Discussione: Macroeconomia Crisi finanziaria e sviluppi
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Vecchio 19-10-2009, 10:03   #1955 (permalink)
stockuccio
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ho l'impressione che si tratti di depistaggio ...

JPM, da 91000 miliardi a solo 80000 miliardi ... un certo progresso nei derivati c'è stato

"...L'AVIDITA' E' GIUSTA! "



" L'avidità, non trovo una parola migliore, è giusta."
Chi non ricorda Michael Douglas nel film "Wall Street", nella parte di Gordon Gekko, cinico e spregiudicato finanziere d'assalto, prototipo dell'esaltazione che ancora oggi pervade le sale della City, le sale di New YorK. Considerando quanto è stata in grado di originare la finanza in questi anni, Gordon Gekko era un puro e semplice dilettante allo sbaraglio.
Io non creo niente: io posseggo. E noi facciamo le regole: le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo. Tiriamo fuori conigli dal cilindro mentre gli altri, seduti, si domandano come accidenti abbiamo fatto. Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia: vero, Buddy? È il libero mercato, e tu ne fai parte(...)
Certo continuano a tirare fuori dal cilindro, grandi conigli bianchi e ancora oggi gli ingenui si domandano come sia stato possibile, come sia possibile che ancora oggi alla finanza speculativa, alle banche di investimento, sia concesso tutto, mentre l'economia reale, muore!
Oggi, dopo quanto è accaduto, l'avidità non la si grida più, non la si ostenta, la si pratica, giornalmente. Nessun limite, nessuna regola, nessun ostacolo, questa è stata la legge che ha esaltato la finanza e l'economia in questi ultimi anni, questo è il pensiero unico, dominante.
Sul NYTIMES Graham Bowley ci aiuta a comprendere le dimensioni del fenomeno finanziario americano, ma non solo, il momento d'oro dell'industria dei servizi finanziari e il suo ruolo nella creazione di ricchezza dal nulla.
A questo proposito voglio solo fare una piccola premessa, in relazione al fenomeno "ORO" un fenomeno che come ormai per tutte le materie prime, vede l'esistenza di un vero è proprio giacimento di oro di carta. Inutile ricordare a tutti come i profitti di questo mondo, derivino nella sostanza dal nulla, sulla fiducia che ben pochi scommettitori arriveranno a chiedere la materiale consegna del sottostante reale.
E' lo stesso concetto relativo ai depositi bancari e alla fiducia su cui si basa l'intero sistema del credito, ma mi fermo qui, per il momento.
Tutto funziona in questo modo nel mondo della finanza di carta, sulla fiducia. La vicenda di AIG, il cui braccio finanziario era arrivato a garantire sulla carta, miliardi di dollari di crediti concessi da un sistema finanziario con basi patrimoniali inadeguate, intento nel frattempo a speculare selvaggiamente nell'ombra di veicoli finanziari fuori bilancio, è emblematica.
Date un'occhiata qui sotto al 30 di giugno di quest'anno, date un'occhiata all'esposizione di JP Morgan alle entità finanziarie fuori bilancio, in continuo aumento ad oltre 85.000 miliardi di dollari.

Qui sotto avete invece, la realtà di cui vi ho parlato nel precedente post dal titolo DERIVATI! Un'odissea piena di sirene, una realtà che come spesso ho fatto notare, vede un patrimonio di quasi 8000 miliaridi di dollari di assets a fronte di oltre 203.000 miliardi di derivati, fantasia di carta al potere, quella che oggi si chiama creatività finanziaria.

Ora tornando all'articolo del New York Times e dando un'occhiata al grafico qui sotto, non si può fare a meno di notare come tutte le istituzioni finanziarie che lavorano nel mondo di carta, sono in buonissima salute, rispetto a quelle che hanno a che fare con la realtà, il mondo reale fatto di licenziamenti e di fallimenti individuali, carte di credito o crediti al consumo non onorati.

