Questo è l’aggiotaggio ipotizzato dalla Procura di Milano, se ne stanno occupando, coordinati dal Procuratore aggiunto
Francesco Greco, i Pubblici Ministeri
Luigi Orsi e
Gaetano Ruta in quest’udienza preliminare, che è davanti al G.I.P.
Luigi Varanelli.
I tredici che sono stati chiesti di archiviazione, di proscioglimento, sono il
Credit Swisse Fest Boston, la banca giapponese
Nomura, le cooperative
Talea, Estense, Nova e Adriatica con i loro dirigenti, il finanziere bresciano
Emilio Gnutti, il costruttore
Marcellino Gavio e l’immobiliarista
Alvaro Pascotto, questi dovrebbero uscire dal processo.
Chi rimane invece?
Rimangono i big: rimangono intanto
Giovanni Consorte, già Presidente dell’Unipol, rimane l’ex governatore della Banca d’Italia
Antonio Fazio, il suo capo della vigilanza
Francesco Frasca, il braccio destro di Consorte e braccio sinistro, ossia
Sacchetti e Cimbri, banchieri italiani del
BPV Zonin e
Ivo Gronchi, il banchiere della
BPR Leoni, il banchiere della
Carige Berneschi e poi
Giampiero Fiorani, che
ha già chiesto di patteggiare la pena anche in questo processo.
Questi, secondo l’accusa, erano il
nocciolo duro della scalata Unipol alla BNL illegale, secondo l’accusa.
E poi c’è quel patto parasociale, ossia c’è il fronte dei
furbetti del quartierino: gli immobiliaristi legati a
Francesco Gaetano Caltagirone, che avevano sostanziose quote della BNL e che si erano impegnati, più o meno segretamente,
a girarle a Consorte, quindi stiamo parlando di
Francesco Gaetano Caltagirone, ma anche del quartetto dei furbetti del quartierino,
ossia
Ricucci, Statuto, Coppola più Vito Bonsignore che, oltre a fare l’affarista,
fa anche l’Europarlamentare del Popolo della Libertà.
Quelli avrebbero costituito, secondo l’accusa, la sponda indispensabile a Consorte per la scalata: senza le loro quote Consorte non avrebbe potuto conquistare così agevolmente la maggioranza della grande banca romana,
Banca Nazionale Del Lavoro, appunto.
Poi c’è il cotè politico e questo è molto interessante, perché con l’aprirsi del processo, del dibattimento, li vedremo sfilare questi politici: non sono potuti sfilare come imputati, perché si sono salvati - adesso vediamo come
-
grazie a vari tipi di immunità italiani e europei e dovranno quindi sfilare come testimoni, verranno citati come testimoni, dovranno giurare di dire la verità e poi dovranno dirla, perché se non la diranno rischieranno un’incriminazione per falsa testimonianza.
Quindi non so se è convenuto loro comparire in quel processo come testimoni o invece come indagati
perché l’imputato, a differenza del testimone, ha il diritto di mentire, mentre invece il testimone, se mente, commette un reato.
m.t




