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Buoni lavoro

I voucher Inps nella riforma Fornero. Il Nord batte il Sud

Alessandra Caparello
Aggiornato il 02 Ottobre 2012, ore 02:50
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LA NOTIZIA

Voucher usati più al Nord che al Sud, con scarso utilizzo della manodopera straniera, mentre decollano nel settore agricolo

[caption id="attachment_11566" align="alignleft" width="270"]Voucher Inps In arrivo i primi dati sull'utilizzo dei buoni lavoro. Il Nord batte il Sud[/caption]

Voucher Inps nella riforma del lavoro del ministro Fornero. I primi dati delle novità introdotte nel lavoro accessorio 2012.

Cresce il numero di chi utilizza, nell’ambito del lavoro accessorio i buoni lavoro, anche conosciuti come voucher Inps. Un utilizzo soprattutto al Nord, mentre al Sud continuano ad essere pressoché sconosciuti.

Voucher nella riforma Fornero

Innanzitutto si ricordano le novità introdotte in merito al lavoro accessorio 2012 e ai voucher Inps in particolare. E’ possibile attivare lavoro accessorio, pagato con i buoni lavoro o anche detti voucher, tenendo conto solo di un limite di carattere economico, quello di 5mila euro, commisurato a quanto ricevuto, nel corso dell’anno solare, dalla totalità dei committenti. ( Per maggiori dettagli si veda il nostro articolo Buoni lavoro nella riforma Fornero: le prime indicazioni dal Ministero).
La nuova disciplina in tema di lavoro accessorio e voucher, prevede anche un uso libero, nelle aziende agricole sotto i 7mila euro di giro d'affari, dei soggetti da usare per lavoro accessorio, esclusi gli iscritti agli albi dei lavoratori agricoli, mentre in quelle che superano il tetto di fatturato si possono arruolare solo pensionati e studenti under 25. ( Si veda a tal proposito il nostro articolo Riforma del lavoro: voucher agricoli anche per i pensionati).Inoltre nelle imprese commerciali e tra i professionisti, invece, ogni lavoratore potrà incassare solo fino a 2mila euro per ciascun committente, all'interno della regola generale che fissa un tetto di 5mila euro l'anno sommando tutti i datori di lavoro.

Buoni lavoro accessorio 2012: i primi dati

Delle novità importanti, i cui effetti sono stati ora analizzati dall’Istituto nazionale di previdenza sociale, viene fuori che al Nord sono più utilizzati i voucher, rispetto al Sud. Un 72 per cento, con un 10% delle vendite, la percentuale del Nord rispetto al mezzogiorno. Uno strumento che non decolla quindi, neanche tra i lavoratori stranieri. Appena 27mila (il 13%) su un totale di 200mila impiegati con questa formula nel 2011, quota che scende al 6% se si considerano solo gli extracomunitari.

Voucher agricoli in crescita

Nonostante questi numeri non certo soddisfacenti, si segnala che il settore dove maggiormente sono utilizzati i voucher Inps è il settore agricolo, che fa registrare un alto numero di addetti con il voucher Inps: il 27,5% degli italiani e il 20,2% degli stranieri.

2 COMMENTI
2 COMMENTI
  1. nmarchig 27 agosto 2012

    i voucher Inps sono una gran capziata, non ti danno diritto a ferie, malattia, indennità di fine rapporto (liquidazione) ecc. ecc. ..e nemmeno maturi il diritto alla disoccupazione seppur “la ridotta” in unica soluzione… é evidente che si preferisca lavorare in nero ed incassare in toto quei 10 euro, piuttosto che 7.50 al netto dei contributi e senza alcun diritto..eccetto la pensione intesa come finestra temporale …. serve solo ai datori di lavoro per fregare il malcapitato in quanto non esistendo contratto, il datore di lavoro é esentato dagli obblighi contrattuali chwe derivano anche da un vero contratto a tempo determinato… uno schifo per chi il lavoro lo presta.

  2. nmarchig 27 agosto 2012

    vi faccio un esempio..

    un cameriere assunto a contratto a tempo determinato a tre mesi in stagione estiva mettiamo a 40 ore..e dal 15 giugno al 15 settembre ovvero contratto a tempo determinato di tre mesi.. ha diritto a: 7 giorni di ferie pagate, un monte ore di permessi retribuiti, 1/4 di tredicesima e quattordicesima se prevista.. ed a fine rapporto ovvero il 15 settembre avrà anche 1/4 dell'accantonamento TFR annuale che gli spetta… in più facendo domanda di disoccupazione entro marzo dell'anno successivo, avrà diritto all'assegno Inps del 30 % retribuito.. in soldoni sonanti a giugno dell'anno successivo fanno circa 1000/1200 euro assegno Inps di disoccupazione

    un cameriere assunto a voucher INPS, non ha contratto che preservi i suoi diritti, nessuna feria pagata , nessuna tredicesima, nessuna liquidazione e nessun assegno di disoccupazione maturati… si matura solo il diritto a finestre temporali in vista della pensione e batate bene solo finestre temporali E NON CONTRIBUTIVE.. ma poi chi ci pensa alla pensione più?..

    MA I SINDACATI CHE FANNO DORMONO?
    O sono troppo impegnati a far melina con Monti e la Fornero, i quali li metterei si a VOUCHER INPS..che se li godano