October 17, 2009
Alzo gli occhi al cielo quando sento Bini Smaghi della BCE susurrare che c'è il rischio di una nuova immininente ondata di svalutazioni delle attività bancarie nell'aria dell'euro, con conseguenti riduzioni patrimoniali. Secondo Smaghi, la "rapida espansione degli accantonamenti nei fondi rischi e i segnali di deterioramento della liquidità dei portafogli prestiti delle banche, riconducibile all'acuirsi delle difficoltà delle famiglie e delle imprese" è la causa principale di questo pericolo.
Sorrido perchè è oltre un anno che ricordo a tutti che la crisi deve ancora vedere la parte finale del ciclone, l'occhio lo abbiamo passato, ma la coda è la realtà fondamentale, una realtà che non tarderà ad arrivare.
Le banche dovranno disporre di livelli patrimoniali più elevati, qualitativamente superiori e di attività più liquide, abbandonando addirittura strumenti come le cartolarizzazioni e in mercato monetario non garantito, sostiene Smaghi, correggendo la visione a breve termine. Abbandonare le cartolarizzazioni....certo, a parole si muove il mondo!
Il 24 settembre, Morya Longo sul Sole 24 Ore scrive un pezzo sulla rinascita delle cartolarizzazioni, le prime due nuove cartolarizzazioni dal 2007, lanciate da Volkswagen e Lloyds, mentre il sistema bancario continua a fare confluire le proprie presso le banche centrali. In effetti le banche centrali sono le uniche acquirenti di titoli legati al mercato immobiliare, una liquidità che il sistema riceve in cambio per continuare a tradare i singoli mercati e quindi produrre utili dal nulla. Sarebbe interessante comprendere, come abbiamo già visto, per quale motivo, ex banche di investimento, investite dello "status" di banche commerciali per non fallire, continuino a esercitare la propria professione senza alcun limite.
(...) Solo pochi giorni fa il Fondo monetario aveva auspicato una ripresa del mercato delle cartolarizzazioni. Sarà una coincidenza, ma questo mercato per due anni additato come la causa della crisi finanziaria è magicamente risorto: tra mercoledì e giovedì sono state infatti lanciate, da Lloyds e da Volkswagen, due cartolarizzazioni. (...)Questo mercato al netto degli abusi fatti in passato è fondamentale per le banche: le cartolarizzazioni sono sempre servite agli istituti di credito per finanziarsi a basso costo, per liberare i bilanci dai mutui erogati alla clientela e di conseguenza per concedere nuovi mutui. il Fondo monetario calcola che negli Stati Uniti e in Europa il 60% dell'intero mercato dei mutui prima della crisi era finanziato dalle banche attraverso le cartolarizzazioni. E vero che proprio negli Stati Uniti è nata la crisi. Ma è altrettanto vero che tra gli eccessi del passato e lo zero assoluto di cartolarizzazioni ci deve pur essere una via dimezzo.
Non credo vi sia una via di mezzo, non esiste migliore conoscenza del rischio, se non da parte di chi ne conosce vita, morte e miracoli, la leggenda delle cartolarizzazioni è uno strumento, come il mercato ha dimostrato più volte nella storia, non in grado di gestire il concetto di rischio.
Più le banche di investimento sono state ad un soffio dalla loro estinzione, più sono oggi sulla cresta dell'onda, basta guardare come Merrill Lynch ha sostenuto il bilancio di Bank of America.
Ma nessuno ha in realtà acceso un faro sulla composizione di queste meraviglie, nessuno ha cercato di comprendere come fosse possibile che JP Morgan o Goldman Sachs, potessero aver dimenticato tanto facilmente la Madre di tutte le crisi, grazie all'aiuto del contribuente, grazie all'onda lunga del sostegno governativo che ha permesso ad AIG di salvare dalla distruzione, l'intero sistema finanziario mondiale.
Se qualcuno da un'occhiata ai bilanci, vi troverà ancora gli effetti benefici dei credit default swap sottoscritti da AIG.
Tassi ai minimi storici, aiuti governativi, miliardi di dollari di aiuti, attraverso programmi speciali, hanno portato alla nuova età dell'oro Wall Street, contribuendo a distruggere Main Street.
Quel simpatico ragazzo di Larry Summers ha sussurrato che è ora di cambiamenti radicali per la finanza, lanciando un monito alle banche: "fate per il paese, quello che il paese ha fatto a voi....." Summers come scrive Platero sul Sole 24 Ore ci dice che l'America non sta ripetendo gli errori del Giappone.....ma sarà la storia a dirci se, davanti a queste incertezze che permangono nella sostenibilità della crescita, le nostre azioni erano quelle giuste.
Certo sarà la storia, ma intanto la storia in questa crisi, fa una rima terribile con quella della "Lost Decade" e ancora, nonostante tutto, abbiamo l'intero universo che si sforza di farci comprendere come l'inflazione sia il nostro destino.
Per Summers c'è una ragione strutturale per introdurre regole: mitigare il rapporto tra la ricerca del profitto e l'avidità della natura umana. " Negli ultimi 30 anni vi sono state crisi quasi ogni tre anni, e un sistema che produce crisi strutturali ha bisogno di riforme."
