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Ucraina/ Domenica duello Yanukovich-Tymoshenko, sale tensione
Principali punti distintivi in politica estera, cauti su economia
Roma, 3 feb. (Apcom-Nuova Europa) - I detrattori contestano al 59enne Yanukovich l'eccessiva vicinanza con la Russia, i modi bruschi, un'istruzione non brillantissima e i tre anni di carcere scontati in gioventù per furto e aggressione. Gli anti-Tymoshenko sottolineano soprattutto l'inaffidabilità della 49enne premier, saltata da un'alleanza all'altra sempre e solo in nome della maggiore carica a sua disposizione. Nel concreto, la distinzione tra 'uomo dell'Est filorusso' e 'donna dell'Ovest pro-europeo' è forse troppo schematica, ma riassume bene i principali punti distintivi tra i due candidati, soprattutto nella fase elettorale, quando nessuno osa entrare nel merito delle misure economiche da prendere per tentare di risollevare le sorti dell'economia. I candidati si sono infatti limitati a ribadire la loro fedeltà al programma-salvagente del Fmi, che attende il nuovo presidente per sbloccare le nuove tranche del mega-prestito da 11,7 miliardi di euro.
Consapevole che nella parte orientale del Paese domenica sarà un nuovo plebiscito per Yanukovich, Tymoshenko ha spinto in direzione opposta. "L'Ucraina con l'Unione europea", e anche "Non mettere in pericolo l'indipendenza del Paese", scandiscono i suoi slogan in tv.
In realtà, Yanukovich nell'ultimo ha smesso di strizzare pubblicamente l'occhiolino a Mosca e a sua volta si è messo a predicare l'integrazione europea. Sulla Nato, la posizione di partenza è diversissima (Yanukovich contrario, Tymoshenko a favore), ma il punto di arrivo è lo stesso: l'adesione non è in agenda e un referendum in ogni caso deciderebbe in senso contrario. Quanto all'energia, il filorusso ha criticato duramente l'accordo raggiunto dalla premier con il collega russo Putin. Non c'è dubbio, tuttavia, che Yanukovich sarebbe un presidente con lo sguardo rivolto ad Est. Proprio oggi ha promesso alla parte orientale del Paese, russofona, di "sistemare la questione della lingua" nei primi mesi da capo di stato, senza elaborare. Ma 6 anni fa, quando la piazza lo costrinse a una seconda elezione (che perse), lo status di lingua ufficiale per il russo era un suo cavallo di battaglia.
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