Si vanno precisando alcuni dettagli dell'operazione, anche se manca per ora il crisma dell'ufficialità...
CIT sarebbe intenzionata a procedere come ResCap, che ha varato un distressed exchange costituendo per gli obbligazionisti diversi livelli di priorità in funzione della minore o maggiore lunghezza del debito (garantendo prioritariamente nello swap i bh i cui titoli scadevano nel breve termine rispetto ai possessori di titoli lunghi). Rammento che per ResCap quella vicenda si è rivelata una enorme bubbola, come peraltro già anticipato da più d'uno di noi ancora sul FOL, in quanto alla fine - ad avviso di alcune agenzie di rating - il valore residuo della società si attesta ormai su livelli tali per cui il collaterale, costituito dalla gan parte dei beni della società, coprirebbe solo, in caso di dafault, i creditori secured first lien (ossia GMAC, che controlla ResCap

) e lascerebbe scoperti tutti gli altri, i senior secured second e third lien, i senior unsecured e gli altri "a scendere"...
Ove lo swap non riuscisse, voci di stampa fanno riferimento alla possibilità di una bancarotta "prepackaged" (e tuttavia, se fallisse lo swap, i margini per una tale soluzione sarebbero risicati o piuttosto di Ch 11 ordinario, rispetto al quale si cercherebbe per quanto possibile di accellerare i tempi di uscita.
CIT sostiene che il suo default avrebbe conseguenze importanti sull'industria manifatturiera, essendo fra l'altro il terzo finanziatore in USA per l'acquisto di carrozze ferroviarie ed il terzo mondiale per l'acquisto di aeroplani.
CIT May Pit Bondholders Against Each Other With Debt Swap Offer - Bloomberg.com