Gordon Gekko si starà rivoltando nella tomba, lui che nel film "Wall Street" urlava al mondo intero che l'avidità è giusta, che l'avidità funziona; io sono commosso dalle parole di Summers, uno dei padri della deregulation, sostenitore di un mondo senza regole insieme a Rubin nell'era Clinton.
Parlando dei derivati, ha detto che la proposta di legge giacente in commissione finanza è uno storico rafforzamento di regole in un settore che prima non ne aveva - chissà chi ha lottato perchè non vi fossero - e che l'amministrazione americana è determinata a creare un crescita non più basata sulle bolle ma sulla produzione reale.
Affascinante, decisamente affascinante questa nemesi. Bracconieri e guardiacaccia insieme, mano nella mano sino ad ieri, oggi si guardano in cagnesco, ....."la nostra battaglia è appena cominciata" ha detto Larry Summers.
Se ciò accadrà, sarò il primo a scusarmi per l'ironia!
Il sistema finanziario delle banche d'investimento ha registrato utili da record in particolar modo nel reddito fisso e "giocando" con le obbligazioni corporate, quelle che il sistema stesso ha cercato di salvare a qualunque costo, socializzando le perdite che diversamente andavano assunte dagli azionisti e dagli obbligazionisti.
Non c'è storia, dopo la scomparsa di Lehman, Bears Stearns e in parte Merrill Lynch, l'assunzione di rischio è stata esponenziale e nessuno si è sognato di regolamentare il settore in questione, le ideologie demenziali, sono dure a morire. BanK of America e Citigroup, i loro bilanci, ( ......quanto mi fischiano le orecchie ) sono l'esempio lampante dell'andamento dell'economia reale americana.
Abbiamo già visto in passato come nella "Lost Decade" la manipolazione combinata da parte del governo e dei grandi brokers giapponesi, riusci a sostenere gli indici, prima del loro definitivo crollo; oggi siamo di fronte ad un bivio epocale, un bivio che l'intero popolo dell'analisi tecnica vive con trepidazione, quei ormai leggendari 1100 punti dell'indice principe mondiale, lo S&P500, limite in grado di segnare per sempre il futuro prossimo dei mercati finanziari mondiali.
La discussione che sta avvenendo intorno alle possibile modifiche del FSB166 e 167 secondo il quale entro l'inizio del prossimo anno le banche sarebbero costrette a riportare in bilancio dai 900 ai 1000 miliardi di assets fuori bilancio appunto è una delle tante discussioni di contorno a questa crisi, discussioni che verranno diligentemente corrette al momento opportuno dalle lobbies bancarie.
Nella peggiore delle ipotesi, la minaccia di affondare definitivamente la speranza di concessione di credito all'economia reale è sufficientemente forte da non ammettere discussioni. L'American Bankers Association, suggerisce una periodo di transizione di almeno tre anni, senza alcun cambiamento in termini di patrimonializzazione in riferimento alle attività fuori bilancio. Addirittura secondo il tesoriere di Wells Fargo, per ogni miliardo di patrimonializzazione richiesta, circa 15 miliardi verrebbero sottratti all'economia reale, attraverso una contrazione del credito.
Citigroup, the New York-based bank that yesterday reported a third-quarter profit of $101 million, argued that bringing off-balance vehicles onto its books would lead the bank to cut financing for securitizations that fuel credit-card lending, residential mortgages and student loans.

Citigroup sussurra che ogni obbligo di consolidare in bilancio le operazioni ombra, porteranno la banca a tagliare il finanziamento alle operazioni di cartolarizzazione che sono il sostegno al mercato delle carte di credito, dei mutui residenziali e dei prestiti agli studenti.
Suppongo che ben pochi hanno fatto caso alla notizia secondo la quale, il programma della Federal Reerve, per rianimare le cartolarizzazioni potrebbero essere interrotto e il credito al consumo soffocato dalle modifiche contabili previste per il 2010.
La moratoria di sei mesi è già stata richiesta dall’American Securitization Forum per cercare di evitare un autentico shock, al sistema finanziario a partire dal 1° gennaio 2010.
E pensare che vi è ancora qualcuno che rinnega il paragone con il Giappone, della “Lost Decade” quando il problemi delle cosiddette banche zombie, furono nascosti e protratti nel tempo. Nessun problema, la nemesi continua, chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo, oggi, molto prima di quanto nessuno creda.
“The role that securitization has assumed in providing both consumers and businesses with credit is striking with currently over $12 trillion of outstanding securitized assets, including mortgage-backed securities, asset-backed securities and asset-backed commercial paper, the ASF said.(Reuters)
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