegneri presenti nel campione.
L’euristica della rappresentatività è una scorciatoia di pensiero che consente di ridurre la soluzione di un problema inferenziale a un’operazione di giudizio particolarmente semplice. Questa euristica induce a valutare la probabilità di un’ipotesi, in base ad un giudizio di similarità. Si tratta, nella sostanza, di un giudizio circa la rilevanza (in che misura gli attributi che appartengono all’esemplare A consentono di collocarlo nella categoria B?) che produce un giudizio di probabilità (quanto è probabile che A sia un esemplare della categoria B?).
L’errore sistematico più frequente in relazione a quest’euristica è:
l’insensibilità alla probabilità di base (a priori) secondo cui, come dimostrato dagli esperimenti di Fischoff e Bar-Hillel (1984), i profili fortemente stereotipati risultano in grado di contrastare completamente, fino ad annullarle, le probabilità a priori fornite ai soggetti.
EURISTICA di DISPONIBILITA'
L’euristica della disponibilità valuta la probabilità che si verifichi un determinato evento sulla base della facilità con cui ricordiamo o siamo in grado di pensare ad esempi relativi. Generalmente elementi che appartengono a un’ampia classe sono ricordati meglio e più velocemente di elementi che appartengono, invece, a classi più ristrette; così come eventi ritenuti molto probabili sono ricordati meglio di eventi ritenuti poco probabili.
Esempio: stimare la probabilità o frequenza che una data lettera dell’alfabeto si trovi all’inizio di una parola, rispetto alla terza posizione.
Tuttavia, normalmente, l’immediata disponibilità alla mente di fatti o eventi costituisce un buon indizio per stimarne la frequenza, proprio perché i casi più frequenti sono più facili da ricordare o immaginare rispetto a quelli meno frequenti. Bisogna in ogni caso tener presente che la disponibilità di casi o eventi è influenzata anche da altri fattori oltre alla frequenza o alla probabilità effettive di occorrenza. Quindi, affidarsi a tale strategia per esprimere giudizi può condurre a errori prevedibili in quanto sistematici
EURISTICA di ANCORAGGIO
L’euristica di ancoraggio e accomodamento si verifica quando, dovendo emettere dei giudizi in condizioni di incertezza, le persone riducono l’ambiguità ancorandosi ad un punto di riferimento stabile per poi operare degli aggiustamenti ed infine raggiungere una decisione finale. In altre parole, si tratta di processi di stima di un qualche valore a partire da un certo valore iniziale, rispetto al quale viene accomodato il nuovo esemplare.
Kanhneman e Tversky (1974)
Chiesero ai soggetti di apportare una correzione ad una stima arbitraria che era loro proposta a proposito della percentuale dei paesi africani presenti all’ONU. Ad alcuni soggetti era stato dato un ancoraggio del 10% ad altri del 65%.
Risultato: gli aggiustamenti operati dai soggetti li portavano ad una stima rispettivamente del 25% e del 45%.
Non si sono dimostrati in grado di svincolarsi dal punto di ancoraggio anche se sapevano che si trattava di un dato di partenza errato.
Biases ed Euristiche
Errore del giocatore: Rappresentatività
Errore della probabilità di base: Rappresentatività
Sovrastima dell’ampiezza del campione: Disponibilità
Sovrastima del punto di partenza: Ancoraggio
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